Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, la nostra Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste amare riflessioni sulla conquista che sta avvenendo, noi complici, e del governo non parliamo (vi ricordate la Giorgia Meloni de “Blocco Navale subito”? una delle tante prese per i fondelli…) sotto i nostri occhi. Ma ce lo meritiamo: nel momento in cui abbiamo abbandonato la fede dei nostri padri, che cosa potevamo attenderci’ La natura odio il vuoto. Buona lettura e condivisione.
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Ai tempi di Sant’Agostino, ma anche ben prima di lui, tutto il nord Africa, che era parte dell’Impero, era cristiano, cristianissimo. Splendeva, quindi, nella luce di Cristo e donava Santi al mondo, tantissimi, e Sante martiri e anche Papi. Tre per amore di precisione: Gelasio, Vittore e Milziade. Poi, poi, tristemente, arrivò la conquista degli omayyadi, tra il settimo e l’ottavo secolo, e i musulmani si installarono in tutto il Magreb, con la loro finta religione che ha per devozione la feroce pietra nera di Saturno.
Da lì han sempre provato a raggiungere le nostre sponde per conquistarci e sottometterci al loro Dio che si prega con il sedere all’aria. Sono arrivati fino in Sicilia e in Spagna, ma sono stati respinti, cacciati dai cristiani che allora avevano Dio, il vero Dio trinitario, dalla loro parte.
Lepanto è solo una delle tante vittorie sui mori. E ora? Ora il nero periglio che viene dal mare è stato accolto a braccia aperte, gli si sono stesi tappeti rossi, li si dichiara buoni e democratici anche quando fanno le stragi. E chi osa dire che sono tutte balle e frottole viene tacciato di islamofobia, quasi un reato…
Secondo la sceneggiatura già scritta (che ho letto di sguincio in una delle mie notti di preghiera), essi, aiutati dal finto re inglese (che è già un islamico), dai partiti di sinistra (anche quelli italiani), dalle guerre (inventate) dell’occidente, che li mostrano come vittime, siederanno da vincitori e ci conquisteranno. E’ solo questione di tempo.
Poi, dopo i dolorosi anni della sudditanza, ecco pronto per noi, il finto re inglese Luigi, l’anticristo. Sarà lui a fingere di salvarci dall’islam, il liberatore. I tentacoli di Lucifero sono già in gran lavorio e puntano diritto alla meta. Da una parte, la chiesa, sempre più fiacca e iscritta al club arcobaleno, farà indolorire i devoti, mandandoli alla deriva e facendo loro intravedere nell’islam una soluzione (Oh, ricordo ancora una litigata in macchina con un nobile cattolico appartenente ai cavalieri di Malta, che mi ripeteva a macchinetta: “Ci penseranno gli islamici”). Dall’altra l’agenda grim (verde, cioè trista in diavoliano) e tutto il codazzo di lgbt europeista della micragna, spinge chi non è credente, ma tuttavia con la testa ancora sulle spalle e non legata ai calcagni, a dire tra sé, bè, meglio i mussulmani che almeno sono tradizionali, amano le donne e non si occupano del clima…
Sì sì, certo, come no. Da loro la pedofilia si chiama matrimonio, il barbarico occhio per occhio è legge e… racconto una storia che lessi tempo addietro su un giornalone snob. Era un’intervista a una signora del jet set che aveva sposato, in America, un afgano. Quando andarono al paese di lui, la poveretta aprì gli occhi. Si accorse che il marito era sottomesso, in tutti i sensi, a uno zio, e che era cosa normalissima e accettata. S’avvide poi che i bambini crescevano, furenti, tra le braccia di madri furenti… Il mondo al contrario, voilà. Non credo proprio che sia questa la volontà di Dio che ci vuole gioiosi, nella Sua Santa Volontà. E dunque, faccio suonare le mie campane (visto che i sacerdoti tengono mute le loro) e grido ai quattro venti: “Evviva Carlo Martello, evviva Lepanto, sì, fuori l’islam dall’Europa!”
Mentre sto per mettere il punto e a capo, un ricordo sardo m’accende la penna. Sono con un’amica in spiaggia e lei è sarda e piuttosto bella. Arriva un certo Ammar, che ha il padre pilota e vive in Sardegna. Comincia un gioco, tra loro, di seduzione e io a osservarli finché non m‘accorgo che, dall’altra parte della spiaggia, c’è una donna con un bambino e guarda di continuo dalla nostra parte. Mi sento sui carboni rossi e domando ad Ammar se conosce quella donna. La risposta la scrivo per come me l’ha detta tanti anni orsono e che non ho mai dimenticato: “Oh sì certo, è mia moglie con mio figlio”. Poi, girate le spalle, si rimise a flirtare con la Elisa. Certo, cosa vuoi che sia, cara la mia Benedetta, gli uomini sono galli, si sa. Rispondo, non sono nata ieri e conosco i costumi del mondo, tuttavia quel che mi colpì fu il fatto che la signora, laggiù, guardava, e tuttavia rimase al suo posto e lui se ne andò solo quando ebbe un appuntamento notturno con l’Elisa…
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3 commenti su “La Conquista è in Atto, e non Vogliamo Vederlo…La Natura Odia il Vuoto. Benedetta De Vito.”
