Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo commento su recenti vicende giudiziarie vaticane, che sfiorano l’irrealtà Buona lettura e diffusione.
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Dunque Andrea Cionci è tornato in Vaticano per essere nuovamente interrogato dal promotore di Giustizia Alessandro Diddi che sta indagando sull’ipotesi della sede impedita di Benedetto XVI a seguito delle denunce dello stesso Cionci.
È stato lo stesso giornalista, autore del volume “Codice Ratzinger”, a comunicarlo con grande enfasi sui suoi canali social.
Diddi è stato nominato Promotore di Giustizia da Bergoglio, quindi in base alla tesi di Cionci sarebbe illegittimo perché nominato da un antipapa, illegittimo al pari di tutti i vescovi, cardinali e dirigenti vaticani creati dall’ ex pontefice.
Quindi su cosa sta indagando Diddi? Su una vicenda che se confermata metterebbe automaticamente in discussione il suo ruolo di Promotore di Giustizia?
Certificherebbe la nullità della sua nomina e quella di tutti gli atti di indagine da lui svolti in questi anni ad iniziare dal disastroso processo Becciu?
Diddi interroga Cionci per quale motivo? Per fare vedere a tutti che lui intende andare fino in fondo a questa vicenda e chiarire una volta per tutte la questione delle dimissioni di Benedetto XVI per spuntare definitivamente le armi a Cionci e demolire la sua inchiesta giornalistica?
L’unica spiegazione plausibile sembrerebbe essere questa perché, qualora Diddi trovasse riscontri alle tesi di Cionci cosa potrebbe fare? Aprire un processo? Si, ma come si può aprire un processo nel momento in cui chi ha istruito le indagini preliminari non poteva farlo essendo di fatto a rischio di illegittimità?
E se il processo dovesse appurare che Cionci ha ragione sarebbe tutta una farsa perché il processo stesso sarebbe privo di efficacia, inficiato dal fatto che a svolgere le indagini è stato un inquirente che non aveva nessun titolo e nessuna autorità per indagare.
Diddi si trova in un evidente “conflitto” perché di fatto deve indagare sulla validità di papa Francesco e sulla stessa validità della sua nomina a Promotore di Giustizia.
E allora che senso ha tutto questo?
In base a quale logica Il dottor Diddi sta portando avanti un’ indagine tanto surreale? Perché è un atto dovuto? Benissimo, ma che senso ha tirarla per le lunghe se non per offrire a Cionci argomenti a sostegno delle sue teorie?
Perché a quel punto il giornalista non ha tutti i torti nel sostenere che se dopo due anni l’inchiesta non è stata ancora archiviata, forse ciò è dovuto al fatto che non è poi così campata in aria.
Se è vero che il professore Diddi, come ha pubblicamente dichiarato, intende chiudere al più presto la vicenda lo faccia una volta per tutte nell’ unica maniera possibile: archiviando definitivamente l’inchiesta e mettendo la parola fine a tutta la vicenda; oppure se ritiene che ci possano essere elementi concreti che potrebbero portare al riconoscimento della sede impedita di Benedetto XVI, rassegnando le dimissioni da Promotore perché a quel punto sarebbe in discussione la validità della sua nomina da parte di Bergoglio e dunque la validità stessa dell’ inchiesta e del successivo processo.
Una vicenda talmente assurda che non si capisce proprio quale senso logico possa supportarla. Non si capisce come Cionci possa riporre fiducia in un magistrato che secondo la sua tesi non sarebbe mai stato legittimamente nominato e sarebbe dunque un falso promotore, falso come tutti i cardinali creati da Bergoglio e non si capisce come Diddi possa svolgere e portare avanti indagini su un’ipotesi accusatoria che lo coinvolgerebbe in prima persona mettendone in discussione l’autorità. Ma dove siamo, su Scherzi a Parte?
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27 commenti su “L’Inchiesta di Diddi sulle Dimissioni di Benedetto XVI, il Trionfo dell’Assurdo. Mascarucci.”
