Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste appassionate e dolorose riflessioni sullo stato di salute della Chiesa cattolica. Benedetta si riferisce a recenti dichiarazioni del card. Mueller sul “Giubileo” LGBT, che riportiamo in apertura, prima dell’articolo. Buona lettura, e meditazione.
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Il cardinal Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha criticato di recente il pellegrinaggio LGBT in Vaticano in occasione del Giubileo.
Il cardinale è stato molto chiaro: «Come teologo dogmatico non voglio essere diplomatico. La Chiesa cattolica deve proclamare la verità e contraddire le menzogne». I pellegrini LGBT cercavano di «propagandare se stessi passando attraverso la Porta Santa, piuttosto che vivere il tradizionale scopo di cambiare vita, proprio dell’evento giubilare. Essi profanarono il tempio di Dio, facendo della casa del Padre una piazza di rappresentanza (Gv 2,17). Il movimento Lgbt è assolutamente contro la volontà di Dio Creatore, che ha istituito il matrimonio come santo sacramento in Cristo, ed è uno scandalo assoluto che ciò sia avvenuto.
Hanno abusato della fede cattolica e della grazia e del simbolo della Porta Santa – che è Gesù Cristo – per amore della propaganda, mentre vivevano in aperta contraddizione con la volontà del Creatore. Hanno denigrato la Chiesa di Dio con gesti osceni e con il loro stile di vita. Come disse San Paolo: “Perciò Dio li ha abbandonati, nelle concupiscenze dei loro cuori, all’impurità e al disonore dei loro corpi fra loro, perché hanno cambiato la verità riguardo a Dio con una menzogna”
Le parole di San Paolo non erano vere solo al tempo in cui fu scritta la Lettera ai Romani, ma l’omosessualità, la pederastia e la pedofilia erano prevalenti nell’antichità precristiana. Anche oggi, queste sono le conseguenze del rinnegare Dio, il Creatore, che ha creato l’uomo maschio e femmina. È stupefacente che vescovi e sacerdoti abbiano dato spazio a questa anti-testimonianza della fede cattolica, in aperta opposizione alla volontà di Dio. Dovrebbero consultare la dottrina della Chiesa sul matrimonio e la famiglia, in particolare nella Costituzione pastorale del Vaticano II sul mondo moderno, la Gaudium et spes».
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Oh caro, caro Cardinale Muller, uomo di Dio! Giungono da lei, vero pastore, le parole di Verità che riscaldano il cuore e danno coraggio alle gambe a proseguire nella via stretta, seguendo il Signore, nel corpo mistico della Chiesa profanata. Sì, l’omosessualità è un peccato mortale e non si può mai benedire. E allora perché le alte gerarchie e il Papa mutolo si fanno paladini dell’abominio?
Perché consentono un finto giubileo gay, con entrata sacrilega dalla Porta Santa, con Santa Messa al Gesù?
Perché James Martin, il gesuita pro gay, va cianciando che il Pontefice è con lui e il vescovo, Monsignor Francesco Savino, dichiara che il Papa lo ha invitato ad accogliere “con tenerezza” la tenda di Gionata sotto la quale si nasconde il serpente antico che prende le vesti del peccato che, secondo Santa Caterina, fa schifo anche al diavolo?
Le mie domande si perdono nel vento sardo mentre il sole sorge piano dall’aldia, nel suo bel pigiamino d’oro. Ho pregato tanto, a ogni risveglio un Santo Rosario, per trovare di nuovo la pace del cuore. Che è un dono, una pace incoronata di spine tra le insidie del maligno. Come un dono è la fraternità la quale si ottiene non con parole, quelle sì al vento come “todos todos todos”, ma solamente attraverso la conversione e l’amore in Cristo. L’amore è un dono celeste. E vuol dire che per amare il proprio prossimo occorre prima partecipare dell’Amore Vivo di Dio (dice Gesù: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente”) e solo poi da verticale l’amore può farsi orizzontale come recita il secondo comandamento: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Gesù lo insegna: solo nel Signore si possono amare gli altri…
Inutile gridare alla pace se non si torna a Dio. E scatenare un concertone, inneggiante alla pace orizzontale (cioè senza il ritorno a Dio) davanti alla tomba di un martire della fede, San Pietro, con droni ed effetti speciali e tanta melensaggine, è una mistificazione satanica. Prova ne sia che, come ho letto su Dagospia – e rido tra me – durante il concerto ci sono state baruffe e spintoni e forse anche di peggio. Per non dire che spesso e volentieri tra fratelli veri (che non sono tornati al Signore) si scatenano guerre famigliari sanguinose anche soltanto per il brutto quadro della zia Carla…
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10 commenti su “Il card. Mueller sul Giubileo LGBT in San Pietro. Un Grazie e un Commento di Benedetta De Vito.”
