| “In Ucraina diamo armi a un Paese che col suo esercito combatte un conflitto contro un altro” |
| (di Lorenzo Giarelli – ilfattoquotidiano.it) – Luciano Canfora, è in auge la tesi per cui in nome della Resistenza italiana non possiamo non sostenere militarmente l’Ucraina, che sta facendo un’analoga resistenza. |
| Di fronte a un concetto simile, la mia reazione mi costringe a citare il grande Leopardi: non so se il riso o la pietà prevale. È una tesi che gronda malafede, eppure viene riproposta di continuo. |
| Una delle argomentazioni è che gli Alleati sostennero la Resistenza con le loro armi. |
| Una volta ero con Mieli in televisione e mi disse la stessa cosa. Gli ricordai che a fine 1944, il comandante inglese Alexander diede un duro colpo alla Resistenza, non solo negando le armi, ma chiedendo di limitare le operazioni. Senza contare che anche quando le armi arrivavano, attraverso i famosi aviolanci, gli Alleati non volevano che finissero alle formazioni comuniste. |
| Dunque la Resistenza ebbe uno sviluppo separato dal supporto degli Alleati? |
| La Resistenza italiana fu mal sopportata non solo dal re, ma anche dagli anglo-americani, i quali avrebbero preferito conservare la monarchia e impedire che il faticoso ottenimento dello status di co-belligeranti diventasse una carta troppo buona da giocare al momento dei trattati di pace. Gli Alleati boicottarono il tentativo di trasformare il CLN nella base di un governo nazionale. La Resistenza era guardata con attenzione. Oggi invece abbiamo 27 Paesi europei e gli Usa (in modo intermittente a seconda di chi governa) che conducono una guerra alla Russia attraverso l’utilizzo dell’Ucraina, dopo che fallì il processo di smembramento della Federazione russa iniziato con Eltsin. |
| C’è una specificità ideologica della Resistenza italiana? |
| Certamente, perché esiste la specificità del contesto del nazifascismo. Tanto è vero che da decenni esiste una disputa ridicola intorno alla parola fascismo, al concetto di neofascismo e così via. Il fascismo è stato tante cose diverse nel corso di quei 20 anni, ma bisogna guardarsi da ogni analogia ingannevole, mentre invece oggi si tende a riproporre quei concetti a sproposito. |
| Non abbiamo, noi democrazie, un obbligo morale contro i regimi e le loro violazioni del diritto internazionale? |
| Ah, certamente: possiamo iniziare dal Sud Sudan, poi intervenire militarmente contro Israele e pure contro gli Stati Uniti. La malafede consiste nell’isolare un singolo caso, manipolarne le ragioni profonde e dire che si tratta di una questione morale. Non funziona così. |
| La sproporzione delle forze in campo però rimanda al concetto di Resistenza? |
| Ma i Paesi europei stanno mandando quattrini a non finire senza sapere neanche che fine facciano. Le stesse armi circolano poi in un commercio illegale. Gli oligarchi ucraini si stanno rimpannucciando a spese dei nostri stupidi governi che svenano i propri Paesi per “morire per Danzica”. Si stimano 10 milioni di ucraini scappati in Europa dall’inizio della guerra e ospitati nei vari Paesi: benissimo, ma perché quando arrivano 50 disgraziati su un barchino casca il mondo come se fosse un’invasione? |
| La scarsa fiducia nel governo ucraino è un elemento che pesa sul suo giudizio? |
| La corruzione regna sovrana. Si immagina Parri che rubacchia o si rivende le armi della Resistenza? La Resistenza italiana era fatta di piccole formazioni spontanee, clandestine, mentre da una parte c’era un regno amico degli Alleati e dall’altra una Repubblica sociale gestita dai fascisti. In Ucraina non stiamo dando armi a una resistenza, ma a un Paese che col suo esercito combatte una guerra con un altro. E con un esito molto diverso dalla fine della Seconda guerra mondiale. |
| Mi prenderò come sempre del putiniano, ma con questo prolungare il conflitto il pericolo è di andare verso il peggio, invece che mettere fine alla guerra. |
| Prima ha accennato alla spontaneità: fu un elemento caratterizzante della Liberazione? |
| Certo, perché rende la Resistenza una lotta di popolo. In Ucraina non è così. |
| L’articolo 11 della Costituzione si concilia con gli aiuti militari? |
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4 commenti su “La NATO Alleanza Difensiva? Rubio Dice di No. Canfora: Paragone Kiev-Resistenza, Bugie e Propaganda.”
