Modernisti in Perenne Contraddizione con Se Stessi. Riflessioni di Catholicus.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un lettore fedele del nostro sito, Catholicus, offre alla vostra attenzione questi pensieri sulla situazione attuale della Chiesa. Buona lettura e diffusione.

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Modernisti in perenne contraddizione con sé stessi

I modernisti, vescovi, cardinali o papi che siano, sono in continua contraddizione con sé stessi, tra quello che scrivono, dicono, proclamano ai quattro venti, e quello che fanno nei confronti dei pochi, veri cattolici, rimasti in circolazione ( cfr

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV8043_Morrison_Papa_Leone_XIV_pratica_la_sinodalita_che_predica.html ).

 

A nostro modesto avviso ciò dimostra che parole come ecumenismo, libertà religiosa, fratellanza universale, sinodalità,  non siano altro che foglie di fico, paraventi dietro ai quali si nasconde il loro vero obiettivo, cioè distruggere la Chiesa Cattolica, il papato, ingannare 1,4 mld di fedeli nel mondo, depistandoli dalla strada stretta e tortuosa che conduce alle porte del Paradiso, per instradarle, a loro insaputa, sulla via larga e comoda, sgombra di ostacoli, al cui capolinea però c’è Portae Inferi.

 

Dio non giudica nessuno, non condanna nessuno, perdona tutti, sempre, andate avanti così”, diceva Papa Francesco ai peccatori impenitenti, adulteri, coppie di fatto, specialmente omosex, transessuali, e via dicendo.

Basta con la Chiesa della paura” tuonava Mons. Ermes Ronchi negli esercizi spirituali ad Ariccia con papa Francesco, con l’evidente scopo d far scomparire il timor di Dio dal cuore dei fedeli.

 

L’ermeneutica della continuità, slogan caro a Papa Benedetto, a nostro parere sarebbe da intendersi come continuità nella menzogna, nell’inganno, nel depistaggio, per tirar dentro il carrozzone conciliare chi ancora si professa cattolico tradizionalista.

 

Alcuni papi postconciliari si sono limitati a “conservare” l’eredità del CV II, magari limitandosi a piccoli passi in avanti e ad un passo indietro (vedasi il Summorum Pontificum), mentre altri hanno dato, e stanno dando, un’impennata, una specie di “motus in fine velocior” alla rivoluzione conciliare, al fine di attuare pienamente il nefasto CVII nel più breve tempo possibile; la memoria ci corre qui al magistrale saggio “1962 – Rivoluzione nella Chiesa”, di don Andrea Mancinella, recentemente ripubblicato ed aggiornato a cura di Radio Spada col titolo “Golpe nella Chiesa”.

 

Un vecchio, vecchissimo adagio recita “est modus in rebus”, cioè c’è un modo giusto di fare le cose, e tanti modi sbagliati. Quello adottato dal cardinal Fernandez, sicuramente d’intesa con papa Leone, è stato l’unico modo giusto, dal loro punto di vista, per far piazza pulita della scomoda Fraternità Sacerdotale San Pio X e raggiungere velocemente l’obiettivo della Religione Unica Mondiale (il sinodal-conciliarismo), altra faccia del Governo Unico Mondiale,  di chiara origine ed ispirazione luciferina.

 

Da quando papa Leone ha detto apertamente ” noi dobbiamo andare avanti”, abbiamo subito sospettato che quel “noi” non fosse il solito plurale maiestatis pontificio, ma che si riferisse al clan dei modernisti alla guida di Santa Romana Chiesa, e alla fretta che hanno di completare la demolizione di ogni residua traccia di cattolicesimo sulla faccia della terra; ci viene il dubbio che Prevost volesse   riferirsi al fatto che la loro rivoluzione non è ancora giunta al culmine, e che quindi sia necessario portare a compimento il programma del Concilio Vaticano II, come disse Papa Francesco all’atto della sua elezione, programma attualmente ampliato con l’introduzione di un nuovo obiettivo progressista, la sinodalità.

Vogliono  quindi imporre la religione sinodal-conciliare a tutti, con le buone o con le cattive, e  la cattiveria mostrata verso la FSSPX ne è la prova lampante.  Però,  cari amici della Fraternità, voi siete nel giusto, nella Verità,  mentre  loro, i modernisti, sono nell’errore, consapevolmente ed ostinatamente.

 

 

Se si assume il postulato, l’ assioma,  che il CV II abbia avuto lo scopo di distruggere la Chiesa Cattolica dall’interno, allora è ovvio che abbiano aperto le porte ai tutti i nemici storici della Chiesa e dichiarato guerra senza quartiere ai cattolici rimasti in circolazione.

 

Quanto a dialogo, ecumenismo, pauperismo, sono tutte foglie di fico, paraventi che nascondono un odio viscerale, inestinguibile, contro la bellezza, la santità e la vera bontà di due millenni di Chiesa di Cristo. In loro, nei sinodal- conciliari, invece, tutto è falsità, bruttura, cattiveria ..basti vedere le chiese e i santuari modernisti, come  la chiesa cubica di Foligno;  e che dire del NOM, messa poco cattolica e molto protestante? ..e che dire del rifiuto di convertire i seguaci delle false religioni? e che dire della conferma dei peccatori impenitenti ? ..…ma che strano, stesso discorso non valeva per i cattivoni, disobbedienti, laici e consacrati, della FSSPX.

 

Qualcuno ha fatto notare il sorrisetto ironico che Prevost  mostra spesso in pubblico, quasi non riuscisse  a nasconderlo….. non vorrà mica  burlarsi di noi (per usare un eufemismo)i, come faceva il suo  il suo predecessore, he ci chiamava facce di sottaceto, musi lunghi, sgranarosari, ecc.

 

 

 

Concludendo queste brevi riflessioni, un pensiero ci sale dal cuore:  restiamo uniti a Maria SS.ma, Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie  e Regina delle Vittorie, lì saremo al sicuro da loro, poiché per quanto La denigrino e La offendano ”non le fanno un baffo”, direbbe Totò, e il Suo Cuore Immacolato trionferà, ad onta di tutti i loro imbrogli ed inganni.

 

Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma

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22 commenti su “Modernisti in Perenne Contraddizione con Se Stessi. Riflessioni di Catholicus.”

