Non Era una Fake News la Prigione delle Torture a Kiev. Straordinario Silenzio Stampa dei Mass Media.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla  vostra attenzione qualche elemento di valutazione sulla notizia della scoperta vicino a Kiev di un centro di detenzione e tortura legato alla mobilitazione forzata in atto in Ucraina da tempo. I tentativi dei cosiddetti fact-checker nostrani (il pensiero va subito a Open, ma non solo) di smentire o ridimensionare la notizia è fallito, anche se naturalmente ci sono perosne che ci sono cascate. La reazione del regime dittatoriale di Kiev è stata di cercare di coprire tutto arrestando testimoni e protagonisti della scoperta. Una volta di più però il pensiero va al nostro governo, che sperpera miliardi necessari ai nostri servizi essenziali come sanità e istruzione a sostegno di un regime in cui la corruzione è endemica a livelli straordinari, e che di democratico non è chiaro che cosa sia rimasto, posto che nega da anni la possibilità di tenere elezioni. Ma quello che apapre ancora più stupefacente è il silenzio dei mass media di regime – Corriere, Repubblica, Stampa e ovviamente i fogli di destra di Angelucci – sull’argomento. Buona lettura e condivisione.

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C’è questo articolo di Inside Over. Cliccate sul collegamento per vedere il video.

 

Il 2 novembre centinaia di persone si radunano a Petropavlivska Borshchahivka, alla periferia di Kiev, davanti a un edificio usato dal battaglione Azov, una formazione della Guardia nazionale ucraina.

Sui social gira la voce che nello scantinato uomini armati tengano chiusi 40 ostaggi e che uno sia morto. La folla prende a calci il cancello gridando “Vergogna”, mentre una donna, che si presenta come medico di un’ambulanza privata, implora in ginocchio i poliziotti di farla entrare.

Dentro ci sono circa trenta persone, tra uomini richiamati alle armi e soldati accusati di diserzione. I familiari li cercavano da tempo.

Alcuni denunciano uomini feriti, malmenati e lasciati senza cure. Una donna racconta che il marito è rinchiuso da 37 giorni, appena operato, e che per vederlo le hanno chiesto 100.000 grivne, circa duemila euro.

La protesta finisce in scontri con la polizia. Sul posto arriva Kyrylo Budanov, capo dello staff di Zelensky, e spiega che prigioni del genere sono necessarie e che l’Ucraina ne è piena.

Budanov conferma così l’esistenza delle “yamy”, le “fosse”, dove vengono rinchiusi militari accusati di violare la disciplina o di aver abbandonato il servizio.

Come ricostruisce il giornale ucraino Strana, le “fosse” esistono dal 2014, quando imperversava la guerra del Donbass. Servivano a punire i soldati senza ricorrere alla polizia militare e senza aprire procedimenti ufficiali.

I prigionieri vengono tenuti in scantinati umidi o locali improvvisati, a volte in fosse profonde due o tre metri chiuse con grate o assi. Secondo le testimonianze raccolte da Strana, i militari restano spesso senza cibo né assistenza sanitaria e vengono picchiati.

“Dopo un paio di giorni di questi abusi chiunque finisca lì dentro è disposto a tutto, compreso un viaggio al fronte senza ritorno”, racconta Vyacheslav V., sergente dell’esercito ucraino.

Leggi su InsideOver.com l’approfondimento sulle prigioni dell’orrore di @claudiacarpi_ e davidemalacaria

#ukraine #budanov #azov

 

 

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C’è questo post su Instagram di Giuseppe Salamone. Cliccate per vedere il video con le dichiarazioni del ragazzo di 14 anni picchiato e torturato nella prigione di Azov. I sottotitoli sono in italiano.

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Questo commento di Andrea Zhok:

 

Breve coda alla notizia dell’altro giorno sulla prigione delle torture nei pressi di Kiev.
Per far capire la bell’aria che tira.
1) Testando l’IA è stato notato che la prima risposta che viene data è la fake news secondo cui l’episodio della prigione sarebbe una bufala. Solo con ulteriori domande e richieste di accertamenti emerge che la notizia di una prigione segreta dove disertori e renitenti alla leva venivano torturati, è stata confermata da numerose fonti locali e internazionali.
Questo a proposito dell’autorevolezza ed indipendenza dell’IA (dell’autorevolezza e indipendenza di quei co.co.co della CIA che sono i “fact-checker” nostrani non val la pena di spender verbo).
2) L’SBU (Servizio di Sicurezza dell’Ucraina) ha detto in conferenza pubblica di aver identificato quelli che protestavano all’esterno della prigione segreta di Petro-Pavlivska Borshchahivka. Sono ora accusati di aver ostacolato l’attività delle forze armate ucraine e di aver fomentato disordini di massa. In sostanza si sta spiegando a chi protestava per le torture clandestine che potranno fare quella stessa fine.
3) La dottoressa Valentyna Molodaya, la donna che ha denunciato l’esistenza di un centro di detenzione segreto di Azov nei pressi di Kiev (e che, nonostante le smentite di nostri cacciapalle, è davvero una dottoressa) è stata arrestata.
4) I genitori del ragazzo di 14 anni, picchiato nella prigione delle torture presso Kiev, la cui foto è diventata un simbolo della vicenda e che ha avuto la malaugurata idea di confermare i fatti in un’intervista, sono stati esposti nella lista dei nemici dello stato di Myrotvorets, pubblicandone le informazioni personali e trasformandoli così in bersagli.
In sostanza, i nazisti ucraini stanno facendo ciò che ci si aspetta dai nazisti, e l’Europa Unita è unita soprattutto nel fare il tifo a loro sostegno.
L’attrazione fatale dell’UE per il nazismo del XXI secolo, ribadita anche nella complicità morale col genocidio di Gaza, si conferma come un dato di fondo della politica europea.
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