Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curia, Antonio Romano, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste brevi riflessioni – ironiche, e tese a far sorridere, anche se con un po’ di amaro – su Amoris Laetitia e la concomitanza del convegno sull’esortazione apostolica con le avventure ospedaliere di Leone XIV. Buona lettura e diffusione.
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Notizie sulla degenza post-operatoria di Amoris laetitia
Leone XIV aveva annunciato con grande entusiasmo l’incontro di Roma, da lui fortemente voluto in occasione del decimo anniversario di Amoris laetitia. Tutto era stato organizzato con cura: incontro rigorosamente a porte chiuse, invito di cardinali favorevoli ai matrimoni omosessuali e simultanea esclusione degli oppositori, divieto di divulgare notizie ai giornalisti sui contenuti delle discussioni. Ogni decisione era stata presa con oculatezza e in perfetto stile staliniano. Molti si sono rammaricati per l’assenza di un grande esperto in matrimoni omosessuali, come padre James Martin.
Mentre l’incontro procedeva come previsto, ecco il colpo di scena: durante l’Angelus Leone XIV dava una notizia «shock», annunciando un urgente intervento chirurgico su Amoris laetitia, affetta da un nodulo maligno nel capitolo VIII, proprio quello dove si permette di dare la comunione a ogni tipo di coppia convivente. Il mondo e rimasto con il fiato sospeso, e molti cattolici hanno pregato il Signore per la pronta guarigione dell’ammalata.
L’operazione veniva effettuata nell’Aula Paolo VI dal noto primario del Vaticano prof. Robert Francis Prevost, coadiuvato da vari medici e anestesisti, tra cui Tucho Fernández e Blase Cupich. L’intervento è perfettamente riuscito, e non sono state asportate solo le note 336 e 351, dove si annidava il tumore maligno, ma anche tutto il capitolo VIII.
L’esito dell’operazione veniva comunicato dal card. Tagle durante la messa di chiusura, dove annunciava il completo ristabilimento dell’Esortazione Apostolica, presentata ormai come un prontuario per la famiglia cristiana virtuosa, al punto da far impallidire anche la Sacra Famiglia di Nazaret. In questo “Elogio della famiglia cristiana”, la «carità domestica» veniva esaltata in tutte le sue sfaccettature, dalla castità alla preghiera assidua, dalla fedeltà eroica al riconoscimento di «scuola degli affetti». Il Mulino Bianco si riservava la facoltà di usare il testo per i suoi spot pubblicitari sulla “famiglia felice”, che si nutre di biscotti farciti di amore e gioia.
Durante il briefing serale del 14, i vari medici, tra cui il card. Cabrera Herrera e mons. Scicluna, confermavano l’esito felice dell’operazione, che si è conclusa senza complicazioni. Adesso il capitolo VIII verrà sottoposto a ulteriori esami istologici, per eventuali terapie a cui sottoporre Amoris laetitia.
Visto che il 19 marzo Leone XIV aveva presentato Amoris laetitia come «un luminoso messaggio di speranza», auguriamo alla convalescente Esortazione Apostolica una lunga vita e un luminoso avvenire.
Antonio Romano
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6 commenti su “Amoris Laetitia Operata d’Urgenza al Capitolo VIII. Magari…Antonio Romano.”
Audace libello che gioca con una realtà di malattia con la quale è davvero difficile scherzare poiché è indubbio che siamo tutti sotto lo stesso sole. Su di un’ altra pagina, invece, sarebbe il caso di sbizzarrirsi, ragionare ed anche indignarsi e scandalizzarsi riguardo a disposizioni e azioni del personaggio in causa che certamente lasciano interdetti.
Andare oltre ironizzando sulla base di questioni delicate, caro Romano, e cari seguaci commentatori, non mi sembra granché di buon gusto.
È un consiglio da nonna.
Caro Romano, la metafora dell’intervento chirurgico è brillante. Confesso che anch’io qualche passaggio del capitolo VIII, e soprattutto certe note, lo sottoporrei volentieri a un supplemento di esami: su una materia tanto delicata, una maggiore chiarezza avrebbe evitato non poche controversie.
