Vim vi Repellere Licet. Difendiamo la Verità! Catholicus.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un fedele amico del nostro sito, Catholicus, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla situazione attuale della Chiesa. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

Vim vi repellere licet

Difendiamo la Verità !

“Vim vi repellere licet”  recita una saggia massima latina, inclusa nel diritto romano (Digesto), che può tradursi così “è lecito rispondere alla violenza con la violenza”; mutuando questa massima in ambito ecclesiastico modernista, possiamo ritenerci più che autorizzati a rispondere alla coercizione ossessivo-compulsivo, a cui  ci sottopone da decenni il clero modernista per distruggere in noi ogni residua traccia della fede cattolica bimillenaria; e la nostra risposta può e deve essere altrettanto decisa, costante e coraggiosa, da porsi almeno al loro stesso livello, coraggiosa e incrollabile.

Nell’attuale fase storica della Chiesa di Cristo la compagine sinodal-conciliare, falsa e menzognera come mai era accaduto in due millenni di storia cristiana, esercita sui fedeli una  vera e propria violenza psicologica, un lavaggio del cervello, con la tecnica della rana bollita e della finestra di Overton.

 

Quindi il reagire, l’opporsi a questa forma di sottile, subdola violenza psicologia alla nostra coscienza, alla nostra fede bimillenaria, diviene lecito, anzi doveroso, divenendo ogni giorno vieppiù urgente impegnarsi a fondo in difesa della Messa tridentina e della Tradizione cattolica bimillenaria, data l’apostasia galoppante della chiesa modernista, conciliar-sinodale, che con papa Leone sta addirittura subendo un’accelerazione rispetto al moto impressogli dal papa argentino.

 

Già in anni non tragici come gli ultimi Mons. Richard Williamson, passato dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X all’Unione Sacerdotale Marcèl Léfèbvre nel 2011, parlava dio una vera e propria guerra in atto tra le due chiese, quella cattolica e quella modernista, o conciliare vaticansecondista :

Ecco il cuore del problema che non deve mai essere perso di vista. Siamo di fronte a una guerra tra due religioni che può concludersi solo con la morte dell’una o dell’altra. I cattolici devono combattere questa guerra con le armi della Verità. I ​​conciliaristi possono combatterla con qualsiasi mezzo a loro disposizione. Per giusta punizione divina della tiepidezza di molti cattolici, ai conciliaristi è stato concesso di occupare quasi tutte le posizioni di potere e influenza all’interno della struttura della Chiesa. Le hanno sfruttate appieno per fondare la loro nuova religione.”

Tuttavia, i cattolici avevano e hanno dalla loro parte la Verità, che “è potente e prevarrà”

cfr Mons. Williamson sui negoziati tra la FSSPX e Roma dalle Lettere del Rettore del Seminario San Tommaso d’Aquino, vol. 4, parte 3^, riportato in “Commenti Eleison”, 27 febbraio 2026

 

Prendiamo quindi esempio, la vicenda  dal coraggioso combattente giapponese  asserragliato su un’isoletta sperduta nel Pacifico, che continuava a sparare contro chiunque si avvicinasse alla costa, non sapendo che ormai la 2^ guerra mondiale era terminata, e purtroppo con la sua sconfitta.

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2853_Catholicus_Combattenti_degli_ultimi_tempi.html

 

hiroo onoda

https://www.secoloditalia.it/2026/02/la-storia-di-hiroo-onoda-e-lultimo-giapponese-che-vive-in-noi-tra-paure-e-credenze/

 

A differenza del solitario soldato giapponese, noi cattolici non siamo stati ancora definitivamente sconfitti, anzi, siamo in netta ripresa, ad esempio oltre oceano, dove anche  diversi vescovi non seguono pedissequamente le direttive vaticane, ma difendono la Santa Tradizione Cattolica, vuoi per reazione alla sconsiderata gestione Clinton, Obama, Biden, vuoi per la rimonta di Donald Trump.

