Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione sugli orrori in corso in Medio oriente, ad opera di Israele, e con la complicità attiva dell’Occidente, Italia compresa. Non sarà possibile dire, come per molti durante la Seconda Guerra Mondiale e nell’epoca dei lager, “non sapevamo”. Buona lettura e diffusione.
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C’è questo commento della scrittrice Paola Caridi:
Distruggere case civili è un crimine di guerra. Distruggere un’intera città della Striscia di Gaza, Beit Hanoun, come mostra questo soldato israeliano senza alcuna remora e pentimento, ma anzi con orgoglio, è oltre il crimine di guerra. È ge(n)ocidio: uccidere una terra e un popolo, il popolo palestinese, che a quella terra appartiene. Uccidere bambini, e peraltro persino intenzionalmente, è un crimine. Punto. Spianare un territorio e buttarci sopra l’equivalente di 13 bombe atomiche tipo Hiroshima dice quello che sta facendo Israele su Gaza: un genocidio, di cui siamo responsabili tutti. Tutti gli stati alleati di Israele, tutti noi che in un modo o in un altro tacciamo.
Poi possiamo disquisire su Milano e il 25 aprile. Possiamo passare il tempo a discettare sul nostro comportamento igienizzato, con i guanti bianchi, sulla buona educazione nelle manifestazioni, invece di porci una domanda ineludibile: cosa sia una democrazia. Quali doveri comporti, di quelli di forma e sostanza. È più maleducato reagire alla presenza delle bandiere di Israele (lo stato che compie il genocidio di Gaza e distrugge mezzo Libano) e degli Stati Uniti (che bombarda ospedali, scuole, infrastrutture, raffinerie in Iran) alla manifestazione del 25 aprile, oppure è più maleducato non reagire, non ribellarsi per un genocidio che ha già macchiato la nostra fedina morale? Perché, a questo punto, credo non sia più sostenibile questo perbenismo così finto-democratico.
La nostra coscienza è salva se le urne elettorali sono state aperte in Cisgiordania, e pure a Deir el Balah, Gaza centrale. Israele occupa due terzi della Striscia di Gaza, uccide ogni giorno, non fa entrare le case mobili, il cibo, le medicine.
In compenso, però, fa entrare delle linde e pinte casette elettorali in cui votare. Mentre pochissimi chilometri più a sud bambini e adulti continuano a essere trucidati. A Gaza. E lo stesso a nord, in Libano. In entrambi i casi da Israele. Stesso copione, stesso modello, stessa impunità.
I guanti bianchi del nostro perbenismo democratico grondano sangue. E mi fanno schifo.
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Poi c’è questo post su Instagram:

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Questo video – cliccate sul collegamento – mostra come Israele bombarda durante la tregua.

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Ci spostiamo in Cisgiordania dove i coloni ebrei assaltano una famiglia e ammazzano una persona. Per il video cliccate sul collegamento.

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Questo articolo di Inside Over dà conto delle violazioni – migliaia – della tregua da parte di Israele e dei massacri continui in Libano.

Domenica 26 aprile, gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso almeno 14 civili e ferito 37.
Si tratta della giornata più sanguinosa dall’inizio del “cessate il fuoco” del 16 aprile, violato da Israele già 350 volte.
A Bourj Qalawiya, un bombardamento ha colpito un’abitazione uccidendo un’intera famiglia: Ali Ghassan Nader, 3 anni, suo fratello e i genitori.
Come riferisce la fotoreporter @courtneybonneauphotography operativa nel Libano meridionale, nelle ultime 24 ore, 29 città sono state colpite da raid aerei israeliani, droni e demolizioni. “Stanno radendo al suolo l’intera città”, afferma, mentre si trova nei pressi di Beit Lif, nel distretto di Bint Jbeil, a circa 16 chilometri dal confine israeliano.
Il portavoce UNICEF @james_unicef , parlando dopo gli ultimi attacchi israeliani contro il Libano, ha dichiarato: “L’uccisione di bambini, gli attacchi agli ospedali, lo sterminio di intere famiglie vengono ora accolti con giustificazione, indignazione selettiva o semplicemente silenzio. In zone di guerra vedo bambini che imparano a distinguere i droni prima di leggere. Questo non è sopravvivere, è essere plasmati dalla guerra”.
In pieno cessate il fuoco poi, come denunciato dal giornalista Hadi Hoteit, Israele ha emanato un nuovo ordine di evacuazione forzata per otto villaggi libanesi.
L’ordine riguarda otto villaggi e contribuisce ad aumentare il numero degli sfollati nel Paese, già pari a circa 1,3 milioni.
Dal 2 marzo, in Libano Israele ha ucciso almeno 2.509 persone e ne ha ferite oltre 7.755.
Da novembre 2024 a marzo 2026 , secondo l’UNIFIL Israele ha violato il cessate il fuoco oltre 10,000 volte.
#lebanonunderattack #israel #unicef
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E infine, ma la lista potre ancora continuare, nel silenzio e nell’indifferenza dei grandi giornali e anche di quelli più piccoli, la notizia – uno schiaffo alla giustizia – del prolungameno della detenzione del dott. Abu Safiya, senza accuse e senza processo. Tutto uesto nell'”unica democrazia del Medio Oriente”, come continuano a ripetere a pappagallo i servo-giornali.
Questa mattina, martedì 28 aprile, il tribunale distrettuale di Be’er Sheva ha approvato la proroga della misura ai sensi della legge sui “combattenti illegali”, senza che siano state formalizzate accuse nei suoi confronti, respingendo la richiesta della difesa per un rilascio immediato.
La corte ha confermato la decisione nonostante le argomentazioni secondo cui trattenere un medico impegnato nello svolgimento delle proprie funzioni sanitarie si configura come detenzione illegittima.
La proroga non prevede un limite temporale definito.
Secondo Physicians for Human Rights Israel, Abu Safiya si trova attualmente detenuto nel carcere di Negev in condizioni estreme, senza accesso ai propri farmaci e senza ricevere cure mediche, a fronte di un peggioramento del suo stato di salute.
Secondo fonti vicine alla famiglia, il dottor Abu Safiya rischia ora la pena di morte dopo l’approvazione della legge israeliana che prevede l’esecuzione per i soli detenuti palestinesi accusati di “terrorismo”.
Il medico è detenuto senza accuse né processo da dicembre 2024 quando l’esercito israeliano ha fatto irruzione nell’ospedale Kamal Adwan, l’ultimo ospedale funzionante nel nord di Gaza all’epoca.
Da quando è stato trasferito nel carcere di Ketziot, nel deserto del Negev, al dottor Abu Safiya è stato impedita la visita del suo avvocato per oltre due mesi.
Sono inoltre circolate segnalazioni relative a violenze fisiche, significativa perdita di peso di Safiya, negligenza medica mentre la famiglia riferisce di non avere accesso a informazioni aggiornate sulle sue condizioni di salute.
Il caso del dottor Abu Safiya si inserisce in un quadro più ampio: Israele detiene illegalmente altri 13 medici, insieme a decine di infermieri e paramedici.
In un video pubblicato sui social, l’organizzazione israeliana @standing.together.movement lancia un appello contro una detenzione definita “assurda e priva di alcuna base legale”.
#freeabusafiya #gazagenocide #israel
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1 commento su “I$r@ele ancora Massacri in Libano e Cisgiordania. 2500 Morti e 7700 Feriti dal 2 Marzo solo in Libano.”
Bèh, però la “comunità ebraica” di Roma si è “dissociata” dal ragazzino che ha sparato a pallini di gomma.
I commenti sono chiusi.