Le Dimissioni di Benedetto XVI. Uno scherzo di Carnevale? Antonio Romano.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Antonio Romano, a cui va il nostro grazie, offre questa nuova ipotesi sulle dimissioni di Benedetto XVI…Buona lettura e condivisione.

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Le dimissioni di Benedetto XVI. Uno scherzo di carnevale.

In questi giorni si parla molto del nuovo libro di mons. Viganò, dove il portavoce della FSSPX scrive che tutti i papi «postconciliari, sono in stato di scisma con il papato», e li considera «nemici del papato». Personalmente considero Giovanni Paolo II e Benedetto XVI due santi non scismatici, e pertanto sconsiglio vivamente di leggere questo articolo ai fanatici viganiani nemici del concilio. Ho già affrontato il tema delle dimissioni di Benedetto XVI nel mio libro del 2025, ma dato che la Cattedra di Pietro continua a essere occupata abusivamente tra la totale indifferenza di cardinali e vescovi – compreso Viganò –, non è certamente superfluo riprendere il tema.

A causa delle forti pressioni subite dalla “mafia di San Gallo” – che non è azzardato identificare con la “mafia vaticana” –, quando un appartenente alla loggia massonica Ur-Lodge Maat di nome Barack Obama ha bloccato i conti del Vaticano attraverso il codice SWIFT, Benedetto XVI ha capito che non c’erano più le condizioni per governare la Chiesa. La rinuncia di Ratzinger ha dato vita a una miriade di interrogativi di basso livello argomentativo, tuttavia c’è anche chi si è posto domande serie: perché il Papa non ha rivelato di essersi dimesso a causa delle pressioni massoniche diventate ormai insostenibili e si è inventato l’ingravescente aetate? Perché si è tirato indietro sapendo benissimo che il suo successore sarebbe stato un apostata che avrebbe predicato una nuova religione? Allo stesso modo dei bambini, vorremmo avere una risposta per tutto quello che non riusciamo a spiegarci, ma questo non ci è dato, e dobbiamo fidarci del disegno di Dio. In ogni caso Benedetto XVI ha escogitato un piano geniale per rendere invalido il conclave. Se il Papa avesse veramente rinunciato al munus petrino, il suo successore sarebbe stato validamente eletto, ma Ratzinger conosceva la cospirazione per mettere sul trono di Pietro un impostore, e per questo ha ideato una sofisticata dichiarazione per porsi in sede impedita (can. 412; cf 335), e rendere in questo modo nulla l’elezione del suo successore. Quello che Benedetto XVI ha rivelato a Vittorio Messori il 9 settembre 2015 dev’essere stato terribile, se durante un incontro pubblico avvenuto nel giugno 2016, lo stesso giornalista ha risposto così a un interlocutore: “neanche con le tenaglie, mi tirerà mai fuori quello che Ratzinger mi ha davvero detto”. Alcuni di quelli che non hanno accettato il piano di Benedetto XVI lo accusavano di rimbambimento, mentre negli anni successivi alle dimissioni, il sant’uomo dimostrava di essere pienamente lucido e consapevole del suo gesto. Nelle profezie di Malachia c’è scritto che Benedetto XVI (identificato come Gloria olivae) è l’ultimo Papa come lo abbiamo concepito finora, e dopo le dimissioni Peter Seewald domanda a Ratzinger cosa pensa di questa profezia. A rigor di logica, e senza esitazioni, Benedetto avrebbe dovuto rispondere che Francesco era il suo legittimo successore eletto da un regolare conclave, e quindi non bisognava credere a simili fantasiose profezie. Sorprendentemente Ratzinger ha risposto Tutto può essere. In effetti dopo la Declaratio dell’11 febbraio Benedetto ha ripetuto più volte che lasciava il “ministero petrino”, ma non il munus: «Il “sempre” è anche un “per sempre”, non c’è più un ritornare nel privato». Subito dopo specificava che non aveva smesso di fare il Papa: “La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo”. Lo stesso ha ripetuto nella prefazione al libro pubblicato nel 2023, Che cos’è il cristianesimo: «Quando l’11 febbraio 2013 annunciai le mie dimissioni dal ministero del successore di Pietro, non avevo piano alcuno per ciò che avrei fatto nella nuova situazione». Se Benedetto avesse rinunciato al papato, l’elezione di Bergoglio sarebbe stata valida a tutti gli effetti, mentre Ratzinger ha composto un testo difficile da interpretare, scritto deliberatamente in un pessimo latino, ma studiato nei minimi particolari per dichiararsi in sede impedita, nella quale si conserva il munus, ma si perde il ministerium. Uno studioso della lingua latina del calibro di Matteo Corrias, ha definito la Declaratio un’opera di “ingegneria letteraria”. Inoltre è da escludere che Ratzinger abbia fatto confusione, perché non solo conosceva molto bene il latino, ma il Codice di Diritto Canonico del 1983 è stato curato e revisionato proprio da lui. Nel 2013 qualcuno si era accorto dell’irregolarità della rinuncia, ma solo dopo che è stata scoperta la falsificazione da parte della mafia vaticana della traduzione nelle altre lingue della Declaratio, sono iniziati degli studi approfonditi che hanno portato a risultati sorprendenti. Le dimissioni di Benedetto XVI sono invalide per molti motivi già egregiamente esposti da altri autori, e vorrei solo ricordarne qualche aspetto.

Primi tre motivi di invalidità.

Can. 332 – § 2: «Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio (munus), si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti». 1) Benedetto non ha letto una Rinuncia, bensì una Dichiarazione, ovvero una Decisione. 2) Non ha rinunciato al munus, ma solo al ministero attivo. 3) Per questi motivi la sua rinuncia al papato non è stata debitamente manifestata, e pertanto è nulla.

Quarto motivo.

