La Cina, e le Terre Rare. Come L’Europa è Tagliata Fuori da un Mercato Vitale. Matteo Castagna.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo Castagna, che ringraziamo offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul viaggio di Trump in Cina e le sue ricadute sulla politica internazionale.  Buona lettura e condivisione.

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di Matteo Castagna

A margine del viaggio di Trump in Cina, che si è rivelato una vetrina per quest’ultima come “superpotenza alla pari” degli Stati Uniti, nonostante le parole di circostanza, quali l’auspicio di una partnership futura che sostituisca la storica rivalità, la deputata repubblicana della California Young Kim ha scritto un editoriale al vetriolo su Fox News: “dobbiamo collaborare con i nostri alleati e amici più fidati per costruire catene di approvvigionamento solide e resilienti, indipendenti dalla Cina”.

I minerali essenziali alimentano silenziosamente ogni aspetto della vita americana moderna. Quando vi versate il caffè al mattino, vi affidate a cavi di rame e chip di silicio che lavorano dietro le quinte all’interno della vostra macchina del caffè. Quando prendete il latte dal frigorifero, dipendete da componenti metallici, cavi di rame e controlli elettronici per mantenere tutto al fresco. Accendete la TV per l’ennesima discussione tra politici sui notiziari via cavo e state guardando uno schermo costruito con indio, litio e fosfori di terre rare – incalza la deputata trumpiana d’origini cinesi.

Spegnete le luci, salite in macchina, collegate il telefono al Bluetooth e avviate il vostro podcast preferito per il tragitto verso il lavoro. Questa routine quotidiana dipende da rame, litio e da tutta una serie di altri minerali essenziali che alimentano batterie, altoparlanti, sistemi di navigazione, motori elettrici e moderne tecnologie di comunicazione.

Il Partito Comunista Cinese ha speso decenni e centinaia di miliardi di dollari per monopolizzare il mercato dei minerali critici, dall’estrazione alla lavorazione e alla raffinazione. Oggi, la Cina controlla circa il 70% dell’estrazione globale di terre rare e quasi il 90% della capacità di raffinazione, dominando le catene di approvvigionamento che sono alla base della sicurezza economica e nazionale degli Stati Uniti.

Non si tratta solo di ciò che finisce nella vostra macchina del caffè o nel vostro iPhone. I minerali critici sono essenziali per la forza militare americana, alimentando di tutto, dai caccia di ultima generazione e dai sistemi missilistici ai radar, ai satelliti e alle tecnologie di comunicazione. La Cina lo sa e ha dimostrato più volte la sua volontà di strumentalizzare le catene di approvvigionamento globali a fini di influenza geopolitica.

L’anno scorso, Pechino ha imposto rigidi controlli sulle esportazioni di elementi delle terre rare, sconvolgendo i mercati globali e provocando ripercussioni a catena nelle catene di approvvigionamento della difesa e della produzione. Le conseguenze hanno colpito direttamente gli americani. Le interruzioni delle forniture fanno aumentare i costi, rallentano la produzione, minacciano i posti di lavoro e rendono più costoso e difficile produrre qualsiasi cosa, dalle automobili all’elettronica di consumo.

L’industria aerospaziale del mio Stato, la California, offre un chiaro esempio di ciò che è in gioco. Il settore sostiene oltre 350.000 posti di lavoro e genera decine di miliardi di dollari di produzione economica annua. È inoltre fondamentale per la base industriale della difesa americana, producendo aerei, satelliti e sistemi missilistici avanzati. Senza un accesso affidabile ai minerali critici, migliaia di posti di lavoro e miliardi di dollari di attività economica sono a rischio.

Il presidente Trump e la sua amministrazione comprendono l’urgenza di questa sfida e si stanno muovendo rapidamente per ripristinare il primato americano nel settore energetico e minerario. I recenti sforzi per rafforzare l’industria mineraria nazionale e sostenere aziende come MP Materials e Lithium Americas rappresentano passi importanti nella giusta direzione.