  1. Don Pietro Paolo, nella mia immaginazione, è veramente un sacerdote singolare. Infatti con un suo commento al mio racconto “Don Ponzio Pilato e il suo dio” (ho dimenticato di metterci la parola “vero”), pensa che io lo abbia promosso in sogno quale aiutante del Papa (papa, visto che nel racconto adora la Pachamama). E sono stato a pensare: “Ma in base a quale elementi “don PP” può affermare che il personaggio di fantasia don Ponzio Pilato è lui? Perchè, penso, esistono almeno 30.000 sacerdoti (numero di fantasia) che potrebbero riconoscersi in don Ponzio Pilato … quei sacerdoti che preferiscono stare con il Pietro di questo momento (P maiuscolo solo perchè nome proprio) anche se lo vedono inginocchiato davanti alla Pachamama.
    Secondo me proprio come il nostro attuale papa (e se qualcuno dice: “Ma forse ha cambiato idea rispetto a quanto si vede nella fato di trenta anni fa”, io rispondo: “Ma sin da quando è papa io me lo immagino inginocchiato davanti alla Pachamama perchè essendo lui il capo che indica ai fedeli davanti a chi ci si deve inginocchiare ma anche a chi non ci si deve inginocchiare e non avendo ancora confutato il suo predecessore sulla questione, è come se lui in persona stesse inginocchiato ogni secondo davanti alla Pachamama. E se non lo vedo io nè don Pietro Paolo, cosi credo che debba essere, lo vede sicuramente Dio”).
    Ma don Pietro Paolo è (secondo me) singolare anche per questo: mai una parola negativa specifica per il papa attuale. Certo, dice lui (e qui riassumo di fantasia) … la crisi che attraversa la chiesa, la crisi delle vocazioni, le messe poco frequentate, le aberrazioni dottrinali, questo e anche quell´altro … ma si vede bene dall´affermare l´ovvio: che i principali responsabili di questo stato di cose sono proprio Prevost e i suoi immediati predecessori e coloro che lo/li difendono. Mai però esce dagli scritti di don Pietro Paolo il nome di chi siano i responsabili di questo stato di cose, che pur gli devono essere noti. Lui fa quadrato attorno a queste persone … non citandole.
    E di cosa si rende responsabile il commentatore che viene solitamente redarguito da don Pietro Paolo? Qui elenco io personalmente alcuni ricorrenti argomenti: “La Chiesa cattolica è infiltrata da sacerdoti che dicono volentieri ai satanisti: “Cuenta conmigo” (indovini don Pietro Paolo, chi è stato uno che l´ha detto); la Chiesa cattolica è piena di sacerdoti che voltano volentieri le spalle a Gesù (DIO!) quando celebrano la messa (indovini don Pietro Paolo chi ha introdotto un tale tipo di messa e che è sicuramente colui a cui si riferiva San Pio da Pietrelcina: «Coraggio, coraggio, coraggio! perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria. La Massoneria è già arrivata alle pantofole del Papa (Paolo VI)»; è piena di sacerdoti che con la sinodalità negano la regalità di Gesù (indovini don Pietro Paolo chi può essere uno); è piena di sacerdoti che equiparando la religione cattolica a tutte le altre, di fatto rendendo inutile agli occhi dei cattolici il sacrificio di Gesù sulla Croce (indovini don Pietro Paolo chi è uno); è piena di gente che sconsiglia agli altri cattolici di dare alla Madonna il titolo di Corredentrice quando appunto una corredenzione da parte del Figlio senza la necessaria partecipazione della Madonna non poteva avvenire agli occhi di Dio (indovini don Pietro Paolo chi è uno); è piena di sacerdoti che perseguitano i mons. Viganò e la Fraternità di San Pio X perchè hanno troppa nostalgia dei tempi passati (indovini chi è uno o anche più).
    E qui mi immagino la solita risposta-solfa di don Pietro Paolo: “Ma questo vuol dire poco … bisogna stare sempre “con Pietro e sotto Pietro” oppure/e anche che “la indefettibilità della Chiesa cattolica va preservata a tutti i costi” (e quando dicevo che per me la sua è una solfa, intendevo dire che conclude spessissimo con queste due frasi appena citate: gli argomenti sono diversi ma solo perché diverse sono le persone che li propongono).
    E sulla qual cosa sono in linea di principio d´accordo anche io … ma solo in linea di principio.
    Ma vediamo cosa significa oggi stare “con Pietro e sotto Pietro” (secondo me).
    In tempi normali, cioè quando era inconcepibile che un papa non stesse in comunione con Cristo, per un fedele lo stare “con Pietro … ” significava stare con quel Papa che cercava di fare la volontà di Dio e che, ricorrendo alla Tradizione (che credo, riassumendo, che sia un corpo di deduzioni logiche fatte dai migliori teologi del passato, coerenti con gli insegnamenti di Gesù), al momento della sua morte, sarebbe stato ben accolto da tutti i precedenti Pietro in un ipotetico circolo ricreativo-spirituale che fosse stato aperto in Paradiso e che Dio avesse consentito di istituire in onore del primo Pietro … dandogli la presidenza ovviamente.
    E una conseguenza importante era che tutti i fedeli che seguivano un tale Papa (“con Pietro e sotto Pietro”) appunto, quasi per “risucchio”, rischiavano seriamente di ritrovarsi anche loro ad essere accolti in Paradiso.
    E oggi, così mi immagino, fra le domande di ammissione a tale “circolo” a cui un Papa di oggi dovrebbe rispondere per essere “ammesso” a questo circolo, ci sono le seguenti: “Ti sei mai inginocchiato davanti alla Pachamama?”, “Hai mai favorito la sinodalità?”, “Hai mai pensato che la religione di Cristo, cioè quella cattolica, è equivalente alle altre?”, “Hai mai pensato che la Madonna non fosse necessaria alla redenzione del genere umano per cui hai dubitato che fosse Corredentrice?”, ed altre simili domande.
    Ecco … se l´aspirante Papa risponde negativamente a tutte queste domande, viene accolto, con tanto di festa di ammissione da parte di tutti i precedenti Papi di questo circolo … Pietro I, prima di tutti. In questo caso il Papa accolto potrà essere annoverato sulla Terra fra coloro che hanno contribuito a rafforzare l´istituzione del Papato.
    E se non è così … beh … dovrà andare a farsi accogliere altrove e al rispondere positivamente a tutte le suddette domande si vedrá accolto sì festosamente …. ma a forza di forconi. E gli umani lo ricorderanno come un papa che ha contribuito a demolire/indebolire il Papato.
    Ora .. non so come si é formato esattamente il termine “con Pietro e sotto Pietro” (e la cui origine può anche datare indietro di secoli), ma io credo che questa sia una espressione non molto adatta per affrontare con sicurezza questi tempi perchè nessuno allora si sarebbe mai immaginato che il Papa non obbedisse volutamente agli insegnamenti di Cristo, per non parlare di quasi una intera gerarchia insieme a lui.
    Ecco … se un giudice di Dio dovesse oggi giudicare un cattolico che non vuole seguire con il cuore il papa attuale, secondo me certamente lo assolverebbe affermando che il detto “con Pietro e sotto Pietro” presuppone sempre che Pietro stia “sotto Cristo”. Solo tanto il cattolico è tenuto a seguirlo. E se qualcuno dicesse: “Va bene … ma così il cattolico si mette sopra il papa”, ecco che il giudice, così sempre mi immagino, risponderebbe: “Se Dio ha dato ad ogni umano il dono del giudizio, è appunto per riuscire a distinguere Dio dal Diavolo e con questo il bene dal male”.
    E per questo io credo che oggi l´espressione adatta sarebbe, per tutti e non solo per il Papa: “con Pietro e sotto Cristo”; condizioni che devono essere contemporaneamente presenti:
    “Sotto Pietro” per indicare il cammino che i sacerdoti e i fedeli sono obbligati a fare insieme al Papa, ma certamente in posizione arretrata rispetto a lui e secondo l´importanza, quale segno di riconoscimento di chi sia la loro guida spirituale … ma sempre avendolo a portata di voce per avere la possibilità di dirgli una parola qualora pensino che la via imboccata non sia quella giusta.
    E qui secondo me questa condizione non viene attualmente soddisfatta. Basti pensare al paragrafo 25 della costituzione Lumen Gentium dove si chiede al fedele di ascoltare i vescovi con venerazione (da soli, si sono già fatti santi in terra? E poi tutti?) quali testimoni della divina e cattolica verità, di accettare il giudizio dal vescovo dato a nome di Cristo in cose di fede e morale …. ecc. In pratica di fare la pecora e basta … ma senza poter belare per far notare che dare solo un minimo spazio alla Pachamama non è per nulla cattolico … anzi, forse testimonia proprio l´anticattolicitá di chi la promuove.
    “Sotto Cristo” per significare che il Pietro del momento, così come tutti gli altri indistintamente, non può assolutamente deviare dagli insegnamenti di Gesù, e che soprattutto deve riconoscerLo quale fonte di ogni suo pensare ed agire. Insegnamenti che poi deve tentare di distribuire ai fedeli quanto piú possibile incontaminati.
    E questa condizione non mi pare che sia verificata soprattutto con gli ultimi due Pietro (infatti che senso ha camminare “con Pietro e sotto Pietro”, se un Pietro ha allestito la cerimonia alla Pachamama nei giardini del Vaticano, mentre il secondo, oltre a non smentire il predecessore su questa questione, si sta dando alla sinodalità e all´ecologismo piú selvaggi mostrando di fatto che non hanno nè il tempo nè la volontà di condurre le anime a Dio?).
    Anzi … meglio ancora sarebbe dire:
    “con Pietro e sotto Pietro … e tutti insieme sotto Cristo”.
    Mia opinione.

