Ma Quelli dell’Aggredito/Aggressore, dove Sono Finiti se si Parla di Iran? Giovanni Formicola.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, un amico fedele del nostro sito, Giovanni Formicola, a cui va il nostro grazie, ha scritto a un gruppo di amici qualche breve riflessione sull’ipocrisia di commentatori, politici, giornalisti, abituali ospiti del Talk Show in TV e altra gente della stessa risma riguardo alla guerra Russo Ucraina e all’aggressione Israel-Usa contro l’Iran. Le offriamo alla vostra attenzione. Buona lettura e meditazione.

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Carissimi,
non sono abbastanza presuntuoso da esprimere un giudizio di merito (“chi ha ragione e chi ha torto”), come non l’ho fatto sulla guerra russo-ucraina. Dovrei possedere una mole d’informazioni che non posseggo, e che certamente non cerco e non cercherò dai mezzi di comunicazione sociale in voga. Questo non significa ch’io non abbia preferenze sul vincitore: nella misura in cui la guerra c’è, e io non posso farci nulla, qualcuno la vincerà, e il criterio della mia preferenza (rectius, augurio) è squisitamente geopolitico, cioè fattuale.
In altri termini, “chi è meglio che vinca?” è domanda che riguarda il successivo presumibile assetto del mondo, che comunque nell’era della Rivoluzione non potrà che essere, in tempi brevi, il meno peggio. Ma non è questa la ragione della mia mail.
Essa concerne le “anime belle”, quelle che al tempo avrebbero giudicato Gesù un intollerante, per nulla inclusivo e incapace di dialogo e di ascolto delle ragioni dell’altro, del diverso. Insomma, per dirla con il geniale e grande Domenico Giuliotti, coloro che cercano un punto di mediazione tra i due pericolosi estremisti che guastano la storia e il mondo, Nostro Signore e il diavolo.
Ecco a costoro chiederei, se avessero voglia di ascoltare una mia domanda, perché tardano ad applicare alla questione-Iran l’insulso e moralistico, sempre sul terreno geopolitico, schema “aggredito-aggressore”, che invece in modo isterico, cioè non proprio riflessivo, hanno applicato e applicano alla questione russo-ucraina, schierandosi dalla parte del diavolo storico d’oggi, cioè l’occidente (con la minuscola).
Salute a voi
in J. et M.

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E poi c’è quello che dice  Giorgio Agamben    su Quodlibet, che ringraziamo per la cortesia.

Per la prima volta nella storia vediamo il capo di uno stato che si considera civile parlare apertamente come un assassino, dicendo del capo religioso di un paese che ha aggredito: «lo uccideremo», e degli abitanti di quel paese: «li massacreremo». Né Hitler né Stalin hanno mai parlato così. E tuttavia non solo quest’uomo non viene incolpato e deposto, ma i capi di stato delle cosiddette democrazie occidentali lo approvano, accettando implicitamente che i politici si esprimano oggi pubblicamente come forse nemmeno gli assassini osano fare tra loro.

Un paese è stato attaccato senza alcuna vera ragione e a tradimento, mentre si fingeva di trattare, assassinando il suo capo spirituale. La comunità europea – o quella illegittima organizzazione che porta questo nome – non solo non ha condannato un’aperta violazione del diritto internazionale, operata da due paesi che sembrano aver smarrito ogni coscienza di sé e ogni responsabilità, ma ha ingiunto al popolo iraniano di cessare di difendersi.

Che cos’è è un stato che, ignorando ogni forma di diritto, assassina metodicamente o rapisce i capi degli stati che dichiara a suo arbitrio nemici? Eppure è questo che avviene con l’approvazione o il silenzio imbarazzato dei paesi europei. Ciò significa che noi viviamo nel tempo in cui lo stato ha gettato le sue maschere giuridiche e agisce ormai secondo la sua vera natura, che è in ultima analisi il terrore. È probabile, tuttavia, che questa situazione estrema sia letteralmente tale, che, cioè, la deposizione delle maschere coincida con quella fine della forma stato, senza la quale una nuova politica non sarà possibile.

 

iran israele stampa libano

 

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C’è questo post su Instagram:

 

nyt russia israele libano

 

Uno dei modi principali per costruire la narrazione di una vicenda è attraverso l’inquadramento. Lo vediamo continuamente quando un paese «invade» mentre un altro «avanza», o quando un paese sferra un «attacco mirato» mentre un altro «terrorizza», o, in questo caso… quando un paese «controlla» mentre un altro «annette illegalmente». La parte disonesta di questo articolo del NYT è che è sotto gli occhi di tutti che Israele voglia annettere e controllare più territorio intorno a sé, quindi perché avere così paura di indicarlo come una possibilità?

Quando le persone iniziano a vedere questo tipo di manipolazione, entrano in una fase in cui si rendono conto di dover rimettere in discussione gran parte di ciò che sanno. Dopo tutto, come facciamo a sapere che ciò che ci è stato detto in precedenza non ci è stato propinato allo stesso modo? La curiosità è fondamentale, così come lo è accettare l’incertezza.

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2 commenti su “Ma Quelli dell’Aggredito/Aggressore, dove Sono Finiti se si Parla di Iran? Giovanni Formicola.”

  1. Eh ……. ma qui la situazione e’ un po’ diversa perbacco, questi hanno alle spalle i creso-sionisti ” armati ” di chiavi della cassaforte planetaria……… Penso di non dover aggiungere altro e parafrasando De Filippo : d’aver detto tutto.

  2. Gli sciiti stanno esibendo una morale che i cannibali di epstein nemmeno si sognano:
    1) Nonostante le accuse non hanno voluto costruire armi nucleari perché ritenute immorali
    2) Durante la guerra con l’Iraq, fomentata dagli stati canaglia occidentali, non hanno usato armi chimiche come ha fatto l’Iraq rifornito dagli stessi stati canaglia; l’Iran è perfettamente in grado di costruirne e ha perso cinque milioni di uomini in quella guerra
    3) Hanno combattuto l’ISIS e Al-Qaeda finanziati invece dagli ebrei
    4) Non hanno attaccato per primi quando sapevano che stavano per esserlo e anzi erano già stati colpiti a tradimento più di una volta dalle carogne ebraiche e dai loro servi
    5) Hanno detto che colpiranno in maniera simmetrica, occhio per occhio, ma NON hanno coplito scuole con bambini, cosa che i civilizzatori fanno sempre intenzionalmente e ripetutamente
    6) Non stanno colpendo obiettivi civili, ospedali, quartieri residenziali, università, stazioni di polizia
    7) Quando rispondono agli attacchi su fabbriche e simili pubblicano in anticipo la lista e invitano tutti i lavoratori e chi ci vive intorno ad allontanarsi
    8) Non hanno colpito i dissalatori perché questo porterebbe alla morte rapida milioni di persone

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