Il “Caso Lute”, un Sacerdote Avvocato Perseguitato e le Ombre sul Ruolo di Robert Francis Prevost.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Antonio Romano, che ringraziamo di cuore. Buona lettura e diffusione.

§§§

 

          Il sacerdote avvocato perseguitato da Robert Francis Prevost

 

Odorata aria di conclave, il 25 marzo 2025 la rete Snap (Survivors Network of those Abused by Priests) ha scritto al Segretario di Stato cardinale Parolin e al Prefetto del DDF cardinale Fernández, per denunciare le presunte mancanze del cardinale Robert Francis Prevost, Prefetto del Dicastero per i Vescovi, accusato di aver coperto due sacerdoti pedofili. Informato del fatto, Bergoglio ha fatto immediatamente chiamare Prevost, ma non per ammonirlo, al contrario, i fatti dimostrano che lo ha incoraggiato ad andare avanti, assicurandogli tutta la sua protezione. In un articolo del 6 maggio, riferendosi all’imminente conclave, il direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, Riccardo Cascioli, scriveva: «diventa di primaria importanza che i cardinali evitino di votare chiunque sia stato coinvolto in questi anni in episodi di corruzione e di abusi sessuali […] è inquietante vedere in questi giorni tra i nomi dei papabili in ascesa quello del cardinale Robert Francis Prevost». Evidentemente in quel periodo pochi immaginavano che “Papa Francesco” aveva già scelto e raccomandato come suo successore colui che aveva nominato vescovo nel 2014, chiamato a guidare il Dicastero che nomina i vescovi nel 2023, e creato cardinale il 30 settembre dello stesso anno. Intanto Bergoglio provvedeva a nominare nuovo vescovo di Chiclayo l’agostiniano Edinson Edgardo Farfán Córdova, un altro protettore di preti abusatori e amico personale di Prevost, incaricandolo di mettere a tacere le accuse sui pedofili da lui protetti.

Nell’intervista a Leone XIV di Elise Anne Allen, diventata il libro León XIV, Ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI, si racconta che il vescovo Prevost aveva sospeso dal ministero sacerdotale Eleuterio Vásquez González, noto come padre Lute, ma questo è falso, perché lo aveva solo rimosso dalla parrocchia. Tra le varie bugie contenute nel libro della Allen, Prevost si dilunga nel cercare di convincere i lettori che non aveva dubbi, perché uno statunitense non sarebbe mai riuscito a diventare Papa; continuando a mentire, afferma di aver accolto con tutte le attenzioni le vittime di Lute il 5 aprile 2022, e di averle assicurato il suo interessamento e supporto. Questo libro aveva lo scopo di scagionare Prevost da ogni accusa, tuttavia rivelava un particolare essenziale: il 23 aprile, solo due giorni dopo la morte di Bergoglio, e quindi – guarda caso – in previsione dell’elezione di Prevost, il vescovo di Chiclayo Farfán Córdova aveva ricevuto le sorelle abusate per trovare una soluzione “definitiva” al loro caso.

Con l’intento di screditare il lavoro del sacerdote canonista ed esorcista Ricardo Coronado, incaricato di difendere le vittime minorenni di Lute, citando il can. 1483 del Codice di Diritto Canonico, il 24 agosto 2024 la Conferenza Episcopale Peruviana gli notificava (senza avere l’autorità per farlo) la revoca dall’avvocatura ecclesiastica, per aver avuto rapporti consensuali con un adulto. In pieno regime dittatoriale, quattro mesi dopo Coronado riceveva la comunicazione delle sue dimissioni dallo stato clericale con decreto papale, ma il documento non recava la firma autografa di Francesco. In riferimento a questi fatti, il 27 ottobre 2025 InfoVaticana scriveva: «Oggi, ci sono già indicazioni molto chiare, che InfoVaticana ha rigorosamente documentato e denunciato, di una campagna di comunicazione attentamente orchestrata per insabbiare l’immagine di tutti i soggetti coinvolti nel cosiddetto caso Lute. L’obiettivo non è chiarire i fatti, ma riscriverli, costruendo una narrazione “complottista” volta a screditare le vittime e il loro ex avvocato». Lo stesso giorno Coronado rispondeva con una lettera al medesimo blog, dove accusava Prevost di averlo falsamente accusato di uno scandalo sessuale e scriveva: «Colgo l’occasione per sottolineare il possibile peccato pubblico, in corso e permanente, dell’allora vescovo Prevost e invitarlo alla conversione».