 

Il famoso “aggiornamento” di papa Roncalli era in realtà una foglia di fico che nascondeva un piano criminoso (spiritualmente parlando) per la demolizione della Chiesa Cattolica dal suo interno ad opera della sua gerarchia, piano che trovò la sua massima espressione nel famigerato Concilio Vaticano secondo, ad opera dei prelati modernisti che se ne impossessarono subito, con l’aiuto dei papi conciliari.

L’altrettanto famoso tormentone roncalliano “oggi la Chiesa preferisce usare lo strumento della misericordia”, in realtà nascondeva l’intento di smantellare la dottrina, i comandamenti, i precetti e tutta la legge di Dio, fino ad allora conservata e tramandata nei secoli dalla Chiesa di Cristo; da lì siamo giunti alle menzogne di Bergoglio, che confermava i peccatori nei loro peccati dicendo loro “Dio ti accetta come sei, vai pure avanti così”, accompagnandoli in tal modo  fino all’impenitenza finale, sicuro biglietto d’ingresso per l’inferno (chi ricorda ancora i novissimi? cestinati da decenni, così come “la Chiesa della paura” di mons. Ermes Ronchi).

 

In tema di aggiornamento ecclesiastico  sentiamo l’opinione di un filosofo laico, Gianni Vattimo (R.I.P.) :

Voi cattolici avete resistito impavidi per quasi due secoli all’assedio della modernità. Avete ceduto proprio poco prima che il mondo vi desse ragione. Se tenevate duro ancora per un po’, si sarebbe scoperto che gli “aggiornati”, i profeti del futuro postmoderno eravate proprio voi, i conservatori. Peccato. Un consiglio da laico: se proprio volete cambiare ancora, restaurate, non riformate. È tornando indietro, verso una tradizione che tutti vi invidiano e che avete gettato via, che sarete più in sintonia con il mondo d’oggi, che uscirete dall’insignificanza in cui siete finiti “aggiornandovi” in ritardo. Con quali risultati, poi? Chi avete convertito da quando avete cercato di rincorrerci sulla strada sbagliata.

https://www.antoniosocci.com/quando-vattimo-disse-a-messori/

https://www.iltimone.org/news/961/59273/vattimo-cattolici-dovete-riscoprire-la-tradizione-e-il-futuro.html

 

vattimo

 

Gianni Vattimo, esponente del cosidetto “pensiero debole”

https://alleanzacattolica.org/vattimo-e-il-frutto-avvelenato-del-pensiero-debole/

 

Secondo alcuni commentatori in rete, il dramma sarebbe  proprio  questo: un clero  che non ha capito nulla del mondo e della modernità, ha pensato di rispondere alla sfida della modernità non restaurando la nobile tradizione per mostrarne bellezza e ricchezza, ma gettandola via con disgusto per non sentirsi arretrati, ritenendo che bisognasse inseguire e  rincorrere affannosamente il mondo sul suo terreno.

Personalmente,  noi riteniamo invece che il loro vero obiettivo non fosse quello di inseguire il mondo, bensì di demolire dall’interno la Chiesa Cattolica, il papato, la fede cattolica di oltre 1,4 miliardi di fedeli, e questo perché hanno cambiato padrone (questo è un assioma, un postulato innegabile a mio modesto modo di vedere), non servono più Cristo ma il Suo e nostro Nemico (e purtroppo anche il loro, che sciaguratamente ignorano o non vogliono capire). La Chiesa militante, nel suo settore clericale, specialmente alta gerarchia, prima sede, o è stata infiltrata da gente che già era serva del Nemico, oppure è stata comprata, minacciata, ricattata, perché obbedisse ad ordini ben precisi. La Madonna rivelò a don Gobbi l’esistenza della Massoneria ecclesiastica, a fianco di quella politica,  entrambe al servizio del Nemico di Cristo e dell’umanità intera, intenzionate a porsi al comando della società civile ed ecclesiastica per distruggerle, preparando l’avvento del Regno dell’Anticristo (sarà questo il tanto sbandierato Nuovo Ordine Mondiale? Dio ce ne scampi e liberi).