Ma da qui a diagnosticare un’eresia il passo è lungo. Amoris laetitia non afferma che l’adulterio sia lecito, non equipara le unioni irregolari al matrimonio e non stabilisce un diritto generalizzato alla Comunione. Lo stesso n. 297 richiama espressamente «l’annuncio del Vangelo e l’invito alla conversione».
Il punto delicato è la distinzione, tradizionale nella morale cattolica, tra situazione oggettivamente irregolare e responsabilità soggettiva: la prima rimane tale, mentre la colpevolezza personale può essere attenuata da circostanze concrete. È su questo terreno che il capitolo VIII introduce il tema del discernimento pastorale. Quanto alle conseguenze sacramentali, soprattutto alla luce della nota 351, il testo ha dato luogo a interpretazioni e applicazioni controverse, sulle quali ritengo necessarie grande prudenza e continuità con la dottrina e la disciplina della Chiesa.
Insomma, caro Romano: teniamo pure il capitolo VIII sotto attenta osservazione; qualche esame supplementare non gli farà male. Del resto, proprio l’esigenza di chiarire alcuni di questi punti fu all’origine dei celebri Dubia presentati dai quattro cardinali. Porre dei dubia, chiedere precisazioni e segnalare possibili difficoltà interpretative è pienamente legittimo; altra cosa è concludere senz’altro che Amoris laetitia insegni un’eresia. Tra le due cose c’è una distanza che neppure una brillante operazione chirurgico-satirica può cancellare.
Significativa infatti è l’immediata “SCOMUNICA” comminata da Prevost all’arcivescovo di CATANIA, mons. LUIGI RENNA, per aver partecipato all’incontro dei cosidetti “cristiani” LGBT+ SICILIA dal 16 al 18 ott. 2026, presso il Beteyà Hostel Don Bosco di Catania, organizzato “assieme” al gruppo scismatico filo-protestante lgbt La tenda di Gionata.
https://www.gionata.org/dal-16-al-18-ottobre-2026-a-catania-weekend-per-cristiani-lgbt-i-loro-genitori-e-gli-operatori-pastorali/
_ “SCOMUNICA” che Prevost ha già commiato anche ai noti progay p. James Martin e al vice pres. della CEI mons. Savino, che ha celebrato e amministrato l’eucaristia “sacrilega” alle coppie gay nella Chiesa del Gesù a Roma in occasione del Giubileo lgbt, e che manco si è preoccupato di esprimere pubblicamente tali gravissime dichiarazioni contrarie al Vangelo di Cristo: https://youtu.be/bSqUmCGF94w?is=j5_7ma8S2G5-91w9
_ Un Savino che, in occasione del Coming Out Day dell’11 Ottobre 2026, ha riaperto la riflessione sulla necessità della chiesa prevostiana di giustificare e accompagnare (all’inferno) le persone lgbtqia+.
https://www.vanityfair.it/article/coming-out-vescovo-savino-cei-oggi-chiesa-omosessualita-lgbtqia-accoglienza
_ “SCOMUNICA” che Prevost ha giustamente comminato anche alle centinaia di vescovi che, in totale disprezzo alla dottrina di Cristo, hanno “Presieduto”le veglie pro-gay di maggio- giugno 2026 in Italia e all’estero, in occasione della giornata internazionale contro “l’omotransfobia”.
_ Tra questi risultano:
mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma; mons. Nicolò Anselmi, vescovo di Rimini; mons. Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze; mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi; mons. Gero Marino, vescovo di Savona-Noli; mons. Andrea Andreozzi, vescovo di Fano Fossombrone Cagli Pergola; mons. Sandro Salvucci, arcivescovo di Pesaro e arcivescovo di Urbino Urbania Sant’Angelo in Vado; mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona; mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto; mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro; e mons. Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona -Sansepolcro.
“cristiani” Lgbtq+, oltre sessanta veglie per superare l’omotransbifobia | ANSA.it https://share.google/dErNbflqIcgdmtRhA
E per fortuna che c’è almeno “UN” Antonio Romano che mette in luce la tremenda realtà sulla falsa chiesa massonica di JMB e Prevost da cui ogni vero cristiano ha il dovere di USCIRE.