Anche l’articolo di El País del 1° ottobre era stato scritto con l’intenzione di manipolare la testimonianza di Ana María Quispe Díaz (una delle vittime), che aveva affermato: “Purtroppo, Robert Prevost non ha agito correttamente nel nostro caso”. Nel mese di settembre le donne in questione avevano espressamente chiesto che non venisse concessa alcuna dispensa al sacerdote incriminato Vásquez, fino a quando non fosse stata condotta un’indagine adeguata e non fosse stato raggiunto un verdetto. Come risposta veniva loro consegnato un messaggio anonimo del Vaticano, senza busta, senza sigillo ufficiale o numero di pratica, dove si comunicava che il Papa aveva concesso al loro aggressore la grazia della dispensa dallo stato clericale, e per questo non era più imputabile. Sentendosi prese in giro anche da Leone, nel novembre 2025 la Quispe Diaz diffondeva un comunicato che si concludeva così:

 

«Per questo annunciamo:

 

– L’avvio di azioni legali presso le autorità canoniche competenti contro tutti i funzionari ecclesiastici che hanno partecipato o sono stati responsabili di tali negligenze.

– La presentazione formale del nostro caso alle associazioni di vittime di abusi di tutto il mondo, affinché sia ascoltato e per lavorare insieme a un vero cambiamento all’interno della Chiesa.

– La comunicazione immediata del caso alla Commissione per la Protezione dei Minori del Vaticano, chiedendo che analizzi quanto accaduto e adotti misure di fronte all’abuso subito.

– La richiesta di un’udienza personale con il Papa, per spiegargli il dolore che situazioni come questa causano alle vittime e chiedergli un cambiamento di rotta nel modo in cui la Chiesa affronta i casi di abuso».

 

Basterebbero questi fatti per far vergognare Robert Francis Prevost, chi lo ha difeso e chi lo ha eletto. I giornaloni censuravano tutto, mentre vescovi e cardinali erano troppo impegnati a venerare le reliquie del santo padre Papa Francesco a Santa Maria Maggiore, per occuparsi del caso. L’entourage della mafia vaticana non rimaneva inoperoso, e nel marzo 2026 Rai News.it riprendeva un articolo di El Pais, su un caso di pedofilia coperto dal cardinale Joseph Ratzinger; non era altro che l’ennesima calunnia contro chi aveva veramente combattuto la pedofilia, ma questo imponeva il sistema. Scandalo nello scandalo, InfoVaticana pubblicava una foto dell’8 marzo 2026, dove durante un evento parrocchiale Eleuterio Vásquez appariva sorridente accanto a don Edward Tocto, intimo amico di Prevost e suo ex avvocato nel caso Lute.

Riassumo in poche righe una sconcertante intervista di qualche giorno fa, durata più di 47 minuti, concessa dal sacerdote Ricardo Coronado al direttore di LifeSiteNews, John-Henry Westen.

Contro di me si è scatenata una vera e propria persecuzione, perché non ero simpatico al vescovo Prevost. Tornato in Perù dagli Stati Uniti, sono stato accusato di concubinato dal vescovo di Colorado Springs, James Robert Golka, e successivamente ho subito un’altra accusa per pedofilia. Prevost ha istruito una cinquantenne per inventarsi accuse contro di me. Dopo che le vittime di Lute si sono rivolte al vescovo di Chiclayo, Prevost ha risposto che non era di sua competenza intervenire, e ha prontamente scritto alle autorità competenti del Vaticano, assicurando che non c’erano prove contro Vásquez González. Il sacerdote incriminato sapeva troppe cose, e per questo doveva essere protetto da Prevost. Le vittime hanno chiesto il mio aiuto perché in Perù nessun canonista avrebbe accettato di difenderle, a causa del potere delle persone coinvolte nei fatti. Nessuna Conferenza Episcopale del mondo ha il potere di intervenire giurisdizionalmente su un sacerdote, eppure, dopo che Prevost è venuto in Perù, e si è confrontato con diversi vescovi – tra i quali il presidente della Conferenza Episcopale Héctor Miguel Cabrejos Vidarte –, è stato emesso un comunicato stampa che mi impedisce di fare l’avvocato. Il gesuita Carlos Cardó Franco, intimo amico di Bergoglio, ha telefonato a un mio amico avvocato civilista, che avrebbe dovuto convincermi a lasciare il sacerdozio, perché avevano ricevuto ordini superiori per proteggere Prevost. Il sistema giudiziario della Chiesa è stato distrutto. In Argentina il vescovo Zanchetta abusa dei seminaristi, è stato processato dalle autorità civili, ma non ha ricevuto sanzioni canoniche, è stato protetto da Bergoglio e ora da Prevost. Chi è amico del sistema non riceve nessuna sanzione. Bergoglio e Prevost sono motivo di divisione… siamo nell’apostasia.