  2. Simone Torreggiani

    @ Catholicus & Don Pietro Paolo
    ” […] restiamo uniti a Maria SS.ma […]”
    Ottimo proposito!
    Di certo la Beata Vergine e Suo Figlio conoscono molto meglio di noi ciò che sta accadendo nel mondo, compresi tanti ‘dietro le quinte’ di cui sappiamo poco o nulla.
    Perché dunque non attingere dalla Loro infinita saggezza?
    Perché disprezzare profezie che già si sono, in parte, avverate?

    https://www.madonnadelpino.altervista.org/m/messaggipapa.html

    Non furono forse gli stessi testi sacri sempre legati, inizialmente, a ‘rivelazioni private’, in seguito diffuse e poi tramandate dai fedeli servi di Dio di tutte le epoche, a beneficio di tutti coloro che ebbero, hanno e avranno orecchi per intenderle?
    Il criterio più pragmatico per stabilire l’autentica origine divina delle profezie ce lo indica il Deuteronomio (18, 21-22):

    ‘Se tu pensi: Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detta? Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore; l’ha detta il profeta per presunzione; di lui non devi aver paura.’

    Quando una profezia viene da una Fonte che non fa che confermare e ribadire con forza tutti i capisaldi della Fede Cattolica, che ha anticipato eventi in seguito realizzatisi puntualmente, che fu accompagnata da grandi segni e miracoli, che venne rigettata senza un’indagine degna di questo nome da autorità troppo avvezze al ‘politicamente corretto’ (proprio come vennero osteggiati tutti i grandi profeti ‘controversi’ — ma veritieri — del passato), forse sarebbe il caso di concedere, quantomeno, il ‘beneficio del dubbio’ per riesaminare (seriamente…) tutto il fenomeno.

    Un altro criterio per giudicare la veridicità del profeta ce lo indica il Signore (Matteo 7, 15-20):

    “Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete.”

    Quando il profeta (o veggente) deve molto soffrire per compiere la sua opera (proprio come accadde a Giuseppe Auricchia) è chiaro che non agì per un vantaggio personale, ma anzi la rivelazione fu accompagnata da una pesante croce. Da cristiani sappiamo bene che ogni croce umilmente offerta a Dio genera frutti benedetti — per la Chiesa e per il mondo intero.

    I messaggi della Madonna del Pino, se da voi accolti, saranno un’ottima medicina per ritrovare la via della verità, della fede, della speranza e della carità — in particolare per correggere ‘insostenibili compromessi’ per salvare le apparenze (Don Pietro Paolo) e inique faziosità che, lasciate proliferare, non potranno che degenerare in eresie e scismi (Catholicus).

  3. la signora di tutti i popoli

    Circa l’articolo del vecchio amico Catholicus, poiché lo leggo da anni posso dire che é una persona che ha una bella fede e anche questa volta ci dona una visione concreta della realtá e sinceramente per me rimane una persona degna di ogni rispetto. Certo lui conosce il mio modo di vedere le “cose” e, se non ha mai risposto direttamente ai miei interventi, fra noi non c’é stato mai un contrasto, anche se non tutto può essere messo in comune.