Lo abbiamo visto in questi ultimi decenni nell’Occidente, non più cristiano ma sfacciatamente anticristiano, teso ad imporre come normalità tutto ciò che solo pochi anni fa faceva orrore e ribrezzo, e lo vediamo ancor meglio nella “chiesa sinodal-conciliare”, in realtà  nient’altro che una setta  protestante mascherata da Chiesa Cattolica per meglio ingannare e depistare i fedeli che si ostinano a dare fiducia a gente che di fiducia non ne merita più alcuna.

 

Vediamo infine  l’esempio di una coraggiosa suora, suor Briege Mckenna, che non le manda certo a dire, al papa ed alla sua corte di “yesman” :

Ripeto a tutti i sacerdoti e vescovi: non preoccupatevi della Madre Terra e del cambiamento climatico, voi avete il potere e il compito più grandi: LA SALVEZZA DELLE ANIME!

Gesù non ti ha dato la missione di andare a prenderti cura di Madre Terra, ma ti ha detto di andare in tutto il mondo e predicare il suo Vangelo e che ci saranno segni per coloro che credono. E ha alitato su di loro e ha detto loro che coloro ai quali perdoneranno i peccati saranno perdonati…

Noi laici non possiamo farlo, possiamo preoccuparci del cambiamento climatico, ma alla maniera di San Francesco, per servire le creature di Dio con gratitudine, e non per servirli, o adorarli come divinità. E, ripeto, non è questo il compito primario dei sacerdoti, dei vescovi o dei papi“.

Brava Suor Mckenna,  mi ricorda tanto Santa Caterina da Siena, quando scriveva al papa Gregorio XI, esortandolo a porre fine alla “cattività avignonese” e a riportare la sede pontificia a Roma; , altro che benedire pezzi di ghiaccio, o fare da megafono ai massoni globalisti per convincere o combattere i “negazionisti climatici o i novax”, come faceva Bergoglio: i veri papi non fanno così, noi  fedeli non  siamo tenuti ad ascoltare o seguire tali chiacchiere inutili e   depistatorie.

https://www.facebook.com/beataeustochio/photos/ripeto-a-tutti-i-sacerdoti-e-vescovi-non-preoccupatevi-della-madre-terra-e-del-c/1337637748396826/

 

 

suor mc kenna

 

Suor Briege McKenna

 

 

Quindi, seguendo l’esempio della coraggiosa Suor Briege, dobbiamo accorrere anche noi in difesa della Verità tutta intera, combattendo la buona battaglia, come fece San Paolo; il nostro motto, mutuato da Santa Giovanna d’Arco, potrebbe essere “a noi la battaglia / a Dio la vittoria”.

Le nostre armi? La testimonianza coraggiosa (senza inopportuno rispetto umano) della Verità tutta intera, il catechismo di San Pio X, la Santa Messa tridentina, il santo Rosario, nella sua forma tradizionale articolata su tre misteri in due cicli interi settimanali (con ripetizione dei misteri gloriosi alla domenica).

Il nostro obiettivo? Delenda Cartago e damnatio memariae del nefasto Concilio Vaticano II, fortezza della rivoluzione modernista (cfr “1962 – Rivoluzione nella Chiesa” di don Andrea Mancinella), liberazione di tutte le sedi di Santa Romana Chiesa, da decenni occupate dal clero ribelle e rivoluzionario. La difesa della Verità tutta intera contro l’apostasia mascherata da aggiornamento, in linea con il falso obiettivo del Concilio Vaticano secondo, come espresso da papa Roncalli.