Riuscirà il nostro eroe Leone XIV a castrare il processo nei confronti di Lute, come è riuscito – finora brillantemente – all’«amato Papa Francesco» nel processo a carico del suo pupillo abusatore di coscienze e di corpi femminili Marko Rupnik? Finché al Vaticano resterà al potere la mafia massonica, la risposta non può essere che sì.

 

Antonio Romano

 

Questo mese è morto il sacerdote Ricardo Yesquén Paiva, anche lui accusato di abusi sessuali su minori e complice di Lute, ma sempre difeso da Prevost. In questa foto del 12 gennaio 2023, il vescovo Prevost appare accanto a Yesquén nel giorno del suo compleanno, quasi tre anni dopo la prima denuncia e nove mesi dopo la seconda.

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18 commenti su “Il “Caso Lute”, un Sacerdote Avvocato Perseguitato e le Ombre sul Ruolo di Robert Francis Prevost.”

  1. Gabriela Danieli

    Rispondo a don Pietro Paolo:

    Don, o si sta dalla parte della Chiesa Unam et Sanctam di Gesù Cristo e del Suo ultimo Vicario BXVI, o si sta con la chiesa massonica di satana e dei suoi vicari Jmb e Prevost:
    https://youtu.be/a3ElxcvTAaw?is=PJzRvA-qbDDuqUog

    Daltronde, già immaginavo che non avrebbe risposto alla mia domanda… ma solo giustificato i vescovi e i cardinali che, nonostante insegnino un vangelo contrario a quello di Cristo, sono stati nominati da Bergoglio e da Prevost a più alte cariche…
    e approfittato per far passare da fissata la sottoscritta solo perché ribadisce la necessità di dare alla vera chiesa di Cristo il legittimo successore dell’ultimo Suo Vicario BXVI!

    Ma sappia d. P. P. che questa volta, l’accusa lei l’ha fatta ai Cardinali Reinhard Burke e Robert Sarah, visto che sono stati loro a denunciare questi Vescovi e le loro opere inique.
    Io fatto solo il copia-incolla dell’ELENCO sintetizzato e riportato dal prof. Fontana in questo articolo:
    https://lanuovabq.it/it/burke-e-sarah-chiedono-al-papa-di-dire-qualche-basta

    Piuttosto, spero che qualcuno si sia reso conto che l’insistente é lei quando in TUTTI i suoi commenti continua a negare le INVALIDE DIMISSIONI di BXVI, per far credere che Cristo abbia potuto stabilire due eretici prolgbt come suoi vicari in terra. 🙈
    Quando è noto che sono stati eletti dalla massoneria ecclesiastica (Mafia s Gallo) in due invalidi conclavi!
    E questa è solo una delle tante prove documentali da me postate.. e ignorate:
    https://youtu.be/2SRyfJbfAyY?is=sSsTcZ-0ABfINUP9

    ▪️ Ma, a stabilire che i conclavi 2013 e 2025 erano illegittimi è l’art. 37 UDG, perché entrambi “non” successivi alla “SEDE APOSTOLICA LEGITTIMAMENTE VACANTE” dalla morte dell’ultimo vero papa BXVI che MAI ha abdicato.

    Perfavore, mi risponda don PP:
    1. “In questa DICHIARAZIONE UFFICIALE del 27 febbraio 2013, papa Benedetto XVI ha revocato il MINISTERO Petrino SI o NO ? :
    https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R
    SI O NO?

    2.  “E in questa dichiarazione ufficiale del 11 febbraio, BXVI ha dichiarato di RINUNCIARE AL MUNUS (MUNERI) SI O NO?:
    “Declare me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare”. 
    https://youtu.be/EZoid8B6cMA?si=xwimR068fNKcytuf

    Come invece previsto dal Codex Iuris CANONICI ⬇️
    «Can. 332 § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex “MUNERI” suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.»

    Eppure, per liberare la Chiesa dall’evidente impostura religiosa (CCC 675) ad opera della massoneria ecclesiastica, basterebbero pochi cardinali di Santa Romana Chiesa che, in obbedienza agli art.
    33 – 9 UDG, abbiano il coraggio di dichiarare ufficialmente:
    “VERE PAPA BXVI MORTUUS EST”

    MARANATHÀ: Vieni Signore Gesù!

