Bibi Vuole Processare i Soldati di Naza. G@z@: I$r@ele, nella “Tregua” Uccide Bambini e Uomini.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione di quanto si sta perpetrando in Medio oriente con la complicità fattiva del nostro governo e dell’Unione Europea, Non finiremo mai di vergognarci abbastanza. Buona lettura e diffusione.

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Per prima cosa c’è questo post di Lavinia Marchetti, a cui va il nostro grazie, su Facebook. Allora non si trattava di bufale o “fuffa” (cita. Pierluigi Battista), e che fine ha fatto “l’unica democrazia del Medio Oriente” sbandierata dai lecchini nostrani?

 

NETANYAHU VUOLE PROCESSARE I 24 TESTIMONI DEL FILM NAZA. IL PROBLEMA, EVIDENTEMENTE, È REATO DI MANCATA OMERTA’ IN GENOCIDIO.
Netanyahu ha ordinato al capo dell’esercito, ai servizi segreti interni e alla procuratrice generale israeliana di identificare e perseguire i militari che hanno testimoniato nel documentario NAZA, diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, premiato alla Mostra del cinema di Venezia.
Una faccenda piuttosto seria, direi. Tanto che Netanyahu ha ritenuto necessario mobilitare gli apparati dello Stato per scoprire chi abbia avuto l’ardire di raccontarla. Secondo il premier, le testimonianze danneggiano la reputazione internazionale di Israele e potrebbero costituire gravi violazioni della sicurezza nazionale. Il sospetto che a danneggiare quella reputazione possano essere state le condotte descritte dai militari non gli è passato neanche per l’anticamera di quel che resta delle sue sinapsi.
Il Guardian, che ha prodotto il film, riferisce di avere verificato le testimonianze anche attraverso documenti riservati e fonti indipendenti, dopo anni d’inchiesta. L’esercito israeliano ha contestato il contenuto dell’opera in una risposta di diciassette pagine, ammettendo di essersi basato sulla visione di un proprio rappresentante a una proiezione pubblica e sulle dichiarazioni degli autori, poiché gli era stata rifiutata una copia del film. Diciassette pagine per contestare la ricostruzione di un’opera che l’istituzione aveva potuto esaminare soltanto indirettamente. Confesso una certa ammirazione per tanta produttività polemica. Insomma hanno criticato un film senza averlo visto.
La decisione di Netanyahu comunque è politicamente molto più pericolosa della sua evidente goffaggine. Chiaramente usare i servizi segreti per identificare persone alle quali era stato promesso l’anonimato va a colpire il rapporto fiduciario che permette al giornalismo d’inchiesta di raccogliere testimonianze su possibili crimini di Stato e lancia una minaccia non da poco. Il prossimo militare che conosca fatti analoghi dovrà considerare il rischio di essere individuato attraverso i servizi segreti del proprio paese. Un po’ film americano un po’ DDR. Una prospettiva che potrebbe sottrarre alla conoscenza pubblica informazioni decisive anche per future indagini giudiziarie internazionali. Sia chiaro che non provo pena per quei soldati.
Vorrei soffermarmi su queste considerazioni, vorrei che ci soffermassimo soprattutto in Europa dove continuiamo a ricevere lezioni sulla democrazia israeliana. Qui abbiamo davanti un governo accusato di genocidio da ogni ONG che sia andata in Palestina, dall’ONU, dalle stesse organizzazioni israeliane, e che ha un processo per genocidio in corso alla CPI, se tale governo fosse “innocente” come si proclama dovrebbe avere tutto l’interesse a favorire accertamenti indipendenti. Netanyahu ha scelto invece di chiedere allo Shin Bet l’identificazione delle fonti di un’inchiesta giornalistica.
Comunque più Israele si contorce contro NAZA, più NAZA, continua a circolare, dopo il premio veneziano e le proiezioni internazionali. L’iniziativa del premier aggiunge una nuova notizia a quelle contenute nel film e offre al pubblico un motivo ulteriore per andare al cinema a vederlo. Chissà se qualcuno, fra i naziconsiglieri di Netanyahu, abbia avuto il coraggio di spiegargli che adesso mezzo mondo vorrà vedere proprio quel documentari.

