Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di don Francesco D’Erasmo, che ringraziamo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.
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Mysterium fidei
Perché tanto odio alla Messa Apostolica?
Provocato dalla nuova onda di odio contro la Santa Messa Apostolica – che la Santa Chiesa ha celebrato come Rito della Chiesa Latina, e soprattutto di Roma, Madre di tutte le Chiese, dalle sue origini fino a solo 56 anni fa-, ho posto questa domanda, e scritto già due articoli per indicare alcune risposte.
Qui vorrei scrivere su una delle ragioni più importanti, forse la principale, che genera questo odio.
Nella Rito Apostolico della Messa, trasmesso da San Gregorio Magno e ristabilito da San Pio V, la Santa Chiesa, nella persona del Sacerdote, quindi nella Persona di Cristo stesso, pronuncia delle parole decisive.
Quelle del Prologo di San Giovanni (Gv 1), che sono pronunciate alla conclusione del Santo Sacrificio, che ci indicano una divisione di tutti gli uomini in due stirpi: “le tenebre”, quelli che “non Lo hanno accolto”, e “quelli che Lo hanno accolto”, ai quali ha dato “il potere di diventare Figli di Dio”.
Questa divisione mostra che non ci sono uomini, nazioni, associazioni, filosofie, cammini o religioni, che rifiutino di accogliere “Gesù Cristo… venuto nella carne”, che possano essere da Dio, ma sono tutte dell’anticristo: “Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo (1 Gv 2, 2-4)”.
Questa divisione, che è opposta a una falsa idea di ecumenismo e dialogo interreligioso, è stata ricordata in modo formale dalla Santa Chiesa anche recentemente (“Dominus Iesus”), perché è l’annuncio che Gesù Cristo stesso ha fatto al culmine della Sua missione, lasciandone il legato alla Sua Chiesa, che ha fondato con questo scopo preciso: annunciare l’unica verità e l’unica via della salvezza. “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,15-16).
Questa affermazione, perentoria, viene accusata di esclusivismo, discriminazione, mancanza di accoglienza, di carità, di tolleranza… da tutti coloro che hanno la superbia di voler introdurre un criterio di salvezza diverso da quello posto da Dio stesso. “Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo” (1 Cor 3,11).
Nella Santa Chiesa, negli ultimi secoli, si sono infiltrati nemici che la vogliono distruggere dal di dentro, come già i papi dall’ottocento, e fino a papa Benedetto nel suo viaggio a Fatima, hanno denunciato.
Questi tali credono di ottenere potere e benefici terreni alleandosi con i potenti del mondo, che adorano altri dei (Dt 29; Ger 19). A costoro risulta impossibile conciliare la perentoria divisione operata da Gesù Cristo, evidente nella Santa Messa Apostolica, con la loro idolatria e il loro supposto sincretismo religioso, che propaga una ingannevole possibilità di servire più divinità allo stesso tempo.
Ma Gesù ci ha già detto che questo è impossibile: “Nessuno può servire due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire Dio e mammona” (Mt 6, 24).
Gesù è evidentemente esclusivo!
Nel cuore stesso della Messa Apostolica è evidente questa pretesa che Gesù ha, di essere l’unico cammino per la salvezza, fuori dal quale c’è solo dannazione (“Chi non è con Me, è contro di Me; e chi non raccoglie con Me, disperde” Lc 11, 23).
La Consacrazione delle sacre specie, infatti, nel Rito Apostolico più che dopo la modifica introdotta dal Rito di Paolo VI, pone un accento fortissimo sulle parole “Nuova ed Eterna Alleanza”, poiché è immediatamente dopo di esse che il Sacerdote, nella Persona di Cristo, pronuncia il “Mysterium fidei”.
“HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI, NOVI ET ÆTERNI TESTAMENTI: MYSTERIUM FIDEI: QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR IN REMISSIONEM PECCATORUM.”