La ‘fede dei nostri padri’ un cattolico la abbandona anche quando — mancando di rispetto e di tolleranza nei confronti delle altre religioni monoteiste (tra cui l’Islam), che invece la Chiesa Cattolica autentica, grazie a Dio, oggi tollera e rispetta (anche se non sempre nel modo più appropriato) — manca di rispetto alla Chiesa Cattolica stessa, anteponendo i propri pregiudizi al magistero dei Romani Pontefici, attribuendo ingiustamente al Sacro Concilio Vaticano II la deriva in corso nella Chiesa e ai non cattolici (o ai cattolici ‘altri’: quelli che, con vari pretesti, si rifiuta di amare) tutti i mali del mondo.
Ecco così che emerge il danno enorme fatto da alcuni prelati infedeli, sedicenti tradizionalisti che invece sono solo incalliti ‘indietristi’, che fomentano la disobbedienza ai Papi (anche rifiutandosi di fare la necessaria distinzione tra Papi e antipapi), che disprezzano anche pubblicamente il Magistero, che inneggiano a un truce passato di cruenti scontri di religione come se fosse una via per risollevare le sorti l’Occidente dalla sua deriva morale, che non si sognano neppure di pregare per i (presunti…) ‘nemici’ (ossia gli ‘infedeli’ — come i samaritani apparivano infedeli e nemici agli occhi dei giudei. Ma Gesù come trattò i samaritani? E i pagani/gentili, di grazia?) ma sperano nella loro disfatta e rovina.
Questo ‘cattolicesimo fai da te’, che calpesta la carità per dar spazio a un becero e anacronistico campanilismo, si traduce in un rinnegamento (di fatto) della ostentata ‘fede dei padri’.
La soluzione vera, la via stretta ma sicura, è prendere Gesù a modello di Amore, Rispetto e Tolleranza, ammettere le proprie durezze di cuore e riconoscere con onestà e contrizione i propri torti nei confronti della Verità e della Carità.
Ricordiamoci sempre la risposta di Gesù, quando gli fu chiesto (Luca 10, 29):
“E chi è il mio prossimo?”
La parabola stessa è un amorevole invito ad ‘aprirci alla prossimità’: il samaritano dovrà infatti superare sia lo scoglio del pregiudizio contro i giudei sia la diffidenza nei confronti degli estranei per prestare soccorso allo sconosciuto giudeo caduto in disgrazia. Invece il sacerdote e il levita, giudei, trattano il ‘fratello di sangue’ come una seccatura indegna della loro attenzione; tirano quindi dritto per la loro strada, senza Conversione.
Con lo stesso spirito del buon samaritano dovremmo porci oggi nei confronti dei musulmani. Senza per questo giustificare o tollerare un’immigrazione scriteriata, occasionali o sistematiche violenze e abusi vari, sia ben chiaro, ma facendo del nostro meglio per vedere anche tutto il bene — e non solo il male — nel ‘diverso’, così da creare quella prossimità necessaria ad ‘allargare la cerchia del nostro amore’, aprendoci così sempre di più al perdono divino e alla salvezza.
Oh, cara Benedetta, come siamo ciechi! E quanto bisogno c’è di chi ci dia una scossa. Tanto che è un tutt’uno leggerla e domandarmi come faccia con tanta tranquillità a dir le verità che dice e metterle stampate in bella vista di fronte al mondo intero. Ma è ovvio e come non capirlo subito? Oltre alla compagnia del suo provvido dizionario delle diavolerie, lei indossa un bel giubbotto antiproiettile, beata lei! Sono i suoi notturni rosari, le sue messe mattutine, i suoi cari santi che persino le vengono a far visita e la Santa Madonnina con tutti i suoi meravigliosi titoli che nemmeno il più blasfemo dei prefetti nei suoi intenti malefici riesce a strapparle. Una scorta celeste che dobbiamo tutti ricercare.
E che trionfi presto il Cuore Immacolato di Maria
Per scherzare un po’:
“Gli uomini sono galli”, sì, ma le donne sono galline. Maschi e femmine li creò.
L’Elisa è la gallina che ha concesso l’appuntamento notturno al gallo Ammar.
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