La nostra invocazione ? : “Our Lady of La salette, restore the Holy Church” – Nostra Signora di La Salette, restaura la Santa Chiesa del Tuo Divin Figlio e nostro Redentore Gesù Cristo !

madonna salette

 

Nostra Signora di La Salette

§§§

 

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Stilum Curiae lo trovate anche qui:

https://www.instagram.com/sanpietrotos/

https://vk.com/stilumcuriae

https://www.facebook.com/marco.tosatti/

https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822

https://t.me/marcotosatti

www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21

(21) Marco Tosatti (@MarcoTosatti) / X

***

 

 

11 commenti su “Vim vi Repellere Licet. Difendiamo la Verità! Catholicus.”

  1. Don Pietro Paolo

    Considerazioni:
    Sicuramente questo testo nasce da un dolore reale, da una percezione reale di smarrimento, da abusi liturgici e dottrinali che in molti luoghi hanno davvero ferito la fede dei semplici. Sarebbe sciocco negarlo. Ma proprio perché bisogna difendere la verità, bisogna anche dire con chiarezza che il testo oltrepassa il giudizio cattolico e scivola in una visione settaria, apocalittica e di fatto scismatica. 

    Il primo errore è l’uso di “vim vi repellere licet” trasportato dentro la vita ecclesiale. Nella Chiesa non si combatte “contro un’altra Chiesa” con logiche di guerra, controffensiva e annientamento. La dottrina cattolica insegna che la violenza non è una risposta adeguata ai problemi e che distrugge proprio ciò che pretende di difendere. Sul piano spirituale, le armi cristiane sono verità, carità, pazienza, preghiera, penitenza, testimonianza e comunione ecclesiale, non la mentalità da guerra civile intraecclesiale. 

    Il secondo errore è parlare di “due chiese”: una cattolica e una conciliare-modernista. Questa non è una categoria cattolica. La Chiesa di Cristo non è stata sostituita da una contro-chiesa ufficiale; la Chiesa resta quella una, santa, cattolica e apostolica, anche quando dentro di essa vi sono uomini infedeli, pastori mediocri, abusi, confusioni e peccati. Separare la “vera Chiesa” dalla Chiesa visibile unita al Romano Pontefice significa entrare in una logica che il Catechismo definisce come rifiuto della sottomissione al Papa o della comunione con coloro che gli sono soggetti. 

    Il terzo errore è trattare il Concilio Vaticano II come una “fortezza della rivoluzione modernista” da cancellare con una “damnatio memoriae”. Questo non è un linguaggio cattolico. Un concilio ecumenico promulgato dai papi e ricevuto dalla Chiesa non può essere liquidato come corpo estraneo da abbattere. Si possono discutere interpretazioni, applicazioni, ambiguità pastorali, abusi successivi, ma non si può fare del rigetto del Concilio una bandiera identitaria senza colpire l’autorità stessa della Chiesa docente. Inoltre, proprio il Vaticano II afferma che Scrittura e Tradizione formano “un solo sacro deposito” affidato alla Chiesa; e Leone XIV, nella catechesi del 28 gennaio 2026, ha ripreso espressamente questo punto, collegandolo al Magistero vivente. 

    C’è poi un quarto errore, molto concreto: si contrappone la Tradizione alla Chiesa vivente, come se la prima fosse un archivio da custodire contro il Papa e i vescovi. Ma la Tradizione cattolica non è un museo né una bandiera di partito: è la trasmissione viva del deposito apostolico nella Chiesa, attraverso Scrittura, liturgia, Padri, santi e Magistero. Se la Tradizione viene usata contro il principio stesso del Magistero vivente, smette di essere cattolica e diventa ideologia tradizionalista. 