    Sbaglia però -come al solito- il car pret seguace di falsi papi.
    È vero, nessuno ha obiettato sul suo commento non perchè fosse o meno in linea con Dottrina e Parola, ma solo perchè prolisso ogni oltre limite. Mi rendo conto che anche io non sono sempre sintetica ma spesso chiedo venia per i miei commenti, per rispetto al padron di casa che tuttavia é molto tollerante ma anche per i tanti che leggono. E questo credo sia “numericamente” altrettanto importante.
    Ma d. pp, ha tanto, troppo, lesionato le togne che non sará MAI dimenticato dalla scrivente. Il suo addomesticare la Dottrina per adattarla allo scisma contingente è sempre da denunciare per i meno accorti. Accertato questo plagio continuo molto spesso in un contesto di mancanza di carità, educazione e rispetto, leggerlo diviene puro masochismo, oltre che un avvelenamento da una fonte inquinata dallo scisma.

    1. Don Pietro Paolo

      signor.,

      vedo che, a distanza di tempo, le “togne” sarebbero ancora doloranti. Se davvero è così, me ne dispiaccio. Evidentemente i miei argomenti L’hanno colpita più di quanto lei voglia ammettere.

      Scrive che “non sarà MAI dimenticato”. Dimenticato da chi? Da Lei? Francamente mi lascia del tutto indifferente. Io non ho nulla da spartire con il mondo di idee che Lei propina. Se qualcuno ha deciso di costruirsi una propria setta e di chiamarla “Chiesa cattolica”, o addirittura di immaginare un papa senza successione apostolica, autoeletto e alternativo a quello riconosciuto dalla Chiesa, è una sua scelta. Di certo non la mia.

      Mi colpisce poi una contraddizione. Mi accusa di mancare di carità, educazione e rispetto, mentre mi definisce “fonte inquinata”, “scismatico” e ricorre a espressioni come “lesionato le togne”. Davvero un notevole esempio di coerenza e di cristiana carità. Quanto a me, continuo a chiedermi in quale occasione Le sarei mancato di carità, di educazione o di rispetto. Ma forse non sopporta la verità che scrivo e che contraddice il suo alto “magistero”?

      Quanto allo “scismatico”, mi permetta di sorridere. Può ripeterlo all’infinito, ma la realtà non cambia. Se c’è qualcuno che ha scelto di seguire e difendere con ostinazione un sacerdote pubblicamente scomunicato, non sono certo io. Questo è un fatto. Le ricordo che chi aderisce alle tesi scismatiche di un sacerdote pubblicamente scomunicato, rifiutando il Papa riconosciuto dalla Chiesa a norma del can. 1364 incorre nella scomunica latae sententiae.. È il diritto della Chiesa a definire che cos’è lo scisma, non i commentatori di un blog.
      Infine, se davvero mi considera così irrilevante e sostiene che leggermi sia “puro masochismo”, una domanda nasce spontanea: perché continua a leggermi e, soprattutto, a rispondermi con tanta costanza? Forse il problema non sono le “togne”, ma gli argomenti, che continuano a disturbarla molto più di quanto voglia ammettere.

    2. Grazie cara amica, la ringrazio e ricambio i sensi di stima e rispetto ( e anche di affetto, suvvia, siamo fratelli/sorelle nella stessa fede).
      Come vede, concludo sempre i miei scritti con un omaggio a Maria SS.ma, nostra amata Madre Celeste; ovunque trovi riferimenti all’Immacolata (sia nel nickname che negli scritti) provo un’ istintiva simpatia ed affinità di pensiero.
      Un caro saluto, in Cristo e Maria SS.ma, LJC

  4. https://www.aldomariavalli.it/2026/07/23/se-questo-e-un-prete/amp/. : dopo la benedizione del blocco di ghiaccio, adesso ecco la “medaglia della sostenibilità – Leone XIV”, per uno sviluppo umano integrale, all’insegna della tutela ambientale, eco-sostenibile ..e questo è forse Cattolicesimo? e un Papa che strombazza ai 4 venti simili iniziative è il Vicario di Cristo? colui che custodisce gelosamente il depositum fidei per trasmetterlo alle generazioni successive? il dolce Cristo in terra, come diceva Santa Caterina da Siena?.. non c’è niente da ridere, purtroppo, né mancanza di rispetto che dir si voglia, qui siamo nel tragico, peggio di una tragedia greca, si salvi chi può da quella gente lì, altro che stato di necessità, solo un cieco non può vederlo, benedetti sacerdoti e vescovi della FSSPX, Dio li ricompensi a 100 e a 1000.

  5. Don Pietro Paolo

    Non posso che prendere atto dell’invito del dott. Tosatti a essere più sintetico, e cercherò di farne tesoro. Il rispetto per chi ospita il confronto viene prima di tutto.
    Resta però una constatazione significativa. Dopo la mia lunga risposta a Catholicus, nessuno ha indicato un solo errore dottrinale, storico o logico. Il dibattito si è spostato sulla lunghezza del commento, non sulla fondatezza degli argomenti. Evidentemente era più semplice contare le righe che confutare le tesi.
    La cosa è ancora più curiosa se si considera che, da anni, sul blog trovano spazio interminabili ricostruzioni, ipotesi, teorie e fantasie di ogni genere, senza che la loro estensione susciti particolare scandalo. A quanto pare, il problema non è la lunghezza in sé, ma il fatto che qualcuno risponda punto per punto, documentando ciò che afferma. Le prolissità sembrano diventare intollerabili soltanto quando non alimentano certe narrazioni, ma le mettono in discussione.
    Leggo poi con un sorriso che “ripeto sempre le stesse cose”. Certo. Se vengono riproposte continuamente le medesime obiezioni contro la Chiesa, il Papa e il Magistero, è inevitabile che le risposte richiamino gli stessi principi. La verità cattolica non cambia a seconda dell’interlocutore né segue il vento delle opinioni.
    Quanto all'”Amico di don P.P.”, lo ringrazio per l’ironia. Tuttavia, invece di attribuirmi un’infallibilità che non ho mai rivendicato, avrebbe potuto indicare un solo errore nella mia replica. Non lo ha fatto. Ha preferito la caricatura all’argomentazione, che spesso diventa l’ultima risorsa quando mancano le confutazioni.
    In definitiva, la mia risposta è stata giudicata troppo lunga, ma nessuno ha dimostrato che fosse errata. Si è processata la forma perché non si è riusciti a smentire la sostanza. E, nelle discussioni, anche questo dice qualcosa.