   Il canone 332 è stato confermato da Giovanni Paolo II nella Universi Dominici Gregis: «76. Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l’elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta. 77. Stabilisco che le disposizioni concernenti tutto ciò che precede l’elezione del Romano Pontefice e lo svolgimento della medesima, debbano essere osservate integralmente, anche se la vacanza della Sede Apostolica dovesse avvenire per rinuncia del Sommo Pontefice, a norma del can. 332, § 2 del Codice di Diritto Canonico».

Quinto motivo.

Se durante il rito nuziale cattolico lo sposo dicesse: “Io N., accolgo te, N., come mia sposa… ma non oggi, bensì tra 25 giorni alle ore 20”, l’atto giuridico sarebbe nullo per vizio di forma e di sostanza, perché un «atto puro» non può essere differito nel tempo, ma deve avere effetto immediato (can. 1102,2). A maggior ragione queste motivazioni si applicano nel caso della rinuncia di un Papa, dove l’actus juridicus purus non ammette elementi accidentali come termini, condizioni o modi.

Sesto motivo.

Mons. Gänswein ha scritto che il testo della Declaratio è stato rivisto e corretto dal cardinale Bertone e da mons. Gloder. Se consideriamo che successivamente lo stesso testo è stato manomesso dalla mafia vaticana attraverso false traduzioni, per conoscere le parole pronunciate da Benedetto XVI dobbiamo servirci esclusivamente dell’audio. Dopo indagini appropriate, si è compreso che il Pontefice ha denunciato una congiura ordita contro di lui: Per cui ben consapevole del peso di quest’atto dichiaro in piena libertà di rinunciare a mio danno (mihi) al ministerium di vescovo di Roma, successore di San Pietro, a causa del misfatto (commissum) di un manipolo (manus) di Cardinali nel giorno 19 aprile 2005, così che dal giorno 28 febbraio 2013, all’ora ventesima, la sede di Roma, la sede di San Pietro resti vuota (vacet). Non è un caso se nel giorno dell’elezione di “Papa Francesco”, sul balcone di San Pietro era presente il card. Godfried Danneels, membro di spicco della mafia di San Gallo.

Settimo motivo.

Benedetto afferma di essersi dimesso a causa dell’età avanzata. Nel 1994 Giovanni Paolo II incaricò il card. Fagiolo, in qualità di presidente del Pontificio Consiglio per l’interpretazione dei testi legislativi, di fare uno studio sulle implicazioni giuridiche ed ecclesiologiche sulla rinuncia del Papa. Il cardinale rispose: «in maniera tassativa e assoluta il Papa non potrà mai dimettersi a motivo della sola età». In quegli anni Ratzinger era prefetto della CDF, e conoscendo il responso del cardinale, lo ha usato a proprio vantaggio.

Ottavo motivo.

Il 28 febbraio Benedetto XVI avrebbe dovuto ratificare in maniera ufficiale la sua rinuncia al papato annunciata l’11 febbraio, e invece si è limitato a rivolgere un saluto informale ai pellegrini, dove sostituiva Sommo Pontefice con un’espressione forse usata qualche secolo fa, ma che oggi non ha più senso: “Voi sapete che questo mio giorno è diverso da quelli precedenti; non sono più Pontefice Sommo della Chiesa cattolica: fino alle otto di sera lo sarò ancora, poi non più”.

Nono motivo.

La Declaratio è stata fatta sparire, e quindi non possediamo nessuna rinuncia firmata da Benedetto XVI canonicamente valida. Sollecitati da più parti, al Vaticano si sono rifiutati di dare risposte in proposito.

Decimo motivo.

Risulta perfettamente ozioso sostenere che le irregolarità nel compilare la Declaratio da parte del Pontefice abbiano influito sulla liceità e non sulla validità della rinuncia. L’idea secondo la quale Bergoglio è stato validamente eletto perché scelto dalla maggioranza dei cardinali senza nessuna opposizione, rimane puro opportunismo strategico. Allo stesso modo, sostenere che sebbene l’elezione fosse invalida, le eventuali carenze sono state di fatto sanate dall’esercizio attivo del ministero, è semplicemente una convenienza ideologica che non trova alcun riscontro nel CIC, e inoltre cozza contro la Universi Dominici Gregis (3). È superfluo aggiungere che alla mafia vaticana non interessava nulla del Diritto Canonico, perché era interessata solo a eliminare Benedetto XVI.

 

Lo scherzo di carnevale.

 

Ci siamo già chiesti perché Benedetto abbia scritto una Declaratio apparentemente ambigua e dai dubbi significati, ma una chiave di lettura abbastanza convincente non manca. Karl Valentin, pseudonimo di Valentin Ludwig Fey (1882-1948), era un cantante, attore e cabarettista molto ammirato da Joseph Ratzinger; basti pensare che quando era seminarista, percorse 15 km a piedi per andare al cimitero e pregare sulla tomba dell’attore. In Ultime conversazioni Ratzinger racconta che Hitler disse al comico: “«Signor Valentin, lei mi ha fatto spesso ridere di cuore». E lui: «lei invece non mi ha fatto ridere mai»”.  Il 4 gennaio del 1989, al card. Ratzinger fu conferito l’“Ordine di Karl Valentin” dall’associazione carnevalesca Narrhalla, la più antica e celebre di Monaco. Il premio fu riconosciuto a Ratzinger in particolare per due motivi: 1) era il più illustre bavarese vivente ammiratore del comico; 2) per la sua capacità di interpretare lo spirito di Valentin: la sua logica capovolta, la scaltra ironia, la sottigliezza argomentativa, la capacità di autoironia e l’umorismo. Nel 1989 il cardinale era prefetto della CDF, apparentemente quanto di più distante possa esserci da un ordine buffonesco.

