Cisgiordania, Pulizia Etnica e Terr*oris*mo Ebraico. Vergognose Parole del Corrispondente RAI.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione di quanto si sta compiendo in Medio Oriente. Buona lettura e condivisione.

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C’è questo post su Instagram. Cliccate per vedere il video. Non dimentichiamo che secondo l’ONU la presenza israeliana, e naturlamente ancora di più quella dei coloni sono illegali. Ma Israele non rispetta le risoluzioni dell’ONU. 

 

 

🚨 TUTTI GLI OCCHI SULLA CISGIORDANIA OCCUPATA 🚨

Dopo i fatti del 24 luglio 2026 nel villaggio palestinese di Tell, a sud-ovest di Nablus, le forze israeliane hanno avviato una vasta operazione militare, circondando la zona, facendo irruzione nelle abitazioni e fermando decine di residenti.

Secondo le autorità israeliane, circa 80 palestinesi sono stati interrogati e 11 arrestati formalmente.

Reuters ha riferito che circa 70 abitanti erano stati radunati per essere sottoposti a interrogatorio.

Parlare indistintamente di 80 persone “rapite” non sarebbe quindi preciso, ma resta il dato di un’intera comunità sottoposta a incursioni e fermi di massa.

La violenza era cominciata dopo l’ingresso nell’area di Tell di un gruppo di coloni israeliani armati.

Le fonti palestinesi affermano che i residenti abbiano reagito mentre i coloni cercavano di entrare in alcune case; l’esercito israeliano sostiene invece che gli israeliani presenti siano stati attaccati.

Il bilancio confermato è di quattro palestinesi e due israeliani uccisi. Nelle ore successive, gli attacchi dei coloni si sono estesi ad altre comunità della zona di Nablus: abitazioni e veicoli palestinesi sono stati incendiati e diversi residenti sono rimasti feriti.

Durante uno di questi attacchi, una famiglia palestinese è riuscita a salvare all’ultimo momento una neonata dalla propria casa data alle fiamme. La bambina è stata portata fuori mentre il fuoco avvolgeva l’abitazione: è sopravvissuta per miracolo.

Secondo le testimonianze dei residenti, contro case abitate sarebbero state lanciate anche granate e altri ordigni con l’intenzione di incendiarle mentre le famiglie si trovavano ancora all’interno.

Non si è trattato, dunque, soltanto di danneggiare degli edifici: chi ha attaccato quelle abitazioni ha accettato consapevolmente la possibilità di bruciare vivi i civili che vi erano intrappolati.

Dopo l’uccisione dei due israeliani, esponenti della destra israeliana hanno invocato demolizioni, espulsioni e una risposta militare ancora più vasta. Israele ha quindi annunciato un’operazione “estesa” nell’area, mentre le aggressioni dei coloni contro le comunità palestinesi sono fuori controllo.

Gennaro Soldi

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Poi c’è questo post. Vi consigliamo di vedere il video, è in italiano, e chiarisce molto bene quello che è avvenuto, e come Israele utilizzi i coloni per operare una pulizia etnica in Cisgiordania. 

Escursionisti. Li ha chiamati davvero escursionisti il giornalista della RAI, il servizio pubblico italiano.

 

Quei coloni — questo è il nome corretto, se si ha il timore di chiamarli terroristi — hanno attaccato la città di Tal.

Hanno aperto il fuoco contro i palestinesi. Hanno tentato di fare irruzione nelle loro case. I residenti hanno cercato di difendersi e da lì è scoppiato il caos. L’esercito israeliano è intervenuto e ha iniziato a sparare insieme ai coloni.

A quel punto, un palestinese si è impossessato di un’arma e ha sparato in un evidente atto di legittima difesa .

Gli “escursionisti” provenivano da Havat Gilad, un insediamento illegale persino per Israele che, in realtà, è una roccaforte della violenza dei coloni israeliani.

È stato costruito in memoria di Gilad Zar, membro della Jewish Underground, un’organizzazione terroristica di coloni attiva negli anni ‘80 e condannata per atti di terrorismo.

Lo stesso insediamento sorge su terreni agricoli privati palestinesi.

Da lì partono continuamente razzie ai danni dei palestinesi: attacchi contro gli abitanti, molestie, abbattimento di ulivi e atti di intimidazione strutturale.

Gilad è sostenuto da B’nai Elim, un’organizzazione americana di ispirazione kahanista che ne cura le pubbliche relazioni.

