Kiev, Mobilitazione Forzata. Il Popolo Assalta una Prigione dove si TΘrtur@v@nΘ le “Reclute”.

Marco Tosatti 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, se ricordate qualche tempo fa il nostro sito ha pubblicato un articolo sul dramma del reclutamento forzato in Ucraina. In queste ore da Kiev sono arrivare notizie ancora più sconvolgenti. Ricordiamocene quando ci arriverà la bolletta del riscaldamento, col gas triplicato perché il governo a guida neo-fascista manda miliardi a questa bella gente. Non dimentichiamo che il battaglione Azov ha nel suo stemma il Wolfsengel,  simbolo di un reparto delle SS….Buona visione e diffusione.

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C’è questo post su Instagram:

KIEV, INSURREZIONE DEI CIVILI CONTRO L’AZOV. ASSALTATA LA BASE SEGRETA DOVE TORTURAVANO CIVILI E SOLDATI UCRAINI. SALVATO UN 14ENNE FERITO E IN STATO DI SHOCK

In foto il momento in cui un medico si inginocchia per chiedere ai poliziotti di lasciarla entrare dentro l’edificio per soccorrere i prigionieri.
Successivamente riuscirà a entrare assieme ad un poliziotto e, una volta uscita, mostrerà alle persone radunate, un video che riprende la stanza degli orrori.

Kyrylo Budanov arriva presso il centro torture e, magicamente parla in russo.
In realtà parlano tutti in russo. Ricordo che siamo a Kiev e che il russo sarebbe fortemente limitato nella sfera pubblica, specialmente da parte dei funzionari.

A chi gli vuol far vedere i video delle persone torturate nella prigione segreta degli Azov, dice di non perdere tempo a mostrarglieli, perchè tutta Kiev li ha già visti, sono cose note.

Kyrylo Budanov è un attualmente Capo di gabinetto di Volodymyr Zelensky, carica che ricopre dal 2 gennaio 2026, dopo le dimissioni di Andriy Yermak.

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Poi c’è questo post; cliccate sul collegamento per vedere il video:

 

SCENA SCONVOLGENTE VICINO A KIEV: UN ADOLESCENTE ESCE DA UN CENTRO DI DETENZIONE SOTTO TENSIONE!

Ferito, terrorizzato e visibilmente disorientato, un adolescente è stato portato fuori da un edificio utilizzato come centro di detenzione dal 1° Corpo Azov della Guardia Nazionale ucraina, a Petropavlivska Borshchahivka.

Il momento più agghiacciante si verifica quando Kirill Budanov gli porge un telefono per contattare i suoi cari. Di fronte a lui, il giovane, con voce rotta dall’emozione, mormora: «Cosa devo rispondere?». Alla fine, a sua sorella è stato permesso di venire a prenderlo.

All’esterno, la situazione degenera: i manifestanti tentano di sfondare le recinzioni, vengono utilizzati gas lacrimogeni e quattro militari vengono ricoverati in ospedale dopo essere stati picchiati.

Il luogo veniva utilizzato per trattenere e «trattare» i disertori senza autorizzazione. Le accuse di violenze fisiche e detenzione illegale hanno ora dato il via a un’indagine ufficiale.

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E questo post. Anche qui cliccate sul collegamento per vedere il video.

 

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E infine questo post di Inside Over. Cliccate per il video.

Il 2 novembre centinaia di persone si radunano a Petropavlivska Borshchahivka, alla periferia di Kiev, davanti a un edificio gestito dal battaglione Azov, una formazione della Guardia nazionale.

Sui social gira la voce che nello scantinato uomini armati tengano chiusi 40 ostaggi, e che uno sia morto.

La gente prende a calci il cancello e grida “Vergogna”. Una donna, che si presenta come medico di un’ambulanza privata, implora in ginocchio i poliziotti di farla entrare.
La polizia della regione di Kiev smentisce gli ostaggi e il morto.

Nel centro, spiega il comandante della Guardia nazionale Oleksandr Pivnenko, ci sono 18 uomini appena mobilitati in attesa di un reparto e quattro soldati catturati dopo aver lasciato la loro unità senza permesso. I quattro hanno ferite e vengono portati in ospedale.

Azov nega le torture e promette di punire i responsabili se le violenze verranno confermate.
In serata una parte della folla prova a entrare con la forza. I manifestanti lanciano uova e fumogeni, polizia e Guardia nazionale rispondono con i lacrimogeni e sparano in aria. Un autobus e alcune auto della polizia vengono distrutti.

Nei video girati quella notte i militari escono dall’edificio scortati dalla polizia e salgono su un autobus.
Il ministro dell’Interno Ivan Vyhivskyi apre un’indagine sulle condizioni dei soldati nel centro.

Il comandante della Guardia nazionale annuncia che verranno spostati: dopo lo scandalo, dice, i russi conoscono il posto e possono colpirlo con un missile.

#ukraine #kiev #azov
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