Belli entrambe i contributi. Credo sia necessario andare oltre la destra e sinistra parlamentari che spesso fabbricano verità preconfezionate, anzi indigeribili e spendere se stessi nell’opera di denuncia e ricerca e della verità per salvare almeno la nostra coscienza.
Se si crede che la nato sia una alleanza difensiva, bisogna anche credere che gli asini hanno le ali e volano.
NATO alleanza difensiva?… ma quando mai!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Poiché la vicenda del Sud Sudan (citato) l’ho vissuta personalmente, sostenendo il Fronte di liberazione del Sud Sudan, sia quando lo dirigeva Joseph Oduho e poi il Col. Joseph Lagu, fu una guerra tribale da parte del Sud del Sudan contro un governo nordista creato a tavolino dalla Gran Bretagna, che poi finì quando gli Israeliani prima, e gli Stati Uniti poi, fornirono molte armi al Sud, che ottenne l’indipendenza. Per poi ritornare (come avevamo previsto) allo scontro tribale secolare, soprattutto tra Dinka e Nuer (tribù divise dal fiume Nilo), che continua tuttora con morti e profughi e fame….
Quanto a noi, ho la visione che questa guerra tra un furbastro che, come Mussolini, manda a morire i suoi concittadini, mentre egli se ne sta al sicuro, a mangiare, riscaldarsi, eccetera, magari sapendo che la Russia non mollerà la presa.
Noi dovremmo ricordarci che cosa significa per un russo la Grande Madre Russia, da difendere con la vita e con i sacrifici, pure se a capo c’è uno Zar, o un Lenin, o uno Stalin, o un Putin.
Se, a Campo Imperatore, invece di scappare, o fraternizzare con i tedeschi, come fecero i nostri carabinieri, costoro avessero giustiziato Mussolini, l’Italia si sarebbe risparmiata due anni ulteriori di guerra e una guerra civile e partigiana, che ancora oggi, dopo ottanta anni, viene strumentalizzata nella lotta politica.. Eliminato Zelensky, tutto finirebbe, in quanto non si avrebbe pronto un nuovo “simbolo” di resistenza all’odiato Putin. Tutti quelli che gli sono intorno, o sono magnaccia, o sono sconosciuti. Quindi inadatti a rappresentare la lotta di un popolo che non ne può più di guerra.
E noi Italiani, cosa facciamo? Coloro che ricordano la Seconda Guerra Mondiale con i bombardamenti Alleati delle popolazioni civili (ricordo, perché lo vidi, quello di Macerata del 3 aprile 1944 con i suoi 110 morti, 65 feriti e 1600 maceratesi senza più un tetto), con la fame sofferta, i fucilati dai tedeschi-ucraini, le cannonate dei tedeschi in fuga davanti ai polacchi, sono rimasti in pochi. Di fronte ad una inconsapevole popolazione attuale (i cui giovani sono “sazi e disperati”, come li definì anni fa il Cardinale Siri), che si divide politicamente tra un centrosinistra e un centrodestra, al cui interno la maggioranza parlamentare è per sostenere il suicidio con Kiev; i contrari a sostenere Kiev sono in pochi, oltre ad un Generale Vannacci arrivato troppo tardi. Ma che comunque c’è. Temo che sia iniziato il cammino inverso per la Meloni, con la prospettiva di una confusione generale, in uno stato di guerra civile. Magari è il nostro karma collettivo da pagare…