Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre akka vostra attenzione queste riflessioni sulla scomparsa di Francesco Guccini, e sul cardinale di Bologna nonché Presidente della Cei, Zuppi. Buona lettura e condivisione.
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Il cardinale Zuppi dice di Francesco Guccini che era un “gigante”, ponendosi così, da Arcivescovo di Bologna, nella schiera mondana e unanime degli incensatori dell’autore della canzone, per me, blasfema che porta il titolo di uno scritto di Nietzsche.
Un amico mi invita a leggere attentamente il testo, e sia, ma non mi tolgo dal cuore l’immagine dei satanassi che brindano, allegrissimi, ripetendo a squarciagola il ritornello che io non riesco e non desidero neppure pronunciare… Sicché lascio Zuppi, zuppo di politicamente corretto, ai suoi giganti laici (Guccini è stato sepolto con una cerimonia laica, niente Santa messa, per carità!), penso ai miei “giganti”, che sono tutti Santi e passo alla Chiesa di oggi, in crisi profonda, una chiesa che abbraccia i divi di Hollywood e i loro cantori, che predicano ateismo e libertà luciferine, e caccia a pedate i pii, le donne che usano il velo muliebre, il latino, l’antica, stupenda Messa di sempre, il gregoriano. Una chiesa che si racconta non più attraverso i documenti vaticani, ma per immagini, icone, scatti. Una chiesa che usa il linguaggio del mondo e non solo quello…
Eppure nonostante i marosi in cui si dibatte la barca di Pietro, a partire dai suoi nocchieri, Gesù da lontano ci chiama, camminando sulle acque, e ci invita a restare fedeli alla sua Sposa. A camminare con Lui anche se il vento fischia e ulula, se i cavalloni ci travolgono, se la notte sembra buia e senza fine. La fede, la fede, ancorata alla speranza, nel frutto della carità ci aiutano a rimanere (è il consiglio di Padre Pio che abbraccio e faccio mio) nella tradizione dei Padri, turandoci occhi e orecchie casomai. Sì, la zizzania, anche nella Santa Chiesa, cresce insieme al buon grano e sarà il Signore, un giorno, quando vorrà Lui, a giudicare questi e quelli. E di quelli, cioè di buoni sacerdoti, di uomini di Dio, io ho avuto la fortuna di incontrarne molti.
Penso, ad esempio, al mio dolce Padre Pedro che, dopo una vita trascorsa da penitenziere in una stupenda e amabile Basilica Romana, ora nel meritato riposo, è tornato nella sua bionda Spagna. Ogni tanto, con i mezzi moderni, riusciamo a scambiare quattro parole e lui, da laggiù, mi dona la sua Santa Benedizione, un viatico per me che non ho ancora trovato chi lo possa sostituire. A tutti, vicini e lontani, dico che Padre Pedro ha scritto un bellissimo libro in cui racconta tutta quanta la sua vita, a partire da quando era un bambinetto spagnolo in una famiglia numerosa, unita, devota.
Penso anche al Cardinale Baldassarre Reina, siciliano, Vicario nella Diocesi di Roma. Oh come ricordo con gioia la Santa Messa da lui celebrata nella chiesa di Sant’Alfonso dei Liguori, nel giorno in cui si inaugurava l’anno accademico dell’Università intitolata al grande Santo napoletano, autore dello stupendo canto natalizio “Tu scendi dalle stelle”! Non sapevo di quella solenne celebrazione! Vi capitai portata certo dal venticello dello Spirito Santo. Così, mi pare fosse un mercoledì, seduta al fondo della chiesa (che è anche il Santuario della Madonnina del Perpetuo soccorso,) passai più di un’ora in delizia di devozione, sotto il manto di Maria. Un dono di Sant’Alfonso e della sua chiesa che, alta sulla bella scalinata, guarda come da un poggio il via vai caotico di Via Merulana e di Roma.
