Il Papa che Vota in USA è un Colpo Inferto al Papato. Mons. Carlo Maria Viganò, Massimo Viglione.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su X (Twitter) dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Buona lettura e condivisione.

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Prof. Massimo Viglione: Leone XIV e il popolo sovrano

Un papa che fa sapere al mondo intero che vota alle elezioni del proprio Paese – cosa che nessuno aveva mai fatto prima, nemmeno Bergoglio – non solo sta facendo chiaramente pubblicità elettorale, essendo certissimo per tutti per chi non vota (Trump), ma sta in realtà portando avanti un’operazione infinitamente più distruttiva ed eversiva di quella specificamente politica. Ed è la chiara e manifesta volontà di ridurre la figura del Papa a un uomo del mondo come qualsiasi altro, che, come qualsiasi altro, fa attività politica democratica e liberale. Ovvero, fa ciò che Pietro (“Tu es Petrus”) non dovrebbe, non potrebbe e dovrebbe volere mai fare.

Pertanto, anche in un caso di importanza apparentemente secondaria come questo, la verità è che l’importanza è tutt’altro che secondaria, in quanto è in gioco la figura stessa del Papa, e quindi il ruolo del Papato nella storia della Chiesa e del mondo.

E, di conseguenza, si ripropone la domanda fatale: può Pietro fare propaganda elettorale e mostrarsi cittadino ligio di uno Stato? In questo modo, non sta venendo meno alla cattolicità (nel senso di universalità) del suo ruolo?

Detto ancora meglio: non sta abbassando il papato al servizio di uno Stato secolare e dell’educazione civica statalista?

Detto ancor meglio: può un papa sfigurare, deprezzare, ridurre al patetico, umanizzare in tal maniera ciò che non è solo umano, e che esiste solo e proprio perché di natura divina oltre che umana?

Può mettere Pietro stesso, ovvero la Chiesa, al servizio dello Stato?

E se non può, perché lo fa?

E se lo fa, e, soprattutto, lo comunica al mondo intero affinché tutti sappiano, cosa ci vuole trasmettere esattamente, visto che Pietro non appartiene più a nessun Stato che non sia la Chiesa Cattolica (quindi la Santa Sede)? E quale conclusioni dobbiamo trarne, se Pietro si sente ancora cittadino di uno Stato e non, quindi, Pietro?

Siete sicuri che si possa risolvere la questione banalmente come farebbe qualsiasi difensore d’ufficio del papa a qualsiasi costo, e non occorra invece trarne la conseguenza che ancora una volta si sta demolendo il Papato e quindi la Chiesa Cattolica come istituzione anzitutto divina, e solo dopo umana? Del resto, in Francia non ha celebrato forse la “grandeur” di liberté, égalité et fraternité?

#scismacapitale

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4 commenti su “Il Papa che Vota in USA è un Colpo Inferto al Papato. Mons. Carlo Maria Viganò, Massimo Viglione.”

  1. Il disprezzo verso il Papato lo troviamo sin dai tempi di massone del 33° Giuseppe Garibaldi massone del 33° che definì Papa Pio IX (“Un metro cubo di letame”) e “concistoro di lupi” il Concilio Vaticano I che il medesimo Pontefice convocò a Roma nel 1869 per conclamare il dogma dell’infallibilità del Papa https://www.loggiagaribaldi1436.it/2019/07/20/garibaldi-anticlericale/ La scarsa stima che Giuseppe Garibaldi nutrì verso il clero, il papato, e, in particolare, verso Pio IX è testimoniata dal nome che l’Eroe dei Due Mondi diede al proprio asino, “Pionono”.
    Disse che il Papa è «la più nociva fra le creature, perché egli, più nessun altro è un ostacolo al progresso umano, alla fratellanza fra gli uomini e dei popoli». (Giuseppe Garibaldi, Memorie, BUR) https://www.asiablog.it/2007/08/20/per-giuseppe-garibaldi-il-papa-e-la-piu-nociva-tra-le-creature/

  2. “Ed è la chiara e manifesta volontà di ridurre la figura del Papa a un uomo del mondo come qualsiasi altro, che, come qualsiasi altro, fa attività politica democratica e liberale.”

    Ma secondo lei Pio II, Bonifacio VIII, Giulio II, Papa Borgia ecc…non facevano politica?

  3. DAL PIANO MASSONICO DI DISTRUZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA 21 Sostenete che il Papa è soltanto una figura rappresentativa. Spiegate alla gente che l’Insegnamento Papale serve soltanto alla conversazione ma che è altrimenti privo di importanza.

    22 Combattete l’Autorità Papale, ponendo un limite di età al suo esercizio. Riducetela a poco a poco, spiegate che lo volete preservare dall’eccesso di lavoro.

    23 Siate audaci. Indebolite il Papa introducendo sinodi Vescovili. Il Papa diverrà allora soltanto una figura di rappresentanza come in Inghilterra dove la Camera Alta e quella Bassa regnano e da essi la regina riceve gli ordini. In seguito indebolite l’autorità del Vescovo, dando vita a una istituzione concorrente a livello di Presbiteri. Dite che i Sacerdoti ricevono in tale modo l’attenzione che meritano.

    Infine indebolite l’autorità del Sacerdote con la costituzione di gruppi di laici che dominino i Sacerdoti. In questo modo si originerà un tale odio che abbandoneranno la Chiesa addirittura Cardinali e la Chiesa allora sarà democratica… la Chiesa Nuova…

    24 Riducete le vocazioni al Sacerdozio, facendo perdere ai laici il timore reverenziale per esso. Lo scandalo pubblico di un Sacerdote annienterà migliaia di vocazioni. Lodate Sacerdoti che per amore di una donna abbiano saputo lasciare tutto, definiteli eroici. Onorate i Sacerdoti ridotti allo stato laicale come autentici martiri, oppressi a tal punto da non poter sopportare oltre. https://www.lalucedimaria.it/ecco-come-la-massoneria-vuol-distruggere-la-chiesa/#goog_rewarded

  4. Prof. Viglione, qui tra premessa e conclusione non manca qualche passaggio: manca proprio il nesso. Dal fatto che il Papa eserciti un diritto civile, magari inopportuno, non segue né che stia «demolendo il Papato», né che metta Pietro al servizio dello Stato.Fra l’altro, è noto, il Papa non ha nascosto critiche anche nette a determinate politiche dell’amministrazione Trump. Ma da questo dedurre per chi abbia votato significa trasformare una supposizione in un fatto.

    Adattando sant’Agostino — «Per voi sono vescovo, con voi sono cristiano» — Leone XIV potrebbe dire: «Per voi sono Papa, con voi sono cittadino». Le due condizioni non si annullano affatto.

    Per sostenere il contrario bisognerebbe dimostrare che il munus petrino faccia cessare ogni diritto civile. Viglione non lo dimostra: lo dà per scontato e poi costruisce sul presupposto la sentenza.

    Tra «il Papa ha votato» e «si demolisce il Papato» non c’è un ragionamento: c’è un salto logico. E dieci domande retoriche messe in fila non diventano dieci argomenti: restano dieci modi per evitare quello che manca, cioè la prova.

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