    Sul piano liturgico, bisogna essere onesti: molti disastri del postconcilio non vengono dal Concilio in sé, ma da interpretazioni arbitrarie e da una pastorale spesso devastante. Però è altrettanto vero che il Vaticano II non ha abolito il latino né il gregoriano: al contrario, Sacrosanctum Concilium afferma che l’uso della lingua latina va conservato nei riti latini, e la successiva istruzione Musicam Sacram ribadisce il primato del canto gregoriano. Perciò la tesi “il Concilio = distruzione programmata della liturgia” è storicamente e documentalmente troppo grossolana. 

    Anche l’attacco a san Giovanni XXIII è ingiusto e teologicamente viziato. La “medicina della misericordia” del discorso inaugurale non era un piano per abolire dogma, comandamenti e inferno; era una scelta pastorale sul modo di proporre la verità, non una rinuncia alla verità stessa. Leggere quel linguaggio come copertura di un “piano criminoso” significa attribuire intenzioni occulte là dove i testi ufficiali parlano di annuncio del Vangelo in modo più adatto ai tempi. 

    Un altro punto grave è l’uso di rivelazioni private, congetture su massonerie ecclesiastiche, infiltrazioni generalizzate e formule come “hanno cambiato padrone”. Un cattolico può avere prudenziali sospetti su singole reti di potere, correnti, lobby, ricatti, carriere o compromessi; ma non può trasformare ipotesi e rivelazioni private in chiave totale di lettura della Chiesa. Il Catechismo insegna che le rivelazioni private non appartengono al deposito della fede e non possono correggere o superare la Rivelazione definitiva in Cristo. 

    Quanto a Williamson, citarlo come chiave interpretativa decisiva è già indicativo della deriva del testo. La categoria della “guerra tra due religioni” applicata alla Chiesa cattolica non chiarisce: radicalizza. E infatti conduce quasi inevitabilmente a pensare che i pastori in comunione con Roma siano il nemico da espellere, mentre il piccolo resto autoidentificato custodirebbe da solo la Chiesa vera. Questa è precisamente la dinamica mentale che prepara e giustifica lo scisma, anche quando continua a usare vocabolario cattolico. 

    Anche l’analogia con Hiroo Onoda è rivelatrice ma, a mio avviso, controproducente. Il rischio è precisamente quello: continuare a combattere una guerra immaginata, fino a non riconoscere più l’autorità legittima, la realtà concreta della Chiesa e i confini tra fedeltà e ribellione. Un cattolico non è chiamato a fare il guerrigliero contro Roma, ma il figlio fedele che può soffrire, protestare, correggere fraternamente, chiedere chiarezza, difendere il sacro, e tuttavia restare nella comunione. 

    Sul Papa attuale, poi, bisogna evitare caricature. Leone XIV esiste realmente come 267° Pontefice, eletto nel 2025, e nei suoi interventi recenti non ha parlato di abolire Tradizione o deposito della fede; al contrario, ha richiamato il rapporto organico tra Scrittura, Tradizione e Magistero e continua ordinariamente l’esercizio del ministero petrino. Questo non significa che ogni sua scelta prudenziale debba piacere o che ogni linea pastorale sia sottratta a critica; significa però che non si può costruire una teologia del sospetto permanente in cui il Papa è trattato come acceleratore di apostasia in quanto tale. 

    Sul merito spirituale, il testo ha una verità mescolata a molto veleno. La verità è questa: sì, bisogna difendere la fede integrale; sì, bisogna amare la liturgia romana tradizionale; sì, bisogna resistere agli abusi, al sentimentalismo dottrinale, al naturalismo pastorale, alla riduzione sociologica del cristianesimo; sì, la salvezza delle anime resta il fine supremo della missione ecclesiale. Ma il veleno è qui: trasformare questa giusta reazione in una narrativa totale di usurpazione, setta, occupazione, falsa chiesa, concili da cancellare, papi da delegittimare, vescovi da trattare come traditori per principio. 