E’ questo infatti il calice del Mio Sangue, della Alleanza Nuova ed Eterna, mistero della fede, che è versato per voi e per molti, in remissione dei peccati”.
E’ questo sangue – e nient’altro – l’alleannza nuova, che abolisce perciò tutto quello che c’è stato prima, ed eterna, che esclude qualsiasi altra che venga dopo.
Per voi, che accogliete, e per i molti che accolgieranno.
Non per tutti. Molti infatti non accoglieranno.
Ecco perché i nemici della Verità hanno voluto forzare la traduzione in “per molti” in molte delle traduzioni locali. Perfino dopo che Joseph Ratzinger, uno di coloro che inizialmente furono fautori di quella traduzione, nel frattempo divenuto Successore di Pietro, ha riconosciuto l’errore e chiesto una revisione delle traduzioni fedele all’originale, molti hanno ostinatamente voluto ripetere lo stesso errore anche nelle nuove edizioni riviste. Taluni hanno appositamente rinviato la pubblicazione del nuovo messale aspettando che Papa Benedetto non governasse più la Chiesa.
Invece appunto il testo originale della Messa Apostolica trasmesso dalla Santa Chiesa di Rito Latino fino al 1970 ripete queste parole così decisive, nel senso etimologico, parole che tagliano, che dividono in due, e perciò obbligano a una scelta di campo, una decisione appunto. La decisione è la scelta di una parte che esclude l’altra.
Le parole del Rito Apostolico obbligano a riconoscere che Gesù esige da noi questa scelta, per Lui o contro di Lui, senza lasciare alcun margine al compromesso.
Queste parole dicono qual è la fede che è richiesta per diventare Figli di Dio, come l’ultimo Vangelo ricorda.
Solo coloro che accettano la l’Unica Santa Cattolica e Apostolica Chiesa che Gesù Cristo ha fondato, e in essa i Sacramenti da Lui istituiti, quindi “tutto ciò” che Gesù Cristo ha insegnato e comandato, entreranno nel Regno dei Cieli: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,18-20).
“Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita».” (Gv 6, 53)
Ma non si può accettare quello che ci ha comandato se non crediamo veramente in Lui. (Gv 6)
Questo gli idolatri non vogliono sentirlo.
“Dicono fra loro sragionando:
«12 Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo
ed è contrario alle nostre azioni;
ci rimprovera le trasgressioni della legge
e ci rinfaccia le mancanze
contro l’educazione da noi ricevuta.
13 Proclama di possedere la conoscenza di Dio
e si dichiara figlio del Signore.
14 E’ diventato per noi una condanna dei nostri sentimenti;
ci è insopportabile solo al vederlo,
15 perché la sua vita è diversa da quella degli altri,
e del tutto diverse sono le sue strade.
16 Moneta falsa siam da lui considerati,
schiva le nostre abitudini come immondezze.
Proclama beata la fine dei giusti
e si vanta di aver Dio per padre.
17 Vediamo se le sue parole sono vere;
proviamo ciò che gli accadrà alla fine.
18 Se il giusto è figlio di Dio, egli l’assisterà,
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
19 Mettiamolo alla prova con insulti e tormenti,
per conoscere la mitezza del suo carattere
e saggiare la sua rassegnazione.
20 Condanniamolo a una morte infame,
perché secondo le sue parole il soccorso gli verrà».
21 La pensano così, ma si sbagliano;
la loro malizia li ha accecati.
22 Non conoscono i segreti di Dio;
non sperano salario per la santità
né credono alla ricompensa delle anime pure.
23 Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità;
lo fece a immagine della propria natura.
24 Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono. (Sap 2, 1. 12-24)
Abbiamo dunque fiducia, perseveriamo nell’obbedienza ai comandi di Gesù, rimaniamo uniti alla Sua Santa Chiesa, che non verrà meno sotto i colpi dei suoi nemici, e quando sembra che essi possano quasi prevalere ricordiamo la promessa del Suo divin Fondatore, e rinfranchiamo i nostri cuori.
“Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!” (Gv 16, 33)
Francesco d’Erasmo, sacerdote cattolico
Fatima, 3 settembre 2026, San Gregorio Magno nel calendario nuovo, San Pio X nel calendario tradizionale.
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4 commenti su “Mysterium Fidei. Perché tanto Odio alla Messa Antica? Don Francesco D’Erasmo.”
Non è per il latino, ma perché rinnegano il rapporto tra il Cristo e il sacerdote “iniziato”, a cui sono stati dati i Poteri… Adesso il Sacerdote officia con i fratelli, secondo i sistemi protestanti. Quando, insieme ai fedeli, confessa a Dio onnipotente e ai fratelli, che ha molto peccato… eccetera. E, quei fedeli carichi di peccati mortali, poi fanno la Comunione. Un chiaroveggente vedrebbe come una specie di “bruco” dai colori grevi, da cui partono sprazzi di colori che vanno da un giallo cromo sporco, ai violacei, a quelli vermigli dell’odio, il tutto insieme a qualche colore roseo e di un acceso rosso d’Amore… Naturalmente sto inventando.
Però, avendo conosciuto le tecniche della magia, sia nella sua parte operativa, che nelle formule, posso dire che se tutto ciò non viene eseguito e detto come prescritto, la magia non funzione. Anzi, dall’esperienza di Aleister Crowley, in alcuni casi può essere pericoloso. Pure per Scientology, nell’affermare “se non è scritto non è vero”, le sue tecniche devono essere eseguite per come sono state scritte dal fondatore L. Ron Hubbard. Altrimenti non funzionano e i risultati, o non si ottengono, oppure si ottengono in modo parziale.
Il nostro Maestro Gesù Cristo ha dimostrato, a volte, che usava pure lui delle tecniche per ottenere gli effetti voluti. Certo, nessun paragone con i personaggi citati prima. Ma solo per affermare che da parte dei rinnovatori del Concilio Vaticano II si è voluto modernizzare, rendere più comprensibile e scorrevole. Intanto, eliminando il latino. Comunque, le formule dette in altre lingue funzionano. Solo che se alla Consacrazione cambio la formula la Consacrazione non avviene… E’ una affermazione ed una domanda.
Nell’Ultima Cena il Cristo ci dette la formula affinché il pane e il vino diventassero il Suo Corpo e il Suo Sangue. Con il Sangue disse: “Prendete e bevetene tutti: questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza versato per voi (qui presenti) e per i MOLTI (che erano fuori, degni di riceverlo)”
Adesso il “molti” è STATO CAMBIATO CON UN “tutti”. Ossia, il Sangue di Cristo “lava” la sporcizia pure di cani e porci, pure per la recente esponente dei Radicali, che si vantava di avere, con una pompa della bicicletta, procurato aborti di un essere in via di formazione fisica, non solo come spirito, ma pure come mente; che tutto registra. E che spesso, durante l’aborto, si esteriorizza da dentro il ventre e “vede” la mammana che sferruzza, e che, quindi, urla “mamma, non farmi uccidere”. Quando ho ascoltato questo, mentre davo un procedimento con Dianetics di L. Ron Hubbard, io, che ero un abortista che credeva che il feto fosse come un lombrico che si ritirava mentre veniva ucciso, diventai antiabortista in cinque secondi.
Secondo me con la nuova formula “eretica” la Consacrazione non avviene…
Idem per il Battesimo, la prima “iniziazione”, che viene dato, come da alcuni filmati, soprattutto Neo-catecumenali, non nei tempi e nei modi secondo la formula scritta nel Catechismo. Quindi, il Battesimo non è valido.
Errore dei chierici e di certi gruppi ecclesiali? No, è fasullo, secondo Satana, ormai incitato profondamente ad ogni livello della Gerarchia e del clero. Il Supplet Ecclesia è inadatto, a questo punto, per intervenire. Occorre l’azione di Potenze Metafisiche solari. Prima dobbiamo pagare il nostro karma. Poi ci sarà l’intervento, come descritto nel romanzo fantascientifico di Robert Hugh Bensom, “Il Padrone del mondo”.