Prendiamo, a mo’ di balsamo, queste belle, chiare, esemplari parole, incastonate nella vera ed immutabile Dottrina della Chiesa.
Gentile Benedetta, concordo in pieno con il suo appassionato articolo. Questa volta il card. Mueller mi sembra sia andato dritto e spedito contro questa manifestazione-ostentazione LGBTQ+ sostenuta purtroppo da diversi prelati. Mi sembra una goccia nel deserto però. Cosa impedisce ai veri pastori di insistere con carità- ma nella verità – a contrastare questi eventi? Forse dobbiamo credere che Bergoglio non era vero papa e così neanche i cardinali di sua nomina? Eppure Mueller fu fatto cardinale proprio da JMB….
Muller? Quello di cui Il Timone scrive che al tempo stesso il porporato tedesco dice di apprezzare molto la svolta cristocentrica di Papa Leone XIV e condanna il pellegrinaggio lgpt in Vaticano?
Il solito piede su due staffe?
Don Minutella ci vede lungo.
Forse quello che non vede bene è lei: vada da un buon oculista
Forse … quindi non è escluso ….
Cara Benedetta, sì, è giusto dare importanza a questo primo passo importante da parte dei vescovi e cadinali come Shneider, Mueller e Sarah etc, nel denunciare i vari abomini compiuti in questo mese di settembre in S Pietro con l’ok della chiesa massonica al potere.
Ma non basta, perché, come ribadito da papa Leone XIII in “Satis Cognitum”, per salvare la Chiesa dall’attuale impostura religiosa, che dal 2013 ha usurpato la cattedra di Pietro, è assolutamente necessario ri-dare la “dignità rubata” al legittimo ultimo papa stabilito da Cristo:
Benedetto XVI, che non si è mai dimesso, e per cui JMB è un impostore.
https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R
Ora, se dopo quasi 13 anni, i cardinali ancora fingono di ignorare la “MAGNA QUAESTIO” probabilmente è perché pretendono illecitamente di riprendere il potere in vaticano, in totale spirito di “disobbedienza” all’ultimo Vicario di Cristo: Benedetto XVI, che, e con l’esempio, e con la sua “profezia” del 1969, ha indicato chiaramente l’unica via da seguire:
Uscire dalle strutture occupate dai nemici per ricostituire la VERA CHIESA POVERA E SPIRITUALE DI CRISTO costretta a celebrare nelle case dei fedeli e vivere unicamente col loro sostegno:
https://youtu.be/rnrFDmuFe2M?si=q4GgMdQ99LlbMmbD
E perché a breve, come ribadito da Gesù nel vangelo, del Suo tempio “profanato” non resterà pietra su pietra:
https://youtu.be/d0u3Sc34mj8
Ma sopratutto, perché la vera Chiesa, come insegna il Cat. della Dottr. Cristiana di S. Pio X al 105, è “solo” quella costituita dai veri cristiani che “obbediscono” al papa stabilito da Cristo: ultimo Benedetto XVI.
La prego di permettermi di ricordare a questi cardinali quanto ribadito da papa Pio IX nell’enciclica QUARTUS SUPRA.-06/01/1873 al cap. 8:
“È ALIENO sia dal “divino” ordinamento della Chiesa, sia dalla sua perpetua e costante tradizione, che qualcuno possa affermare la propria fede e asserire di essere veramente CATTOLICO, se “NON” partecipa di questa Sede Apostolica.
A QUESTA SEDE APOSTOLICA, per il suo particolarissimo primato, tutta la Chiesa, ossia I FEDELI, ovunque si trovino, DEVONO ADERIRE, e CHIUNQUE ABBANDONA LA CATTEDRA DI PIETRO sulla quale è fondata la Chiesa, soltanto “FALSAMENTE” può affermare di appartenere alla Chiesa.