      1. Gabriela Danieli

        FALSO.
        Bergoglio non è stato eletto validamente alla morte del vero papa Benedicto XVI, e neppure Prevost. Come invece disposto dall’art. 37 UDG.

        E pertanto, se sa che sono due antipapi ERETICI stabiliti invalidamente dalla massoneria ecclesiastica per condurre le anime all’inferno, perché lei li riconosce papi legittimi? e si gloria di far parte della loro chiesa massonica luterana pro Lgbtq? e giustifica pure la loro dottrina eretica e anticristica ?

        Non sa lei, che davanti a Dio dovrà rispondere del reato di SCISMA oltre che di “complicità” delle loro opere inique e di “scandalo” ai fedeli ?

        O anche lei é privo degli scrupoli di coscienza?

        1. Don Pietro Paolo

          Signora Gabriela,

          chi glielo ha confidato tutto questo? La Sibilla? In quale antro?Oppure si è lasciata convincere dal romanziere-cantante con il suo thriller?

          Lei parla con una sicurezza impressionante di “invalidità”, “antipapi”, “eresie” e perfino dei giudizi di Dio, come se fosse stata presente al conclave o fosse entrata nella coscienza dei cardinali elettori. Se davvero possiede prove giuridiche dell’invalidità dell’elezione, le esponga ai cardinali della Chiesa: sono gli unici testimoni e gli unici competenti a trattare simili questioni, non certo un tribunale improvvisato sul web, o le fantastiche e interessate deduzioni di un prete scomunicato che ha pianificato tutto in vista di una sua autoproclamazione a papa?

          Quanto agli anatemi, la smetta di scagliarli contro chi rimane fedele all’una, santa, cattolica e apostolica Chiesa e la difende dagli attacchi infernali che mirano a dividerla e lacerarla, come purtroppo fanno le tesi che Lei continua a propagandare.

          Il giudizio sulle coscienze lo lasci a Dio. Noi ci accontentiamo di rimanere nella comunione della Chiesa che Cristo ha fondato.

          Ex hoc satis.

          1. Gabriela Danieli

            Permettetemi di rispondere a:

            Don P. P. lei sa bene che BXVI è rimasto legittimo papa fino alla morte, se pur in sede impedita (Can 412) non avendo rinunciato al “MUNUS PETRINO”, come invece disposto obbligatoriamente dal Can. 332 §2, rendendo invalidi i conclavi 2013 e 2025, entrambi NON successivi alla LEGITTIMA SEDE APOSTOLICA VACANTE dalla sua morte. (art. 37 UDG). E senza bisogno di altra dichiarazione in merito. (art. 76 UDG).

            🔷 Ma forse non sa che Bergoglio “non” poteva essere eletto papa:
            1. perché iscritto nella setta filomassonica Rotary Club dal 1999; e forse anche ROSACROCE vista la croce ROSACROCIANA ostetata fin da vescovo.
            2. perché già “SCOMUNICATO” per decreto della bolla “DECET ROMANUM PONTIFICEM ” di LEONE X, in quanto “eretico” seguace di Lutero fin da “vescovo”.
            3. E pertanto le sue “ELEZIONI SONO NULLE” anche per il decreto sancito da papa PAOLO IV attraverso la bolla “CUM EX APOSTOLATUS OFFICIO – NULLITÀ DELLA GIURISDIZIONE PONTIFICALE DI TUTTI GLI ERETICI”:
            _ 6…. se mai dovesse accadere in qualche tempo che un vescovo… “PRIMA” della sua elevazione a ROMANO Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche ERESIA… SIA “NULLA”, NON VALIDA e SENZA ALCUN VALORE, LA SUA PROMOZIONE OD “ELEVAZIONE”, ANCHE SE AVVENUTA CON LA CONCORDANZA E L’UNANIME CONSENSO DI TUTTI I CARDINALI;

            E che il luterano JMB fin da vescovo non credeva nella presenza reale e sostanziale del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo vero Dio nella Sacra Eucaristia (eresia luterana), lo ha dimostrato quando ha fatto murare i miracoli Eucaristici avvenuti nella sua diocesi di Buonos Aires e nella sua stessa chiesa di S. Maria, anziché esporLi all’adorazione perpetua.
            (le prove documentali si trovano nel libro del giornalista Maurizio Blondet)
            https://www.lafeltrinelli.it/cuore-per-vita-eterna-fatto-libro-maurizio-blondet/e/9788885223738
            (Video testimonianza sul Cuore Eucastistico e sanguinante di Gesù nascosto dietro un muro)
            https://youtu.be/RC8QCtkAF7E

