Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questo commento su recenti vicende giudiziarie vaticane, che sfiorano l’irrealtà Buona lettura e diffusione.
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Dunque Andrea Cionci è tornato in Vaticano per essere nuovamente interrogato dal promotore di Giustizia Alessandro Diddi che sta indagando sull’ipotesi della sede impedita di Benedetto XVI a seguito delle denunce dello stesso Cionci.
È stato lo stesso giornalista, autore del volume “Codice Ratzinger”, a comunicarlo con grande enfasi sui suoi canali social.
Diddi è stato nominato Promotore di Giustizia da Bergoglio, quindi in base alla tesi di Cionci sarebbe illegittimo perché nominato da un antipapa, illegittimo al pari di tutti i vescovi, cardinali e dirigenti vaticani creati dall’ ex pontefice.
Quindi su cosa sta indagando Diddi? Su una vicenda che se confermata metterebbe automaticamente in discussione il suo ruolo di Promotore di Giustizia?
Certificherebbe la nullità della sua nomina e quella di tutti gli atti di indagine da lui svolti in questi anni ad iniziare dal disastroso processo Becciu?
Diddi interroga Cionci per quale motivo? Per fare vedere a tutti che lui intende andare fino in fondo a questa vicenda e chiarire una volta per tutte la questione delle dimissioni di Benedetto XVI per spuntare definitivamente le armi a Cionci e demolire la sua inchiesta giornalistica?
L’unica spiegazione plausibile sembrerebbe essere questa perché, qualora Diddi trovasse riscontri alle tesi di Cionci cosa potrebbe fare? Aprire un processo? Si, ma come si può aprire un processo nel momento in cui chi ha istruito le indagini preliminari non poteva farlo essendo di fatto a rischio di illegittimità?
E se il processo dovesse appurare che Cionci ha ragione sarebbe tutta una farsa perché il processo stesso sarebbe privo di efficacia, inficiato dal fatto che a svolgere le indagini è stato un inquirente che non aveva nessun titolo e nessuna autorità per indagare.
Diddi si trova in un evidente “conflitto” perché di fatto deve indagare sulla validità di papa Francesco e sulla stessa validità della sua nomina a Promotore di Giustizia.
E allora che senso ha tutto questo?
In base a quale logica Il dottor Diddi sta portando avanti un’ indagine tanto surreale? Perché è un atto dovuto? Benissimo, ma che senso ha tirarla per le lunghe se non per offrire a Cionci argomenti a sostegno delle sue teorie?
Perché a quel punto il giornalista non ha tutti i torti nel sostenere che se dopo due anni l’inchiesta non è stata ancora archiviata, forse ciò è dovuto al fatto che non è poi così campata in aria.
Se è vero che il professore Diddi, come ha pubblicamente dichiarato, intende chiudere al più presto la vicenda lo faccia una volta per tutte nell’ unica maniera possibile: archiviando definitivamente l’inchiesta e mettendo la parola fine a tutta la vicenda; oppure se ritiene che ci possano essere elementi concreti che potrebbero portare al riconoscimento della sede impedita di Benedetto XVI, rassegnando le dimissioni da Promotore perché a quel punto sarebbe in discussione la validità della sua nomina da parte di Bergoglio e dunque la validità stessa dell’ inchiesta e del successivo processo.
Una vicenda talmente assurda che non si capisce proprio quale senso logico possa supportarla. Non si capisce come Cionci possa riporre fiducia in un magistrato che secondo la sua tesi non sarebbe mai stato legittimamente nominato e sarebbe dunque un falso promotore, falso come tutti i cardinali creati da Bergoglio e non si capisce come Diddi possa svolgere e portare avanti indagini su un’ipotesi accusatoria che lo coinvolgerebbe in prima persona mettendone in discussione l’autorità. Ma dove siamo, su Scherzi a Parte?
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3 commenti su “L’Inchiesta di Diddi sulle Dimissioni di Benedetto XVI, il Trionfo dell’Assurdo. Mascarucci.”
Caro Dottor Mascarucci, mi sembra che il suo discorso non faccia una piega. È come se Cionci, senza accorgersene, mettesse in discussione tutto il suo impianto argomentativo e vada a trovare il lupo travestito da nonna di Cappuccetto Rosso chiedendogli di indagare su che fine abbia fatto la povera vecchina.
Caro Mascarucci,
dotandosi prima di un opportuno sacchetto anti-vomito, come si usa negli aerei, si legga la tesi novella di Cionci sul “doppio Conclave” di Papa Leone XIV. E continuano ad ascoltarlo, a dargli premi giornalistici, a perderci tempo. Follia!
Tobia
Dr Mascarucci, il Dr Cionci non ha certo bisogno di una difesa d’ufficio, ma il tono canzonatorio del suo articolo è veramente mal riposto. Le auguro e mi auguro che chi si dice ancora cattolico sappia ricercare la Verità e non aderire a sette ed eresie molto pericolose.