Terrorismo, Antifà e ddl Antisemitismo. Interrogativi sul Caos Attuale. Matteo Castagna.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo Castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sui continui e allarmanti attacchi contro le libertà personali, di pensiero, opinione e espressione in particolare. Buona lettura condivisione.

§§§

di Matteo Castagna

Il ddl Antisemitismo è un’altra legge contro la libertà d’opinione. C’è già la Legge Mancino del 1993 che punisce severamente i reati d’odio razziale, etnico e religioso, quindi appare una forzatura crearne un altro, ad hoc, come se gli ebrei fossero dei “paria” o dei “panda”, da mettere sotto tutela.
Il maldestro attentato sul volo Dubai-Tel Aviv da parte di un fanatico islamista pare arrivare in aiuto della narrativa di Netanyahu e dell’assoluta necessità di questo ddl in Italia, ove l’antiebraismo è un fenomeno minoritario e non c’è un’emergenza dovuta a fatti eclatanti quali assalti ai luoghi di culto o violenze di sorta.

C’è un problema terrorismo in Italia e in Europa? A mio avviso c’è la possibilità che alcune avvisaglie molto nette si traducano in azioni di matrice terroristica. L’antiebraismo sarebbe, però, il pretesto, non la causa reale, che resta il caos per odio contro lo Stato in sé e chi lo rappresenta. Gli Stati Uniti si sono accorti della pericolosità del “Movimento Antifà”, a seguito dei disordini nei campus universitari e delle manifestazioni violente nelle città da parte degli anarco-insurrezionalisti, assieme ai BLM, ad elementi della galassia woke, con la presenza di immigrati a mettere a ferro e fuoco strade e vetrate, tra caschi, bastoni e cariche, sedate con gli idranti.

Qualcuno dice che è difficile definire il Movimento Antifà, mentre sembrerebbe più semplice del previsto. Chi partecipa a manifestazioni violente sono singoli e gruppi organizzati, identificabili dai video e poi identificati dagli arresti. Usano sempre gli stessi simboli, le stesse bandiere, gli stessi slogan che abbiamo visto in Val di Susa e ai cortei di Torino, Milano, Genova, Roma, Napoli, Palermo. Si potrebbe azzardare una facile addizione: estremismo rosso + islamismo radicale + attivismo BLM/woke = terrorismo, che, per il momento, si limita alle molotov, agli incendi di cassonetti, ai valdalismi, alle minacce, alle botte ai passanti, agli accoltellamenti, ai saccheggi, alla guerriglia urbana contro la polizia.

L’Unione Europea e gli Stati membri dovrebbero adottare una contromisura preventiva, sul modello americano, prima che la situazione, già esplosiva come in Francia, possa deflagrare in attentati o peggio. Dunque, si scrive ddl antisemitismo per non dire “marchetta” a Netanyahu in questo difficile contesto internazionale, ove anche all’ONU il leader israeliano è stato contestato da numerosi Paesi del mondo per il genocidio di Gaza? Oppure sarà una legge che favorirà il lavoro di coloro che devono neutralizzare il terrorismo, che, oggi ha la faccia del Movimento Antifà, con annesse azioni provocatorie delle “caravelle”?

Intanto, possiamo dire, senza timor di smentita, che il comportamento incivile ed inammissibile del Movimento Antifà ha nuociuto alla causa del popolo palestinese, perché ha inasprito la rabbia della controparte e creato disastri per milioni di euro.

Nel dibattito terminologico scaturito dal ddl, fra antisemitismo, antisionismo e antigiudaismo, gli 11 articoli fanno capire chiaramente che si può criticare Israele, ma per tutta una serie di motivi, è meglio non farlo, perché il rischio di essere accusati di odio razziale resta una discrezionalità che rimane in capo alla Magistratura, che ben conosciamo. Chi decide dove finisce l’antisionismo politico e inizia l’antisemitismo? In questa ambiguità ci si può giocare molto.

Intanto, il quotidiano di Tel Aviv Haaretz ci dà un’ulteriore categoria su cui riflettere: “il sionismo liberale”, di cui scrive la giovane giornalista Grace Gilson. Nel backstage della Marcia per Israele a Washington nel novembre 2023, Alana Zeitchik si sentiva fuori posto tra gli influencer avvolti in bandiere israeliane. Israeliano-americana, i cui parenti erano tenuti in ostaggio a Gaza, indossava spille con i loro volti. “Non indossavo la bandiera israeliana perché non ero lì per lo Stato, ero lì per il popolo” – ha dichiarato Zeitchik in un nuovo podcast pubblicato martedì dall’Israel Policy Forum. “Sentivo che le istituzioni erano lì per lo Stato, e questo per me era come una crepa”.

La partecipazione agli eventi di Atid, movimento che riunisce dal 2017 i giovani sionisti liberali è aumentata da 2.400 persone nel 2022 a 6.200 nel 2023, 8.600 nel 2024 e 9.000 nel 2025. Reichman ha affermato che la partecipazione è destinata ad aumentare ulteriormente quest’anno. Vede un divario ideologico sempre più ampio tra gli ebrei americani e le loro istituzioni comunitarie.

Vorrebbero coniugare il diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico con i valori universali della democrazia liberale, dei diritti umani e del pluralismo in ottica di sinistra.  Al momento, però, i sondaggi danno la destra e l’estrema destra israeliana non solo in maggioranza, ma in ascesa nei consensi tra il popolo, che alle prossime elezioni potrebbe dunque polarizzarsi ancor di più attorno al Likud, nella disillusione di questi giovani ebrei e nella fine della causa palestinese nel sangue.

§§§

Aiutate Stilum Curiae

IBAN: IT79N0200805319000400690898

BIC/SWIFT: UNCRITM1E35

***

Stilum Curiae lo trovate anche qui:

https://www.instagram.com/sanpietrotos/

https://vk.com/stilumcuriae

https://www.facebook.com/marco.tosatti/

https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822

https://t.me/marcotosatti

www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21

https://x.com/MarcoTosatti

***

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Se hai letto « Terrorismo, Antifà e ddl Antisemitismo. Interrogativi sul Caos Attuale. Matteo Castagna. » ti può interessare:

Torna in alto