            ◾ E pertanto, di fronte l’eventuale elezione a pontefice di un vescovo “eretico”, la Chiesa impone a tutti i veri cristiani di “DISCONOSCERE” il FALSO PAPA e di DISUBBIDIRE a lui e a tutti i vescovi e sacerdoti a lui UNITI, come ribadito sempre da papa Paolo IV nella sua bolla “CUM EX APOSTOLATUS Officio” :

            _7. LA LICEITÀ DELLE PERSONE SUBORDINATE DI RECEDERE IMPUNEMENTE DALL’OBBEDIENZA E DEVOZIONE ALLE AUTORITÀ DEVIATE DALLA FEDE.
            …. E sia lecito (liceat) ritenersi in “QUALSIASI TEMPO” ed impunemente liberati dalla OBBEDIENZA e devozione verso QUELLI in tal modo promossi ed elevati, evitandoli quali maghi, pagani, pubblicani ed eresiarchi,
            fermo tuttavia da parte di queste medesime persone sottoposte, L’OBBLIGO di FEDELTÀ e di OBBEDIENZA DA PRESTARSI AL “FUTURO ROMANO PONTEFICE CANONICAMENTE SUBENTRANTE” [ai deviati].
            https://www.exsurgatdeus.org/2017/01/29/cum-ex-apostolatus-officio-una-bolla-di-paolo-iv-e-la-tirannia-pontificale/

            Dunque, Don Pietro Paolo, invece di di far passare per papi legittimi gli antipapi eretici prolgbt Bergoglio e Prevost, perché non incoraggia anche lei, come già sto facendo io i legittimi Cardinali pre 2013 ad assolvere il loro primo dovere di eleggere il LEGITTIMO PETRUS ROMANUS SUCCESSORE DI BXVI❓

            Ma questi Cardinali si rendono conto che, per gli art. 33-37-9 UDG sono gli unici ad avere il “diritto” e il “dovere” di liberare la Chiesa dall’attuale impostura massonica, permettendo a Gesù di tornare a governare visibilmente la Sua Chiesa mediante il legittimo successore di BXVI❓

  2. Ma quando la finisce di fare l’americano?
    I FATTI ce li ha sotto gli occhi giorno per giorno.
    Forse è un po’ distratto dallo stare tutto il giorno
    al computer per fare le bucce a tutti con la sua petulanza.
    E se non è distratto, allora è in malafede.
    Lei mente ancora una volta sapendo di mentire:
    DON Minutella, sacerdote in eterno, non si MAI proclamato papa.

    1. Don Pietro Paolo

      Ma da quale pulpito viene la predica! Lei mi accusa di malafede e poi, da assiduo ascoltatore del Caffè con veleno , fa finta di non sapere e sostiene uno che dice possedere il munus petrino. Come lo chiama uno così, se non colui che pretende di essere il vero Papa? Malafede? lascio ai lettori giudicare chi ne dia prova: chi si limita a chiamare le cose con il loro nome o chi pretende di negare perfino ciò che il proprio maestro afferma.

  3. Don P.P.: grande arrampicatore sugli specchi!
    Ha mai sentito il detto: contra factum non valet argomentum?
    E’ inutile che lei continui ad argomentare – a modo suo –
    i FATTI la smentiscono in tutto e per tutto.
    Un consiglio fraterno: si ritiri tre mesi in un eremo sperduto in montagna.
    Può darsi che un angelo scenda ad illuminarla.

    1. Don Pietro Paolo

      Caro Enrico,

      Lei scrive: contra factum non valet argumentum. Benissimo. Il problema è che continua a chiamare “fatti” ciò che, nel caso in questione, sono in larga parte ricostruzioni, deduzioni, interpretazioni e accuse ancora tutte da dimostrare.

      Quali sarebbero i “fatti” che smentirebbero tutto ciò che ho scritto? Li indichi uno per uno. Io ho contestato precisamente il salto logico con cui si trasformano ipotesi in certezze e sospetti in condanne. Su questo Lei non risponde: preferisce rifugiarsi nell’ironia.

      Quanto al Suo consiglio di ritirarmi tre mesi in un eremo, La ringrazio. Lo seguirò volentieri quando Lei farà altrettanto, magari sospendendo per tre mesi la propaganda a favore del leone della “signora” che scrive su questo blog. Chissà che, nel silenzio della preghiera, non scopra che l’angelo non invita mai a rompere la comunione con la Chiesa per seguire un autoproclamato “vero papa”.

