Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione due elementi utili a valutare la situazione e il dibattito sull’emergenza climatica, l’impatto dell’uomo e argomenti correlati. Buona lettura e condivisione.
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Il primo è questo post pubblicato su X (Twitter):

John Clauser, Premio Nobel per la Fisica 2022: «Posso affermare con grande certezza che non esiste alcuna emergenza climatica. Per quanto ciò possa turbare molte persone, il mio messaggio è chiaro: il pianeta non è in pericolo. L’anidride carbonica e il metano in atmosfera esercitano un effetto del tutto trascurabile sul clima.
Le politiche finora adottate dai governi risultano quindi inutili e andrebbero semplicemente abbandonate.
Finora abbiamo identificato in modo completamente errato il processo dominante che governa il clima: tutti i modelli climatici si basano su una fisica incompleta e scorretta.
Il meccanismo principale è quello che definisco “termostato di riflessività nuvole-luce solare”.
Le nubi, essendo bianche e altamente riflettenti, rimandano nello spazio circa il 90 % della luce solare incidente: rappresentano così l’elemento più cruciale, e al tempo stesso più trascurato, del sistema climatico.
Due terzi della superficie terrestre sono occupati dagli oceani; il solo Oceano Pacifico copre circa metà del pianeta.
La copertura nuvolosa media globale è del 67 % (circa il 50% sulle terre emerse e il 75% sugli oceani).
Sostengo che proprio queste proprietà evidenti e determinanti delle nubi costituiscano il pezzo mancante del puzzle climatico.
Una volta compreso il ruolo di questo meccanismo termostatico naturale, appare chiaro perché non vi sia alcun rischio di collasso climatico.”
Bisogna smettere di vivere nell’ansia permanente di un’apocalisse climatica che non esiste. La Terra non è un paziente in terapia intensiva: è un sistema robusto, governato da meccanismi naturali potentissimi come l’attività solare, gli oceani, le nubi, i ghiacci, ecc, che da milioni di anni stabilizzano il clima senza bisogno di panico, di politiche punitive o di sacrifici inutili. L’unica vera emergenza è quella di tornare a ragionare con la scienza vera, non con la paura.
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E poi c’è questo post su X (Twitter). Cliccate sul collegamento per vedere il video.
Sotto un ghiacciaio delle Alpi è stato rinvenuto un grosso tronco d’albero, risalente a circa 6.000 anni fa.
Si tratta di un pino cembro.
Oggi, alberi di quel tipo non possono crescere a quella quota perché fa troppo freddo.
Ciò significa che, quando quell’albero era in vita, il clima in quella zona doveva essere più caldo di oggi.
6.000 anni fa coincide con l’ottimo climatico dell’Olocene, un periodo in cui le temperature erano molto più elevate rispetto ad oggi, nonostante la presenza di una quantità di CO₂ nell’atmosfera di gran lunga inferiore.
Il clima terrestre è ciclico e Madre Natura si autoregola.
I discorsi catastrofici servono a fini politici, non alla realtà.
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1 commento su “L’Apocalisse Climatica che non c’è. La Narrazione Catastrofica Serve a Scopi Politici. John Clauser.”
Concordo,
e poi c’è il sole che ogni tanti anni ha le sue paturnie e l’inquinamento sicuramente causato dai più di 2000 esperimenti atomici attuati dal dopoguerra ad oggi…mica pinzillacchere!