Rischi per la Democrazia se il Quirinale Fa Politica e non è più Garante Imparziale. Savino Balzano.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento di Savino Balzano, che ringraziamo di cuore, sull’ultima esternazione dell’inquilino del Quirinale. Buona lettura e condivisione.

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Con il discorso di ieri, in occasione degli auguri al corpo diplomatico, #Mattarella fa cadere definitivamente il velo, non preoccupandosi nemmeno più di preservare un minimo le apparenze. Il Capo dello Stato – e fa benissimo

e

a insistere sul punto – è un soggetto politico a tutti gli effetti, e questo altera gravemente gli equilibri della Repubblica. Li altera perché il Quirinale dovrebbe essere un’istituzione di mera garanzia, di assoluta imparzialità, custode indefesso della Costituzione e dell’unità nazionale. Tutto il contrario di ciò che fa #SergioMattarella. Il Capo dello Stato, ieri, è stato chiarissimo: «L’#Europa e l’Italia restano saldamente al fianco dell’#Ucraina e del suo popolo, con l’obiettivo di una pace equa, giusta, duratura, rispettosa del diritto internazionale, dell’indipendenza, della sovranità, dell’integrità territoriale, della sicurezza ucraine». Cosa vorrebbe dire, esattamente? Sostegno indefesso alle politiche di riarmo europeo? All’agenda imposta da #VonDerLeyen, #Kallas, Kubilius, #Macron e #Merz? Soprattutto, cosa vorrebbe dire “integrità territoriale”? Che la #Russia dovrebbe ritirarsi da tutti i territori ucraini, compresa magari la Crimea? Come ottenerlo, se non con una guerra totale a Mosca? E quando Mattarella critica le logiche bilaterali, fa anche riferimento agli attuali tentativi del Presidente #Trump di addivenire a un cessate il fuoco tra Mosca e Kiev? Vedete, qui, al di là del merito, il problema è istituzionale e democratico. Dico al di là del merito perché il discorso di Sergio Mattarella è incoerente e fa acqua da tutte le parti. Ad esempio, il suo richiamo al diritto internazionale, alla sovranità e all’integrità territoriale appare quantomeno imbarazzante, se si torna con la memoria ai gravissimi bombardamenti su Belgrado, costati peraltro la vita a numerosissimi civili e anche a militari italiani impiegati, che negli anni successivi patirono gli effetti delle armi illegali, munizioni all’uranio impoverito, cui si fece ricorso in quelle occasioni. Al tempo, Sergio Mattarella era vicepremier di Massimo D’Alema e, poco dopo, assunse la guida della Difesa. Peraltro, a leggere le parole di ieri del Presidente della Repubblica, tutto sarebbe cominciato dall’iniziativa “sciagurata” di Putin del 2022. Curioso, se si leggono le quelle pronunciate dallo stesso Mattarella l’11 aprile del 2017: «Abbiamo naturalmente affrontato anche la situazione in Ucraina. (…) e auspichiamo che la Russia eserciti tutta la propria influenza per il consolidamento del cessate-il-fuoco, per una rapida de-escalation e per la stabilizzazione del Paese, richiesta che rivolgiamo a tutti gli attori di quel teatro di crisi». Ma come sarebbe a dire? Non è cominciato tutto nel 2022? E penso possa essere utile leggere anche cosa scriveva Mattarella il 19 marzo 2018 al Presidente Putin appena rieletto, nonostante il conflitto fosse già in corso (lo aveva appena detto nel 2017, come visto, e nonostante la Russia si fosse già ripresa la Crimea nel 2014): «In occasione della sua rielezione alla Presidenza della Federazione Russa, desidero farle giungere, a nome del popolo italiano e mio personale, cordiali felicitazioni e sentiti auguri di successo nello svolgimento del suo alto mandato. Auspico che anche nel prossimo futuro Mosca e Roma possano continuare a lavorare per identificare soluzioni condivise alle molteplici e complesse sfide che abbiamo di fronte, ribadendo il comune impegno a un dialogo costruttivo della Federazione Russa con l’Unione Europea e con l’Alleanza Atlantica, nel rispetto dei principi e valori che ispirano la convivenza pacifica tra le nazioni. In tale quadro, le eccellenti relazioni di amicizia tra Russia e Italia, culminate nell’anno appena trascorso in numerose e proficue occasioni di incontro, potranno trovare nuove opportunità di consolidamento e ulteriore crescita. Con questi auspici, rinnovo i più sinceri auguri di benessere per la sua persona e di prosperità per l’amico popolo russo». Una dichiarazione d’amore, quasi: mancavano solo i fiori (o no?). Decisamente imbarazzante, riletto oggi. Decisamente imbarazzante.

Il Quirinale è un attore politico, partecipa attivamente alle contese quotidiane e lo fa per imporre un programma politico preciso, quello delineato in certi ambienti di Bruxelles. Lo fa in netto contrasto con la Costituzione e senza alcuna legittimazione democratica. Non lo scrivo a cuor leggero, ma credo che il Colle – con il suo attivismo smisurato e per certi aspetti senza precedenti – stia davvero attentando alla democrazia nel Paese.

Questa comincia ad assumere le sembianze di una vera e propria emergenza istituzionale.

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6 commenti su “Rischi per la Democrazia se il Quirinale Fa Politica e non è più Garante Imparziale. Savino Balzano.”

