La Famosa “Legge di Gresham” Applicata alla Chiesa dei Nostri Tempi. Catholicus.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Catholicus, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla Chiesa di oggi, vista alla luce di una legge economica famosa. Buona lettura e condivisione.

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La famosa “Legge di Gresham”

In Economia Monetaria (una branca della Scienza Economica) vige la famosa “Legge di Gresham” (dal nome di colui che l’ha formulata, Thomas Gresham, mercante e banchiere inglese del XVI secolo che spiegò il fenomeno alla regina Elisabetta I), che recita così “in un mercato monetario libero, la moneta cattiva scaccia la moneta buona”, e ciò perché quest’ultima viene tesaurizzata, come suol dirsi, cioè ne viene fatta incetta, e in poco tempo scompare dalla circolazione; per tal motivo si dice che le altre monete, definite “moneta cattiva”, scacciano quella buona, ricercata e collezionata dagli appassionati.

 

 

 

E’ quello che succede sempre per le monete commemorative, ad  esempio per le monete d’argento da  500 lire, prima dell’entrata in circolazione dell’euro : ne furono coniate varie serie commemorative, che non facevano in tempo ad uscire che subito diventavano introvabili, data la grande tempestività degli accaparratori.

Per inciso, superfluo precisare che per moneta buona si intende una moneta il cui valore intrinseco (del materiale di cui è costituita) è molto superiore al valore facciale della stessa, mentre per moneta cattiva si intende quella il cui valore di facciata supera il valore del metallo con cui è stata coniata.

 

Trasferendo adesso questa legge in campo ecclesiastico, e sostituendo  alle monete il clero tradizionalista ed il clero rivoluzionario modernista (vaticansecondista prima, ed oggi sinodal-conciliare) potremmo formularla in questi termini : nella Chiesa militante (uno dei tre rami della Santa Chiesa di NSGC), a partire dall’epoca del CV II e dei papi conciliari, il clero cattivo (nel senso, solo spirituale, di nemico della Chiesa preconciliare), cioè i modernisti impadroinitisi del timone della barca di San Pietro, ha finito per scacciare quasi tutto il clero buono (sempre spiritualmente parlando, cioè resistente alle innovazioni conciliari e sinodali), mediante la revoca degli incarichi, la riduzione allo stato laicale, e infine la scomunica; questo sia nel clero secolare che in quello diocesano, frati, suore, sacerdoti, vescovi (si pensi, ad ex., ai Francescani e Francescane dell’Immacolata). La prima esperienza l’hanno fatta i sacerdoti della FSSPX, Mons. Léfèbvre e i vescovi scomunicati nel 1988, punizione reiterata nei loro confronti dopo le consacrazione del primo luglio scorso.

 

A questo punto ci si  potrà chiedere come si arrivi a definire il clero conciliar-sinodale “moneta cattiva”, spiritualmente parlando: semplice, elementare Watson, direbbe Sherlock Holmes o, meglio, “dai loro frutti li riconoscerete”,  ci avverte NSGC : quasi 70 anni di eresie, blasfemie, depistaggi ed inganni, orditi a danno di oltre 1,3 mld di fedeli,  inconsapevoli di venir ingannati e depistati, segni, questi, più che sufficienti alla bisogna. Ci sovviene inoltre un famoso detto attribuito a Mark Twain “è più facile ingannare le masse  che convincerle che le hanno ingannate, o che le stanno tuttora ingannando”.

 

Le purghe staliniane della gerarchia ex cattolica, purtroppo, non si sono fermate ai soli membri della Fraternità, ci mancherebbe  altro! Molteplici altre ne sono seguite, ad esempio Don Lorenzo Maria Pompei, don Claudio Crescimanno e, recentemente, il brasiliano Don Antônio de Pádua Sousa, che definisce le sanzioni a lui inflitte nulle e prive di effetto, perché “descrivono l’ingiustizia di perseguitare chi custodisce la Fede”, ritenendo il  CV II ed il post-concilio, colpevoli di aver cambiato la fede cattolica. “O i Papi da San Pietro al 1960 hanno torto, o hanno torto i Papi di oggi, perché gli insegnamenti non coincidono” afferma infatti.

Il caso più eclatante, però, è sicuramente quello  di Mons. Viganò, che ha dovuto ricorrere alla clandestinità, temendo per la sua stessa vita : la vicenda della strana, improvvisa morte di Papa Luciani  evidentemente  aveva lasciato il segno.

 

 

Il caso di Papa Luciani, infatti,  fu emblematico : con una forte dose di digitale  se uno è cardiopatico il cuore si ferma senza lasciare tracci evidenti (<“Sì, un sovradosaggio del farmaco a base di digitale (noto come digossina o digitossina) può avere effetti letali”, così risponde la benemerita IA>) : fantasia ? solo Dio lo sa (anche se le ricostruzioni romanzesche hanno dilagato su questa vicenda), ciò che è di pubblico dominio  è il forte litigio che Papa Luciani ebbe col Segretario di Stato Card. Jean Villot la sera prima della sua morte (li sentirono gridare da fuori dello studio pontificio) : Papa Luciani voleva cacciare i massoni dalla Curia Vaticana, e poiché  Villot era uno di questi, ovvio che si opponesse. Il giornalista Mino Pecorelli, che aveva pubblicato su OP una lista di massoni, tra cui anche diversi alti prelati, fu ucciso in un agguato la primavera del 1979;  coincidenze? nessuna correlazione?

 

Nel 1984 Papa GP II fece la consacrazione del mondo alla Madonna, ma senza il seguito di tutti i Vescovi, come richiesto nel Segreto di Fatima : gli chiesero il perché e lui rispose candidamente : se lo facessi mi ucciderebbero, e metterebbero un comunista al mio posto ( il card. Casaroli? l’eminenza grigia di Paolo VI per i rapporti con l’ URSS). Il rischio, la posta in gioco,  induceva evidentemente  ad una forte  dose di prudenza, a tenere un basso livello.

 

L’attuale preponderanza della moneta cattiva rispetto a quella buona, e cioè, uscendo fuor di metafora, l’enorme sproporzione tra clero modernista, “normalizzato” e cotto a dovere come la famosa rana bollita, e clero fedele alla Chiesa preconciliare, ai suoi papi, santi, martiri non deve indurre però a sconforto e scoraggiamento, e questo perché su di esso, su questo “piccolo resto” di evangelica memoria, veglia e vigila Lei, l’immacolata,  Maria SS.ma  “Debellatrice di tutte le eresie” (cfr il bel saggio “Maria, Debellatrice delle eresie”, di Padre Amadio Maria  Tinti, O.S.M., Pistoia 1960), che a suo tempo provvederà a togliere dalla circolazione la “cattiva moneta”, cioè a mandare in fumo i piani orditi dai pastori infedeli e traditori a danno  e perdizione delle anime, ponendo così le condizioni per l’avvento del Regno del Suo Divin Figlio e nostro Salvatore Gesù Cristo.

 

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