Pertanto è già SCISMATICO e peccatore “COLUI” che colloca un’altra CATTEDRA (di JMB- Prevost) in contrapposizione all’unica Cattedra del Beato Pietro (ultimo BXVI) dalla quale promanano, verso tutti, i diritti di una veneranda COMUNIONE”.
E al Cap. 9:
“… I NOMI di coloro i quali sono SEPARATI DALLA COMUNIONE CON LA CHIESA CATTOLICA, vale a dire, di coloro i quali “NON” CONCORDANO SU TUTTE LE MATERIE CON LA SEDE APOSTOLICA, ◾”NON” SONO DA ESSERE LETTI DURANTE I SACRI MISTERI.”
https://www.vatican.va/content/pius-ix/it/documents/enciclica-quartus-supra-6-gennaio-1873.html
DIVIETO ribadito anche da Papa Benedetto XIV nell’enciclica “EX QUO PRIMUM”:
23 ….I Sacri Canoni della Chiesa “VIETANO” DI PREGARE PUBBLICAMENTE PER GLI SCOMUNICATI, come si legge nel A Nobis (cap. 4, n. 2) e nel cap. Sacris, De Sententiae Excomunicationis.
◾Quantunque niente vieti che si possa pregare per la loro conversione, tuttavia NON SI DEVE PERMETTERE CHE I LORO “NOMI” SIANO PRONUNCIATI NELLA PREGHIERA SOLENNE DEL SACRIFICIO❗
https://youtube.com/shorts/mDc_WITAJbQ?si=OqJVHkrIUnPW6lcG
Carissima Gabriela Danieli,
come si spiega allora la lettera del Papa emerito Benedetto XVI, che di sua iniziativa dichiarò pubblicamente nel 2014:
https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/Benedetto-XVI-rinuncia-valida-nessun-dubbio-lettera-stampa-308a5bdb-44aa-4ddc-9f8a-4a788cde3d07.html
“Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino.”
“Unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde.”
Per altro più volte ribadì di aver preso la decisione della rinuncia in piena libertà, di aver prima provveduto a rimediare alle più pressanti questioni contingenti e che non subì ricatti di sorta.
Bugie gratuite?
O cosa?
Come si spiega che l’Arcivescovo Georg Gänswein — che rimase al fianco di Ratzinger come segretario particolare prima, durante e dopo il ‘pontificato attivo’ — abbia affermato:
«Non c’è nessun dubbio che c’è stato sempre un solo Papa, e si chiama Francesco».
https://vativision.com/padre-georg-benedetto-fu-coraggioso-e-umile/
Come giustifica il fatto che Gänswein abbia riportato nel suo libro ‘Nient’altro che la verità’ che Benedetto XVI, dopo la rinuncia, celebrò la Santa Messa sempre e solo in unione con Papa Francesco — con tutti i presenti che possono confermare questo fatto? Non ho il libro qui a mano, ma se non ricordo male questo ‘dettaglio’ stava scritto nelle ultime pagine.
Come si spiega che Gänswein, in questa:
https://www.raiplaysound.it/audio/2023/10/Cinque-Minuti—Padre-Georg-Ganswein—02032023-8b8d7118-9ac0-4862-8572-e9656a61bdaa.html
intervista con Bruno Vespa, alla domanda (3’42”) di Vespa: “Senta, lei è fedele a Papa Francesco?”
Risponda convintamente:
“Fedele e leale: è il Papa della Chiesa Cattolica e il successore di Pietro — come sono stato fedele ai suoi predecessori.”
In altre parole: si rende conto che se un vero ‘Papa Francesco’ non esistesse sia Benedetto XVI che il suo più stretto collaboratore avrebbero — nelle parole e nei fatti — aderito in tutto e per tutto all’impostura?