È un problema di continenza (verbale e chissà di cos’altro): ci vorrebbe un pannolone multiuso!
Per colpa dell’ incontinenza Dante mise i peccatori nell’inferno (e qualcuno nel Purgatorio) poichè in vita non avevano saputo frenare i propri istinti, le passioni e …la loro lingua.
Io credo gentilissimo Marco che vi sia una bella differenza di peso spirituale e di importanza fra gli argomenti riportati da Buon Mascarucci (con tutto il rispetto il suo è un articolo che ho ben definito) e ciò che fa rilevare l’ottima sig.ra Danieli…
Direi così di guardare al contesto e non al numero di parole. A me piace la sostanza e, quando questa c’è nei commenti, si possono perdonare gli articoli. Ma non dimentichiamo che d.pp è il vero padrone dei commenti, che batte tutti in termini di parole e in termini di chiacchiere inutili ed inconcludenti. Eppure aveva promesso di contenersi e di essere breve…lo stesso tipo di promesse che fece di seguire Dio ma invece segue Satanasso alla sequela di un antipapa.
Egregio dott. Mascarucci, ringraziandola per l’occasione che offre ai lettori di riflettere su chi è l’ultimo vero papa infallibile stabilito da Cristo, la prego di pubblicare anche il mio commento:
Premesso che apprezzo il coraggio iniziale del dott. Cionci nel ribadire la verità sui due invalidi conclavi stabiliti illegittimamente non alla morte dell’ ultimo vero papa BXVI che mai ha abdicato, se pur costretto in sede impedita (Can 412):
11 febbraio 2013 in latino:
“Declare me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare”.
https://youtu.be/EZoid8B6cMA?si=xwimR068fNKcytuf
e il 27 febbraio in italiano:
https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R
dichiarando UFFICIALMENTE di rinunciare solo all’ “ESERCIZIO” (ministerium), ma non al “MINISTERO” (Munus Petrinum), così come invece previsto dal Codex Iuris Canonici.
«Can. 332 § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex “MUNERI” suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.»
… tuttavia, mi chiedo anch’io se l’intenzione del dott. Cionci sia davvero quella di Giuditta contro Oloferne, quando da anni, chiede la “Verita” sulle invalide elezioni dei due antipapi Bergoglio e Prevost al segretario di Stato Parolin invalidamente eletto da Bergoglio, sapendo che, una sua eventuale improbabile riposta, non avrebbe nessun Valore Legale.
◾ Ma forse il dott. Cionci ha ragione nel credere che anche solo il dubbio sulle invalide dimissioni ed elezioni di Jmb e Prevost, reso pubblico dal promotore di Giustizia Alessandro Diddi, potrebbe costituire una “spinta” per i cardinali pre-2013 a decidersi a riconoscere che BXVI ha effettivamente dichiarato di restare lui il legittimo papa fino alla morte, se pur in sede impedita.
Possibile Dichiarazione utile ma non neccessaria come ribadito dall’art. 76 UDG , che definisce NULLA E INVALIDA l’elezione di Bergoglio e del suo successore Prevost non essendo avvenuta come prescritto nella presente Costituzione n. 77 e non sono state osservate le condizioni stabilite dal can 332§2.
Elezione per ciò stesso NULLA E INVALIDA E SENZA CHE INTERVENGA ALCUNA ULTERIORE DICHIARAZIONE IN PROPOSITO e, quindi, ESSA NON CONFERISCE ALCUN DIRITTO ALLA PERSONA ELETTA.
Ma, se è vero che
“La Salute della Chiesa dipende dalla DIGNITÀ che si dà al Sommo Sacerdote”.(ultimo BXVI) (come ribadito da papa Leone XIII in “Satis Cognitum”…
Visto che ad ora, nessuna risposta alle petizioni di Cionci è pervenuta dai Cardinali né da Parolin, né da Diddi, che aspettiamo noi cristiani del piccolo resto ad unire le forze per rivolgere ciascuno il nostro appello personale ai Cardinali pre-2013 affinché riconoscano BXVI ultimo papa legittimo che MAI HA ABDICATO?
