Melonellum, una Truffa al Quadrato che Umilia Elettori e Istituzioni. Infosannio.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo commento pubblicato da Infosannio che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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Dal premio di maggioranza alla raccolta di firme per le forze più piccole fino alla pressione su Fn e Roberto Vannacci. La legge elettorale voluta da Giorgia Meloni è uno sfregio alle istituzioni e agli elettori
(Piero Ignazi – editorialedomani.it) – Per le elezioni del 1953 venne varata una legge elettorale che prevedeva a chi superasse il 50 per cento dei voti un bonus supplementare del 15 per cento. Venne combattuta aspramente in Parlamento con ostruzionismi e ogni altro strumento del regolamento delle Camere, ma alla fine venne approvata.
E fu bollata dalle opposizioni come una «legge truffa» perché infrangeva il principio proporzionale che doveva rispecchiare nel numero dei parlamentari il numero dei voti. La legge elettorale voluta da Giorgia Meloni e approvata in maniera definitiva è una truffa al quadrato. Questo non soltanto per il generosissimo bonus garantito a chi supera il 42 per cento che concede 105 parlamentari in più alla Camera e al Senato, rispetto a quelli che spetterebbero su base proporzionale.
Su questo punto il presidente dei deputati di FdI, Galeazzo Bignami, è incorso in una imprecisione – a voler essere benevoli – nell’intervista rilasciata al Corriere della sera, laddove criticava la sinistra perché con il sistema approvato dal governo Renzi aveva garantito molti più seggi, addirittura 93.
Bignami però “dimenticava” che allora la Camera era composta da 630 deputati, non da 400 come oggi: e un semplice calcolo matematico dimostra che in precedenza il bonus era del 14 per cento per i vincitori, mentre ora sarebbe del 17,5 per cento. Comunque il male originario sta sempre nel bonus, una distorsione inattaccabile del principio di rappresentanza.

Raccogliere le firme

Al di là di questo, la truffa più grave riguarda l’accesso alla competizione delle liste non rappresentate in Parlamento. Da sempre chi non ha propri rappresentanti nelle Camere deve raccogliere un certo numero di firme, circoscrizione per circoscrizione, per presentare dei candidati. In linea di principio una prescrizione di questo tipo poggia su un ragionamento comprensibile e condivisibile: è opportuno introdurre un filtro per tamponare iniziative disinvolte e occasionali. Infatti in tutti i paesi vi sono norme di questo genere.
In Italia fino a ora sistema con erano richieste da 1.500 a 2.000 firme ogni circoscrizione, per un totale di 73.000 firme – cifra che nel 2022 fu dimezzata per lo scioglimento anticipato delle Camere. Questa cifra è stata innalzata dal governo Meloni a ben 6.000-7.000 firme, quattro volte tanto. Il che comporta che chi vuole concorrere deve trovare centinaia di migliaia di cittadini disposti a firmare, e quindi a consentire, la partecipazione di nuove proposte politiche.
Siamo di fronte a un provvedimento di natura corporativa e oligarchica: chi è dentro è dentro, e chi è fuori rimane fuori. Alzare così l’asticella chiude la porta alle nuove espressioni della società civile. Per fare un riferimento storico, i Radicali di Marco Pannella negli anni Settanta non avrebbero mai potuto farcela, e la politica italiana avrebbe sofferto della loro assenza. Se poi la competizione viene ristretta ai soliti noti , non ha senso lamentarsi dell’astensionismo. La democrazia necessita, anche, di circolazione delle élite. Questa norma la blocca. Non ci si potrà stupire se, d’improvviso, sorgerà un movimento di protesta dal basso contro questa chiusura a riccio della classe parlamentare, una protesta che investirà tutti, anche l’incolpevole opposizione.

Obiettivo Vannacci

L’approvazione finale del testo non era in dubbio perché dopo i tre voti di fiducia, che vincolavano all’ubbidienza gli appartenenti ai partiti di maggioranza, anche lo scrutinio segreto (su cui a luglio era caduto il governo per l’opposizione di molte parlamentari alla cancellazione del criterio di alternanza di genere nelle preferenze) è stato sostanziale desecretato dall’occhiuta sorveglianza degli esponenti del governo sulle operazioni di voto. Un ulteriore sfregio alla indipendenza degli eletti e, in sostanza, all’istituzione stesso del Parlamento.
A ogni modo il vero senso politico di questa operazione rimanda a un nome preciso: il generale Roberto Vannacci. Con la nuova legge elettorale ricadrebbe su di lui la responsabilità di far vincere la sinistra se non si alleasse con il centrodestra. Quindi da un lato aumenterà la pressione sui sostenitori di Futuro nazionalei per evitare una simile catastrofe e, dall’altro, il governo accentuerà i suoi caratteri più radicali per rendere potabile l’alleanza. Nulla di strano, in fondo: in tutta Europa stanno cadendo i cordoni sanitari nei confronti delle forze di estrema destra.