      Infine, mi permetta una constatazione. Ogni volta che non riuscite a confutare un’argomentazione, ricorre sempre lo stesso copione: sarcasmo, battute, inviti al silenzio e attacchi personali. La dottrina e il diritto canonico, invece, restano accuratamente evitati. È un ottimo sistema per strappare qualche applauso, ma un pessimo modo di dimostrare di avere ragione.

          1. “Custode” e “Guardiano” non sono sinonimi?
            La Coscienza è la Pura Identità che va mantenuta tale.
            Vogliamo perderci nell’ennesima questione di nomenclatura?

  4. Ringrazio Antonio Romano per il coraggio di gridare la VERITÀ contro i lupi travestiti d’agnello che da 13 anni stanno dilaniando il gregge di Cristo.
    Ma rivolgo il mio doveroso ammonimento filiale a d. P. P. che si ostina a scandalizzare i lettori difendendo l’antipapa eretico Prevost di cui si vanta di essere seguace.

    ▪️Don P. P. lei mi deve spiegare perché il suo capo Prevost  scomunica i pastori fedeli a Cristo e al Suo Vangelo come P. Gebhard, Don Robert, Don Pavel etc.. epperò NON scomunica, ma anzi, nomina a più alti gradi, i pastori che insegnano un vangelo diverso da quello di Cristo come ad es:

    1. mons. Erio Castellucci, Vescovo di Modena che ha proposto di far presiedere ad una donna la liturgia della Parola della Messa;

    2. il vescovo di Bruxelles, che, a nome dei vescovi del Belgio, spinge per abolire il Celibato Sacerdotale affermando che i preti sposati sarebbero un arricchimento per la Chiesa;

    3. padre James Martin, a cui ha già concesso di organizzare (assieme al mov. la tenda di Gionata) il Gay pride a Roma fin dentro il Santuario di S. Pietro. E adesso chiede che anche un omosessuale possa essere ordinato sacerdote;

    4. mons Savino, vice pres. della CEI, che durante il gay pride in Vaticano ha celebrato (con l’ok di Prevost) le messe per le coppie omosessuali e amministrato loro la comunione sacrilega;

    5. il cardinale Timothy Radcliffe che ha presieduto una celebrazione in chiesa per l’anniversario di una coppia omosex;

    6. il vescovo di Los. Angeles mons. José H.Gomez e don David Gallardo per aver permesso la “Misa Azteca” con danze pagane;

    7. nominato e non scomunicato il vescovo ausiliare di San Diego un mons. Ramon Bejarano dopo che aveva celebrato una messa dell’orgoglio LGBT con l’OK di mons. Michael Pham anche lui nominato da Prevost;

    8. nominato e non scomunicato il vescovo di Eichstätt (Germania) mons. Christian Würtz favorevole al cammino sinodale tedesco già stabilito dal massone Reinhard Marx, (noto membro della Mafia S. Gallo) favorevole al rapporto omosessuale e al cambiamento della dottrina Cristiana su questo punto;

    9. permesso al cardinale Mauro Gambetti di profanare la Basílica di S. Pietro aprendo un ristorante/bistrot sulla terrazza;

    10. Solo chi è schiavo o servo del demonio può negare che quella in Vaticano da 13 anni non è la Chiesa di Cristo, ma la Chiesa massonica di satana.
    E, ad evidenziare questa tremenda realtà è lo stesso Vatican News quando sdogana la fecondazione artificiale e l’Osservatore Romano quando nega il peccato originale e Satana.

    Si spera che cardinali ancora fedeli a Cristo e al Suo Vangelo come il card Burke, Sarah, Brandmüller, Comastri… intervengano urgentemente per salvare la Chiesa dall’attuale impostura RELIGIOSA.

  5. Consiglio la rubrica “Santi e caffè” di stamattina (27 luglio)
    condotta da DON Minutella.
    E’ intitolata: “Il caos a Roma (Burke, Sarah, E. Bianchi, P. Roy, Pagliarani …).
    Fotografia magistrale della situazione!

  6. “La richiesta di un’udienza personale con il Papa, per spiegargli il dolore che situazioni come questa causano alle vittime e chiedergli un cambiamento di rotta nel modo in cui la Chiesa affronta i casi di abuso».

    “Basterebbero questi fatti per far vergognare Robert Francis Prevost, chi lo ha difeso e chi lo ha eletto”.

    Tra queste due proposizioni c’è un evidente contrasto: chiedere udienza a uno che dovrebbe vergognarsi.

    Insomma chiedere udienza al “papa” per spiegargli il dolore o per dirgli che deve vergognarsi?

    Siamo in alto mare (in tempesta).

