Il Gelo di Gennaio, il Gelo del Vaticano. Ma ci Sono ancora Buoni Pastori…Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore e a cui auguriamo di tornare pienamente in forze, offre alla vostra attenzione queste riflessioni piene del gelo stagionale e non solo…Buona lettura e condivisione.

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Stamane, nel gelo di questo gennaio che ha messo molti (e io anche) a letto con l’influenza e tosse e febbre e tutto quel che c’è di annesso e connesso con la malattia stagionale, me ne andavo con una amica a prendere un piccolo cappuccino per festeggiare la mia prima uscita (dopo lunghi giorni) e il primo giorno di servizio del bar, bianco e rosso, appena aperto lungo il corso monticiano. Non c’era anima viva lungo la via che da Via Nazionale scende in rapido declivio fino alla via Cavour e pareva di star, noi pure, in Groenlandia ad attender le nuove dal biondo chiacchierone. Che buon cappuccino! E il dolcino di pasta di mandorle? Una delizia, ma è tempo di tornare a casa a preparare il desinare e d’un tratto la mente corre via a inseguire la nostalgia. Oh caro Papa Benedetto, senza di Lei, Roma par la Groenlandia!

Difficile tenere il cuore al calduccio con tutto ciò che arriva dal Vaticano. Nomine di pachemame, documenti fatti col cuore di pietra, chiacchiere al vento dei tuchogrech, cardinali di paglia che scendono in campo contro chi difende la vita contro l’aborto… Din, din din, don, dan. Suona la campana di Monsignor Suetta e riaccende in me la speranza, Ci sono sì, ci sono tanti buoni pastori, che cercano di fare del loro meglio per condurre il gregge lungo la via stretta. Caro Monsignor Suetta, il suo sorriso buono mi fa ritrovare il segno della vita e andare avanti! Oh chi mi viene incontro con il dolce Rosario in mano! Ma certo, caro Cardinale Comastri, è lei, lei che di sera ci invita alla carità e alla speranza in una preghiera comune che respira nell’infinito e s’alza come prece verso la Trinità.

Oh, che dolce figura s’avvicina? Ma certo, è il cardinale Zen, che rimase giorni interi ad attendere di essere ricevuto dall’argentino (il quale riceveva il gotha della finanza, molti omosessuali e Dio solo sa chi altri), che lo lasciò, lì al freddo e al gelo. Mai, nonostante le tante primavere, ha smesso di combattere per la Via, la Verità e la Vita, il Cardinale Zen, che io amo come amavo il cardinale George Pell e ancora piango al pensiero della sua morte misteriosa e improvvisa. Permettetemi ora di salutare un religioso, un domenicano, il mio accompagnatore spirituale che, per molti anni, ha condotto la mia anima lungo il crinale strettissimo della vera vita e sempre sotto la Croce. Ora che s’appresta a tornar nella sua terra, la Spagna, desidero dirgli da qui grazie e salutarlo con tanta riconoscenza e affetto, come buon sale della terra.

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