Ringraziando per l’onorificenza, il cardinale disse: “Un ordine buffonesco, mediante cui prendiamo in giro noi stessi e la serietà del gran mondo, è una buona cosa. Ed è anche per questo che l’ho ricevuto volentieri. Alcuni hanno esposto dubbi sul fatto che ciò si accordi con un’occupazione così seria come la mia. A me pare che vi ci si adatti benissimo, giacché, notoriamente, poter dire la verità è il privilegio dei folli. Alle corti degli antichi potentati, il giullare era spesso l’unico a potersi permettere il lusso della verità… E siccome per la mia occupazione mi accade di dover dire la verità, sono davvero felice di essere stato or ora accettato nella categoria di coloro i quali godono di quel privilegio… «Noi siamo folli per amore di Cristo»” (1Cor 4,10). Il 5 agosto 2006, è stata fatta questa domanda a Benedetto XVI: “Nel 1989 a Monaco Le è stata data l’onorificenza del Karl Valentin Orden. Quale ruolo hanno nella vita di un Papa lo humour e la leggerezza dell’essere?”. Risposta: “(ride) Io non sono un uomo a cui vengano in mente continuamente delle barzellette. Ma saper vedere anche l’aspetto divertente della vita e la sua dimensione gioiosa, e non prendere tutto così tragicamente, questo lo considero molto importante, e direi che è anche necessario per il mio ministero. Un qualche scrittore aveva detto che gli angeli possono volare, perché non si prendono troppo sul serio. E noi forse potremmo anche volare un po’ di più, se non ci dessimo così tanta importanza”.

 

Il comico bavarese – definito anche il “Charlie Chaplin tedesco” – ha creato un tipo di comicità basata sul paradosso e lo scompaginamento letterale del linguaggio; amava i giochi di parole, a teatro iniziava con un malinteso, sviluppandolo durante la rappresentazione, e Benedetto lo ha imitato. Quando il 4 febbraio l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche ha dato l’annuncio di un Concistoro Ordinario Pubblico per l’11 dello stesso mese, motivato dalla causa di canonizzazione di alcuni santi,  lo scherzo di Ratzinger era già pronto da un pezzo. La Declaratio è stata pronunciata l’11 febbraio 2013, memoria della Madonna di Lourdes, ma anche lunedì di carnevale, lo stesso giorno nel quale è morto Valentin. Benedetto XVI si è preso gioco dei nemici della Chiesa e, senza rinunciare al papato, si è dichiarato in sede impedita, annullando automaticamente l’elezione di un nuovo Pontefice.

 

Nel mese di agosto LifeSiteNews ha ricordato l’iniziativa dell’ex magistrato Angelo Giorgianni, che l’11 marzo ha inviato al card. Parolin un esposto su due motivi d’invalidità del conclave 2025. Il 9 aprile, lo stesso magistrato ha spedito un altro esposto al Segretario di Stato Vaticano, su un terzo motivo d’irregolarità del conclave. L’iniziativa di Giorgianni è senz’altro apprezzabile, ma è ovvio che non riceverà alcuna risposta ragionevole da parte dei complici di Prevost. Meritano un plauso anche le iniziative di Andrea Cionci, ma le attenzioni che il giornalista ha ricevuto finora dal Vaticano sono solo potenti anestetici che, tra l’altro, non favoriscono un sereno risveglio. In questo stato di «sedazione canonica», Cionci immagina che la Santa Sede deporrà presto Leone XIV, e convocherà un conclave composto da cardinali scelti da Benedetto XVI (?!). È impensabile credere di poter risolvere l’attuale sede vacante in virtù delle iniziative del Vaticano, perché Satana non ha l’ardire di scacciare Satana: «Ora, se Satana scaccia Satana, è diviso in se stesso; come dunque il suo regno potrà restare in piedi?» (Mt 12,26).

Il potere anticristico gestito da Leone XIV, giustamente denunciato sia da Viganò che da Cionci, potrà forse subire altri scismi, tuttavia resterà saldamente in piedi finché – come annunciato in molte profezie – verrà annientato dall’intervento potente e straordinario del Signore. Chi ha fede è avvertito: dobbiamo essere pronti a vivere tempi estremamente tenebrosi.

Antonio Romano

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26 commenti su “ Le Dimissioni di Benedetto XVI. Uno scherzo di Carnevale? Antonio Romano.”

  1. Qui non siamo più nel campo della seria ricerca canonica, ma della fantasia elevata a dogma: giochi di parole, coincidenze di calendario e allusioni vengono trasformati in “prove”. Benedetto XVI dichiarò liberamente che la Sede sarebbe rimasta vacante e che si sarebbe dovuto convocare il conclave; continuare a sostenere il contrario significa attribuirgli un inganno durato dieci anni. Una costruzione che, mentre pretende di difendere il Papato, finisce per negare la visibilità, l’autorità e l’indefettibilità della Chiesa cattolica.

    1. Simone Torreggiani

      Dalla declaratio (versione ufficiale) di Papa Benedetto XVI cito:

      ‘Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, ***da coloro a cui compete***, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.’
      (Fonte: https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2013/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20130211_declaratio.html)

      La prima cosa che il Cardinal Decano avrebbe dovuto fare per acquisire tale ‘competenza’ sarebbe stata quella di accertarsi che la Sede fosse effettivamente vacante sulla base delle evidenze dell’avvenuta rinuncia. Un pubblico atto di rinuncia al pontificato nella data fissata (28 febbraio 2013 alle ore 20:00) avrebbe reso superflua tale verifica; ma visto che al pubblico annuncio dell’11 febbraio 2013 NON seguì una pubblica ratifica nella data fissata sarebbe stato indispensabile disporre quantomeno dell’atto scritto di rinuncia e/o del resoconto di due testimoni della stessa per poter dichiarare la Sede vacante.
      Non si tratta di una mia invenzione; questa procedura è prevista dal Codice di Diritto Canonico, pena l’invalidità della rinuncia per il diritto stesso:

      Can. 189 – §1. La rinuncia, ***perché abbia valore***, sia che necessiti di accettazione o no, deve essere fatta all’autorità alla quale appartiene la provvisione dell’ufficio di cui si tratta, e precisamente per iscritto oppure oralmente di fronte a due testimoni.