Gilad non è solo un insediamento illegale: è un covo terroristico creato con l’obiettivo di distruggere la quotidianità palestinese.

Non sono civili, né tantomeno escursionisti.

Sono terroristi che hanno provocato gli eventi che, venerdì scorso, sono sfociati in tragedia.

Con le quattro vittime di Tal, sale a 87 il bilancio dei palestinesi uccisi in Cisgiordania dall’inizio del 2026. Sono invece 850 i palestinesi feriti dai coloni dall’inizio dell’anno.

Smotrich, ministro delle Finanze e leader dei coloni, ha dichiarato: “Gli eroici pionieri degli insediamenti sono il muro difensivo di Israele. Continueremo a rafforzarli.”

Il che significa finanziarli, armarli e proteggerli. Il braccio armato di Israele nella Cisgiordania occupata. Altro che escursionisti.

 

#westbankunderattack

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E poi c’è questo post dedicato alla vergogna del servizio pubblico televisivo RAI. Qualcosa di incredibile, da un punto di vista professionale. Brunori è corrispondente dalla zona, e dovrebbe essere bene a conoscenza dei continui raid che i coloni israeliani compiono contro i villaggi palestinesi. Definire escursionisti quelli che generali israeliani non esitano a definire terroristi è un un inganno nei confronti del pubblico televisivo, e una gaffe professionale che dovrebbe costargli caro. Ma nella RAI governativa dei Fratelli di Sion tutt’al più riceverà dei complimenti…

 

Giovan Battista Brunori ha definito «escursionisti israeliani» un gruppo di coloni armati entrato nel villaggio palestinese di Tell. Ha raccontato una versione falsa della scena: i coloni sono diventati turisti e i palestinesi gli aggressori.

Brunori sostiene che un giornalista debba consultare più fonti e incrociarle. A Tell ha preso la versione dell’esercito israeliano e l’ha portata in televisione senza confrontarla con le testimonianze palestinesi e con le ricostruzioni dei principali media internazionali.

Il suo metodo sembra cambiare a seconda della fonte. Se le notizie arrivano da Hamas chiede verifiche, conferme e prudenza. Se arrivano da Israele, la cautela scompare.

Il problema è ancora più grave perché Brunori non lavora per una televisione privata. Lavora per la Rai, il servizio pubblico radiotelevisivo finanziato anche con il canone pagato dai cittadini. Proprio per questo il suo dovere dovrebbe essere quello di raccontare i fatti con lo stesso rigore verso tutte le parti in conflitto, non trasformare la versione di uno degli eserciti coinvolti nella verità consegnata a milioni di telespettatori.

𝑪𝒍𝒂𝒖𝒅𝒊𝒐 𝑪𝒉𝒊𝒔𝒖

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Purtroppo il TG 1 non è solo. Guardate questo post relativo al TG 2:

 

Perché è così facile per Isrl portare avanti il suo piano, da decenni?

Come fa a garantirsi l’impunità?

Una delle risposte è che i media principali, e non solo, sono vergognosamente a sua disposizione.

Nonostante video e testimonianze dirette, quello che è successo a Tel due giorni fa viene raccontato secondo la versione dell’esercito isrl, lo stesso che dovrebbe essere perseguito per le innumerevoli violazioni che compie, e che MENTE regolarmente.

Un gruppo di coloni che invadono ARMATI, fucili alla mano, la terra di una famiglia p.lestinese, vengono presentati come escursionisti VITTIME DI UN ATTACCO. !!!

Perché un uomo è riuscito a disarmare un isrl che gli puntava un fucile addosso, e prima che lo stesso gli sparasse con una pistola estratta dalla tasca, l’ha ucciso.

Al di là del disgustoso servizio del “giornalista”, è necessario capire perché è così facile per i nostri media operare questa manipolazione.

Questo può essere presentato come un “attacco” solo perché il nostro sistema è impegnato a presentare le cose in modo corrotto e falso, da sempre, secondo i princìpi dell’ “orientalismo” descritti da Edward Said nel suo saggio del 1978:

Mentre gli occidentali sono considerati “razionali, propensi alla pace, democratici, logici, realistici, fiduciosi”, gli arabi-orientali “sono quasi esattamente l’opposto”.

“L’influenza del razzismo, degli stereotipi culturali, di un’ideologia imperialista o disumanizzante nei confronti di arabi e musulmani è assai forte, e con essa ogni p.lestinese deve fare i conti, come con un avverso destino”.

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