Ma gli Stati Uniti non possono risolvere questo problema da soli. Anche con un aumento della produzione interna, si prevede che la domanda globale di minerali critici aumenterà vertiginosamente nei prossimi decenni. Alcune stime indicano che nei prossimi 25 anni il mondo consumerà tanto rame quanto ne ha consumato l’umanità in tutta la sua storia documentata .

Per questo motivo dobbiamo collaborare con i nostri alleati e amici più fidati per costruire catene di approvvigionamento solide e resilienti, indipendenti dalla Cina.

Questa settimana, il mio disegno di legge “Developing Overseas Mineral Investments and New Allied Networks for Critical Energies (DOMINANCE) Act”  è stato approvato dalla Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti. Il DOMINANCE Act contribuisce a consolidare la strategia del Presidente Trump in materia di minerali critici e crea un approccio coordinato per garantire le catene di approvvigionamento che alimentano la nostra economia e la nostra difesa nazionale. Questa legge rafforza la capacità degli Stati Uniti di collaborare con gli alleati, riduce la dipendenza dalla Cina e garantisce che sia il mondo libero, e non il Partito Comunista Cinese, a controllare le risorse che definiranno il XXI secolo.

Non si tratta solo di politica energetica o industriale. Non si tratta di potenza militare o competizione geopolitica, sebbene anche questi fattori siano certamente da considerare. In sostanza, questa sfida riguarda la protezione del sogno americano e del nostro stile di vita. Gli elettrodomestici nelle nostre case, le auto che guidiamo, la tecnologia su cui facciamo affidamento ogni giorno e i sistemi militari che difendono la nostra nazione dipendono tutti da catene di approvvigionamento sicure di minerali critici. L’America può cogliere questa opportunità ora, oppure rischiare di pentirsene per i prossimi 100 anni.

Questo grido d’allarme, rivolto evidentemente agli americani, è interesse di tutti, in tutto il mondo. Quando si sente parlare di preoccupazioni particolari su un’ eventuale inizio di controllo globale, ci vien da sorridere perché c’è già, da decenni, come dimostra, numeri alla mano, questa deputata repubblicana. Il fatto che i nostri dati e le nostre abitudini siano in mano al Partito Comunista Cinese inquieta perché non se n’è mai parlato, in Italia, prima dell’esperienza pandemica Covid-19. Il motivo principale è l’estraneità dalla concorrenza tecnologica del nostro Paese e la volontà di creare inutili allarmismi. Infatti, anche Fox News la mette su un piano economico e strategico per gli USA, che non possono permettersi una supremazia in questo campo da parte cinese.

