Nazioni in Armi al Servizio dei Capitalisti Finanziari. L’Europa verso il Disastro. Alessandro Volpi.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questi tre post pubblicati su Facebook da Alessandro Volpi, che ringraziamo di cuore, e che aiutano a comprendere scelte e decisioni di burattinai e burattini. Buona lettura e condivisione.

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L’Europa verso il disastro. La Commissione Von der Leyen sta riuscendo a riportare in vita le ambizioni militari come segno di una aggressiva identità nazionale. Avere concepito un piano che prevede l’esplosione dei debiti pubblici dei singoli paesi per finanziare il riarmo ha contribuito a scatenare la volontà del governo Merz di procedere ad un gigantesco riarmo, a cui ha risposto l’Inghilterra di Starmer, ancora legata alla Brexit, con un impegno di portare la spesa militare al 3% del Pil.
Naturalmente, sia la Germania sia l’Inghilterra hanno grandi produttori di armi, come Rheinmetall e Bae, i cui titoli stanno salendo in nome di una finanziarizzazione armata.
Altrettanto naturalmente Rheinmetall e Bae hanno come grandi azionisti i fondi finanziari americani, che sono anche i principali azionisti dei colossi delle armi Usa.
In sintesi, i nazionalismi militari europei hanno come beneficiari gli stessi attori che possiedono il sistema militare Usa.
Il nazionalismo delle armi, promosso da governi in cui sono presenti i socialisti, è molto funzionale al capitalismo finanziario globale. Le nazioni in armi al servizio del monopolio finanziario.
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Il capitalismo della follia.
Ho l’impressione che le difficoltà del capitalismo finanziario stiano provocando una crisi sempre meno controllabile. L’attacco ucraino che ha distrutto bombardieri nucleari russi in territorio russo è, forse, la dimostrazione che il capitalismo americano è fuori controllo, come emerge dalle difficoltà di collocare il colossale debito pubblico, in grado di travolgere l’intero panorama delle obbligazioni, e dalla instabilità continua dei listini. Per fronteggiare il debito, il Tesoro degli Stati Uniti sta ipotizzando una riforma che permetta alle banche americane di imbottirsi di titoli di Stato Usa, con l’inevitabile conseguenza di un indebolimento del dollaro di dimensioni imprevedibili. Per tornare a stampare moneta gli americani hanno bisogno di affermare una centralità militare che ha portato l’amministrazione Trump a minacciare la Cina per la questione di Taiwan e che ha permesso alla Nato di guidare l’Ucraina nell’attacco alla Russia.
La stessa crisi del capitalismo Usa ha indotto, come più volte ho sostenuto, la politica del riarmo europeo per trovare una bolla finanziaria in grado di sostituire quella americana; un’escalation della guerra tra Russia e Ucraina è, dunque, sempre più necessaria per evitare che l’impennata dei titoli finanziari legati al riarmo si spenga.
Si arriva così ad un gesto che può davvero segnare un salto di qualità verso l’abisso, coinvolgendo la dimensione nucleare, perché le strategie del capitalismo stanno fallendo in maniera evidente e l’unica strada percorribile è quella, ignota, di una guerra che esca dalla sfera regionale.
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Il capitalismo è davvero sull’orlo della crisi di nervi. Dopo le dichiarazioni di Larry Fink, ceo del fondo più grande al mondo, sono arrivate quelle di Jamie Dimon, presidente della più grande banca al mondo per capitalizzazione, Jp Morgan.
Entrambi hanno sostenuto che l’enormità del debito federale degli Stati Uniti è in grado di generare un cataclisma nel “mercato obbligazionario”, finendo per travolgerlo.
Ora, è chiaro che due voci di questo peso che danno per certo il tracollo americano per mano di Trump, stanno giocando il tutto per tutto per liquidare il presidente, tra l’altro a ridosso del voto parlamentare sul Big, Beautiful Bill; una partita che dimostra l’isteria del capitalismo finanziario di cui pagano il conto, in primis, tutti quei risparmiatori che hanno creduto nella possibilità della finanza di sostituire il lavoro e la spesa pubblica.
Ma la vera responsabilità è di quella visione politica, troppo a lungo coltivata, che ha messo nelle mani di super potenti isterici e avidi le sorti collettive.
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4 commenti su “Nazioni in Armi al Servizio dei Capitalisti Finanziari. L’Europa verso il Disastro. Alessandro Volpi.”

  1. Le cose sembrano volgere lentamente al peggio. Vi sono molti segnali in tal senso. Auguriamoci che il buon Dio ne scompigli piani. La popolazione non vi riuscirà, le è stata tolta la ragione sostituendola col divertimento e il desco stracolmo. Festa e farina hanno sempre funzionato, poi potrebbe arrivare la forca.

  2. Davide Scarano

    Che dire? I fatti sono conoscibili a tutti e lo scenario prospettato da Alessandro Volpi è parecchio verosimile. Compito nostro è quello di svegliare i passeggeri del Titanic prima che avvenga l’urto finale. Molti probabilmente moriranno ma se qualcuno avrà imparato a nuotare ovvero avrà impegnato un po’ del proprio tempo per realizzare una scialuppa di salvataggio non avremo atteso invano il nostro destino.

  3. Riassuntino veloce veloce.

    Merz (D), un tecnocrate. Maggioranza risicata.
    Avvocato d’affari, tra il 2016 e il 2020 ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio di sorveglianza di BlackRock Germania. BlackRock non è solo un fondo di investimento: è un colosso globale che gestisce oltre 9000 miliardi di dollari in asset, con partecipazioni rilevanti in quasi tutte le multinazionali strategiche.

    Macron (F), tecnicamente sfiduciato, umanamente triste. L’uomo al servizio della grande finanza
    Dal 2008 lavora nella banca Rothschild. Fa carriera grazie ad alcune operazioni e in particolare una transazione tra Nestlè e il gruppo Pfizer. Una rapidissima carriera in politica ed eccolo candidato dei poteri forti per la presidenza francese. En Marche!

    Starmer (UK), l’avvocato progressista.
    Altra carriera lampo: cresce politicamente nel gruppo Liberty, che riceve finanziamenti da Soros. Dal 2002 è nienetepopodimenoche consigliere legale della Queen Elizabeth, vertice del globalismo che annovera i soliti nomi già fatti, più altri. Starmer toglie dalle grane legali un perverso personaggio pedofilo (Saville) e lì la carriera politica gli si spiana, ma sempre legato ai Rothschild.
    Condivide con Macron qualche diceria su un passato oscuro riguardo abusi subiti.

    Nota Bene: Dietro Blackrock (come dietro a Vanguard) ci sono impoertanti famiglie come i Rothschild e i Rockfeller, oltre alla corona inglese. Anche dietro Soros ci sono i grandi capitali e Soros (che affondò la lira e contribuisce alla svendita dell’Italia) c’entra sia con la carriera di Starmer che con quella di Macron.

    Von der Layen (UE), anche chiamata Von der Pfizer, quella dei contratti segreti sui vaccini con l’azienda in cui lavora il marito.

    Questi statisti sarebbero i rappresentanti democraticamente eletti che ci guidano! Pensa te che l’Italia si scandalizzava per i conflitti di interessi di Berlusconi e pure dei suoi gusti goderecci!

I commenti sono chiusi.

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