      Dunque per la Chiesa e per ‘l’autorità alla quale appartiene la provvisione dell’ufficio’ (che — ordinariamente — è il Collegio Cardinalizio nel caso dell’ufficio petrino; tuttavia ribadisco che il Papa regnante ha piena facoltà di designare legalmente, anche in segreto, una autorità alternativa per l’elezione del suo successore, come ribadito dalla stessa UDG) una rinuncia le cui evidenze risultano ‘non pervenute’ non può essere considerata valida fintanto che tali evidenze non vengano effettivamente prodotte.
      Pertanto la dichiarazione di Sede Vacante del 1 marzo 2013 ad opera dell’allora Decano, il Cardinal Sodano:

      https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2013/03/01/0134.pdf

      avvenne ‘alla cieca’, ossia in assenza degli elementi minimi necessari per poter così procedere nella legalità.

      Tra le ultime modifiche apportate alla Universi Dominici Gregis da Papa Benedetto XVI con il motu proprio ‘Normas Nonnullas’ (22 febbraio 2013) il punto 37 recita:

      “Ordino inoltre che, dal momento in cui la Sede Apostolica sia ***legittimamente vacante***, […]”

      Come si può dichiarare ‘legittimamente’ la vacanza della Sede senza le prove dell’avvenuta rinuncia?
      Non si può… legalmente; ma lo si può comunque fare illegalmente, con tutte le conseguenze del caso…

      Carissimo Don Pietro Paolo, apprezzo davvero il suo zelo nel difendere la Chiesa visibile e nel manifestare sua piena fedeltà alla Gerarchia ecclesiastica, ma la prego di evitare di relegare ingiustamente questa indagine nella sfera delle ‘dogmatiche fantasie’; è piuttosto un fare i conti con la realtà dei fatti per comprendere le ragioni reali che indussero il Vicario di Cristo ad agire in questo modo apparentemente caotico e irrazionale, ma in verità straordinariamente lucido, previdente e saggio… a ben guardare.

      Detto questo invito tutti i cattolici a rimanere fedeli alla Chiesa visibile e ad accettare (sia pur provvisoriamente…) Leone XIV come ‘Papa legittimato’ (dal vero Papa; vedi: https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome ). Dunque i fedeli non disertino e non disprezzino le Sante Messe celebrate in unione con Papa Leone, non rinuncino ai Sacramenti per timori ingiustificati e non cerchino pretesti o qualsivoglia ‘ragioni di scandalo’ per allontanarsi dalla Chiesa Cattolica Romana, ma confidino piuttosto nella Divina Provvidenza e nel fatto che persone di buona volontà (per grazia di Dio e a Dio piacendo) non mancheranno di chiarire (a tempo debito) tutto quello che ancora rimane da chiarire sulla questione, fino al ripristino della piena legalità.

  2. B16: “…Quando l’11 febbraio 2013 annunciai le mie dimissioni dal ministero…”

    Appunto “Annunciai”, non “diedi”.

    —

    “La Declaratio è stata fatta sparire, e quindi non possediamo nessuna rinuncia firmata da Benedetto XVI canonicamente valida.”

    La Declaratio, in quanto dichiarazione orale, non può essere firmata. E non è stata fatta sparire. Semplicemente, una rinuncia firmata non esiste. Il nome di Benedetto XVI apposto surrettiziamente sotto la trascrizione della Declaratio negli AAS non è una firma, ma un illecito redazionale.
    Un atto ufficiale avrebbe richiesto firma, sigillo e prima di questi una “introduzione” conforme alla prassi, mentre invece la “dicitura” presente in AAS è del tutto irrituale.

    —

    “In questi giorni si parla molto del nuovo libro di mons. Viganò, dove il portavoce della FSSPX scrive…”

    Viganò “portavoce della FSSPX”? Questa è nuova, ma viste le recenti uscite del Monsignore il titolo gli si attaglia perfettamente. Bravo Romano.

  3. la signora di tutti i popoli

    (1Cor 11) “Probet autem seipsum homo, et sic de pane illo edat et de calice bibat; qui enim manducat et bibit, iudicium sibi manducat et bibit non diiudicans corpus.
    Ideo inter vos multi infirmi et imbecilles et dormiunt multi.”

    Per gli imbecilli (nel senso Paolino)
    Romano ha saputo condensare con passione i fatti, non le chiacchiere, che ruotano attorno alla “declaratio” dI B.XVI.
    Per chi onestamente voglia sapere, i punti elencati sono una saggia scelta per intraprendere una indagine e verificare i fatti. Ad esempio il punto dieci va ricordato al tradimento dell’Ordine Sacro: anche in questo Blog un prete di dolosa ignoranza ha dichiarato che l’ “Accettazione Pacifica Universale” di un sedicente papa possa assicurare come “canonico” qualsiasi tizio alla Chiesa.
    In altri punti Romano cita con proprietá la Costituzione Apostolica UDG, che é una legge speciale del Magistero del papa, al di sopra di ogni altra norma canonica e persino del Codice Canonico in vigore. Anche sulla UDG c’é una grande ignoranza, peraltro giá rinfacciata al solito prete che ammorba queste pagine, e che invece se correttamente applicata costituisce l’atto di accusa contro Bergoglio e Prevost e che inficia e rende nulli i loro conclavi ed elezioni.
    Ma bisogna essere onesti, cari amici, altrimenti non saremo dissimili da don pp, perché se lui é scismatico e la lavora dolosamente per uccidere le anime, noi gli saremo complici se -colpevolmente- taceremo la veritá e cosí uccideremo le nostre anime.

