Esattamente, con Cosa ci Riarmiamo contro 6000 Testate Nucleari Imparabili? Lavinia Marchetti.

 

Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione due elementi di valutazione sulla situazione geopolitica in Europa, in particolare degli appelli al riarmo sponsorizatti dalla Von der Leyen (quella delle chat cancellate con Bourla di Pfizer al tempo del Covid…non vi mette già in sospetto?). e da altri politici e giornalisti affiliati al complesso militar-industriale finanziario, cioè dagli unici che stanno guadagnando con l’inutile e folle guerra in Ucraina. Buona lettura e condivisione.
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Il primo è questo post su X(twitter di Agenda 2030. Agenda 2030 è un commentatore e creatore digitale polacco.

@_AGENDA_2030

Ecco il video.

Lingua originale: polacco
Da tre anni i media ci dicono che la Russia ha attaccato l’Ucraina senza motivo, e noi – i polacchi – dobbiamo sostenere Kiev, perché si tratta della “nostra guerra”. Tuttavia, la realtà è più complicata.
La guerra in Ucraina non è iniziata nel 2022, ma è stata la conseguenza delle azioni degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, che hanno provocato sistematicamente la Russia, usando l’Ucraina come pedina in una partita geopolitica.
Innanzitutto, bisogna ricordare che il colpo di stato di Maidan nel 2014 non è stato un moto spontaneo degli ucraini, ma il risultato di un’operazione di destabilizzazione finanziata dagli USA, ovvero la cosiddetta “democratizzazione” dell’Ucraina.
Gli Stati Uniti hanno destinato miliardi di dollari al cambio di potere a Kiev, e le registrazioni delle conversazioni dei diplomatici americani (m.in. di Victoria Nuland) mostrano che sono stati loro a decidere chi sarebbe stato a capo del governo dopo l’abbattimento del presidente legittimamente eletto Viktor Yanukovych.
Dopo questi eventi, l’Ucraina si è divisa in due parti – una pro-occidentale e una filorussa – e nel Donbass è scoppiata una guerra civile. Per i successivi otto anni, l’esercito ucraino, supportato da unità nazionaliste estreme come Azov e il Settore Destro, ha condotto operazioni militari contro i separatisti, causando circa 15.000 morti, secondo i dati dell’ONU. I media hanno taciuto su questo argomento, perché non si adattava alla loro narrazione.
In risposta a questi eventi, nel marzo 2014, la Russia ha condotto un’operazione militare in Crimea, che ha portato all’annessione della penisola. Nel referendum tenutosi il 16 marzo 2014, il 96,77% dei votanti si è espresso a favore dell’adesione della Crimea alla Russia, con un’affluenza dell’83,1%. Sebbene le organizzazioni internazionali abbiano dichiarato illegale quel referendum, è un fatto che questa decisione avesse un ampio sostegno tra i residenti della Crimea.
Inoltre, le autorità ucraine avevano precedentemente cercato di limitare l’uso della lingua russa – nel 2014, la Verkhovna Rada ucraina ha tentato di abrogare la legge sulle lingue regionali, suscitando preoccupazione tra la popolazione russofona. Un’altra causa del conflitto è stata la questione della NATO.
La Russia da anni avvertiva che non avrebbe permesso l’inserimento dell’Ucraina nell’Alleanza, considerandolo una minaccia diretta alla propria sicurezza. Il paragone con la Crisi dei Missili di Cuba del 1962 è evidente – quando l’URSS cercò di dislocare missili a Cuba, gli USA minacciarono la guerra. Allora, alla fine, le navi con i missili sovietici fecero inversione, e Mosca si ritirò sotto la pressione di Washington. Perché dunque Mosca dovrebbe permettere alla NATO di collocare le sue basi proprio al confine? Washington e Bruxelles non solo hanno ignorato gli avvertimenti russi, ma hanno anche consapevolmente escalato la situazione.
Fino al 2021, l’Ucraina è stata intensamente rifornita di armi, e per la sua modernizzazione sono stati stanziati miliardi di dollari. La Russia ha percepito questo come una minaccia e ha reagito.
Curiosamente, la guerra avrebbe potuto finire già nell’aprile 2022 – a Istanbul si stavano conducendo colloqui di pace, e l’Ucraina era pronta a un compromesso. Tuttavia, è stato Kiev a interrompere i negoziati sotto le pressioni degli USA e del Regno Unito. Secondo me, la guerra faceva comodo all’Occidente, perché è diventata la migliore giustificazione per le disastrose decisioni economiche e l’inflazione durante il COVID-19. Di fronte al crescente malcontento sociale in molti paesi, la guerra è diventata il pretesto ideale per ulteriori spese pubbliche e per spiegare la crisi economica con la “putinflazione”. Non si può nemmeno omettere la questione ideologica. La Russia fin dall’inizio ha parlato di “denazificazione” dell’Ucraina e del problema del neonazismo, cosa che all’inizio mi sembrava esagerata.
Tuttavia, i fatti sono innegabili – l’Ucraina onora ufficialmente Stepan Bandera e l’UPA, organizza marce in loro onore, e il presidente Zelensky si fa fotografare volentieri sullo sfondo della bandiera rosso-nera, simbolo dell’UPA.
Per la Polonia, questo aspetto è particolarmente importante, perché l’UPA è responsabile del Massacro di Volinia – il genocidio compiuto su decine di migliaia di polacchi in Volinia e nell’Est della Piccola Polonia negli anni 1943–1945.
Non si tratta di “propaganda russa”, ma di una realtà che le élite politiche polacche ignorano deliberatamente.