In obbedienza alla Cost. Ap. UDG, per la quale, non i cardinali della falsa chiesa (come Parolin, Da Re etc..) ma “solo” i cardinali di S. R. Chiesa, (art 33: vale a dire “solo” quelli che riconoscono BXVI ultimo vero papa) hanno il “diritto” oltre che il “dovere” di riunirsi anche fuori del Vaticano “occupato” (art. 9 UDG) per dichiarare ufficialmente “la Sede Apostolica legittimamente vacante” dalla morte dell’ultimo vero papa BXVI (37 UDG) e indire un legittimo Conclave. Solo così Cristo potrà stabilire il Petrus Romanus successore di BXVI, attraverso il quale tornare a governare visibilmente la Sua Chiesa e liberarla dalle mani dei nemici.
Così come da Lui stesso promesso a Renato Baron a S. Martino Schio:
https://youtube.com/shorts/_M9f-O1dgBc?si=5tWTEnYi0blm0L6v
Io credo in Maria Regina dell’Amore che, apparendo a Renato Baron a S. Martino Schio ha promesso il trionfo del Suo Cuore Immacolato attraverso il Suo esercito di fedeli e sacerdoti del Mov. prolife “Con Cristo per la Vita”.
Così come credo nel Santo mons. Fulton Sheen che ha profetizzato la salvezza della Chiesa grazie ai fedeli che avrebbero incoraggiato i Sacerdoti e i Cardinali a comportarsi da veri Pastori di Santa Romana Chiesa.
Chi di voi è d’accordo con questa proposta?
Gentilissima, l’articolo di Mascarucci conta 583 parole. Il suo commento 618. C’è bisogna d’altrp?
Buongiorno, notocon dissapprovaziione che il mio commento non è stato pubblicato.
Se siamo scesi al conteggio delle parole…
Vede, direttore, io sono un padre di una famiglia numerosa e semplice impiegato e ho più di 60 anni; se siamo cattolici “fratelli ” in virtù del battesimo la liturgia di ieri ci invitava alla correzione fraterna. Noi come fedeli laici abbiamo il diritto di sapere come stanno le cose nella Chiesa e Lei come giornalista cattolico ha il dovere di contribuire alla Verità con dibattiti od osservazioni della lunghezza qualsiasi e soprattutto ,quando viene citato l’interessato dell’argomento, sentire il suo argomentare frutto di tanti anni di studio. Magari si sbaglia, e Lei ha la coscienza a posto?
La Verità non è vincolata al soggetto che la dice! I demoni dicevano: Tu sei il Figlio di Dio!, e Gesù è il Figlio di Dio.
Come tutti noi anche Lei ha bisogno di conversione perché un giorno spero di fare festa insieme in Paradiso. Servire la Verità è servire Cristo.
Francesco M.
Grazie di cuore dott. Tosatti per aver pubblicato anche il mio commento (lungo) nella speranza che qualche fedele o sacerdote del piccolo resto accolga la mia proposta di AMMONIRE in massa e “personalmente” tutti i cardinali pre 2013 che, per il loro ostinato reato di SCISMA, da tre anni e mezzo siamo senza il legittimo successore di Pietro BXVI e, al suo posto, governa un secondo antipapa eretico progay che, attraverso i vescovi suoi seguaci come Zuppi, Pegoraro, Paglia etc….di fatto sta favorendo leggi inique come il “suicidio-omicidio” e l’aborto fino a 9 mesi.
L’articolo di Mascarucci coglie certamente un paradosso, anche se personalmente non farei poggiare tutto sull’argomento secondo cui Diddi, essendo stato nominato da Francesco, non potrebbe indagare su fatti che finissero per mettere in discussione proprio la legittimità di Francesco. Sul piano strettamente logico, un’indagine potrebbe anche condurre a conseguenze che investono l’autorità dalla quale lo stesso investigatore deriva il proprio incarico.
Il problema vero, a mio avviso, è molto più a monte: dopo anni di “Codice Ratzinger” manca ancora la dimostrazione del presupposto fondamentale, e cioè che Benedetto XVI non abbia realmente rinunciato al pontificato.
