Osservare da un Paesino tutto in Pietra Rosa alcune Nefandezze di Chiesa. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo pastello dipinto a parole in Sardegna. Con ahimè alcune notazioni amare su scempi recenti del mondo ecclesiale. Buona lettura e condivisione.

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C’è, in Sardegna, un paesino tutto rosa, le case scolpite in blocchi di trachite rosa appunto, la chiesa bellissima, dedicata a San Pietro e Archelao, rosa anch’essa, rosa è il ponte romano che ha i piedi immersi nella viva  e verde corrente del fiume Tirso. E rosa è anche l’alba che mi osserva, radiosa, dalla finestra affacciata sulla campagna, mentre attendo, dopo una buona colazione, di andare a visitare le rovine delle terme romane di Traiano (Forum Traiani) che, masticate in sardo, danno il nome al paesino  rosa di Fordongianus. Difficile da questo angolo color cipria di Arborense, protetto dal martire San Lussorio (la cui chiesa, rosa anch’essa, è persa in campagna), pensar ai tanti tradimenti, alle nefandezze, ai sacrilegi che fan beccheggiare la nave di Pietro, la dolce sposa di Gesù. Ma anche qui m’arrivan le notizie. Tante, troppe.

C’è un religioso, ad esempio, mi pare un francescano, il quale non crede, ma che bravo! , alle apparizioni mariane che parlano di castighi e neppure ha il timor di Dio perché, secondo lui – che credo sia anche professore o qualcosa in cattedra – Dio è un bonaccione e non ci mette alla prova, figuriamoci. Aiuto!

In Germania han pubblicato, in un sito ben cattolico e ufficiale, le intemperanti visioni di due psico-qualcosa che definiscono  Mosè, mi pare, un depresso, Giobbe non so che tipo di malato mentale e Gesù, tenetevi forte, incline al bere.  Ma come, come è possibile? E poi c’è il documento wizzi wazzo di Tucho Fernandez sul creato che mette insieme Islam, buddisti e San Francesco, in un illegibile guazzabugli di vaghezze, che è tutto il contrario del sì sì e no no di nostro Signore. Poveri, poveri noi. E soffrono i Cuori trafitti di Gesù e di Maria. Preghiamo.

Basta così (ma in realtà le orrendezze non finiscono mai) e torno nel mio bel paesino rosa per raccontarvi i prodigi della Provvidenza che tutti ci accompagna. Dal mese di giugno, già nell’isola mia amata, avevo cominciato nella mia parrocchia di Porto San Paolo la devozione dei primi nove venerdì del mese di Santa Margherita Alacoque per consolare il Cuore di Gesù. Dovendo però, per motivi che terrò cuciti in me, recarmi a Fordongianus, mi domandavo se sarei riuscita ad andare alla Santa Messa il primo venerdì di settembre. C’era la casa da chiudere, i bagagli, il viaggio da organizzare e non conoscevo gli orari delle Sante Messe nella chiesa di San Pietro che vengono postate sul sito settimana per settimana, Vabbè, mi affido a Lui. Ed ecco il risultato. La Santa Messa era alle diciotto e io sono arrivata prima, in tempo per il Santo Rosario. Ma la cosa stupefacente è che la funzione è stata celebrata proprio nella cappella del Sacro Cuore!  Gesù mi guardava da lassù, mentre cercavo di consolarlo.

La piccola cappella, con la sua bella finta porta  affrescata e la volta a crociera, è l’unica parte, in uno splendido stile aragonese, cinquecentesco, che resta della chiesa antica andata in rovina. La chiesa nuova, in trachite rosa e verde, è dell’Ottocento. Ma è bella lo stesso!

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1 commento su “Osservare da un Paesino tutto in Pietra Rosa alcune Nefandezze di Chiesa. Benedetta De Vito.”

  1. Cara Benedetta, son qui in attesa di una visita di controllo e nel frattempo leggo i suoi racconti rosa delicato come le pietre del suo dolce paesino. Sono a due passi da Loreto dove oggi mi recherò per ringraziare ancora la Madonna per una grazia immensa, un miracolo direi, ricevuto sei anni fa per la mia cara prima figliola. La divina Provvidenza è così grande, così al di sopra di ogni nostro pensiero, che non ci resta, in mezzo alle rovine del mondo, che confidare in Essa.
    Non siamo mai soli.

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