E infatti, G D, voi “vero” cristiani siete usciti. E dove è la “vera” Chiesa di Cristo visibile e quindi raggiungibile, con il “vero” Vicario? Ah già, non c’è. Né può esserci perché la Chiesa di Cristo, per quanto ammaccata e malridotta anche grazie a lei e a quelli come lei che sotto la croce non solo se la battono ma vanno il più lontano possibile e cercano di portar via tutti, beh la Chiesa rimane la Chiesa. E siccome grazie a Dio non dipende da noi, né da voi “veri”, la sua sussistenza ma da Nostro Signore (quello di cui buttate là il nome ma non ascoltate nemmeno se vi urla nell’ orecchio) sappiamo che resisterà e tornerà bella. Come il suo Sposo.
Sotto la croce fuggirono in molti, ma alcuni tornarono e altri non se ne andarono proprio. Quindi la scena si ripete, chiedetevi ora che siete fuggite se volete tornare o resterete fuori.
Crio
Nel frattempo, le comunità LGBTQ esultano per le nuove “nomine” di vescovi pro LGBT decise dall’antipapa Leone XIV:
1️⃣ Mons. James Checchio, nominato da Leone a febbraio a capo dell’arcidiocesi di New Orleans;
2️⃣ il vescovo Ramón Bejarano, nominato a dicembre per guidare la diocesi di Monterrey, in California che ha invitato una drag queen a parlare durante la messa | Them https://share.google/sqSWZk2x6BMJLzokn
3️⃣ Christian Würtz, nominato da Prevost nel luglio 2025 come nuovo vescovo di Eichstätt, in Germania;
4️⃣ e mons. Thomas Hennen della diocesi di Baker, in Oregon.
5️⃣ E non dimentichiamo il vescovo di Malaga, José Antonio Satué, nominato da Prevost che ha inviato un messaggio di sostegno al XV Incontro di Cristiani LGTBIQ+ di Chipiona celebrato dal 9 all’11 ottobre sotto il motto «Todos, todas, todes». In esso ha detto ai partecipanti: «avete molto da offrire alla Chiesa e, allo stesso tempo, potete arricchirvi in essa»
_ Satué, ha deciso di creare una rete statale e preparare un documento che intende far arrivare ai vescovi
https://
infovaticana.com/it/2026/10/17/satue-ai-cristiani-lgtbiq-riuniti-a-chipiona-avete-molto-da-offrire-alla-chiesa/
– MiL – Messainlatino.it https://share.google/X5zSLFM1fN7451w8O
🔥 APPELLO FINALE :
Em. Rev.me cardinali pre-2013, che aspettate ad uscire da questa falsa chiesa governata dai cardinali massoni come Reinhard Marx?
Noto membro della Mafia S. Gallo che Prevost, anziché scomunicare, ha “confermato” in questi giorni, come coordinatore dal 2015 dell’organismo del Consiglio per l’economia !!!
Ma non solo, Prevost ha nominato nuovi membri di questo organismo (guidato da Marx), altri cardinali prolgbt come:
▪️ Grzegorz Ryś, arcivescovo di Łódź – Polonia;
▪️ Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado;
▪️ il domenicano Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri; ▪️ e il card. Roberto Repole , arcivescovo di Torino.
https://infovaticana.com/2026/08/12/marx-revalidado-en-la-curia-pese-a-desafiar-a-roma-con-las-bendiciones-a-parejas-homosexuales/
Ma S. Giovanni ammonisce: Chi saluta “papa” l’anticristo progay risponderà a Dio delle sue opere inique, oltre che del reato di SCISMA e per aver privato le anime del vero successore di Pietro BXVI e della S. Eucaristia celebrata validamente in comunione con lui.
Ma basta! Quante stupidate! Ma prendete in mano la corona del Santo Rosario e pregate. E fate penitenza !
Se il buon Dio permette questo vuol dire che ce lo siamo meritato.
A continuare con questi discorsi si perde la fede. E se soffriamo anche solo spiritualmente per la condizione della Chiesa, offriamo a Gesù le nostre sofferenze perchè assieme alle Sue, possano convertire tanti peccatori.
Siano lodati Gesù e Maria !