Benedetto dichiarò di rinunciare al ministerium Episcopi Romae e, nello stesso atto, precisò che dal 28 febbraio 2013 la Sede di Roma sarebbe stata vacante e che avrebbe dovuto essere convocato il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Isolare dunque ministerium da tutto il resto della Declaratio per sostenere che Benedetto avrebbe conservato il munus significa attribuire a una parola un effetto contrario a quello che lo stesso autore dell’atto dichiarava espressamente di voler produrre.
C’è poi un dato ancora più difficile da aggirare: Benedetto XVI, dopo la rinuncia, non dichiarò mai di essere il Papa impedito, non rivendicò il pontificato e non affermò che Francesco fosse un antipapa. Al contrario, riconobbe Francesco come Papa e respinse esplicitamente i dubbi sulla validità della propria rinuncia.
Per sostenere la tesi opposta bisogna allora arrivare a un curioso metodo interpretativo: quando Benedetto dice chiaramente qualcosa, non bisognerebbe credere a ciò che dice; quando invece tace, veste di bianco, adopera una certa espressione o costruisce una frase in un certo modo, allora bisognerebbe decifrare il vero messaggio nascosto. Un’ermeneutica davvero privilegiata: persino le smentite possono diventare conferme della tesi.
Qualcuno nei commenti ricorda poi che Cionci sarebbe stato consigliato da autorevoli personalità del mondo giuridico. Ne prendiamo atto. Ma il prestigio dei consulenti non sostituisce la dimostrazione. In diritto, come in teologia, non conta quanti esperti si riescano a schierare dietro una tesi: conta se la tesi regge. Altrimenti al posto delle fonti del diritto canonico dovremmo introdurre il curriculum dei consulenti.
Neppure mi convince l’argomento secondo cui il protrarsi dell’indagine dimostrerebbe che la denuncia di Cionci non è affatto «campata in aria». Un’autorità che esamina una denuncia dimostra anzitutto una cosa assai più modesta: che sta esaminando una denuncia. La durata di un procedimento non costituisce una certificazione preventiva della fondatezza delle accuse. Diversamente, basterebbe aspettare abbastanza a lungo perché un’ipotesi acquistasse progressivamente valore canonico.
Interessante invece l’obiezione di Gianfranco: un tribunale vaticano non può costituirsi giudice superiore del Romano Pontefice. Ed è proprio qui che vorrei conoscere il punto d’arrivo dell’intera costruzione. Chi dovrebbe dichiarare che Francesco non era Papa? Con quale autorità? E da chi riceverebbe tale autorità la competenza per giudicare colui che la Chiesa universale ha riconosciuto come Romano Pontefice?
Quanto alla FSSPX, evocata nei commenti, il problema è diverso ma presenta una significativa analogia ecclesiologica. Si riconosce il Papa, ma contemporaneamente ci si attribuisce il diritto di stabilire quando obbedirgli, quando respingerne gli atti, quando giudicare un Concilio incompatibile con la Tradizione e quando considerare Roma contaminata dal modernismo.
A quel punto sorge una domanda molto semplice: chi giudica chi?
Se la FSSPX deve verificare preventivamente se Roma sia conforme alla Tradizione prima di riconoscerne concretamente l’autorità, il Papa rimane formalmente superiore, ma il giudizio ultimo sulla sua cattolicità è stato trasferito altrove. È una curiosa maniera di riconoscere il primato di Pietro: Pietro rimane Pietro, purché superi l’esame di Tradizione predisposto da chi sostiene di obbedirgli.
Vengo infine a un argomento comparso nei commenti e che trovo particolarmente debole: Cionci meriterebbe una speciale credibilità perché «ci ha messo la faccia» e avrebbe addirittura rimesso personalmente nella propria battaglia.
Che ci abbia messo la faccia è evidente. Che ci abbia soltanto rimesso è assai meno evidente.