    Perciò, da cattolico, io risponderei così all’autore:
    lei coglie un male reale, ma lo interpreta in modo non cattolico. Confondere la crisi della Chiesa con la sostituzione della Chiesa; confondere gli abusi postconciliari con l’invalidazione del Concilio; confondere l’amore per la Tradizione con il sospetto sistematico verso il Magistero vivente; confondere il coraggio con la disobbedienza; confondere la milizia spirituale con la guerra contro Roma: tutto questo non difende la verità, la ferisce. La Chiesa non si salva fondando un contro-popolo identitario che si proclama “resto fedele” contro il Papa e contro il Concilio. Si salva tornando a Cristo, ai sacramenti, alla sana dottrina, alla liturgia celebrata degnamente, alla penitenza, al rosario, all’adorazione, alla formazione seria e alla comunione gerarchica cattolica. 

    In sintesi: il testo non è una difesa cattolica della verità; è una reazione tradizionalista radicale che usa parole cattoliche per sostenere una ecclesiologia incompatibile con il cattolicesimo. La vera posizione cattolica è più difficile e più pura: amare la Tradizione senza rompere la comunione, correggere gli errori senza inventare “due chiese”, soffrire per la crisi senza trasformare la sofferenza in ideologia, e restare figli della Chiesa anche quando la Chiesa visibile ci fa soffrire.

  2. Simone Torreggiani

    Una volta mescolato il grano (la saggezza del Concilio Vaticano II, promulgato da Romani Pontefici legittimi) con la zizzania (la distorsione modernista del CVII, che ha prodotto la ‘chiesa neo-sinodale’ di matrice antipapale), non rimane che fare terra bruciata di tutto, proponendosi di buttare alle ortiche 50 anni di storia della Chiesa… era così che terminava la parabola evangelica (v. Matteo 13, 24-30), o al contrario essa conteneva un’esortazione al discernimento?

    Il pretesto è che, nonostante le chiare parole del Messia:

    “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.” (Matteo 16, 18)

    il male avrebbe prevalso sulla Chiesa edificata su Pietro al punto da necessitare non di semplici emendamenti (che sono sempre possibili e utili) ma di un ‘restauro’ (di fatto una negazione) ANCHE del Magistero degli ultimi legittimi Pontefici: peccato che così si nega anche la promessa di Cristo…

    Questo estremismo pseudo-tradizionalista è un rinnegamento non solo della fede cattolica, ma del cristianesimo stesso: non sorprende che l’articolo giustifichi l’uso della violenza in risposta alla violenza, che è palesemente contrario alla Parola:

    “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Da’ a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.
    Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.” (Matteo 5, 38-45)

    1. Ancora con la favola della distinzione tra concilio vaticano II e la sua errata interpretazione e applicazione?
      Ancora si invita all’obbedienza altrimenti si vanifica la promessa di Cristo dell’indefettibilità della Chiesa?
      Non ci siamo proprio!
      La Chiesa ha bisogno di una bella revisione, e finché ci sono cattolici fideisti, senza spirito critico, servi degli uomini anziché di Dio… I modernisti avranno gioco facile, e con questo atteggiamento del clero è dei fedeli riusciranno pure a far adorare bafometto.

      1. Simone Torreggiani

        Più facile sarebbe gettare il bambino con l’acqua sporca, secondo il satanico paradigma: ‘s’è sporcato => lo butto e me ne procuro un altro’.
        Peccato che questa sia la negazione del messaggio di Cristo, che invece dona tutto Sé stesso per la conversione, la purificazione e la salvezza dei peccatori; ad essere ‘buttati’ saranno quindi solo gli ostinati nel rifiutare la Grazia, preferendo ad Essa le vie del male.

        Detto questo, sono pienamente concorde sulla necessità di rimuovere e sostituire diversi degli attuali vertici (più o meno abusivi) dalle loro cariche (più o meno usurpate e/o mal gestite) — questo per il bene sia della Chiesa che delle loro stesse anime. Questa provvidenziale ‘cernita’ sarà una prerogativa del Sommo Pontefice legittimo:
        https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome
        quando finalmente prenderà le redini di questa Chiesa ‘imbizzarrita’.