C’è una sola via per trovare una soluzione razionale a queste enormi contraddizioni: valutare che Papa Benedetto abbia davvero rinunciato (segretamente) a favore di un legittimo successore e che questi, dopo l’anomala elezione, assunse il nome pontificale di Papa Francesco, identico a quello dell’antipapa Bergoglio:
https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome
Se non ci fosse un Papa Francesco vero ma ‘segretato’ Benedetto XVI ci avrebbe semplicemente preso in giro per tutti questi anni vestendosi di bianco, rifiutando il fisiologico ritorno al cardinalato, continuando ad impartire la ‘sua’ benedizione apostolica, continuando a firmarsi con PP (Pater Patrum), conservando il nome pontificale anche dopo la rinuncia, inventandosi di sana pianta la figura del Papa emerito… Se Bergoglio fosse il vero Papa questa di Benedetto sarebbe stata una gigantesca farsa, l’ostentazione di uno snobismo e un narcisismo assurdi — per altro del tutto incompatibili con la sua indole riservata e il suo umile temperamento. Bergoglio, a confronto di una simile doppiezza e perfidia, andrebbe fatto santo subito!
Oppure il Papa emerito si diede tutta questa pena (correndo per altro dei notevoli rischi personali…) per ‘rappresentare’ la legittima autorità del suo autentico successore, che non poteva (e non può ancora) uscire allo scoperto — per ragioni ‘politiche’, diciamo così.
Che ne pensa?
Egregio signor Simone Torreggiani, lei è molto cortese nel rivolgersi a me, nonostante non abbia la sua cultura.
Tuttavia, mi permetta di esprimere la mia delusione nel vedere lei e la maggioranza dei cattolici e giornalisti, ostinarsi a cercare la “VERITÀ” nelle varie interpretazioni umane, come quelle, a volte contraddittorie, del segretario Georg Gänswein.
Quando invece, per DOGMA, sappiamo che la VERITÀ sta “solo” nella DICHIARAZIONE UFFICIALE del Vicario di Cristo: BXVI.
Dell’11 febbraio 2013 in latino:
“Declare me “MINISTERIO” Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV “commissum” renuntiare”.
e del 27 febbraio in italiano:
https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R
Laddove il R. Pontefice, ha fatto capire di essere in sede impedita (can 412), dichiarando “ufficialmente” di rinunciare solo all’ “ESERCIZIO” (ministerium), ma non al “MINISTERO” (Munus Petrinum), come invece previsto obbligatoriamente dal Codex Iuris Canonici.
«Can. 332 § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex “MUNERI” suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.»
Mi permetta una prima domanda, Simone:
“non crede lei che, essendo BXVI professore in diritto canonico, abbia VOLUTAMENTE dire la VERITÀ, sapendo che, per il can.126, con questo suo ERRORE sostanziale, rendeva “NULLO” l’atto di rinuncia ?
E pertanto, non essendo lui morto, né la sede vacante, il Conclave 2013 era INVALIDO e Bergoglio un IMPOSTORE?
Can. 126 – L’ATTO posto per ignoranza o per ERRORE, che verta intorno a ciò che ne costituisce la sostanza, o che ricada nella condizione sine qua non, è NULLO; altrimenti vale, se dal diritto non è disposto altro, ma l’atto compiuto per ignoranza o per ERRORE, può far luogo all’AZIONE RESCISSORIA a norma del diritto.
E pertanto, per gli art. 76_77 della Cost. Ap. UDG di s GPII, l’elezione a pontefice di Bergoglio risulta NULLA e INVALIDA e senza che intervenga altra DICHIARAZIONE in PROPOSITO.
Riguardo poi la grande VERITÀ sulla Eucaristia VALIDA, solo se celebrata in comunione col legittimo Vicario di Cristo, basta leggere Ecclesia de Eucharistia n 39 di S GPII e il Primato del Successore di Pietro n. 11di Ratzinger.
Inoltre, lei sa che per essere INVALIDA l’Eucaristia ci deve essere la piena coscienza da parte del celebrante che Bergoglio e il suo successore non sono i papi stabiliti da Cristo in validi conclavi.
E personalmente, credo che sia stato proprio per permettere per un lungo periodo l’ Eucaristia “Valida” ai fedeli ignari,
che BXVI non si è espresso più del neccessario su Bergoglio antipapa, (a parte rari interventi, come il libro in difesa del celibato Sacerdotale maschile).
Ritengo poi una gravissima calunnia quella di chi ha insinuato che il Santo Padre BXVI abbia CELEBRATO SACRILEGALMENTE in unione con l’antipapa eretico JMB.