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5 commenti su “Melonellum, una Truffa al Quadrato che Umilia Elettori e Istituzioni. Infosannio.”

  1. Fantasma di Flambeau

    Il sacco del 1527 fu uno scempio assoluto in 28 secoli di Città Eterna. Per otto giorni una bestialità da barbari e goumiers messi assieme si scatenò senza freni sulla bellezza e sulla popolazione inerme, mentre il figlio più degenere dei Medici e la sua corte assistevano da Castel Sant’Angelo. Meno di quarant’anni dopo, il grande assedio di Malta 1565, il punto di svolta nell’inarrestabile avanzata ottomana, si può riassumere in due decisioni. Dei difensori fino all’ultimo uomo del Forte di Sant’Elmo e di Jean Parisot de La Valette che, a situazione più che compromessa, non volle seguire i consigli e la dottrina consolidata che prevedeva di abbandonare il volgo al suo destino: morte per i vecchi e i non commerciabili, harem per le ragazze e i fanciulli, schiavitù ai remi o nei bagni/lager per gli altri. E lo comunicò fin quasi in Sicilia col tono più chiaro e inequivocabile dei barili di polvere sul ponte levatoio della cittadella. Il popolo maltese comunque intese benissimo e ringraziò non da meno. Morale: tanto raramente da segnare la Storia, ma può perfino capitare che rango, privilegi e puzza sotto il naso abbiano la loro giustificazione.

    Premesso biglietto di sola andata ai titolari dei ministeri della Verità che, in tutto il lato A del mondo, stanno facendo carne di porco delle materie di memoria e pensiero. Qualche spaccacapelli potrebbe eccepire che le esemplificazioni senza contestualizzare, relativizzare, ecc. sono strumentali alla zizzania; meglio la zizzania del deserto. Qualcun altro, di solito ben appoltronato nel suo tempo, che non ci sarà mai niente di nuovo sotto il sole; sulla perenne attualità del sistema egocentrico opposto a quello copernicano ha perfettamente ragione. Altri ancora, frusta in mano a cassetta, che anche i paraocchi smart hanno ragioni e vantaggi.

    Il modo infallibile per capire se i tempi volgono al brutto è guardare abitazioni e servitù di colà dove si puote. Quando li vediamo che si precipitano a coprire con l’ombrello della legge i capi senza vergogna di umanità. Quando inchiavardano le porte attivando valute, ID e grandi fratelli elettronici per mettere in sicurezza il perimetro della proprietà. Quando serrano gli infissi d’acciaio e di gomma del militarismo e dei manganelli. Quando rispondono al citofono sovranista o europeista o globalista di ripassare un’altra volta per lo stato sociale, ché adesso sono impegnati col mercato e poi stanno già contribuendo alla campagna contro la lebbra e il putinismo. E se proprio insistete, pigliatevi bonus e bolli auto. https://www.youtube.com/watch?v=SjdEp8pU2Bc Quando tirano su in pieno giorno il ponte levatoio sulla facciata della democrazia, imponendo dazi d’ingresso impossibili a significare che non ci sono più posti né in piedi né per le illusioni della plebe. Allora, forse, bisognerà cominciare a considerare la vera maledizione che la cfr. peggiore cinese è una cartolina di Natale. Ti auguro di vivere in tempi in cui ti sia chiesto di mostrare quanto ci credi.

  2. Che dire? Il premio di maggioranza ha dei difetti così come il proporzionale puro, in particolare per la presenza dei cosiddetti franchi tiratori, che rendevano palese la differenza tra maggioranza formale e sostanziale, quindi “l’elettore medio”, nella cui categoria rientra anche lo scrivente, si sentiva tradito ovvero si riteneva privo di rappresentanza. Si è quindi giunti al maggioritario, anche sulla spinta dell’eliminazione delle preferenze e dei referendum promossi da Mariotto Segni. Detto ciò, desidero portare la discussione su un altro piano affermando che “la legge elettorale perfetta non esiste”, così come la giustizia -ed aggiungerei io- la Verità, non è di questo mondo. Piuttosto mi disturba lo strabismo di chi, in nome della Democrazia, teorizza ed implementa “cordoni sanitari per l’estrema destra” lasciando campo libero alla parte avversa, fornendo così un plastico esempio di “egemonia della classe dominante” di gramsciana memoria.

  3. Dr Tosatti mi permetta ma i due articoli presentati non forniscono a mio parere informazioni chiare: la cd “legge truffa” fu così definita dall’opposizione comunista, impegnata in una lotta senza quartiere per conto dell’URSS contro i partiti democratici (DC, PRI, ecc). Quanto ai Radicali lasciamo perdere, la loro influenza sulla società è talmente sotto i nostri occhi, senza che abbiano mai avuto una rappresentanza parlamentare significativa. Gli attuali partiti o movimenti dimostrino di non essere semplici espressioni della grande finanza e burocrazia senza anima.

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