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E poi c’è questo post  su Facebook di Lavinia Marchetti, a cui va il nostro grazie.
UNA DOMANDA A CALENDA
(perdonate il titolo provocatorio).
Sono appena uscita da una discussione, con esimi studenti canadesi di scienze politiche, sulla guerra russo-ucraina. Peraltro, stranamente, nessuno di loro sa chi sia Calenda. Ultimamente assisto sempre più spesso a diatribe infinite sulla guerra russo-ucraina, e finisce sempre più o meno allo stesso modo. Abbiamo due tifoserie contrapposte e raramente posizioni lucide in mezzo. Sono sempre costretta a premettere che non sono un’esperta dei due paesi e che fino a qualche anno fa di oblast ucraini avrei faticato a nominarne più di 6-7. Mi informo leggendo i giornali internazionali come chiunque altro.
Quindi perché sto qui a scrivere questo post? Perché anche se non sono esperta, amo la logica e la scienza specialmente applicate alla storia e alla politica e i discorsi mi devono tornare.
– Ipotizziamo pure che Putin sia un dittatore pazzo, ma abbastanza assennato da non aver ancora tirato le atomiche. E mettiamo che a Bruxelles ci sia davvero chi vuole portarci tutti alla pugna con Mosca. Mettiamo torti e ragioni in una black box.
LA DOMANDA FATIDICA:
La Russia ha il più grande arsenale nucleare del mondo, poco meno di seimila testate, montate su vettori che nessuno scudo riesce a fermare. Quindi spiegatemi: esattamente con che cosa ci riarmiamo, e per combattere quale guerra? Io, per quanto mi sforzi, questa guerra la vedo durare una mezz’oretta, ma forse anche trenta secondi, il tempo che le prime testate tocchino le capitali. Quindi esattamente chi vuole la guerra con Russia cos’ha in mente? La distruzione della civiltà? Credono che Putin lasci che noi li bombardiamo senza reagire? Altrimenti non capisco. E nessuno mi risponde mai.
Non è un problema di cinismo, magari lo fosse. Semplice logica, è che i conti non tornano, e finora non me li ha fatti tornare nessuno. Neanche Rampini e Calenda (strano, data la loro nota autorevolezza). Tutte le volte che chiedo come se lo immaginano, il dopo, cala il silenzio. La verità credo sia molto più semplice: il riarmo contro una superpotenza atomica regge solo finché si rimuove la parola atomica e si succhiano i soldi del welfare per ben altri progetti. Altrimenti non si spiega che ogni volta che pongo la domanda su come sarà questa guerra devo stare anni ad aspettare una risposta.
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