Ma mi permetta una seconda domanda:
Secondo lei, perché tanti laici e pure la maggioranza dei giornalisti cattolici, anziché unire le forze per ammonire in massa questi cardinali rei di “scisma” che, anziché salvare la chiesa dall’attuale impostura massonica, ridando al legittimo ultimo R. Pontefice la dignità rubata, li difendono? Nonostante gli inaccettabili abomini Lgbtq compiuti in s. Pietro in questi giorni e quelli in programma per ottobre, oltre l’abominevole legge sul fine vita, che, grazie all’ok della falsa chiesa al potere, anche il governo italiano si appresta ad approvare?
Ma perché a nessuno interessa ridare a Gesù il comando visibile della Sua Chiesa attraverso il legittimo successone di “PIETRO” Benedetto XVI?
All’ultima tua domanda signora Gabriela, rispondono i fatti.
Quanto ai laici, di veri cattolici non ce ne sono quasi più; essere cattolici è uno status solo anagrafico.
Quanto ai giornalisti cattolici, tranne un pugno di mosche bianche che al momento non vedo, si sono tutti estinti. È vero ci sono alcuni sè dicenti cattolici ma sono legati a doppio nodo con tradizione e conservatorismo o con sedevacantisti o FSSPX; insomma c’è chi non crede, chi non vuole credere, chi non può credere e non può parlare per perdere la “priorità acquisita” cioè i benefici del loro stato collegato a interessi e amicizie.
La domanda onesta va al nostro Tosattone, al quale non bisogna disconoscere però l’ospitalità (qualche censuretta di sfuggita ogni tanto, non manca e non la spiega mai) e per me comunque ha tutta la mia simpatia e qualche preghiera: tuttavia è lui che deve rispondere.
Per laici e giornalisti (giustamente di religiosi è meglio non parlare) alla fine per un motivo o per l’altro la domanda sacrosanta rimane formulata nel senso che segue. Poichè molti sanno e, grazie alla comunicazione globale, a molti è concesso di sapere ogni dettaglio sul fatto che Bergoglio e per ricaduta Prevost non sono mai stati veri papi, nonostante tutto nessuno vuole riconoscere al Cristo la sua volontà di dare il comando delle forze cattoliche terrestri ad un successore legittimo di Pietro, costoro saranno forse cristiani di un altro cristo, magari marziano?
Ormai tutto può essere, la fine si avvicina e nella confusione dei cuori nessuno nota ciò che vedrebbe un bambino.
Sarebbe lo stesso Benedetto XVI ad essersi palesemente contraddetto, affermando di sua iniziativa (già nel 2014) che non sussistono dubbi sulla validità della sua rinuncia.
Tuttavia, come lei fa giustamente notare, la ‘declaratio’ in sé non può essere considerata un valido atto di rinuncia al pontificato, per varie ragioni.
Quindi, se Benedetto XVI afferma con decisione che la sua rinuncia fu valida, egli deve riferirsi a una differente rinuncia: una vera rinuncia, avvenuta privatamente, segretamente, in una cerimonia a parte, presumibilmente proprio il 28 febbraio 2013 tra le ore 19:00 e le ore 20:00, proprio come aveva annunciato nella ‘declaratio’.
In pratica la rinuncia vera e propria dev’essere avvenuta segretamente a Castel Gandolfo, dopo che Benedetto XVI salutò i fedeli e salì sull’elicottero.
Perché rinunciò in segreto?
Per due ragioni fondamentali:
1) per creare un dubbio fondamentale sulla legittimità del papa eletto dal Conclave, in quanto radunato senza l’evidenza di una valida rinuncia da parte di Benedetto. Se manca la certezza della vacanza della Sede non è legittimo convocare un Conclave elettivo.
2) per trasferire al contestualmente il munus a un successore legittimo (secondo le modalità da lui stesso definite, come era sua prerogativa: il Conclave non è infatti l’unica via per ottenere una valida elezione) e proteggerlo dai potenti — e sempre più spregiudicati… — nemici della Chiesa:
https://marcotosatti.com/2025/08/25/studio-sulla-declaratio-di-bxvi-parte-seconda-sergio-russo/#comment-267271
In seguito il legittimo successore di Papa Benedetto (quello scelto da lui in segreto — non quello eletto dal Collegio cardinalizio colpevole del ‘commissum’ — sia ben chiaro!) assunse lo stesso nome pontificale dell’antipapa eletto illegittimamente dal Collegio cardinalizio: Papa e antipapa assunsero entrambi il nome di Papa Francesco.