Ricordo lo stupore di trovar la chiesa, di solito frequentata da poche persone, piena piena di sacerdoti in veste bianca. Oh, mi sono detta felice, quanti, quanti soldati ha l’esercito di san Michele Arcangelo! Mi sono seduta in fondo e i canti e la liturgia mi hanno donato la pace del cuore e una mistica gioia che, dopo la Santa Eucarestia che ho preso, inginocchiandomi, dal Presule siciliano) si è trasformata in lacrime di felicità…
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6 commenti su “Di Guccini, di Zuppi e dei Giganti Veri. Benedetta De Vito.”
“Dio è morto”… anche nella Chiesa. Guccini è stato profetico, visto lo stato attuale della Catholica, dove l’apostasia e l’ateismo sorridente zuppiani la fanno da padroni fra il clero, gli episcopi e i cardinali e i “papi”.
La sua “Dio è morto” – non dimentichiamolo – fu esplicitamente approvata da “san” Paolo VI per la trasmissione in Radio Vaticana e, da allora, è una hit ecclesiale intramontabile delle Messe beat, rock e pop e schitarrate post-conciliari.
Di tutto quanto Guccini ha scritto e cantato, credo che alla storia passeranno solo due brani: il già citato “Dio è morto” e “L’avvelenata”, per il noto verso sodomitico che si cantava a squarciagola negli anni 70 e che ancora fa una certa impressione alle orecchie più smaliziate attuali.
Guccini fu un gigione egocentrico che a suo tempo fece soldi a palate con concerti oceanici alle Feste dell’Umidità comuniste ma che – ora ci rivelano i bene informati – non fu mai comunista, bensì un borghesotto socialista libertario, sottoscrittore delle tesi radicali giù giù fino all’eutanasia.
Visto lo stato di salute precario degli ultimi tempi, vista la misteriosa fine repentina sulle cui cause nulla è stato rivelato… si sarà fatto eutanasizzare? Il dubbio rimane. In ogni caso, pace all’anima sua.
Zuppi saluta Guccini chiamandolo “gigante” e benedice benevolmente la salma al termine della cerimonia laica. Partecipatissima presenza la sua e cortesissima, se non fosse che lo Zuppi è pastore della Chiesa bolognese e presidente della CEI e soprattutto sacerdote difensore di Dio e della Sua Santa Legge. Tutta anticaglia però, ché la pseudo ricerca del Vero attraverso parole di poesia tradotte in musica è divenuta oggi molto più degna di meritare il Cielo piuttosto che una qualsiasi vita vissuta rispettando e onorando Nostro Signore.
Con l’entusiasmo alle stelle il Matteo Zuppi sembra volerlo palesemente dichiarare: io e Guccini siamo della stessa pasta.
Come Sinner con de Cecco…
Anche io ho trovato stucchevole l’intervento di Zuppi riguardo al trapasso di Guccini, ateo per sua scelta. Mi pare c’entri come i cavoli a merenda. Invero l’uomo non e’ nuovo ad intrufolarsi in situazioni di ” visibilita’ ”. Resta essenzialmente funambolico il suo Cattolicesimo.
ammiro molto i meschini, quando cercano di ridurre tutto alle loro meschine misure.
Ho letto tutto il suo discorso, “zuppo” di svenevole sentimentalismo e deprimente languore, nella parti in cui risulta comprensibile. Il messaggio è: “potete fare le scelte che volete nella vostra vita, lontane da Dio (magari perché lo considerate morto…), ma se avrete vissuto onestamente, seguendo la vostra coscienza, la vostra “fede” nella rivoluzione, la Chiesa vi sarà comunque vicina e Dio vi accoglierà in paradiso”. E questo è “scandalo” !
Pervade l’aria un tanfo di morte, senza speranza, che non passa per la Giustizia di Dio ma sprofonda direttamente negli anfratti cupi dell’ispiratore di tutte le ideologie.
Claudio Gazzoli
Guccini… un gigante?… tuttalpiù strimpellator sapiente… perché se costui fosse gigante… come potremmo definire un Bruckner un Wagner un Mozart e potremmo continuare a lungo. Fa tenerezza come eccitino mezze calzette (pure cardinalizie) in elogio funebre di tali personaggi da quattro soldi.. e regolarmente sprofondino in ridicolo!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/