Il “Codice Ratzinger” gli ha procurato una notevole notorietà, un pubblico molto fidelizzato, conferenze, attenzione mediatica e pubblicazioni che, a quanto viene riferito, hanno venduto moltissime copie. Non conosco naturalmente i suoi contratti editoriali e non ho alcuna intenzione di fargli i conti in tasca: vendere molti libri non consente di stabilire quanto un autore abbia effettivamente guadagnato.
Ma almeno una conclusione è lecita: presentare tutta questa vicenda esclusivamente come un sacrificio personale appare alquanto agiografico. Cionci ci ha messo la faccia, certamente; ma quella faccia, grazie al “Codice Ratzinger”, è diventata anche parecchio più conosciuta. E, a quanto pare, neppure i libri sono rimasti negli scatoloni dell’editore.
Detto questo, non commettiamo l’errore opposto. Anche se Cionci avesse guadagnato molto, ciò non dimostrerebbe che abbia torto; così come l’averci eventualmente rimesso non dimostrerebbe affatto che abbia ragione. La validità di una tesi canonica non dipende né dai guadagni né dai sacrifici di chi la sostiene, ma dalla consistenza delle prove che riesce a produrre.
E proprio qui torniamo al punto: dopo anni di libri, conferenze, “codici”, interpretazioni e ricostruzioni, dov’è la prova canonica positiva e cogente che Benedetto XVI sia rimasto Romano Pontefice dopo le ore 20 del 28 febbraio 2013?
Tolti dunque i consulenti illustri, gli interrogatori, la notorietà, le copie vendute, il presunto sacrificio personale e le infinite decodificazioni, rimane la domanda che pongo da tempo e alla quale vorrei finalmente una risposta strettamente canonica:
dov’è la prova positiva e cogente che Benedetto XVI sia rimasto Romano Pontefice dopo le ore 20 del 28 febbraio 2013?
Non indizi. Non messaggi cifrati. Non interpretazioni delle intenzioni segrete di Benedetto contrarie alle sue dichiarazioni esplicite. Non il successo delle iniziative di Cionci.
Una prova canonica.
Dopo tanti anni trascorsi a “decifrare” parole, silenzi, gesti e presunti messaggi nascosti di Benedetto XVI, ho l’impressione che al “Codice Ratzinger” manchi ancora la pagina decisiva: quella contenente la prova canonica che Benedetto sia rimasto Papa.
Buongiorno, la prova canonica sta proprio nel fatto , come dice lei che non ha rinunciato al MUNUS quindi è sempre stato il Papa legittimo!
Semplice.
Sua Santità ha fatto una decisio e ha comunicato quello che sarebbe accaduto, ovvero che lo avrebbero messo in sede impedita, prigioniero come Geremia. In ottica di fede si può dire che come il Signore Dio suscitò Ciro per liberare il suo popolo potrebbe suscitare un Cionci per fare emergere, eventualmente, la Verità sul papato. O no?
Con rispetto,
Francesco M.
D. P. P. perché si ostina ad entrare in questo blog “cattolico” per scandalizzare i lettori, gloriandosi di far parte della setta massonica degli antipapi eretici e idolatri Jmb e Prevost?
Le ricordo che ostinandosi a riconoscere “papa” l’attuale anticristo bestemmiatore, assassino di anime e di corpi Prevost, oltre ai gravi reati di “scisma” e di “scandalo”, lei si rende “complice” di tutte le sue opere inique, come il condurre le anime all’inferno attraverso l’iniqua legge sul “SUICIDIO ASSISTITO” approvata di recente in Veneto per indurre lo stato italiano a legittimarla. E questo grazie al supporto dei soci onorari della setta massonica del “ROTARY CLUB “come Zaia e Zuppi…
E a tutti gli apostati prevostiani come lei.
◾ O con Cristo e il Suo ultimo Vicario BXVI.
◾ O con Satana e il suo ultimo vicario Prevost.
Blog cattolico? È rimasto don Pietro come cattolico, e pochissimi altri. La maggior parte dei commenti , poi sempre dei soliti noti, sono tutto men che cattolici.