Noi non ci siamo mai posti più di tanto il problema, né abbiamo formulato interrogativi pertinenti quando, negli anni Novanta, accanto alle ben note marche cinesi, iniziavano ad arrivare telefonini e un sacco di merchandising elettronico made in China. Perché in cambio del basso costo, noi ci accontentiamo e non ragioniamo. Così come le piccole e medie imprese, quando possono acquistare a costi nettamente inferiori rispetto all’Occidente, non si fanno remore ad approfittare dei mercati orientali, in quanto la pressione fiscale è talmente asfissiante, da offuscare il cervello e, per molti, da non dormirci la notte.
Così, in ogni ambito della tecnologia i prodotti cinesi hanno spopolato ed oggi lo fanno ancor più di trent’anni fa, perché siamo nell’era hi-tech, in cui i nostri figli utilizzano già l’Intelligenza Artificiale per fare i compiti e, noi, per scrivere velocemente una lettera, perché tanti sono coloro che non hanno veramente studiato né amano leggere perché prediligono quella praticità, che lasciata sola, costruisce menti labili alla manipolazione mediatica, al Pensiero Unico ed alla creduloneria nei confronti di qualsiasi scemenza o santone si presenti.
Faccio un esempio, che mi è parso eclatante. Recentemente i media hanno letteralmente esultato per la grande vittoria dei cosiddetti diritti civili nel decennale della legge Cirinnà. Sì, l’ex deputata di sinistra che ha nascosto i contanti nella cuccia del cane, ma siccome la casetta della bestiola era arcobaleno, ha automaticamente commesso un peccatuccio. L’esultanza ha raggiunto anche i Sacri Palazzi e alcuni Atenei.
In determinate parrocchie i “gay cattolici” (che esistono davvero ed hanno pure un sito ufficiale) con l’ausilio e la presenza di ordinari diocesani e parroci celebreranno la giornata contro l’ “omolesbotransfobia” in chiesa o nelle canoniche, mentre all’Università di Verona, sempre più gay friendly delle altre e già imbandierata, si terrà una conferenza pubblica patrocinata dal comune di “sinistra parrocchiale” guidata dal “cattolico” praticante Damiano Tommasi e col contributo pubblico dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che dipende dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Cosa c’entri la razza con l’orientamento sessuale, Dio solo lo sa.,.Comunque il punto è in 10 anni le “unioni civili” sono state solo 20.000 e nessuno, pubblicamente, ha detto che sono esclusivamente 2.000 all’anno, di cui solo una parte tra coppie dello stesso sesso perché l’altra è tra etero, su 60 milioni di italiani.
Quella che veniva sbandierata come una legge indispensabile, in un decennio si è dimostrata un clamoroso flop, in particolar modo nella comunità LGBTQIYZ*+. Tanto che l’eurodeputato Zan ha rilanciato, dicendo che adesso, (dato il successone delle unioni civili) si deve passare al matrimonio egualitario. Non si è sentita una sola voce di dissenso, basata sui dati forniti da loro stessi. In un contesto normale, qualcuno dovrebbe chiedere l’abrogazione della Cirinnà, perché si è dimostrata inutile, mentre si vede che gli smartphone cinesi hanno già fatto effetto sulle cellule grigie. La storia del successo se la sono bevuta tutti perché nessuno pensa più. I comunisti cinesi hanno tutti i nostri dati per quella logica del profitto che, tramite la profilazione, li rende miliardari e noi rincoglioniti, scusate il francesismo.
Noi europei siamo tagliati fuori da questo mercato e se Trump ce la farà, anche Gli USA avranno tutti i nostri dati, sempre che in buona parte non li abbiano già. Finché il motivo è economico-commerciale, l’esercizio della nostra volontà può ancora essere predominante. Laddove un domani venissero utilizzati per altri scopi, magari strategici, il nostro libero arbitrio potrebbe contare come il due di bastoni quando la briscola è denari. E l’IA, soprattutto per come la intende Palantir, potrebbe prendere il sopravvento. Pensiamoci e regolamentiamo, prima che sia troppo tardi.
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1 commento su “La Cina, e le Terre Rare. Come L’Europa è Tagliata Fuori da un Mercato Vitale. Matteo Castagna.”

  1. Resto molto in dubbio sul fatto che i cinesi “dispongano di tutti i nostri dati” e invece gli USA no.
    Assange ha dimostrato che anche nel campo occidentale c’è un bel andazzo nel recuperare informazioni “sensibili” tramite i sistemi di telecomunicazione moderni e le tracce che involontariamente si rilasciano. Inoltre
    l’uso che fa Israele delle intercettazioni e della IA per colpire obiettivi “militari” (supposti terroristi, leader politici, alti papaveri, intellettuali -e loro familiari – a Gaza, in Libano, Iran) dimostra una capacità di penetrazione sorprendente. Parliamo di omicidi mirati, un’arma ampiamente usata anche dagli USA nelle loro “guerre al terrore”. Sorprenderebbe che queste capacità tecniche di Israele non siano a disposizione anche dei loro alleati e protettori, gli USA.

I commenti sono chiusi.

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