  1. “con l’obiettivo di una pace equa, giusta, duratura, rispettosa del diritto internazionale, dell’indipendenza, della sovranità, dell’integrità territoriale, della sicurezza ucraine”.

    Formula stantia, vuota, insignificante di cui Mattarella -nome omen?- e i notabili dei miei stivali si riempiono la bocca a ogni pie’ sospinto.

    La “pace giusta” secondo chi? Vogliamo dire che ci sono almeno tre tipi di “pace giusta”, quella dell’Europa colabrodo, quella di Trump e quella di Putin!

    “Pace giusta”: due parolette nauseanti!!!

  2. Fantasma di Flambeau

    Un grande filosofo, tanto grande da essere scambiato per un umorista, scriveva:
    “Da quando la Galassia ha avuto inizio, grandi civiltà sono salite sull’altare e precipitate nella polvere, salite sull’altare e precipitate nella polvere, salite sull’altare e precipitate nella polvere. L’hanno fatto tanto spesso, che alcuni studiosi sono arrivati a pensare che la vita nella Galassia sia, a) qualcosa di affine al mal di mare, al mal di spazio, al mal di tempo, al mal di storia & simili, e, b) stupida”.

    Gli Usa hanno deciso, bontà loro, di limitare il beneamato impero a soltanto mezzo mondo (però le 120 basi col ketchup che le levano). Vedremo adesso se i latinoamericani saranno felici della conferma che non si può rifiutare a materia prima per la civiltà degli hamburger. Venendo a casa “nostra”, questo sarebbe il momento che i Patrioti Clandestini tirassero fuori dall’intercapedine una delle copie scampate al rogo dell’opera che alle Somme Autorità la pressione e lo spread salir fa: “piano B per l’uscita dall’euro” del traditore italiano Paolo Savona. Declino economico e culturale, decisione delle oligarchie dominanti tramite fantocci & fantocci di scimmiottare il complesso militar-industriale Usa (contando che la Russia se ne starà passivamente a guardare), immigrazione senza criterio, anzi sì (vedi sotto), ergo concorrenza per lavoro e stato sociale sempre più scarsi in quantità/qualità con aumento conseguente di marginalità e criminalità, leggi anti-aristoteliche (femminicidio/consenso) prima che anticostituzionali, masse frammentate e incapaci di azione altra che non siano sfoghi funzionali alla macchina; infine e soprattutto, tassi demografici che gridano al Cielo, a Todd e a chiunque voglia ascoltarli. E non sembrerà più esagerato dire che qualunque cambiamento qualunque, anche in peggio, sarebbe comunque meglio delle sabbie mobili mefitiche in cui siamo immersi fino al collo.

    Con il permesso di Tosatti, debbo una risposta all’obiezione di un lettore convinto (però simpatico) delle edizioni Laterza:
    https://marcotosatti.com/2025/12/03/lavvento-e-il-tempo-della-speranza-teologale-ruggero-sangalli/#comment-271744
    “ma” l’Italia è il risultato di infiniti meticciamenti, mancano solo (forse) eschimesi e aborigeni australiani.
    https://www.centromachiavelli.com/2025/09/17/no-i-popoli-europei-non-sono-meticci-e-sperare-che-lo-diventino-e-da-incoscienti/
    Estremamente lucido e sinteticamente completo, e non è un ossimoro. Aggiungo due note che non si possono più dare per scontate.
    Modi. Uno, sperimentato dai tempi dei Neandertal: l’esogamia, i matrimoni misti; che, per realizzare un’integrazione pacifica fra umanità eterogenee, abbisognano di due prerequisiti: assenza di ostacoli insormontabili (sistemi valoriali/sociali) e generazioni (tempo). I dalit, gli “intoccabili”, sono in gran parte i discendenti degli autoctoni indiani, sopraffatti e relegati dal II millennio a.C. addirittura fuori dalla gerarchia impermeabile delle caste. Limiti. Il problema non è certamente il muratore che, dall’impalcatura, vede l’orticello di tua madre e viene a salutarla perché gli ricorda tanto quello della sua. Né, tantomeno, la badante che in Italia si sente di casa e tratta l’anziana allettata con un di più di gentilezza. Il problema sono i soliti, maledettissimi numeri. Uno/dieci/ecc., se appena vogliono, e non capitano in mezzo a trogloditi irrecuperabili, possono farsi accettare. Quando però si supera la soglia critica della bolla etnica questa fisiologicamente si forma. Se la bolla è inattaccabile, diventa di fatto una componente a sé nel corpo sociale. Tante componenti destinate a rimanere separate se non ostili si stratificano in gradini con un vertice in cima. Che è esattamente quanto sognano sempre alla Fine della Storia i bramini di turno.

    1. Caro Fantasma, i “patrioti clandestini” hanno scelto la via del mimetismo per sopravvivere meglio alle avversità ambientali, tanto che sono ormai somigliano parecchio ai “palesi globalisti”. Credo che sia tardi per cambiare la Storia, ma non sia tardi per evitare che qualcuno a noi vicino eviti il naufragio prossimo venturo.

      1. Fantasma di Flambeau

        Ma camaleonti e Col Moschin le stanno tanto antipatici? Scherzi a parte, touché, caro Davide. Però non si fermi alla manicure del dito e abbia fede. Nuda vita mortificata, o anima profonda mimetizzata, sotto lo stellone e fuori dagli studi tv l’Italia c’è ancora più di quanto vogliono farle credere.

I commenti sono chiusi.

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