| (di Giovanni Valentini – ilfattoquotidiano.it) – “Il potere non è solo nei fatti, ma in come vengono raccontati” (da “Italia mattanza” – su “X” del 15 ottobre 2026) |
| È un blackout mediatico di regime, degno del Minculpop d’infausta memoria, quello messo in atto da tutti (o quasi) i Tg nazionali sugli scioperi degli autotrasportatori e degli agricoltori che protestano contro il caro-gasolio e il caro-vita. A partire dalla Puglia, dalla Basilicata e dalla Calabria, l’ondata sta risalendo la Penisola fino al Nord. Ma il “silenzio video”, tanto più grave da parte del servizio pubblico, tende a occultare il disagio di queste categorie nel tentativo di narcotizzare il resto della popolazione. Cioè i cittadini e i consumatori che sono – per così dire – i destinatari finali; le vittime della crisi economica, energetica e climatica. E così si punta a coprire le responsabilità di un governo che continua a elemosinare flessibilità di bilancio dall’Unione europea, per investire sul warfare anziché sul welfare, spendendo per armi e munizioni piuttosto che per scuole e ospedali. |
| Mentre l’agenzia Ansa sforna dispacci che sembrano bollettini di guerra, i telegiornali “oscurano” la protesta come fanno i regimi quando sono in difficoltà e cercano di sopravvivere a se stessi. Da giorni i blocchi degli autotrasportatori invadono strade e autostrade, lasciando i distributori a secco e i supermercati con gli scaffali mezzi vuoti. Gli scali aerei di Bari e di Brindisi non hanno più riserve per rifornire gli apparecchi di linea. Le code davanti ai distributori di benzina si allungano. Eppure, nei Tg si parla d’altro, dell’eterno caso Garlasco o della banda delle minicar, tranne che di questo sciopero a oltranza dai conducenti di camion, autobotti e trattori. |
| In compenso, la rete dei social network si mobilita, offrendo un’informazione capillare e alternativa, di “contropotere” dovremmo dire con un’espressione che una volta si usava per i giornali d’opinione. “Lo sciopero: gli autotrasportatori e gli agricoltori lo stanno facendo anche per te e soprattutto per te, quindi non girare la testa dall’altra parte”, proclama a gran voce un post su “X” con tanto di corredo fotografico. E così la protesta popolare, o forse sarebbe meglio chiamarla rivolta, diventa virale trasferendosi dalle strade e piazze ai social media. “Quando il Sud grida, l’Italia abbassa il volume!”, reclama “maurizio8” su quello che – prima dell’avvento di Elon Musk – tutti preferivamo chiamare Twitter. “Blocchi e proteste al sud, carburanti a secco, statale ionica bloccata”, avverte il nickname “Un girovago Ceresa Raffaele” e aggiunge: “Rischio che si fermi la filiera dei prodotti alimentari”. |
| Sale la tensione in tutto il Paese e il governo, come annuncia finalmente la stessa Ansa, “convoca l’autotrasporto”. Nel frattempo, i conducenti dei Tir in agitazione lamentano che negli ultimi giorni l’aumento del gasolio è schizzato da 0,31 euro al litro a 0,91, nonostante le fatue promesse sulle “accise mobili” e gli sconti finti dell’Eni o di altre compagnie petrolifere. Ma i conducenti dei tg e dei talk show di Telemeloni si adeguano alla “narrazione” ufficiale e stendono prudentemente un velo pietoso sul caro-carburanti e sul caro-bollette, senza bisogno neppure di ricevere un ordine di servizio. |
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3 commenti su “Blackout di Regime sulle Proteste Diffuse di Tir e Agricoltori. Infosannio, Giovanni Valentini.”
Evidentemente produrre energia con le rinnovabili richiede tempi di installazione ed attivazione non compatibili con l’attuale crisi che, ricordiamo, deriva anzitutto dalle guerre in corso, quindi è sostanzialmente autoinflitta. Come scrive Andrea Zhok: “allacciate le cinture” e, dico io, impugniamo i rosari, per affrontare la più grave crisi energetica (che presto diventerà economica) del secondo dopoguerra.
Finché ci saranno milioni di scemi che ancora ostinano guardare TG televisivi… formattata informazione mainstream avrà buon gioco!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
L’articolo invica “Mobilità elettrica”.
La forma meno costosa di produrre elettricità è con il nucleare, a cui purtroppo nel 1987 abbiamo rinunciato.