    1. Amico di don P.P.

      Caro amico,
      perché perdere tempo a confutare chi è inconfutabile?
      Si sarà accorto che chi ci ha provato in passato ha poi desistito, tranne qualche irriducibile… Se pensa però di aver vinto delle battaglie, avendo l’ultima parola, o se pensa di aver reso un servizio alla Verità, convincendo le folle, si sbaglia di grosso. Non è con la ripetizione ossessiva che una idea od opinione diventa vera. Anzi. Diventa un boomerang.
      La dottrina cattolica, che lei certamente conosce bene, va applicata nel concreto… Ed è proprio qui che, senza per questo diventare eretici, sono possibili un ventaglio di opinioni sul come applicarla al meglio. Così come sono possibili giudizi concreti diversi derivanti dalla stessa corretta dottrina. Con questo non voglio dire che tutte le scelte e giudizi siano di egual valore e intercambiabili. Ognuno di noi è sicuramente convinto di quanto afferma. Ma saranno il tempo e la storia a dimostrare chi aveva ragione, non certo le “guerre” dei commenti…
      Con amicizia. Se le volessi male, o se avessi pensato che è talmente ottuso da non capire, avrei tenuto per me queste considerazioni.

      1. Don Pietro Paolo

        Caro amico (?),

        Mi permetta una precisazione. Lei scrive: «perché perdere tempo a confutare chi è inconfutabile?». Ma chi sarebbe, esattamente, “inconfutabile”? Io non ho mai pensato che esistano persone inconfutabili. Fra l’altro io ho cercato di confutare le loro idee.

        Non penso nemmeno di aver vinto battaglie o di convincere le folle. Se intervengo, è per un motivo molto semplice: quando vedo affermazioni che possono confondere i fedeli sulla dottrina cattolica, ritengo che, da sacerdote, sia mio dovere rispondere. San Paolo raccomanda a Timoteo: «Annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina» (2 Tm 4,2). Cerco semplicemente di fare questo.

        Lei parla di ripetizione ossessiva. Se le mie risposte Le sembrano tali, Le faccio osservare che esse sono, nella quasi totalità dei casi, una conseguenza delle continue e reiterate accuse rivolte, praticamente in ogni discussione, contro il Papa e contro la Chiesa. Le mie non sono interventi spontanei, ma repliche. Se cessassero le accuse, cesserebbero automaticamente anche le risposte.

        Quanto poi alla distinzione tra dottrina e sua applicazione concreta, sono pienamente d’accordo. Ma il punto è proprio questo: io non contesto legittime opinioni prudenziali. Contesto quando vengono presentate come “dottrina cattolica” tesi che la Chiesa non ha mai insegnato o che, in alcuni casi, contraddicono apertamente il suo Magistero. Quelle non sono semplici opinioni: talvolta sono veri errori dottrinali, e qualche volta autentiche eresie.

        Lei conclude dicendo che sarà il tempo e la storia a stabilire chi aveva ragione. In parte è vero. Ma se nessuno richiama oggi alla sana dottrina, molti fedeli rischiano di diventare vittime di fanatici, di falsi maestri e di chi diffonde menzogne rivestendole di linguaggio cattolico. Anche questo, credo, sarebbe un venir meno al dovere pastorale.

        La ringrazio per l’amicizia. E, con un sorriso, Le rispondo con un vecchio proverbio: «Dai nemici mi guardo io; dagli amici mi guardi Dio».

        Con stima, Le auguro ogni bene. Dio La benedica.

  6. https://www.aldomariavalli.it/2026/07/22/no-non-sono-fratelli-un-po-inadeguati-sono-nemici-della-nostra-fede-e-vanno-combattuti/amp/

    “Gli uomini che hanno detenuto il potere a Roma dal Concilio in poi non sono avversari in errore. Sono nemici che hanno avuto successo….cosa abbiamo osservato negli ultimi sessant’anni? Che tutto ciò che è cattolico viene sistematicamente osteggiato e tutto ciò che mina la Fede è sistematicamente incoraggiato…l’unica cosa che viene amministrata con competenza, coerenza ed efficienza nella Chiesa post-conciliare è la distruzione della Tradizione…Ognuno ha il suo posto in questa Roma: protestanti, pachamamisti, prelati scandalosi, false religioni invitate a pregare per la pace, tutti, tranne l’antica fede cattolica….tutto ciò che trasmette la Fede cattolica è punito….ci sono solo due possibili spiegazioni: incompetenza incredibilmente sempre diretta nella stessa direzione, oppure scelta deliberata….a Roma, stanno distruggendo quella Chiesa che hanno giurato di proteggere….né scisma né sottomissione ai becchini, ma fedeltà alla Roma eterna contro i suoi occupanti.”

    Se non si capisce adesso come stanno realmente le cose, non lo si capirà mai.

    1. Don Pietro Paolo

      Caro Catholicus,

      se domani il Papa benedicesse un ospedale, una scuola o persino un uliveto, sono certo che trovereste comunque il modo di trasformarlo nell’ennesima “prova” che non è il Vicario di Cristo.

      Il problema, infatti, non è la medaglia né la sostenibilità. Il problema è che, qualunque cosa faccia il Papa, il verdetto è già stato emesso in partenza. E quando la conclusione precede i fatti, non è più un giudizio: è un pregiudizio.

    2. Don Pietro Paolo

      Anonimo,

      io, invece, vorrei capire come possiate sostenere teorie che contraddicono la promessa di Cristo: «Le porte degli inferi non prevarranno» (Mt 16,18), e la dottrina cattolica sul primato e sulla perpetuità del ministero di Pietro, definita dal Concilio Vaticano I (prima dei sessant’anni di cui parla la citazione), continuando a definirvi cattolici.

      Se davvero la Chiesa fosse occupata dai suoi nemici da sessant’anni, allora sarebbe venuta meno la parola stessa del Signore. È davvero questo che volete sostenere?

