Controlli affidati al Viminale |
| ((di Alessandro Mantovani – ilfattoquotidiano.it) – L’antisemitismo è già punito in Italia dal cosiddetto decreto Mancino – 122 del 1993, convertito in legge n. 205 del 1993 – per la prevenzione e la repressione dei crimini d’odio, della discriminazione e della violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Il ddl in discussione alla Camera e già approvato al Senato, all’art. 1 comma 2, stabilisce che, “considerata l’unicità storica del fenomeno e delle sue conseguenze, è adottata la definizione operativa di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – Ihra) il 26 maggio 2016, ivi inclusi i relativi indicatori, necessari ai fini dell’applicazione della legge medesima”. |
| Questa la definizione: “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette contro individui ebrei o non ebrei e/o contro le loro proprietà, istituzioni comunitarie e luoghi di culto”. È accompagnata da una serie di undici esempi pratici – sette dei quali sono riferiti a Israele e al conflitto israelo-palestinese, non agli ebrei – per aiutare a identificare comportamenti antisemiti. Tra questi troviamo formulazioni ovvie come “l’incitamento all’odio o alla violenza contro gli ebrei” o “la negazione della Shoah”, ma anche altre, molto più discutibili, come “negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è un’impresa razzista”. O anche “tracciare paragoni tra l’attuale politica israeliana e quella dei nazisti”. La questione dell’autodeterminazione è delicata: potrebbe rientrare nella definizione dell’Ihra il semplice auspicio a uno Stato binazionale nel territorio tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo, o l’uso di un termine come “apartheid” che presuppone il razzismo. E potrebbe essere considerato vietato anche l’uso di espressioni come “campo di concentramento” a proposito del trattamento inflitto dalle forze militari israeliane ai palestinesi. |
| Esiste un’altra definizione di antisemitismo, detta di Gerusalemme e firmata nel 2021 da centinaia di accademici contro le ambiguità delle formulazioni di cui sopra: “L’antisemitismo è discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o contro le persone o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)”. Anche qui si fanno esempi concreti, 15 in tutto, meno centrati sulla questione israelo-palestinese. Gli ultimi 4 sono definizioni di quanto non può essere di per sé considerato antisemita: “la critica a Israele come Stato”, “l’antisionismo”, “il boicottaggio” ossia le campagne e il movimento di “boicottaggio, disinvestimento e sanzioni” (Bds) contro lo Stato di Israele, purché basate su motivazioni politiche e di diritti umani e non sull’odio verso le persone ebraiche. |
| Non solo: autorevoli giuristi ritengono che quando la definizione adottata per legge sarà quella dell’Ihra sarà possibile – per un privato, una comunità ebraica, un organo di polizia e anche un pubblico ministero – utilizzarla come presupposto dell’azione penale ai sensi del decreto Mancino già in vigore. |
Il ddl in discussione assegna al ministero dell’Interno e alle forze di polizia il compito di monitorare l’antisemitismo così come definito per via normativa. Prevedono altresì specifici monitoraggi per le scuole e per le università. È bene sottolineare quanto avvenuto in Paesi come la Germania e il Regno Unito, dove la definizione Ihra è stata adottata per via amministrativa, senza neanche bisogno di nuove leggi: sono stati aperti centinaia di procedimenti amministrativi contro docenti e studenti per le loro dichiarazioni e i loro scritti contro le politiche di Israele e a favore dei palestinesi, alcuni professori sono stati perfino licenziati, un gran numero di manifestazioni e conferenze è stato annullato o vietato preventivamente. In molti casi il successivo intervento dei giudici ha annullato i provvedimenti o rimosso le conseguenze più pesanti, ma l’azione amministrativa funziona benissimo come deterrente. In Germania è stato bloccato e sciolto dalla polizia il Congresso Palestinese a Berlino nel 2024, è stato messo al bando il movimento Bds, è stato vietato l’ingresso nel Paese e perfino il collegamento da remoto o sono state annullate conferenze all’ex ministro greco Yanis Varoufakis, alla relatrice speciale dell’Onu Francesca Albanese e alla filosofa ebrea statunitense Nancy Fraser.§§§Aiutate Stilum Curiae IBAN: IT79N0200805319000400690898 BIC/SWIFT: UNCRITM1E35 *** Stilum Curiae lo trovate anche qui: https://www.instagram.com/sanpietrotos/ https://vk.com/stilumcuriae https://www.facebook.com/marco.tosatti/ https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822 https://t.me/marcotosatti www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21 https://x.com/MarcoTosatti *** 
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3 commenti su “Sarà Vietato Accusare Israele di Razzismo o Apartheid. La Nostra Libertà a Rischio come mai prima.”
Gentile Tosatti, anche a mio avviso!
Tanto è vero che questa “astuzia” venne riconosciuta anche da qualche illuminato rappresentante israeliano… ad es.:
dalla deputata e storica ministra israeliana Shulamit Aloni, una delle figure più rilevanti della Sinistra Israeliana, fondatrice del partito Ratz e leader del Meretz.
Durante una celebre intervista alla giornalista Amy Goodman sul canale statunitense “Democraty Now”, alle domande su come rispondesse al fatto che chiunque criticasse le politiche di Israele negli USA venisse bollato come “antisemita”, Aloni rispose testualmente: ” E’ un trucco che usiamo sempre. Quando in Europa qualcuno critica Israele, allora tiriamo fuori l’Olocausto. Quando in U.S.A. le persone criticano Israele, allora vengono definite “ANTISEMITE”…Ed è molto facile incolpare di antisemitismo chi critica determinati atti del Governo Israeliano, evocando l’Olocausto e la sofferenza del popolo ebraico per giustificare tutto ciò che facciamo ai palestinesi. “###
Qualcuno, molto affettuosamente, ritenne che il popolo ebraico ( Governo compreso ) fosse il nostro “Fratello Maggiore”- – -probabilmente ispirandosi alla tipologia ancestrale di Caino.- – –
Furoreggia il MEME dell’affettuosissimo ( in effetti si direbbe: “amoroso” ) abbraccio tra la nostra capa del Governo e Netanyahu. ( Un abbraccio tratto da una autentica foto, tra le tante… ). La scritta sottostante mette in bocca a lui la insistente richiesta: ” E’ vero che mi armi? Quanto mi armi??? “.
Un abbraccio tra fratelli che pare pericolosamente incestuoso.
Infami Leggi Razziali.
Miserabili al soldo della lobby aschenazita