    Un po’ (spesso in veritá) la sig.ra Danieli, sempre da noi trascurata, ha messo in evidenza ció che stiamo vivendo, ossia che la coesistenza tacita con l’antipapato non é onestá nè giustizia da parte nostra.
    Il nostro dovere é denunciare ció che va contro il “deposito della Fede” di cui tanto si parla e tutti se ne riempiono la bocca, ma cosa si fa per difenderlo? …guardiamoci dentro e rispondiamo. Un antipapa é la negazione del Deposito!
    Ci é chiara la mancanza di conclusione di questo pur veritiero articolo di Romano?
    Se non siamo imbecilli (o sí??) non si puó attendere che le cose precipitino, senza rendersi conto che gli effetti di un antipapato sono finalizzati soprattutto alla distruzione dei Sacramenti. La funzione di un sacramento, e a volte il Sacramento stesso, viene posta nel nulla quando si inficia la sua efficacia e in regime antipapale -ogni Sacramento- puó essere intaccato con la sua illiceitá o dalla sua nullitá.
    Ecco che non si puó subire che una falsa chiesa amministri messe e sacramenti levando di fatto ad ogni partecipante il beneficio della Redenzione: la salvezza dell’anima.
    Il primo passo é denunciare l’usurpatore e ricordare ai cardinali il loro tradimento con la possibilitá di riabilitarsi, ma soprattutto impedire che il Popolo di Dio dimentichi cosa sia lo scisma: se un papa é invalido ALLORA la Messa celebrata nel suo nome NON puó essere seguita e l’Eucarestia non puó essere presa! É Dottrina della Chiesa.
    Combattere contro un antipapa significa difendere anche Messe e Sacramenti pei quali Ratzinger stesso ci ha messo sull’avviso; (10.07.1977 Chiesa di San Michele a Monaco di Baviera):
    “[.] In ogni celebrazione eucaristica, seguendo un’antichissima tradizione, diciamo: noi celebriamo insieme al nostro Papa[.]
    Ma Cristo è anche in ogni luogo un’unica persona e, per questo, non lo si può ricevere contro gli altri, senza gli altri.
    Proprio perchè nell’Eucarestia c’è il Cristo tutto intero, inseparato ed inseparabile, proprio per questo si rende ragione dell’Eucarestia solo se essa è celebrata con tutta la Chiesa.
    Noi abbiamo Cristo solo se lo abbiamo insieme con gli altri.
    Poichè l’Eucarestia ha a che fare solo con Cristo, essa è il Sacramento della Chiesa.
    E per questa stessa ragione essa può essere accostata solo nell’unità con tutta la Chiesa e con la sua Autorità.
    Per questo la Preghiera per il Papa fa parte del canone eucaristico, della celebrazione eucaristica. La comunione con lui è la comunione con il tutto, senza la quale NON vi è comunione con Cristo”.
    Lettori ed amici, quanto precede tocca da vicino la nostra responsabilitá e di chi egoisticamente si accosti al Santo Sacrificio (e ad ogni altro Sacramento) col rischio mortale di non essere in comunione col Cristo.
    Da un orecchio ci entra e da un altro ci esce?
    Guai a noi se mangeremo insieme a Prevost la nostra condanna, poiché come dice S.Paolo giá “molti sono i malati e [soprattutto] gli imbecilli e molti i morti”!!

    1. Grazie Signora di tutti i Popoli per la grande Verità da lei ribadita sull’Eucaristia “VALIDA” solo se celebrata in comunione con il legittimo papa stabilito da Cristo e con la Sua Chiesa unam et Sanctam.

      Grande Verità ancora oggi negata da chi considera eretici i papi GPII e BXVI, ma anche da tanti “fedeli” che si “illudono” di ricevere Gesù Eucaristia in una messa illecita celebrata da un sacerdote scismatico in comunione con un antipapa eretico e con la sua setta massonica pro aborto, pro eutanasia e pro Lgbt…

      Ma, se qualcuno tra i lettori, in obbedienza ai Sacri Canoni DIRITTI E DOVERI DEI FEDELI, volesse ammonire i cardinali pre-2013, affinché assolvano il loro primo dovere di eleggere il legittimo successore di Pietro BXVI, onde permetterci di ricevere la S. Eucaristia Valida in comunione con lui, questo è l’archivio dove trovare i contatti dei cardinali pre-2013 e dei sacerdoti della propria diocesi.
      https://t.me/+83CnnZIWnM85YmI0

      Un grazie di cuore a tutti i fratelli che vorranno portare avanti questa giusta e santa battaglia.
      Solo se uniti in Cristo si vince.

    2. Ben detto, ma “lasci stare il can che (per il momento) dorme”, come dice il proverbio. Meglio ignorarlo. Non convince nessuno con i suoi lunghissimi e triti e ritriti “papiri”… Citarlo o rispondere o attaccarlo gli fa credere di essere importante: “Molti nemici, molto onore”.
      Invece non è né interessante né rilevante. È un troll di provincia, in crisi di astinenza da visibilità. Meglio saltare a piè pari i suoi commenti… Tiè.

  4. Che garbuglio!
    Si cerca il bandolo della matassa aggrovigliata…
    Trovarlo sarebbe la panacea? O l’inizio di un paziente districarla?
    E chi lo dice che la matassa sia passiva, se tutto lascia intendere l’aggiungersi di nodi nuovi creati ad arte?

    In uno stato di diritto la logica in punta di diritto troverebbe giustizia. Ma quando l’autorità e’ essa stessa espressione di un potere ingiusto il diritto è un bandolo tra le dita della stessa mano che vuole ingarbugliare il filo.

    C’è una Chiesa con il munus divino, legata e soffocata nelle spire della chiesa dell’umano ministerium.

    La chiesa in mano a manipolatori ha mentito platealmente: leggasi Acta Apostolicae Sedis del marzo 2013: si trova facilmente in rete.

