Il giorno in cui ci troveremo a scavare sotto qualche ammasso di detriti, non avremo neanche il piacere di sapere da dove il colpo è arrivato, e perché. ***E poi c’è questo post su Facebook di Luciano Tovaglieri, a cui va il nostro grazie. MELONI STA TRASCINANDO L’ITALIA IN GUERRA SENZA IL CONSENSO DEGLI ITALIANI Di Luciano Tovaglieri, Segretario Nazionale di IGNIS  Fuoco Italico Il governo Meloni ha compiuto uno dei passi più gravi della storia recente della Repubblica. Mentre agli italiani si raccontava che il nostro Paese era estraneo alla guerra contro l’Iran, centinaia di militari italiani, insieme a caccia, sistemi antimissile e altri assetti militari, venivano dispiegati anche in Arabia Saudita, uno degli Stati coinvolti nello schieramento che sostiene l’azione militare statunitense e israeliana nella regione. Solo grazie alle rivelazioni della stampa e alle denunce delle opposizioni il Paese ha scoperto ciò che avrebbe dovuto essere discusso apertamente davanti al Parlamento e agli italiani. Oggi Guido Crosetto sostiene che fosse tutto autorizzato e che fosse tutto pubblico. Ma se davvero era tutto così trasparente, perché nessun italiano sapeva che i nostri soldati erano stati trasferiti in Arabia Saudita? Perché il governo non è venuto spontaneamente in Parlamento a spiegare una scelta tanto delicata? Perché sono servite le interrogazioni delle opposizioni perché la questione esplodesse nel dibattito pubblico? Il ministro Crosetto e il suo governo ci stanno prendendo per i fondelli, una notizia del genere avrebbe dovuta essere annunciata da tutti i Telegiornali e discussa apertamente in parlamento prima di muovere uno solo dei nostri soldati su un teatro di guerra e invece il nulla o quasi. La realtà politica è evidente. Il governo ha deciso di collocare uomini e mezzi italiani nel cuore di un teatro di guerra nel quale si confrontano Stati Uniti, Israele e Iran. Può chiamarla “missione difensiva”, “riposizionamento” o come preferisce. Ma la sostanza non cambia: quando schieri i tuoi militari a protezione di uno dei protagonisti di un conflitto, accetti il rischio che quei militari diventino parte di quel conflitto. E questo significa esporre anche l’Italia alle possibili conseguenze di un’escalation. Tutto questo avviene contro il sentimento della grande maggioranza del popolo italiano, che da anni rifiuta nuove guerre e nuovi coinvolgimenti militari all’estero. Gli italiani non vogliono essere trascinati in una guerra e soprattutto non vogliono essere spinti in una guerra contro l’Iran. Non vogliono che il nostro Paese diventi un legittimo bersaglio per decisioni prese a Gerusalemme, a Washington, a Bruxelles o in altre capitali straniere. Non vogliono che i nostri soldati vengano utilizzati come pedine in una guerra inutile, peggio ingiusta e che non appartiene agli interessi nazionali italiani. Ancora più grave è il fatto che l’attacco proditorio contro l’Iran non sia stato autorizzato da una specifica risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzi l’uso della forza. In un contesto internazionale tanto delicato, il governo avrebbe dovuto agire con la massima prudenza, trasparenza e responsabilità politica e invece è accaduto tutto il contrario. Le opposizioni, nelle quali voglio sottolineare io non ho alcuna stima e fiducia, in questo specifico caso hanno il pieno diritto di pretendere spiegazioni. Il Parlamento deve sapere esattamente quali ordini siano stati impartiti, quali siano le regole d’ingaggio, quali siano i rischi operativi e quale sia il reale livello di coinvolgimento dell’Italia. Su questi temi non possono esistere zone d’ombra. La pace non si difende nascondendo ai cittadini decisioni che possono trascinare il Paese dentro un conflitto sempre più esteso. L’Italia deve tornare a essere una nazione sovrana e neutrale, fedele allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione, capace di parlare con tutti e di promuovere la pace, non di trasformarsi nell’ennesimo ingranaggio delle guerre altrui. Perché quando un governo porta soldati italiani in uno dei fronti più esplosivi del pianeta senza un confronto politico chiaro e trasparente, non è soltanto una scelta di politica estera: è una scelta che riguarda il destino e la sicurezza di tutti gli italiani. Cosa succederà se dei nostri soldati dovessero morire  per questa scelta scellerata? Chi ne risponderà? Questa volta, anche questa volta, Giorgia Meloni e il suo Governo hanno tradito l’Italia e gli Italiani. §§§Aiutate Stilum Curiae IBAN: IT79N0200805319000400690898 BIC/SWIFT: UNCRITM1E35 *** Stilum Curiae lo trovate anche qui: https://www.instagram.com/sanpietrotos/ https://vk.com/stilumcuriae https://www.facebook.com/marco.tosatti/ https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822 https://t.me/marcotosatti www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21 https://x.com/MarcoTosatti *** 
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8 commenti su “Ennesimo Tradimento di Meloni & C. Soldati Italiani in Guerra senza Discussione e Voto del Parlamento”
Bell’articolo, belle argomentazioni, belle parole… Appunto parole… Ovvero chiacchiere.