  7. Don Pietro Paolo

    Caro Antonio Romano,

    mi sono documentato e Le rispondo sinteticamente.

    Il Suo articolo conferma un metodo che ormai i lettori conoscono bene: mescolare fatti, ipotesi, testimonianze unilaterali e deduzioni personali, presentando il tutto come se fosse già una sentenza definitiva.

    Come è facile giudicare e giustiziare! Provi però a mettersi, almeno per un momento, nei panni di un padre che vede uno o più figli rendersi colpevoli di delitti gravissimi. Un vescovo è padre di tutti: delle vittime, che hanno diritto alla verità, alla giustizia e alla riparazione, ma anche dei peccatori, che non cessano di essere suoi figli e che è chiamato a richiamare alla conversione. Giustizia e misericordia non si escludono: entrambe appartengono al Vangelo.

    Nessuno nega che il caso di Chiclayo sia grave e che le vittime abbiano diritto alla piena verità e alla giustizia. Ma una cosa è chiedere che ogni responsabilità sia accertata, altra cosa è affermare, come fa Lei, che Leone XIV abbia scientemente coperto degli abusatori. Per un’accusa così grave servono prove, non sospetti.

    Lei attribuisce a Prevost intenzioni, telefonate, ordini, accordi e persino strategie conclavistiche, senza offrire alcun documento che le dimostri. La narrazione procede sempre allo stesso modo: ogni circostanza viene interpretata nella direzione voluta, e ciò che resta indimostrato diventa automaticamente una conferma del complotto.

    Anche il caso di don Ricardo Coronado viene presentato esclusivamente secondo la versione dell’interessato, senza ricordare che il diritto canonico richiede, per l’esercizio dell’avvocatura ecclesiastica, l’approvazione dell’autorità competente (can. 1483). Si potrà discutere la correttezza dei provvedimenti adottati, ma non trasformare una controversia canonica nella prova di una persecuzione orchestrata dal Papa.

    Infine, il ricorso continuo a espressioni come “mafia vaticana”, “mafia massonica”, “regime dittatoriale” e “apostasia” rivela che il Suo obiettivo non è accertare i fatti, ma orientare il lettore verso una conclusione già decisa in partenza.

    La Chiesa non ha paura della verità. Se emergeranno responsabilità personali, dovranno essere accertate e sanzionate, chiunque ne sia coinvolto. Ma un cattolico non può sostituire il processo con il sospetto, né la prova con l’insinuazione, né tantomeno una sentenza con un articolo polemico.

    1. Ringrazio Antonio Romano per il coraggio di gridare la VERITÀ contro i lupi travestiti d’agnello che da 13 anni stanno dilaniando il gregge di Cristo.
      Ma rivolgo il mio doveroso ammonimento filiale a d. P. P. che si ostina a scandalizzare i lettori difendendo la falsa chiesa pro Lgbt di cui si vanta di far parte.

      ▪️Don P. P. lei mi deve spiegare perché il suo capo Prevost scomunica i pastori fedeli a Cristo e al Suo Vangelo come P. Gebhard, Don Robert, Don Pavel etc.. epperò NON scomunica, ma anzi, nomina a più alti gradi, i pastori che insegnano un vangelo diverso da quello di Cristo come ad es:

      1. mons. Erio Castellucci, Vescovo di Modena che ha proposto di far presiedere ad una donna la liturgia della Parola della Messa;

      2. il vescovo di Bruxelles, che, a nome dei vescovi del Belgio, spinge per abolire il Celibato Sacerdotale affermando che i preti sposati sarebbero un arricchimento per la Chiesa;

      3. padre James Martin, a cui ha già concesso di organizzare (assieme al mov. la tenda di Gionata) il Gay pride a Roma fin dentro il Santuario di S. Pietro. E adesso chiede che anche un omosessuale possa essere ordinato sacerdote;

      4. mons Savino, vice pres. della CEI, che durante il gay pride in Vaticano ha celebrato (con l’ok di Prevost) le messe per le coppie omosessuali e amministrato loro la comunione sacrilega;

      5. il cardinale Timothy Radcliffe che ha presieduto una celebrazione in chiesa per l’anniversario di una coppia omosex;

      6. il vescovo di Los. Angeles mons. José H.Gomez e don David Gallardo per aver permesso la “Misa Azteca” con danze pagane;

      7. nominato e non scomunicato il vescovo ausiliare di San Diego un mons. Ramon Bejarano dopo che aveva celebrato una messa dell’orgoglio LGBT con l’OK di mons. Michael Pham anche lui nominato da Prevost;

      8. nominato e non scomunicato il vescovo di Eichstätt (Germania) mons. Christian Würtz favorevole al cammino sinodale tedesco già stabilito dal massone Reinhard Marx, (noto membro della Mafia S. Gallo) favorevole al rapporto omosessuale e al cambiamento della dottrina Cristiana su questo punto;

      9. permesso al cardinale Mauro Gambetti di profanare la Basílica di S. Pietro aprendo un ristorante/bistrot sulla terrazza?