    La menzogna manipolatoria, la correctio di una declaratio che non è filiale ma da figlio di.

    Munus e ministerium invertiti… ce ne sono di invertiti nella matassa…

    Hanno mentito, ed e’ scritto nero su bianco. Lo sanno. Ma comandano quelli che hanno mentito e lo sanno.

    Non ci sarà il tempo per sbrogliare l’imbroglio che fa rima con il peggior esemplare di orgoglio umano messo dove dovrebbe stare la santità… Sua.

    Accadrà senza tutto quel lavorio che necessiterebbe all’uomo, perché la Sposa è dello Sposo ed è uno sposo geloso, Salvatore dell’umanità imbrogliata e imbrogliona dei tanti ministeri e ministranti, ministronzi e somministrabil, come certi atti d’amore che fanno male al cuore.

  5. Simone Torreggiani

    Nessuno ‘scherzo di carnevale’.
    L’Arcivescovo Georg Gänswein pochi mesi fa ha chiarito:

    https://infovaticana.com/en/2026/02/22/ganswein-defends-the-recording-of-benedict-xvis-private-homilies-they-were-not-recorded-secretly-but-discreetly/

    che la data dell’11 febbraio 2013 fu scelta deliberatamente da Papa Benedetto XVI principalmente per commemorare l’anniversario dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929), vista (deduco io) la necessità di riportare alla pubblica attenzione la ‘questione romana’ — ovvero quell’accordo tra Regno d’Italia e Chiesa Cattolica Romana che regolarizzò (almeno per qualche decennio, ossia fino alla discontinuità causata dalle recenti ingerenze della Banca d’Italia negli affari della Santa Sede — pesanti ingerenze che di fatto tagliarono fuori il Vaticano dal sistema internazionale dei pagamenti elettronici dal 1 gennaio 2013 fino al… 12 febbraio 2013) i rapporti tra Stato e Chiesa.

    Ribadisco anche questo: il fatto che la declaratio non sia di per sé un valido atto di rinuncia al pontificato (ma il semplice annuncio di una decisione presa) non significa che Papa Benedetto XVI non abbia in seguito effettivamente rinunciato validamente (ma segretamente) al pontificato, presumibilmente proprio nella data e nell’ora da lui stesso indicate.
    In seguito il Papa Emerito ribadì (in più occasioni e con la massima chiarezza) che la sua rinuncia al ministero petrino fu piena e valida: perché non prestare fede a tali pubbliche dichiarazioni?
    Molti dubitano perché in effetti (ad oggi) mancano all’appello le evidenze che tale rinuncia sia effettivamente avvenuta (e con tutti i crismi); dunque si ipotizza la ‘Sede impedita’, tesi che però il Papa Emerito ha più volte smentito (oltre al fatto che mentire ai fedeli per ‘portarsi il munus nella tomba’ non avrebbe risolto nulla, ma solo peggiorato le cose).

    Chi crede nella veridicità delle affermazioni di Papa Benedetto XVI deve anche credere che abbia validamente rinunciato — che per altro era l’unica cosa sensata da fare in quelle circostanze… a patto di segretare l’atto e stabilire (segretamente) nuove regole per la successione, essenzialmente al fine di proteggere il Papato nella persona del suo legittimo successore: Papa Francesco (mi riferisco a quello vero, non all’antipapa Bergoglio):

    https://sfero.me/article/-scherzo-prete-benedetto-xvi-nome

    Le forze oscure che attentarono alla vita di Papa Benedetto nel suo viaggio in America Centrale (marzo 2012) non avrebbero infatti esitato un secondo a tramare per ‘togliere di mezzo’ il successore legittimo se costui avesse avventatamente reclamato per sé il Soglio prima del tempo propizio; dunque egli fu (ed è…) costretto a rimanere ‘nell’ombra’ (ossia a non palesarsi come legittimo successore di Pietro) assieme ai suoi ministri fedeli (riconoscendo nel frattempo come legittimo il ‘Papa’ visibile — Leone XIV — per tenere unita la Chiesa e limitare i danni dell’usurpazione), ma non per molto ancora.

    Ogni altra ipotesi sul tavolo presenta macroscopiche incoerenze, contraddizioni e irrazionalità palesi, mentre questa ‘via della segretezza’ è la sola perfettamente coerente e razionale — oltre ad essere l’unica via davvero utile a preservare la successione petrina in un tempo (mi riferisco a quello attuale) di culminazione del potere (e del suo abuso…) da parte della prima bestia:

    https://sfero.me/article/apocalisse-punto-siamo-cosa-sta-accadere-1749645515994

    Solo chi è disposto a vedere anche il ‘lato oscuro’ del mondo in cui viviamo oggi può facilmente comprendere la saggezza (o piuttosto: l’assoluta necessità) della ‘via del nascondimento’ scelta da Papa Benedetto.
    Questo ‘seme di speranza’, quando la stagione finalmente volgerà al bello, porterà frutti benedetti: per la Chiesa e per il mondo intero; già ora ne sta portando qualcuno, a dire il vero, anche se ‘in sordina’, tra mille ostacoli e interferenze…

    1. “Ribadisco anche questo: il fatto che la declaratio non sia di per sé un valido atto di rinuncia al pontificato (ma il semplice annuncio di una decisione presa) non significa che Papa Benedetto XVI non abbia in seguito effettivamente rinunciato validamente (ma segretamente) al pontificato, presumibilmente proprio nella data e nell’ora da lui stesso indicate.”