L’articolo afferma verità cattoliche fondamentali — Cristo unico Salvatore, necessità della Chiesa, incompatibilità del relativismo religioso con la fede — ma le inserisce in una costruzione che non ne consegue.
Il Prologo di Giovanni.
La sua presenza come ultimo Vangelo nel rito antico è bellissima. La sua assenza al termine della Messa riformata, però, non significa che la Chiesa abbia rinnegato Gv 1: il Prologo continua a essere proclamato nella liturgia, negli esorcismi, e resta parte integrante della fede e della Scrittura della Chiesa.
La salvezza e l’appartenenza alla Chiesa.
È problematico sostenere che solo chi appartiene visibilmente alla Chiesa cattolica entrerà nel Regno. La Dominus Iesus insegna che ogni salvezza viene da Cristo ed è in rapporto con la Chiesa, ma anche che la grazia può raggiungere chi non vi appartiene formalmente e visibilmente, «attraverso vie a lui note». Non è sincretismo, ma dottrina cattolica, coerente con Gv 3,16 e Gv 10,16.
Il pro multis.
Benedetto XVI volle giustamente la traduzione «per molti», più fedele al latino, ma spiegò che «per tutti» era un’interpretazione fondata, non un errore dottrinale. chiamare «errore» la dottrina dell’universalità della redenzione significa arruolare Benedetto XVI contro ciò che Benedetto XVI stesso insegnava. La redenzione è offerta universalmente; altra cosa è la sua accoglienza. Confondere i due piani produce polemica, non buona teologia. Cristo è morto per tutti, come testimoniano Mc 10,45 e 1Gv 2,2.
Cristo offre la sua carne «per la vita del mondo» (Gv 6,51) ed è l’Agnello che toglie «il peccato del mondo» (Gv 1,29).
Il Mysterium fidei.
Nel Messale riformato non è stato eliminato: è diventato l’acclamazione dell’assemblea dopo la consacrazione. Cambia la forma rituale, non il dogma. «Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta» resta pienamente conforme alla fede apostolica (1Cor 11,26).
Le accuse contro la riforma.
Definire i riformatori «nemici della Verità», «idolatri» o infiltrati richiederebbe prove, non soltanto citazioni bibliche. La Scrittura dimostra la verità della fede, non le intenzioni attribuite agli avversari. Il Vangelo invita alla prudenza: «Non giudicate» (Mt 7,1) e insegna a riconoscere le persone dai frutti (Mt 7,20).
A Gianfranco, che definisce l’articolo «STREPITOSO» e dotato di «logica stringente», si può rispondere con calma: una logica è stringente quando le conclusioni derivano dalle premesse, non quando al pro multis si aggiungono «idolatri», «nemici della Verità» e versetti dell’Apocalisse.
Amare il rito antico non autorizza a insinuare che la Chiesa, celebrando il Messale riformato, abbia smesso di confessare ciò che ha sempre confessato: Gesù Cristo è l’unico Salvatore del mondo (At 4,12).
La vera logica cattolica consiste nel tenere insieme le verità, senza mutilarne una per esaltare l’altra.
dopo la consacrazione. «Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta».
A me questa frase ha sempre dato un po di fastidio perché dopo la consacrazione sull’altare è presente Gesù Cristo col suo corpo sangue anima e divinità….. perché dunque siamo in attesa della sua venuta? Si è in attesa solo quando l’atteso non è presente
STREPITOSO, questo articolo!
Perché non lascia via d’uscita, data la sapienza biblica e la logica stringente che lo informa.
Giusto un piccolo refuso da segnalare.
Nella frase:
Ecco perché i nemici della Verità hanno voluto forzare la traduzione in “per molti”,
va sostituito “per tutti”.