        ‘Santa Obbedienza’ non è sinonimo di ‘auto-accecamento per farsi piacere qualunque cosa venga dall’autorità’, ma proprio il contrario: per poter obbedire ‘con tutto il cuore’ occorre aprire bene gli occhi e comprendere il senso profondo di ciò a cui si è chiamati ad aderire!
        Non quindi uno squallido e meccanicistico:
        ‘L’ha detto il Papa, quindi devo cederci (o fingere di crederci…) per tirare avanti e conservare la poltrona’,
        ma piuttosto:
        ‘Visto che l’ha detto il Vicario di Cristo, con attenta riflessione e profonda meditazione farò del mio meglio per comprendere il messaggio fino a farlo veramente mio, così da poterlo vivere in pienezza.’
        Questo benedetto ‘religioso ossequio dell’intelletto e della volontà’ nel ponderare a fondo il Magistero e i Sacri Misteri purtroppo è assai carente di questi tempi, ma per la Fede (in particolare dei cristiani cattolici) esso è fondamentale.

        ‘Amare i propri nemici’ non va inteso come ipocrita arrendevolezza dinnanzi ai malvagi che spadroneggiano e abusano. I nemici restano tali e vanno combattuti, tuttavia cambiano le ‘armi’ con cui li si affronta — con cui si cerca, con tutte le proprie forze, di ‘conquistarli a Dio’: alla violenza e all’abuso si risponde con la preghiera, con il digiuno, con il buon esempio, con la correzione fraterna, aprendosi al perdono ‘settanta volte sette’ (che non equivale affatto a un acritico ‘condono’ delle colpe per il quieto vivere: sia ben chiaro!), fino al martirio — per chi è chiamato a dare questa testimonianza estrema di Fede.
        Per chi si ostina nel male la Chiesa può comminare varie sanzioni, fino alla scomunica e alla riduzione allo stato laicale, ma senza mai farsi direttamente ‘esecutrice di vendette’, perché a queste il Signore provvederà secondo Giustizia (dato che la Misericordia l’empio, purtroppo, l’ha caparbiamente respinta):
        Mia sarà la vendetta e il castigo,
        quando vacillerà il loro piede!
        Sì, vicino è il giorno della loro rovina
        e il loro destino si affretta a venire.
        (Deuteronomio 32, 35)

  3. Davvero un articolo poderoso!
    Parole sante, dalla prima all’ultima: bravissimo, Catolicus!

  4. Grazie CATHOLICUS, caro fratello in Cristo.
    . . .
    Un po’ di anni fa, ho trovato sul web questa riflessione:

    Gesù Cristo è l’UNICO VERO DIO e SALVATORE.

    Confondere tutte le religioni come se fossero tutte uguali,
    significa ammettere che un uomo si possa salvare anche senza Gesù.
    Non è vero che ogni religione è di per sé buona per salvarsi;
    è come mettersi dinanzi a Gesù in Croce è dirgli:

    “Perché ti sei fatto uomo?
    Perché hai sofferto così tanto?
    La tua sofferenza è stata inutile.”

    Chi avrebbe il coraggio di dire queste cose a Gesù?