  7. Mi sa che don Pietro Paolo si è montato a testa.
    E’ talmente divorato da una strana foga apologetica
    che non si accorge di farla fuori del vaso.
    Crede di “rimettere le cose a posto” impiegando
    una logorrea dottrinale pedante, nozionistica, gelida.
    Fa le bucce a tutti con un puntiglio
    tutt’altro che apostolico.
    Sì, mi sa che si è montato la testa.
    Forse c’è anche un pizzico di esaltazione.
    Non oso immaginarlo ai tempi dell’Inquisizione.
    Adesso attendiamo la solita replica ripetitiva, stantìa, monotona.

  8. Don Pietro Paolo

    Caro dott. Tosatti, ripropongo quello che non so perché non è stato pubblicato. Capisco che è un testo lungo, ma …. bisogna sentire anche le voci contrarie-

    Caro “Catholicus”, di cattolico, nel Suo intervento, rimane soprattutto lo pseudonimo.
    Lei esordisce accusando i cosiddetti “modernisti” la smetta di chiamare modernisti di essere in contraddizione con sé stessi. Eppure l’intero Suo scritto è una contraddizione vivente: si proclama difensore della Chiesa mentre accusa la Chiesa visibile, il Papa, i vescovi, il Concilio ecumenico, la liturgia promulgata dalla suprema autorità e il Magistero degli ultimi sessant’anni di essere strumenti di una congiura luciferina.
    Questa non è difesa della Chiesa: è la sua sostituzione con una Chiesa immaginaria, della quale Lei stabilisce confini, gerarchia e ortodossia.
    1. Il postulato che contiene già la conclusione
    Lei scrive: «Se si assume il postulato che il Vaticano II abbia avuto lo scopo di distruggere la Chiesa…».
    Appunto: se si assume. Ma questo non è un fatto dimostrato; è precisamente ciò che Lei dovrebbe provare. Lei pone come premessa la conclusione che desidera raggiungere e poi presenta tutto il resto come conseguenza inevitabile.
    È un ragionamento circolare:
    * il Concilio è malvagio perché voleva distruggere la Chiesa;
    * sappiamo che voleva distruggere la Chiesa perché i suoi frutti sarebbero malvagi;
    * chi nega questa interpretazione è un modernista coinvolto nella distruzione.
    Con un simile metodo non è più possibile alcuna verifica: ogni fatto contrario diventa parte del complotto. Questa non è teologia cattolica, ma mentalità settaria.
    2. L’accusa di voler “distruggere la Chiesa”
    Lei attribuisce a papi, cardinali e vescovi l’intenzione consapevole di distruggere la Chiesa, ingannare un miliardo e quattrocento milioni di fedeli e condurli alle porte dell’inferno.
    Dove sono le prove?
    Non basta citare ecumenismo, sinodalità o libertà religiosa. Bisognerebbe dimostrare che coloro che ne parlano intendano realmente abolire la fede cattolica. Lei, invece, pretende di leggere nelle coscienze e attribuisce intenzioni sataniche senza produrre un solo documento che le dimostri.
    Il cattolico può criticare atti, parole, decisioni pastorali e persino documenti non infallibili. Non può però trasformare i propri sospetti in sentenze sulla coscienza altrui.
    3. La caricatura del pontificato di Francesco
    Lei attribuisce a Papa Francesco questa dottrina: «Dio non giudica nessuno, non condanna nessuno, perdona tutti, sempre, andate avanti così».
    Ma questa è una caricatura, non una citazione dottrinale. La misericordia cristiana non significa approvazione del peccato. Dio perdona chi si apre alla grazia e il perdono è sempre chiamata alla conversione.
    Si possono criticare ambiguità, espressioni infelici o scelte pastorali di Francesco. Altra cosa è fabbricare un “vangelo di Francesco” secondo il quale l’impenitenza sarebbe diventata una virtù. Lei non confuta il Papa: confuta una frase composta da Lei stesso.
    4. La deformazione del timore di Dio
    Anche l’espressione «basta con la Chiesa della paura» viene immediatamente tradotta da Lei come volontà di cancellare il timore di Dio.
    Ma il timore filiale di Dio non coincide con il terrorismo religioso, con la rappresentazione di Dio come padrone arbitrario o con una pastorale fondata esclusivamente sulla minaccia.
    Liberare dalla paura servile non significa abolire il santo timore di Dio. Significa passare dalla paura dello schiavo alla fiducia del figlio.
    5. L’attacco a Benedetto XVI
    Definire l’ermeneutica della continuità una «continuità nella menzogna» significa accusare Benedetto XVI non semplicemente di un errore interpretativo, ma di essere stato consapevolmente parte di un inganno.
    Lei non dimostra che Benedetto abbia mentito. Lo dichiara tale perché non condivideva la Sua lettura del Concilio.
    In altri termini: quando Benedetto XVI difende la Tradizione Le va bene; quando difende la continuità del Vaticano II diventa improvvisamente un ingannatore. Il criterio ultimo, dunque, non è il Papa, né la Tradizione, né il Magistero: è il giudizio privato di “Catholicus”.
    6. Il “golpe” conciliare
    Un concilio ecumenico convocato da un Papa, proseguito e promulgato da un altro Papa, sottoscritto moralmente dall’intero episcopato cattolico e recepito dalla Chiesa universale sarebbe, secondo Lei, un colpo di Stato contro la Chiesa.
    Ma allora occorre domandarsi: dov’era la promessa di Cristo? Dov’era l’assistenza dello Spirito Santo? Come avrebbe potuto l’intero episcopato in comunione con Pietro promulgare e accogliere per decenni un programma destinato alla distruzione del cattolicesimo?
    Per salvare la Sua teoria, Lei deve rendere praticamente inutile l’indefettibilità della Chiesa. La Chiesa visibile avrebbe insegnato universalmente una falsa religione, mentre la vera fede sarebbe sopravvissuta soltanto in gruppi che rifiutano il Papa e il Concilio.
    È questa, semmai, la vera rottura con l’ecclesiologia cattolica.
    7. La Fraternità San Pio X trasformata in vittima innocente
    Lei descrive la Fraternità come perseguitata per la sua fedeltà, ma omette il fatto decisivo: furono annunciate e poi compiute consacrazioni episcopali senza mandato pontificio, nonostante un’esplicita ammonizione della Santa Sede.
    Il 13 maggio 2026 il Dicastero per la Dottrina della Fede aveva dichiarato che tali consacrazioni, prive del mandato del Papa, avrebbero costituito un atto scismatico. Dopo le ordinazioni, il decreto del 2 luglio ha applicato quanto previsto dal diritto e ha ammonito i fedeli a non aderire formalmente allo scisma. Non si tratta dunque di una rappresaglia improvvisa contro la Messa antica, ma della conseguenza di un atto pubblico compiuto contro l’autorità pontificia. (Vaticano)
    Lei pretende invece che la Fraternità possa:
    * riconoscere teoricamente il Papa;
    * disobbedirgli nelle decisioni più gravi;
    * scegliere autonomamente i vescovi;
    * consacrarli contro il suo espresso divieto;
    * continuare tuttavia a essere considerata pienamente cattolica.
    A questo punto, che cosa rimane del primato pontificio?