Dunque quando Benedetto XVI celebrava ‘in unione con Papa Francesco’, celebrava in unione con il Vicario legittimo, quello scelto da lui — non in unione con ‘papa’ Bergoglio.
Al contempo la presenza di un Papa Francesco vero assicurò per molti anni, a tutti i sacerdoti cattolici, la correttezza formale per le Sante Messe celebrate in unione con ‘Papa Francesco’, dato che il nome è sempre stato quello del vero Papa!
Dato che il Papa è uno solo, e davvero si chiama Francesco, chi celebrò in unione con Papa Francesco (o Papa Benedetto, ‘il vicario del legittimo Vicario’ di Cristo, dopo la rinuncia) fece la cosa giusta (anche esserne pienamente consapevole… e dando in parte credito a un impostore che pure si chiamava così, ma che in realtà non è mai stato papa).
Legga con attenzione da Ecclesia de Eucharistia n 39, che lei stessa ha citato:
« Ogni celebrazione dell’Eucaristia è fatta in unione non solo con il proprio Vescovo ma anche con il Papa, con l’Ordine episcopale, con tutto il clero e con l’intero popolo. Ogni valida celebrazione dell’Eucaristia esprime questa universale comunione con Pietro e con l’intera Chiesa, oppure oggettivamente la richiama, come nel caso delle Chiese cristiane separate da Roma »
Oppure oggettivamente la richiama… quindi anche una Eucaristia celebrata con tutti i crismi ma in unione con qualcuno che ‘richiama’ il Sommo Pontefice, pur non essendolo, è pienamente VALIDA — ancorché ILLECITA. Dunque celebrare in unione con ‘Papa’ Leone, anche se il Papa legittimo si chiama Francesco, non invalida di per sé l’Eucarestia, ma indebolisce, rende un po’ meno ‘fruttuoso’ il Santo Sacramento.
Sui Cardinali la situazione credo sia grosso modo questa…
Quelli infedeli alla Chiesa intendono perseverare nell’impostura, quindi hanno tutto l’interesse a continuare la successione antipapale già avviata da Bergoglio, che si guardano bene dal mettere in discussione (anzi, lo celebrano…)
Quelli fedeli a Papa Benedetto XVI e al suo successore (il LEGITTIMO Papa Francesco — non Bergoglio) invece non parlano perché è stato loro imposto il sigillo del segreto pontificio, per proteggere loro stessi e il Papa legittimo dai potenti nemici della Chiesa, dentro e fuori di essa.
Quindi in pratica, tra i Cardinali, il grano cresce assieme alla zizzania, e per adesso tutti restano (anche se per opposte ragioni…) con la bocca cucita.
Tuttavia i veri servi di Dio tra i Cardinali stanno spingendo, ad esempio, per togliere le restrizioni alla Santa Messa vetus ordo, anche (e soprattutto) per evitare l’illiceità della celebrazione eucaristica in unione con l’antipapa Leone (dato che la Messa in Rito Antico tradizionalmente non prevede questa formula di adesione). Al contempo non mettono in discussione l’antipapa per preservare l’unità della Chiesa attorno alla figura del pontefice visibile, ‘papa’ Leone, in ossequio alla volontà del Pontefice vero: Papa Francesco successore di Benedetto XVI… nella trepidante attesa che finalmente giunga il momento propizio perché costui si riveli.
Allora vedrà che parleranno (e grideranno…) tutti!
Ci vuole un po’ a farsene una ragione, lo capisco molto bene…
Dopo che Dio mi ha fatto la grazia di sollevare il velo dai miei occhi mi ci è voluto un periodo di aggiustamento per ‘disintossicarmi’ dalla consolidata avversione per ‘Papa Francesco’, dato che tale nome nella mente per anni aveva richiamato sempre e solo Bergoglio; grazie a Dio (e anche ricordando il mio amato San Francesco) sono riuscito a farmene una ragione… e a riconciliarmi (in parte…) anche il ‘buon vecchio’ Bergoglio.
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