Si rende conto che se su questo blog cattolico e su altri simili si dovesse pubblicare soltanto
ciò che è soltanto cattolico (in senso ecclesiastico) occorrerebbe istituire
una commissione inquisitoriale che eserciti una censura spietata su
tutti gli articoli e i commenti?
Si può immaginare l’interesse che susciterebbe la monotonia di don Pietro Paolo
e, per la verità, anche di qualcun altro.
Data la mole di ignoranza, e la mole di lupi e falsi pastori che circolano, un blog cattolico dovrebbe aiutare i fedeli a capire imparare praticare correttamente la fede cattolica e non cadere in tranelli che portano enorme danno alle anime. Non traviarle e dare voce a chi le travia se non per mostrare le tattiche usate per confondere i suoni. La fede cattolica non è minimamente noiosa ed è vasta. Ma siccome pizzica i nervi scoperti di chi la sana dottrina non vuole ascoltarla nemmeno per sbaglio ,più chiasso c’è meglio è, così si sparigliano le carte e si fa caciara , ognuno pontifica della propria fede creata da sé per sé. Di cattolico rimane ben poco, e dell eventuale nobile scopo di aiutare i fedeli pure.
Il maggior interesse ormai è diventato farsi vedere tramite papiri e farsi ammirare per quanto si è colti buoni giusti , sempre secondo la propria auto dottrina.
E questo sì che è noioso, sotto ogni aspetto. Fare concorrenza alla bellezza e alla profondità della parola di Dio e pensare di avere chissà cosa da dire, ecco il nuovo sport di una larga fetta di persone , che però è un flop già in partenza.
il Blog era cattolico prima che arrivasse il suo amico il prete dello scisma Bergoglian- prevosticolo. Pltre “ai soliti” noti c’é lei, il commento criogenico, che per dare non da nulla al Blog, ma é gelido come lo sperma del Diavolo: giusto che si abbini al suo amico il prete che sostiene un falso papa che adora la Madre Terra. Anche lei Crio si mette al 90°?
Se il cattolicesimo fosse quello che mostra lei, e i suoi amici che in altro commento ha elencato , allora il Signore avrebbe lavorato male. Il cattolicesimo è altra cosa quindi , forse, eravate cattolici o almeno lo credevate. Poi quando le cose si sono fatte dure e sono iniziate a cadere le maschere , anche voi vi siete trovati a dovervi guardare. Non vi è piaciuto quel che vedevate ma invece di avere il buon senso di mettervi in discussione avete dato la colpa a tutti e tutto , fuorché a voi stessi. E avete scelto la strada della disobbedienza , dell odio, della parola oscena. Il vostro “cattolicesimo” dà scandalo nei modi e nelle parole. Non convertire, non amate, voi odiate soprattutto chi, come don Pietro, riporta la sana dottrina, cerca di fornire le informazioni e le basi per permettere a chiunque di non optare per il facile turpiloquio ai danni altrui, per non coltivare sempre e comunque il pensare male di chi non fa parte della propria nicchia di amici che sono tali finché dicono le cose uguali e sennò sono passati al nemico. Quante volte avete, lei in testa, citato che la sana dottrina non era più tollerata, pensando che il problema fosse degli altri – e condannandoli come malvagi e gioendo di questo – ma in realtà siete i primi ad avere il problema di non sopportarla nemmeno come bisbiglio.
No, se mai c’era cattolicità , si è spenta e ogni giorno lavorate alacremente perché rimanga spenta, soprattutto in voi.
Chi si è piegato lo vede se si guarda allo specchio.
E cominci a ricordarsi che prendere di petto un sacerdote, qualunque sacerdote, è sempre un idea becera, che non passa senza conseguenze.
Mt 5: “Beati mundo corde, quoniam ipsi Deum videbunt”.
Onestanente mi sembra ci siano cose che stridono in questo articolo. Una vena di ironia ingiusta è la prima. Certo è comprensibile una certa invidia professionale per un collega che come giornalista investigativo ha messo su carta una complessa indagine di ottimo livello.