      Può un atto così dirompente come la rinuncia al pontificato essere compiuto “segretamente”? E per quale ragione? Follia anche il semplice supporlo, perché fuori di ogni logica, o “wishful thinking” di chi non amava Benedetto ai tempi e ora si arrampica sugli specchi per continuare a credere alla favoletta ufficiale.
      In ogni caso, la “rinuncia vera ma segreta” risulta una teoria complottista molto più complottistica di quelle dei “complottisti” che leggono i fatti, non basandosi su mere supposizioni.
      Distinti saluti

      1. Simone Torreggiani

        Mi citi allora una singola norma che imporrebbe al Papa regnante di rinunciare ‘pubblicamente’ al ministero petrino al fine della validità.
        Dalla Universi Dominici Gregis cito invece:

        ‘[…] pur consapevole della valutazione di teologi e canonisti di ogni tempo, i quali concordemente ritengono tale istituto [si riferisce al Conclave] non necessario per sua natura alla valida elezione del Romano Pontefice […]’

        Seconda citazione dalla UDG:

        ‘Indiscusso, in verità, appare il principio per cui ai Romani Pontefici compete di definire, adattandolo ai cambiamenti dei tempi, il modo in cui deve avvenire la designazione della persona chiamata ad assumere la successione di Pietro nella Sede Romana.’

        Ciò significa che il Romano Pontefice ha (di fatto e di diritto) carta bianca nello stabilire le regole per l’elezione del successore. Nulla quindi gli impedisce di agire in segreto, qualora lo reputi necessario.
        Punto.

        La conferma (indiretta ma solida) che Papa Benedetto abbia agito segretamente ci viene proprio dal fatto che egli, da ‘Papa Emerito’, dichiarò e ribadì con la massima chiarezza che la sua rinuncia al pontificato fu piena e valida, cosa IMPOSSIBILE senza che Benedetto la facesse pervenire all’ ‘autorità alla quale appartiene la provvisione dell’ufficio’:

        Can. 189 – §1. La rinuncia, perché abbia valore, sia che necessiti di accettazione o no, deve essere fatta all’autorità alla quale appartiene la provvisione dell’ufficio di cui si tratta, e precisamente per iscritto oppure oralmente di fronte a due testimoni.

        Si dà il caso che, a tutt’oggi, il Collegio Cardinalizio (l’organo ordinariamente preposto alla ‘provvisione dell’ufficio’) non disponga delle evidenze della rinuncia (né nell’atto scritto né del resoconto dei due testimoni, altrimenti le avrebbe senza dubbio pubblicate anche solo per stemperare le infinite polemiche che seguirono).

        Dunque l’unico modo per dar credito alle parole di Papa Benedetto:
        «Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino»
        Fonte: https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2014/02/27/news/ratzinger-la-mia-rinuncia-e-valida-assurdo-fare-speculazioni-1.35929571/

        è prendere in considerazione la possibilità che egli abbia (segretamente) designato una autorità alternativa per la ‘provvisione dell’ufficio’ (cosa che aveva il diritto/dovere di fare), altrimenti la sua stessa rinuncia non sarebbe mai stata valida.

        Dunque il mio non è ‘complottismo’, ma semplice fiducia nelle parole di Papa Benedetto, che sapeva quel che diceva e il diritto canonico lo conosceva benissimo.
        Le ottime ragioni per la segretezza le ho spiegate più e più volte a profusione, ma non tutti hanno orecchi per intendere e sentir ragione, da che mondo è mondo…

  6. Quos Deus perdere vult dementat prius.
    Vivete il vangelo con umiltà, invece di perdere tempo a scrivere fesserie. Su questo saremo misurati, sulla carità. Non sulla validità di elucubrazioni inutili

  7. Tutto quello che Antonio Romano ha descritto in questo suo lungo e argomento articolo, non fa che riprendere tutte le scoperte e le acquisizioni che il Dottor Cionci ha prodotto durante 6 anni di ricerca e di indagine ricostruttiva dei fatti che hanno condotto Benedetto XVI a escogitare il cosiddetto scherzo di Carnevale, ovvero l’escamotage geniale della Sede Impedita per mezzo della quale ha reso nulla e invalida l’elezione di Bergoglio come, di conseguenza, anche quella di Prevost, eletto da 108 Cardinali illegittimi perché creati da uno che non è mai stato Papa, ossia il buon (anti)papa Francesco.

  8. “Una nuova ipotesi” accidenti. Addirittura? Sono cose che ho pubblicato nel corso degli ultimi sei anni. Vabbè, purché se ne parli…

    1. Proprio…almeno il sig. Romano (???) ha il buon gusto di citare il dr. Cionci, però non cita il suo libro “Codice Ratzinger”, uscito nel 2022, che contiene moltissimi degli argomenti che egli illustra…ed altrettanto dei risultati delle successive ricerche del dr. Cionci… speriamo che il “purché se ne parli” finalmente dilaghi

  9. FRANCESCO MONTALEONE

    GRAZIE!!!!
    Finalmente vengono raccontati i fatti veramente come sono accaduti.
    Il card. Godfried Danneels in una intervista pubblica di cui c’è il video racconta della Mafia di San Gallo…
    Caro Dott. Romano, vede, nell’attesa che si compiano i piani provvidenziali di Nostro Signore a noi è dato di fare la nostra parte; anche quella di denuncuare al Promotore di Giustizia vaticana in modo che nessuno possa dire un domani : io non lo sapevo…poi Dio saprà cosa fare.
    Non pensa che fare conoscere la Verità sia anche Carità cristiana nell’ottica di fede per salvare anche i “fratelli” in modo che possiammo godere un giorno insieme in Paradiso?
    Grazie ancora, Francesco M.

  10. È semplicemente incredibile come la “piovra” Cionci continui, dopo tanti anni, a catturare tante gente con le sue paranoie.
    Ma ora che sta indagando Diddi, (pur non avendo – immagino – alcuna giurisdizione sulla ex SANTA sede) possiamo stare tranquilli…

  11. Roberto di Francia

    Ottima sintesi ma… come sarebbe a dire “nuova ipotesi”?
    Andrea Cionci la grida (per primo) sui tetti (di internet) da 4-5 anni, e tutto quello che l’articolo cita su di lui sono non meglio specificate “inziative”. Un po’ di correttezza e di onestà intellettuale non farebbe male.