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E intanto, mentre si discute di antisemitismo e di Naza, Israele continua a ammazzare, bombardando le tende dei campi profughi. Come ci dice  questo post su Instagram. Cliccate sul collegamento per vedere il video.

 

Shahd Abdul-Razzaq al-Najjar aveva 8 anni. Il 10 ottobre un drone israeliano l’ha uccisa dentro la tenda in cui viveva da sfollata, a ovest di Gaza City.

Lo stesso giorno, nel campo profughi di Bureij, nel centro della Striscia, i soldati israeliani hanno ucciso a colpi d’arma da fuoco Iyad Taha Harb mentre festeggiava il matrimonio di suo figlio.

Il 10 ottobre era il primo anniversario della “tregua” a Gaza. Israele lo ha segnato intensificando gli attacchi: secondo il ministero della Salute di Gaza, in 24 ore sono stati uccisi almeno nove palestinesi.

Nella notte tra il 10 e l’11 ottobre carri armati e mezzi blindati hanno sparato raffiche contro i rifugi degli sfollati nei quartieri occidentali e centrali di Gaza City.

Nella stessa notte, i mezzi israeliani sono avanzati nel quartiere di Shujaiya, a est di Gaza City, sotto la copertura di artiglieria e droni, e hanno spostato più a ovest i blocchi di cemento che segnano la “linea gialla”, il limite fissato dall’accordo per la presenza dell’esercito israeliano.

Altre case sono finite sotto il controllo israeliano e decine di famiglie sono dovute fuggire. Due palestinesi, tra cui una donna incinta, sono rimasti feriti.

Durante la cosiddetta “tregua”, l’ufficio stampa del governo di Gaza ha documentato 5.474 violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, con 1.488 palestinesi uccisi, 5.280 feriti e 203 arrestati.

Tra i morti ci sono almeno 327 bambini: quasi uno al giorno, ha calcolato Save the Children.

Da ottobre 2025 Israele ha lasciato passare solo il 34% dei camion di aiuti previsti dall’accordo di cessate il fuoco. E continua a bloccare ciò che classifica come beni a “duplice uso”, cioè utilizzabili anche a fini militari: sedie a rotelle, pali per tende, sacchi a pelo, attrezzature mediche e pezzi di ricambio per i generatori degli ospedali.

Il 9 ottobre oltre cento organizzazioni umanitarie, tra cui Amnesty International, Oxfam e Save the Children, hanno firmato una dichiarazione comune: il cessate il fuoco “esiste solo di nome”.

#gazagenocide #thereisnoceasefire

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E intanto, in Cisgiordania, le squadracce dei  coloni, con la protezione dell’esercito israeliano che la occupa illegalmente proseguono nella loro opera di distruzione e di pulizia etnica. Non si può non ricordare che l’ex Presidente dell’UCEI, Naomi Di Segni, ha avuto il coraggio di paragonare il boicottaggio dei prodotti che vengono dalle colonie israeliane alle Leggi razziali del 1938. Che vergogna.

L’esercito israeliano e i coloni hanno sferrato 62.916 attacchi contro i palestinesi e i loro beni in Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, dal 7 ottobre 2023, con 66 palestinesi uccisi dai coloni, secondo quanto riferito domenica da una commissione palestinese.

La commissione ha inoltre denunciato l’abbattimento di circa 147.000 alberi, la demolizione di 5.059 strutture, la confisca di 64.200 dunam di terreno e l’avanzamento di 415 progetti di insediamenti, chiedendo un intervento internazionale contro una “annessione di fatto”.

#Palestine #Cisjordanie #Israel #Colons #Colonisation #Israel

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1 commento su “Bibi Vuole Processare i Soldati di Naza. G@z@: I$r@ele, nella “Tregua” Uccide Bambini e Uomini.”

  1. Vieni Signore Gesù, un giorno satana tentò di tentarti sul pinnacolo del tempio, e tu lo cacciasti.
    Vieni Signore Gesù, in quella terra chiamata da noi “terra santa” dove satana l’ipocrita omicida, osa fare da padrone.
    Vieni Signore Gesù con la tua giustizia, TU sei la VIA, VERITÀ e VITA.
    Vieni Signore Gesù, nessuno ha autorità su di TE.
    Vieni per amore Signore Gesù.
    Maranathà.

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