Sia mai che un giornalista prenda il suo lavoro di inchiesta e lo porti come denuncia alla magistratura…
Ah! È vero… La magistratura che indaga sulla violazione della costituzione…
Anche questa è una barzelletta!
Di male in peggio!… quindi Meloni nonostante apparenze ubbidisce a Trump… che ubbidisce a Netanyahu… che ubbidisce a dictat… di City di Londra e siovisionari amerikani!…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/
Ottimo articolo. Noto con sommo dispiacere che gli unici articoli del sito che ricevono commenti sono quelli dedicati alle inutili (e dannose) polemiche intraecclesiali. Ho l’impressione che il grosso dei vostri lettori (per lo più cionciani, minutelliani e lefebvriani in ritardo) se ne impippi della guerra e dei massacri compiuti dai giudeo-americani. Molto più interessante seminare zizzania e alimentare polemiche inutili. Et de hoc satis
Vede caro Giulio SenzaDio: credo sia completametente falso che cionciani, minutelliani, lefrbvriani si disinteressino di ciò che avviene nel mondo. Io posso parlare per i cattolici che non sono del mondo e per prima cosa pensano alla loro anima sebbene il corpo la tenga ancora unita a questa porca terra.
È vero però che se ne impipano di gente che si fa sotto per un missiletto che spazzerà lei & C. mandandovi direttamente all’inferno.
La Chiesa e l’anima sono la nostra priorità e sebbene questo blog tratti di molti argomenti e vi giri gente come lei, preti pipiani venduti, e altri senza Dio, il primo e più importante fra articoli e commenti è quello che loda, onora ed esalta nostro Signore e la sua dolce Madre Maria, tutto il resto viene molto dopo.
Quando ci incontreremo all’inferno chiederò in prestito un forcone a satanasso per infilarglielo direttamente…
No, meglio che mi fermi. Buono scisma, madame, buono scisma
Caro lettore, troppo facile sparare genericamente sulle “polemiche intraecclesiali”. Tali polemiche coinvolgono direttamente e concretamente le nostre vite, come ha dimostrato la sospensione delle messe e dei sacramenti durante il periodo Covid. Quanto agli argomenti su cui scrivere ognuno ha il proprio carisma, quindi scrive su ciò in cui si sente ispirato. Ecco, scrivo molto di guerre perchè da un lato sono preoccupato per il futuro e dall’altro osservo che molti/troppi, soprattutto fuori da questo blog, non capiscono il pericolo che stiamo correndo. E’ altresì vero, come sostiene la nostra Nonna, che il miglior commento sarebbe la lode a Gesù e Maria perchè il più efficace a evitare/limitare i disastri prossimi e venturi. Quindi l’unico consiglio possibile è avvicinarsi di più a Dio.
Quando parlano di democrazia mi sbellico dalle risate, mi divertono più dei film di Stanlio e Ollio, che ci posso fare ?. Ci vuole una faccia di tolla spaziale per affermare che qui, in colonia, esiste. Inzerbinati a bestia con i padroni, ma tracotanti con la plebe, vomitano fesserie peggio di una betoniera. Per inciso non stimo la maggioranza, ancor meno l’ opposizione e l’ imbarazzante.
Egregio Mattarella, stimato capo delle forze armate, sommo e illuminato garante della costituzione più bella del mondo (?!?), niente da dire in merito?