  12. Caro Antonio Romano (pesudonmo dozzinale, al confronto, ad esempio, di un “John Florio” usato nella rivista Limes), Ella non si perita di far propria la tesi di Cionci, citandolo solo alla fine ed in maniera impropria: “Cionci immagina che la Santa Sede deporrà presto Leone XIV, e convocherà un conclave composto da cardinali scelti da Benedetto XVI”, questo è ciò che immagina lei perché Cionci non l’ha mai detto. E ancora: “Meritano un plauso anche le iniziative di Andrea Cionci, ma le attenzioni che il giornalista ha ricevuto finora dal Vaticano sono solo potenti anestetici che, tra l’altro, non favoriscono un sereno risveglio. In questo stato di «sedazione canonica» – è una sua personale opinione quella di considerare le “attenzioni” mostrate dal Promotore di Giustizia vaticano alla stregua di meri “anestetici”. Vada anche lei a denunciare tutto al Promotore di Giustizia vaticano, invece di limitarsi, pur per certi versi in maniera commendevole, a scrivere qui. Da ultimo, La invito a citare il riferimento dell’appartenenza di Obama alla loggia massonica Ur-Lodge Maat: lo trova nel libro “Massoni” di Gioele Magaldi, un personaggio non sempre attendibile come non del tutto attendibile perché priva di riscontri la sua stessa affermazione: “un appartenente alla loggia massonica Ur-Lodge Maat di nome Barack Obama ha bloccato i conti del Vaticano attraverso il codice SWIFT”. Sembra semplice…..ma la vicenda è complessa e non può ridursi a ciò che lei assevera con cotanta sicumera.

  13. Signor Antonio Romano, grazie di cuore per aver messo in luce con molta chiarezza l’invalida dimissione di BXVI che ha reso illegittimi i due conclavi 2013 e 2025, entrambi NON successivi alla LEGITTIMA SEDE APOSTOLICA VACANTE dalla sua morte. (37 UDG)

    Tuttavia mi permetta di dissentire dalla sua conclusione finale, secondo cui noi cristiani dovremmo stare zitti e senza papa in attesa che Dio intervenga e liberi la Cattedra di S. Pietro dal potere di Satana.

    Ora, che sarà Gesù a decretare il giusto giudizio sugli attuali impostori, Lui stesso lo ha promesso a Renato Baron a S. Martino Schio in questo breve messaggio:
    https://youtube.com/shorts/_M9f-O1dgBc?si=5tWTEnYi0blm0L6v
    Ma Gesù spiega anche che questa pulizia la farà “solo” nella persona del Pietro Romano (legittimo successore di BXVI):
    Ecco perché, ritengo gravemente contrario alla Volontà di Dio, suggerire ai fedeli del piccolo resto di stare in SILENZIO e di DISERTARE dal loro primo dovere di ammonire i Cardinali disertori (diritti e doveri dei fedeli n. 212 §2 -3) affinché assolvano il loro primo “dovere” di eleggere il legittimo successore di Pietro BXVI.

    Primo dovere che la Cost. Ap. UDG concede “solo” ai cardinali di S. R. Chiesa (33 UDG).
    E pertanto, come ribadito anche dal Cat. Magg. solo i Cardinali pre 2013 che riconosceranno BXVI ultimo papa legittimo avranno la “facoltà” di:

    1️⃣ riunirsi anche fuori della Sede Apostolica Romana (9 UDG) per dichiarare formalmente tale Sede illegittimamente “occupata” dal 2013;

    2️⃣ E LEGITTIMAMENTE VACANTE DALLA MORTE DELL’ULTIMO VERO PAPA BXVI;

    3️⃣ E INDIRE UN VALIDO CONCLAVE.
    Laddove ci penserà Gesù a stabilire il legittimo Petrus Romanus successore di BXVI, (predetto anche da S. Malachia) attraverso il quale tornare a governare visibilmente la Sua Chiesa e liberarla dalle mani dei nemici.

    Perché, come ribadisce Leone XIII in “Satis Cognitum”:
    “La Salute della Chiesa dipende dalla solo dalla DIGNITÀ che si dà al legittimo Sommo Pastore stabilito da Cristo: Benedetto XVI! ”

    Dunque, se qualcuno di voi è d’accordo di ammonire in massa e personalmente i cardinali pre 2013, in obbedienza a Cristo e alla Sua Chiesa Unam et Sanctam, fatemi sapere. Grazie.

    1. Grazie Signora di tutti i Popoli per la grande Verità da lei ribadita sull’Eucaristia “VALIDA” solo se celebrata in comunione con il legittimo papa stabilito da Cristo e con la Sua Chiesa unam et Sanctam.

      Grande Verità ancora oggi negata dai nemici di Cristo, ma anche da tanti “fedeli” che si “illudono” di ricevere Gesù Eucaristia in una messa illecita celebrata da un sacerdote scismatico in comunione con l’anticristo e con la sua setta massonica pro aborto, pro eutanasia e pro Lgbt…

      Ma, se qualcuno tra i lettori, in obbedienza ai Sacri Canoni DIRITTI E DOVERI DEI FEDELI, volesse ammonire i cardinali pre-2013, affinché assolvano il loro primo dovere di eleggere il legittimo successore di Pietro BXVI, onde permetterci di ricevere la S. Eucaristia Valida in comunione con lui, questo è l’archivio dove trovare i contatti dei cardinali pre-2013 e dei sacerdoti della propria diocesi.
      https://t.me/+83CnnZIWnM85YmI0

      Un grazie di cuore a tutti i fratelli che vorranno portare avanti questa giusta e santa battaglia.
      Solo se uniti in Cristo si vince.

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