Sul campo di indagine Cionci non solo come giornalismo di inchiesta, ma anche come uomo, non ha fatto equilibrismi fra amicizie compiacenti, i veti delle lobbies tradizionaliste e i suoi datori di lavoro: ha scelto una strada dura e con coerenza e sacrificio la percorre, ma la sua scelta è vincente, chi legge la declaratio di Benedetto non può accettarla come dimissioni, non ci vuole tanta intelligenza per capirlo ma amlre per la verità e coraggio contro chi la avversa.
Poi c’è una altra cosa che da fastidio: giudicare l’incarico di Diddi nel suo dovere di rilevare la verità nelle realtà storiche e documentali addotte da Cionci. Infatti l’articolo sembra far un processo alle intenzioni di un magistrato professionista, onesto fino a prova contraria.
Diddi… può ma non dovrebbe, farà o non farà… Ma Mascarucci caro, il prof. Diddi ha un compito imposto
e dei doveri inerenti, ma soprattutto ha una onestà intellettuale, ha una coscienza e ha una dignità d’uomo. Ogni persona con una dirittura morale queste cose le da per scontate.
Diddi innanzitutto, come ogni uomo, risponderà alla sua onestà, risponderà alla coscienza e manterrà, se vuole e finché potrá agire, alta la sua dignitá di magistrato serio, e questo conta più di cosa scoprirà o si regolerà; che sia stato nominato legittimamente magistrato o meno, non cambia le sue conclusioni sui fatti d’indagine. Queste saranno le vere risposte alle sue domande interiori, strettamente legate ai doveri del suo ufficio e non a chi lo ha nominato.
Chiuderá o non chiuderá gli occhi nella sua indagine preliminare, la porrà o meno nel nulla, dará o non dará le dimissioni, lo vedremo. Vedremo se affermerá o negherá qualcosa di fronte a quintali di prove, indizi, di fatti storici e di atti giuridici ed amministrativi, di perizie e di consulenze. Vedremo se le porrá nel nulla una ad una oppure le dará per verosimili.
Se dará un seguito alla pratica assegnatali o dará forfait, se sará subornato o lasciato libero, esautorato o condizionato… lo vedremo e capiremo, io almeno lo capiró.
Cionci si é avvalso di un organo della giustizia vaticana e di un uomo scelto ad hoc da bergoglio? E allora?
Diddi é pur sempre un uomo dotato di ragione e di fede oltre che del senso del dovere e che ha oggi il potere di archiviare o di far valere un’istanza posta legittimamente da un cattolico, da una anima battezzata. Vedremo l’esito.
Vedremo soprattutto il valore e perchè nò il timore di un essere umano di fronte ad una serie di verità molto, molto vere e di fronte a eresie e malvagità molto, molto gravi, non esclusi i tentativi di omicidio di B.XVI e lo vedremo agire di fronte al suo ambiente.
Caro Mascarucci, non sarà Diddi ad darci l’ultima parola sul caso Benedetto ma la decisione di un potere di una Sede non più Santa e di un papa, così si fa chiamare, un satanista che non teme Dio ma adora la Pachamama, un demone. Tuttavia Matteo è chiaro non si può nascondere la verità a chi abbia un cuore puro, perchè vedere Dio è conoscere la Verità e noi già la conosciamo, vero?
https://www.iltempo.it/attualita/2025/06/01/news/come-e-morto-davvero-papa-francesco-bergoglio-leone-xiv-eletto-due-volte-bisignani-vaticano-42821719/ perché non cerca di commentare con raziocinio? Che vuol dire Prevost eletto due volte?
A parte che si tratta di indiscrezioni non confermate, ma dove sarebbe la grande rivelazione che confermerebbe la tua tesi? Mi pare che ti stia ormai da tempo arrampicando sugli specchi……
Egregio dott. Americo Mascarucci, se, come dice il Catechismo della Dottrina Cristiana di S. Pio X al n. 105, la Chiesa di Cristo é costituita dai veri cristiani che obbediscono al legittimo “Pastore” da Lui stabilito, lei chi riconosce come ultimo papa stabilito da Cristo?