    Un Papa al quale si obbedisce soltanto quando conferma ciò che abbiamo già deciso non è più il Papa: è un notaio incaricato di ratificare la nostra volontà.
    8. L’accusa di “cattiveria” alla Santa Sede
    Lei considera la pena canonica prova dell’odio dei “sinodal-conciliari”. Ma una pena ecclesiastica non è necessariamente vendetta: può essere la dichiarazione giuridica della gravità oggettiva di un atto.
    Le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio toccano direttamente l’unità e la costituzione gerarchica della Chiesa. Non sono paragonabili a una discussione pastorale o a una divergenza d’opinione.
    Lei domanda misericordia per chi compie un atto contro l’unità della Chiesa, ma considera traditori e luciferini tutti coloro che non condividono la Sua posizione. Una singolare concezione della misericordia: illimitata per la parte che preferisce, inesistente per tutti gli altri.
    9. La “Religione Unica Mondiale”
    Qui il testo abbandona definitivamente il piano teologico ed entra nella narrativa complottistica.
    Sinodalità, governo mondiale, religione universale, rivoluzione conciliare, origine luciferina: tutto viene fuso in un’unica costruzione senza documenti, senza prove e senza distinzione.
    Quando mancano gli argomenti, compare il complotto. E il complotto ha un grande vantaggio: non può mai essere smentito, perché ogni smentita viene presentata come ulteriore prova della cospirazione.
    10. Il “noi dobbiamo andare avanti”
    Da una comunissima espressione del Papa, Lei ricava l’esistenza di un “clan modernista” impegnato a ultimare la demolizione della Chiesa.
    È un processo alle intenzioni allo stato puro.
    Negli interventi pubblici di Leone XIV, “andare avanti” è stato usato in contesti spirituali e pastorali: perseverare nella fede, nell’amore, nella speranza e nella costruzione della pace. Trasformarlo nel codice segreto di una cospirazione anticattolica è fantasia, non esegesi. (press.vatican.va)
    11. Il giudizio sulla coscienza del Papa
    Lei arriva persino a interpretare il “sorrisetto” di Leone XIV come prova che si starebbe burlando dei fedeli.
    Dunque non bastano più gli atti e i documenti: persino un’espressione del volto diventa materiale accusatorio.
    Questo non è discernimento. È pregiudizio: chi è già stato dichiarato colpevole verrà giudicato colpevole anche quando sorride, quando tace, quando parla o quando semplicemente appare in pubblico.
    12. Il Novus Ordo definito “poco cattolico”
    La Messa promulgata dall’autorità suprema della Chiesa, celebrata per decenni dai Papi e dalla quasi totalità dei vescovi e sacerdoti cattolici, sarebbe “poco cattolica e molto protestante”.
    Ma una liturgia può avere caratteristiche differenti, essere criticata nelle applicazioni, negli abusi o in alcune scelte rituali. Non può essere liquidata come sostanzialmente protestante senza implicare che la Chiesa abbia dato universalmente ai fedeli un culto nocivo o non cattolico.
    Ancora una volta, per condannare la Chiesa postconciliare, Lei finisce per colpire l’indefettibilità stessa della Chiesa.
    13. Ecumenismo e missione
    Lei confonde il rispetto verso le persone e il dialogo con le altre religioni con la rinuncia all’evangelizzazione.
    La Chiesa continua a proclamare Cristo. Il Concilio Vaticano II afferma che la comunità cristiana ha ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti. Il dialogo non equivale dunque alla negazione della missione. (Vaticano)
    Si può discutere su modalità, formule e prudenze pastorali. Non si può onestamente sostenere che ogni dialogo sia già, in sé, apostasia.
    14. L’argomento estetico
    Lei porta come prova del modernismo perfino la bruttezza di alcune chiese contemporanee.
    Anch’io posso ritenere molte architetture moderne fredde, insignificanti o inadatte al culto. Ma la verità della fede non si dimostra confrontando una basilica barocca con una chiesa cubica.
    Vi sono state opere mediocri in ogni epoca e la bruttezza di un edificio non dimostra l’eresia di un concilio.
    15. L’invocazione finale alla Madonna
    Infine Lei invoca Maria Santissima contro “loro”, cioè contro il Papa, i vescovi e la Chiesa visibile.
    Ma Maria non è la patrona dello scisma, del sospetto permanente o della ribellione ecclesiastica. È Madre della Chiesa, non di una contro-Chiesa autoproclamata.
    Non si può recitare il Rosario e contemporaneamente accusare senza prove il Successore di Pietro di guidare un piano luciferino. Non si può invocare il Cuore Immacolato per giustificare la demolizione della comunione ecclesiale.
    Il trionfo del Cuore Immacolato non sarà il trionfo di una fazione sul Papa, ma il trionfo di Cristo nella sua Chiesa.
    Conclusione
    Il Suo testo non difende la fede cattolica. Difende un sistema ideologico nel quale:
    * il Concilio è un golpe;
    * i Papi sono ingannatori;
    * i vescovi sono demolitori;
    * la liturgia della Chiesa è protestante;
    * l’autorità ecclesiastica è valida soltanto quando dà ragione alla Fraternità;
    * ogni sanzione canonica è persecuzione;
    * ogni parola del Papa è un codice massonico;
    * persino un sorriso diventa prova di colpevolezza.
    Il problema, caro “Catholicus”, è che Lei si attribuisce il diritto di decidere chi sia cattolico, quale concilio sia cattolico, quale Papa sia cattolico, quale Messa sia cattolica e quale atto della Chiesa debba essere obbedito.
    Questo ha un nome preciso: libero esame applicato alla Chiesa.
    Lei può chiamarlo Tradizione quanto vuole, ma la Tradizione cattolica non è il tribunale privato davanti al quale devono comparire il Papa e l’intero episcopato. È la fede vivente della Chiesa, custodita nella comunione gerarchica con il Successore di Pietro.
    Pertanto, più che chiedersi quanto siano cattolici gli altri, farebbe bene a domandarsi che cosa rimanga di cattolico in una posizione che considera nemici della fede il Papa, i vescovi, un Concilio ecumenico e la Chiesa universale.
    Perché, alla fine, nel Suo sistema tutti sarebbero fuori dalla Chiesa, tranne Lei e coloro che la pensano come Lei.
    E per finire, la smetta di affibbiare l’etichetta di “modernista” a chi è semplicemente fedele al Papa, al suo Magistero e a un Concilio ecumenico da lui convocato, approvato e promulgato. Il modernismo non consiste nell’obbedire alla Chiesa, ma nel sostituirsi ad essa. Se c’è qualcuno che, di fatto, si allontana dalla dottrina cattolica sul primato del Papa, sull’autorità dei Concili ecumenici e sul Magistero autentico, quello è Lei, non chi rimane in comunione con la Chiesa. Se ne faccia una ragione: la cattolicità non si misura dalla conformità alle Sue opinioni, ma dalla comunione con la Chiesa fondata da Cristo.