    1. Simone Torreggiani

      Un fraintendimento comune a molti cristiani (in particolare a quei tradizionalisti che non hanno ancora ben digerito il Concilio Vaticano II) è quello di voler ridurre il Messia alla Sua dimensione terrena di ‘Figlio dell’uomo’: una dimensione che, per quanto sublimata dall’Essenza del Figlio di Dio, è in se stessa assai limitata e limitante. Fatto questo si inneggia quindi all’Uomo-Gesù facendone una sorta di ‘super-uomo’ divinizzato… e aspettandosi che questo ‘osanna al super-uomo’ (che si riduce a una ‘idolatria del Figlio dell’uomo’) porterà alla salvezza e alla vittoria sui ‘nemici’: tra cui gli ‘infedeli’ — o presunti tali, ossia quelli che non fanno lo stesso.
      Ma Gesù affermò: “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli.” (Matteo 7, 21)
      Dunque non si salva chi si limita a riconoscere — solo a parole — Gesù Cristo come Signore, unico vero Dio e Salvatore, ma poi trascura la Nuova Legge, la cui sintesi sono i Due Comandamenti (v. Marco 12, 28-34).
      Le religioni non vanno ‘confuse’ o mescolate tra loro, ma neppure denigrate ‘in nome di Cristo’, perché fare questo sarebbe contrario alla Verità che è Cristo.
      Ciascuna religione — nella misura in cui essa conduce i suoi seguaci a vivere in pienezza la Nuova Legge — dovrebbe essere lodata dai cristiani, perché solo la PRATICA della Legge dell’Amore conduce alla salvezza, non gli incoerenti proclami, che vorrebbero fare della Chiesa Universale (Cattolica) una chiesa iniquamente faziosa ed esclusivista: la chiesa di un super-uomo in competizione con le altre chiese e i loro super-uomini (profeti, semidei ecc.) per il controllo del pianeta.
      Quindi il modo migliore per testimoniare la propria fede in Gesù Cristo è vivere cristianamente.
      Può un buddhista, un induista, un musulmano, un ebreo, un taoista vivere cristianamente, ossia praticare la Legge dell’Amore?
      Se per grazia di Gesù Cristo — inteso come Persona dell’Amore Universale: quindi ben oltre la Sua dimensione umana! — lo può, un cristiano dovrebbe considerarlo un fratello in Cristo e parte della ‘Chiesa’, di ‘Israele’, della ‘Nuova Gerusalemme’, della ‘Grande Montagna’ (v. Daniele 2, 35) intesi nel senso più ampio, ossia ‘comunità delle persone di buona volontà’ — qualunque sia la loro provenienza razziale, religiosa o sociale (v. Luca 13, 22-30).

  5. Irresistibilmente:

    Ivan Morris, nella sua opera più famosa (“La nobiltà della sconfitta”), dedicata a Yukio Mishima, tratteggia alcune esemplari figure di “nobili sconfitti” della storia giapponese, a partire dall’epoca antica degli eroi divinizzati, per finire con la storia del Novecento e l’esperienza dei kamikaze. Come chiarisce il filosofo Marcello Ghilardi, autore della prefazione a questa nuova edizione (Mediterranee): «Il libro di Ivan Morris racconta come sia proprio il fallimento mondano, in rapporto a un’impresa a cui ci si dedica con la totalità della propria esistenza, a far emergere l’autenticità e la lealtà a un ideale. Quella che Morris definisce “nobiltà della sconfitta” si rivela come un’idea inaudita di eroismo e di pienezza».

    Ce n’è di che meditare anche per i Cattolici.

    1. stefano raimondo

      Hai imparato che vincere o essere vinti sono in realtà due aspetti indifferenti di uno stesso destino. Che il solo valore vero è il coraggio dimostrato e che l’ultima parola sarà in ogni caso scritta su una lapide. (Borges)

  6. Da inguaribile filonipponico segnalo che il soldato giapponese Hiro Onoda è stato sconfitto qui sulla terra,
    non certamente nel suo spirito, che anzi sopravanza di parecchio quello dei vincitori.
    Ciò che conta è mantenere lo spirito libero, soprattutto nella sconfitta terrena che è transitoria.
    Lo spirito non può essere sconfitto poiché trascende la storia e quindi il Potere in ogni sua manifestazione.

I commenti sono chiusi.

Se hai letto « Vim vi Repellere Licet. Difendiamo la Verità! Catholicus. » ti può interessare:

Torna in alto