Cardinale Eijk, intervista alla vigilia della nostra Scuola di DSC
«Una società è ordinata quando la sua organizzazione e struttura si basano, sugli intenti che Dio aveva in mente nel creare il mondo». L’arcivescovo di Utrecht interviene alla vigilia della prolusione che pronuncerà venerdì 9 ottobre per il videocorso di Dottrina sociale della Chiesa organizzato da Bussola e Osservatorio Van Thuân (qui per vedere il programma completo e iscriversi).*****
«Noi cristiani dobbiamo continuamente, senza timore e in modo chiaro, presentare la verità a tutti, affinché i membri della società giungano alla consapevolezza che il Creatore è la fonte della dignità umana e non lo Stato». È quanto afferma il cardinale Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, in questa intervista alla Bussola alla vigilia della Prolusione che lui stesso terrà per la scuola Nazionale di Dottrina sociale della Chiesa dedicata a “Ordine e disordine sociale: alle origini dell’insicurezza” che la Bussola organizza insieme all’Osservatorio cardinale Van Thuân.
Il cardinale Eijk terrà il suo intervento in diretta venerdì 9 ottobre alle 21 dal titolo “L’ordine sociale secondo la Dottrina sociale della Chiesa”, introduttivo alla Scuola, che continuerà poi con incontri settimanali tenuti da Esperti.
Eminenza, cerchiamo anzitutto di chiarire i termini: cosa intendiamo quando parliamo di ordine e disordine?
Quando si parla di ordine nella società, pensiamo innanzitutto a una società in cui regni la vera pace e la serenità. Quando la società è nel disordine, pensiamo immediatamente al caos, alla lotta reciproca tra i membri della società e ad altre tensioni. Queste rappresentazioni della società, che contrappongono l’ordine al disordine, non sono di per sé errate, ma trascurano il livello più profondo che sta alla base dell’ordine e del disordine. Una società in cui l’ordine prevale è una società la cui organizzazione e struttura si basano, in ultima analisi, sull’ordine della creazione, vale a dire sugli intenti che Dio aveva in mente quando creò il mondo. Una società disordinata è invece una società in cui l’ordine della creazione non viene rispettato e si va contro gli intenti che Dio aveva nella creazione del mondo. Il disinteresse per l’ordine della creazione ha gravi conseguenze per la società. Ciò è evidente già nei primi esseri umani che, dopo il peccato originale, si allontanano l’uno dall’altro e cominciano a trovarsi uno di fronte all’altro. L’uomo incolpa sua moglie per il primo peccato: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato» (Genesi 3,12). E alla donna Dio dice, tra l’altro: «Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà» (Genesi 3,16). La pace e la serenità nella cellula primordiale della società vanno perse e perciò anche nelle società più grandi.
Quali sono i princìpi su cui si fonda una società ordinata?
Questi sono i principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa. In primo luogo la dignità fondamentale della persona umana deve essere sempre rispettata. Questo è il fondamento degli altri princìpi della dottrina sociale. Essi sono: la cura del Bene Comune, il principio di sussidiarietà, il principio di solidarietà e l’opzione fondamentale per i poveri.
Il Magistero della Chiesa parla di un ordine fondato sulla Legge naturale, il che ci rimanda a una oggettività, valida per tutti gli uomini. Ma questo confligge con la concezione moderna dello Stato, dove a stabilire i criteri dell’ordine sociale è chi detiene il potere o il voto della maggioranza. Come si supera questa dicotomia?
La legge morale naturale trova la sua origine nel fatto che l’universo, così come la persona umana, sono stati creati da Dio. È Dio che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza e che, per questo, gli ha conferito una dignità inviolabile che è la fonte dei suoi diritti e doveri. Quando si nega l’esistenza del Creatore e della creazione, è lo Stato che, attraverso una maggioranza autocratica o democratica, determina quali diritti spettano alla persona umana e cosa ci si può aspettare da lei. Di conseguenza, lo Stato può, ad esempio, stabilire che il diritto alla tutela venga negato, a determinate condizioni, ai nascituri. Questa dicotomia può essere superata solo quando lo Stato riconosce che Dio è la fonte dei diritti e dei doveri dell’uomo e che la legislazione si basa su di essi. Noi cristiani dobbiamo continuamente, senza timore e in modo chiaro, presentare la verità a tutti, affinché i membri della società giungano alla consapevolezza che il Creatore è la fonte della dignità umana e non lo Stato. Il gran numero di nuovi giovani cattolici in Francia, ma anche nei Paesi Bassi e in Inghilterra negli ultimi anni, è un segno di speranza che l’annuncio della verità in Gesù Cristo continui a portare frutto. Questi giovani cattolici abbracciano in generale la dottrina della Chiesa, anche per quanto riguarda il corretto ordinamento della società.
SCUOLA NAZIONALE DI DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
“ORDINE E DISORDINE SOCIALE: ALLE ORIGINI DELL’INSICUREZZA”
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