Semplicemente le ruga che papa Prevost non abbia lanciato coram populo la bomba di luce al concistoro e per ripicca il conclavetto a 25 non è piu valido. Diciamo che è leggermente emotivo.
Relisons :
”Et si le procès devait conclure que Cionci avait raison, ce serait une farce car le procès lui-même serait inefficace, entaché par le fait que l’enquête aurait été menée par un enquêteur qui n’avait aucune qualification ni autorité pour enquêter.”
Américo Mascarucci se tire une balle dans le pied.
Le fait d’établir que la nomination de Didi ne serait pas valable (parce que nommé par un faux pape) et que le procès serait donc nul ne saurait pas se retourner contre Andrea Cionci car cela équivaudrait à reconnaitre que les nominations faites par Bergoglio ne sont pas valables parce qu’il n’est pas un pape légitime. Ce serait donc donner raison à Andrea Cionci.
N’oublions pas que Andrea Cionci est beaucoup mieux conseillé que Mascarucci par un entourage très compétent dans ce domaine.
Caro Dottor Mascarucci, mi sembra che il suo discorso non faccia una piega. È come se Cionci, senza accorgersene, mettesse in discussione tutto il suo impianto argomentativo e vada a trovare il lupo travestito da nonna di Cappuccetto Rosso chiedendogli di indagare su che fine abbia fatto la povera vecchina.
queste obiezioni possono andar bene appunto per i bambini. Ho risposto qui https://www.youtube.com/watch?v=4vjw8G5Himw
Ma c’è di più, a mio avviso. Il tribunale Vaticano non avrebbe certo giurisdizione sulla sede pontificia, da cui è nominato e a cui è sottoposto.
Un’iniziativa senza capo né coda.
Ma forse Diddi non ha molto altro da fare…
Molto triste questo intervento, nel quale pare che a contare per Lei sia non tanto la ricerca della verità, quanto le possibiltà concrete di spuntarla in tribunale. Almeno Cionci, che abbia ragione o meno, a fare chiarezza canonica sulle dimissioni (da cosa?) di Benedetto XVI ci avrà provato fino in fondo, mettendoci la faccia e pagando di tasca propria. E Dio solo sa che non si potrà dire la stessa cosa di molti altri commentatori cattolici che affollano il web, nessuno dei quali, a quanto ne so, si è mai azzardato ad ingaggiare un confronto pubblico con lui se non per blog, o tweet, o libro, o video interposto.
Chiedo scusa, ma in mezzo al tragico marasma indistricabile di papi veri e papi falsi,
mi vien da consigliare un nuovo testo davvero dirimente: “IL CODICE CIONCIZER”.
E dai, facciamocela tutti una bella risata! 😂😂😂😂😂.
Chiedere a chi è considerato illegittimo di riconosce la propria illegittimità?
Come i lefebvriani che riconoscono Leone come vero papa ma se ne fregano di lui?
😂😂😂😂😂
E se ci vedesse bene il tanto bistrattato, perseguitato, calunniato don Minutella?
E poi, quando mai la storia l’hanno fatta le persone “normali”?
😂😂😂😂😂
Caro Mascarucci,
dotandosi prima di un opportuno sacchetto anti-vomito, come si usa negli aerei, si legga la tesi novella di Cionci sul “doppio Conclave” di Papa Leone XIV. E continuano ad ascoltarlo, a dargli premi giornalistici, a perderci tempo. Follia!
Tobia
Dr Mascarucci, il Dr Cionci non ha certo bisogno di una difesa d’ufficio, ma il tono canzonatorio del suo articolo è veramente mal riposto. Le auguro e mi auguro che chi si dice ancora cattolico sappia ricercare la Verità e non aderire a sette ed eresie molto pericolose.
Nessun tono canzonatorio, non ho mai ridicolizzato Cionci e lui lo sa bene perché con lui mi sono anche confrontato civilmente e lo stimo per la coerenza e la determinazione ….ma trovo paradossale la vicenda dell’ inchiesta condotta da Diddi