      10. Solo chi è schiavo o servo del demonio può negare che quella in Vaticano da 13 anni non è la Chiesa di Cristo, ma la Chiesa massonica di satana, E, ad evidenziare questa tremenda realtà è lo stesso Vatican News quando sdogana la fecondazione artificiale e l’Osservatore Romano quando nega il peccato originale e Satana.

      Si spera che cardinali ancora fedele a Cristo e al Suo Vangelo come il card Burke, Sarah, Brandmüller, Comastri… intervengano urgentemente per salvare la Chiesa dall’attuale impostura RELIGIOSA ribadita dal CCC 675, ridando la Dignità rubata di ultimo legittimo Pietro a BXVI che mai ha abdicato, ed eleggendo il suo legittimo successore.
      Amen

      1. Don Pietro Paolo

        Cara Gabriela, o come preferisce firmarsi, “Enzo”,

        generalmente non Le rispondo, perché ritengo che molte delle Sue tesi siano il frutto di vere e proprie ossessioni, più che di un sereno ragionamento. Il Suo intervento meriterebbe una risposta ben più ampia e documentata, ma, per rispetto dello spazio concesso ai commenti, mi limiterò ad alcune essenziali precisazioni. Lo faccio non per convincere Lei, ma perché altri lettori non scambino per fatti quelle che sono soltanto Sue convinzioni.

        Lei elenca dieci episodi diversissimi tra loro, li interpreta tutti nel modo a Lei più favorevole e conclude che Leone XIV sarebbe un antipapa. Ma le conclusioni non si dimostrano sommando accuse.

        1. Una proposta pastorale discutibile non è eresia né comporta automaticamente la scomunica.
        2. Il celibato sacerdotale è una disciplina ecclesiastica, non un dogma. Discuterne non significa abolirlo.
        3. Accogliere pellegrini o persone con tendenze omosessuali non significa approvare ogni loro comportamento.
        4. Lei parla di “comunioni sacrileghe”: conosce forse lo stato di coscienza di ogni singolo fedele?
        5. Criticare un cardinale è legittimo; dichiarare decaduto il Papa è tutt’altra cosa.
        6. La cosiddetta “Misa Azteca” va giudicata sui fatti, non con slogan.
        7. Alcune nomine episcopali possono essere discutibili, ma una nomina non rende nullo un pontificato.
        8. Attribuire tutto alla fantomatica “Mafia di San Gallo” non costituisce una dimostrazione.
        9. Un punto di ristoro per i pellegrini può essere ritenuto inopportuno, ma non prova che la Chiesa sia diventata “la Chiesa di Satana”.
        10. Articoli di Vatican News o dell’Osservatore Romano non sono il Magistero della Chiesa.

        Lei non dimostra che Leone XIV sia un antipapa; lo presuppone. Non dimostra che abbia professato un’eresia formale; lo insulta. Non dimostra che la sua elezione sia invalida; la nega. Non dimostra che la Chiesa sia divenuta massonica; lo proclama in maiuscolo.

        La Chiesa può attraversare crisi, scandali, ambiguità, cattive nomine e gravi infedeltà dei suoi membri. Ma Cristo non ha promesso una Chiesa composta esclusivamente da impeccabili. Ha promesso che le porte degli inferi non avrebbero prevalso contro di essa.

        Affermare che la Chiesa visibile, gerarchica e apostolica sia stata sostituita da tredici anni dalla “Chiesa di Satana” significa negare precisamente questa promessa.

        Io non mi “vanto di essere seguace di Prevost”. Sono in comunione con il Romano Pontefice, come deve esserlo ogni sacerdote cattolico. Lei, invece, dovrebbe spiegare quale Chiesa visibile riconosca, quali vescovi legittimi la governino, dove si trovi il successore di Pietro e in virtù di quale autorità privata abbia decretato la fine della Chiesa cattolica.

        Gridare “VERITÀ” in lettere maiuscole non rende vera un’accusa. E chiamare “lupi”, “eretici”, “antipapi” e “servi del demonio” tutti coloro che non aderiscono alla vostra setta antipapale non è coraggio: è fanatismo travestito da zelo religioso.

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