    1. caro don Pietro Paolo, non è lungo, è eccessivo. Capisco il desiderio di essere esaustivi, ma ricevo commenti che sono lunghi quattro volte gli articoli, se non di più. Nulla vieta a chiunque se vuole – e questo riguarda anche un’altra commentatrice a tappeto – di aprire un proprio blog dove esprimersi senza freni.

      1. Grazie Marco, mi hai tolto le parole di bocca; per principio non raccolgo le provocazioni, men che meno, poi, mi avventuro nella lettura di lunghi e assillanti commenti, semplicemente li ignoro; ma la tua precisazione era più che opportuna, a vantaggio dei tanti amici che sanno contenere i loro commenti, le loro esternazioni, senza far venire il mal di testa ai frequentatori del blog. Ci sono fior di siti “normalisti”, diciamo così, dove le loro prolisse esternazioni incontrerebbero un coro di consensi, chissà perché, però, non vogliono trasferircisi. “A’ bon entendeur, salut !” dicono i francesi. Pace e bene a tutti, ovviamente. LJC

      2. Pure io voglio dire la mia: anche io a volte faccio commenti lunghissimi. Mi dichiaro colpevole.
        Ma almeno cambio quasi ogni volta argomento.
        Ma don Pietro Paolo ripete sempre le stesse cose.
        Che solfa!

    2. Amico di don P.P.

      Caro don PP,
      concordo con Tosatti. Un suo personale blog sarebbe il posto giusto dove esprimere in libertà le sue opinioni, senza censure e senza contraddittorio. Infatti, le consiglio di tenere i commenti chiusi, in modo che la Verità infallibile di cui Lei è Sommo Depositario non venga sporcata dai commenti vani e infallibilmente errati di noi, poveri comuni mortali.
      Al massimo, potrà pubblicare qualche commento negativo, che potrà strumentalizzare per ribadire la VERITÀ.
      Sicuro che saprà cogliere i miei suggerimenti e quelli ancora più autorevoli del dott. Tosatti,
      Un Amico

  9. Certamente Dio non giudica con la testa dell’uomo
    Ma vogliamo dimenticare come Adamo fu avvertito da Dio, di non mangiare il frutto dell’ albero che è al centro del giardino? La conseguenza sarebbe la morte.
    E così fu, IL PECCATO.
    vogliamo vedere come Gesù ripagò questo peccato?
    Due uomini crocifissi, uno a destra e l’altro a sinistra di Gesù stesso,
    Uno chiese di vivere dopo la morte fisica, l’altro cosa chiese? Solamente di scendere dalla croce.
    Dio perdona, certo che perdona, ma io chiedo perdono? Oppure come satana, sto a manipolare il comando di Dio?
    Ad esempio: modernisti, progressisti, teologi della liberazione, gruppi ecclesiali, il politicamente corretto (grande bestemmia contro la verità), i confessori che ti dicono “confessati direttamente con Dio”.
    Questa è la “chiesa fai da te” non quella di Cristo catechizzata da Pietro e Paolo …,
    Secondo il fu Bergoglio, il card. Zuppi i POVERI sono quelli che arrivano dal mare, con dietro fiumi di denaro sporco.
    Ma io, noi, chi ci cura? Chi si prende la briga di dissetare la nostra anima con quell’acqua zampillante che è la Parola di Verità per la Vita Eterna?
    Il mio dolore grida, cerca e non trova più una risposta.

  10. In vari commenti ho fatto presente la necessità, ineludibile, di almeno riperimetrare il Vat 2 con la Dottrina Bimillenaria, inoltre ho avanzato l’ ipotesi che lo stesso potesse essere frutto di un accordo. Silenzio assordante nonostante i risultati poco brillanti ( usando un eufemismo ) del Concilio. A questo punto corre l’ obbligo inserire qualche elemento di riflessione in più : un probabile accordo ” politico ” fra le alte gerarchie ecclesiastiche e la massoneria, soggetti caratterizzati da un ermetismo ferreo, dai quali poco o niente trapela. Però sovvengono le profetiche parole di NS Gesù Cristo ” dai frutti li riconoscerete “. E visto la piega che sta prendendo il percorso Conciliare, è lecito dedurlo e sospettarlo.

  11. Caro amico Catholicus, le do ragione in tutto, ma come penso si sia accorto da certi miei commenti, il fatto che per me è la cartina al tornasole del novello pontificato, è il ruolo confermato e forse accresciuto dell’ innominabile pornoprefetto (come chiamarlo altrimenti?) su cui Leone ripone evidentemente la sua incondizionata fiducia e lascia agire liberamente perché suo estimatore. Non posso mandar giù l’ infame decreto contro i titoli della Madonna Santissima, anzi la cosa mi manda il sangue al cervello e inorridisco per l’ odio vomitato prima di subito contro la FSSPX , forse l’ unica in questi infausti tempi a difendere valorosamente la Santa Chiesa Cattolica e i sacri diritti di Nostro Signore Gesù Cristo.
    E credo che tutte le peggiori manovre a cui assistiamo utto le rispecchino chiaramente l’ odio infernale del demonio contro il Buon Dio e contro tutto ciò che è santo e senza macchia. Siamo tanto stanchi e amareggiati, ma non perdiamo la speranza di un presto trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

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