Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un lettore fedele del nostro sito, Catholicus, offre alla vostra attenzione questi pensieri sulla situazione attuale della Chiesa. Buona lettura e diffusione.
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Modernisti in perenne contraddizione con sé stessi
I modernisti, vescovi, cardinali o papi che siano, sono in continua contraddizione con sé stessi, tra quello che scrivono, dicono, proclamano ai quattro venti, e quello che fanno nei confronti dei pochi, veri cattolici, rimasti in circolazione ( cfr
A nostro modesto avviso ciò dimostra che parole come ecumenismo, libertà religiosa, fratellanza universale, sinodalità, non siano altro che foglie di fico, paraventi dietro ai quali si nasconde il loro vero obiettivo, cioè distruggere la Chiesa Cattolica, il papato, ingannare 1,4 mld di fedeli nel mondo, depistandoli dalla strada stretta e tortuosa che conduce alle porte del Paradiso, per instradarle, a loro insaputa, sulla via larga e comoda, sgombra di ostacoli, al cui capolinea però c’è Portae Inferi.
“Dio non giudica nessuno, non condanna nessuno, perdona tutti, sempre, andate avanti così”, diceva Papa Francesco ai peccatori impenitenti, adulteri, coppie di fatto, specialmente omosex, transessuali, e via dicendo.
“Basta con la Chiesa della paura” tuonava Mons. Ermes Ronchi negli esercizi spirituali ad Ariccia con papa Francesco, con l’evidente scopo d far scomparire il timor di Dio dal cuore dei fedeli.
L’ermeneutica della continuità, slogan caro a Papa Benedetto, a nostro parere sarebbe da intendersi come continuità nella menzogna, nell’inganno, nel depistaggio, per tirar dentro il carrozzone conciliare chi ancora si professa cattolico tradizionalista.
Alcuni papi postconciliari si sono limitati a “conservare” l’eredità del CV II, magari limitandosi a piccoli passi in avanti e ad un passo indietro (vedasi il Summorum Pontificum), mentre altri hanno dato, e stanno dando, un’impennata, una specie di “motus in fine velocior” alla rivoluzione conciliare, al fine di attuare pienamente il nefasto CVII nel più breve tempo possibile; la memoria ci corre qui al magistrale saggio “1962 – Rivoluzione nella Chiesa”, di don Andrea Mancinella, recentemente ripubblicato ed aggiornato a cura di Radio Spada col titolo “Golpe nella Chiesa”.
Un vecchio, vecchissimo adagio recita “est modus in rebus”, cioè c’è un modo giusto di fare le cose, e tanti modi sbagliati. Quello adottato dal cardinal Fernandez, sicuramente d’intesa con papa Leone, è stato l’unico modo giusto, dal loro punto di vista, per far piazza pulita della scomoda Fraternità Sacerdotale San Pio X e raggiungere velocemente l’obiettivo della Religione Unica Mondiale (il sinodal-conciliarismo), altra faccia del Governo Unico Mondiale, di chiara origine ed ispirazione luciferina.
Da quando papa Leone ha detto apertamente ” noi dobbiamo andare avanti”, abbiamo subito sospettato che quel “noi” non fosse il solito plurale maiestatis pontificio, ma che si riferisse al clan dei modernisti alla guida di Santa Romana Chiesa, e alla fretta che hanno di completare la demolizione di ogni residua traccia di cattolicesimo sulla faccia della terra; ci viene il dubbio che Prevost volesse riferirsi al fatto che la loro rivoluzione non è ancora giunta al culmine, e che quindi sia necessario portare a compimento il programma del Concilio Vaticano II, come disse Papa Francesco all’atto della sua elezione, programma attualmente ampliato con l’introduzione di un nuovo obiettivo progressista, la sinodalità.
Vogliono quindi imporre la religione sinodal-conciliare a tutti, con le buone o con le cattive, e la cattiveria mostrata verso la FSSPX ne è la prova lampante. Però, cari amici della Fraternità, voi siete nel giusto, nella Verità, mentre loro, i modernisti, sono nell’errore, consapevolmente ed ostinatamente.
Se si assume il postulato, l’ assioma, che il CV II abbia avuto lo scopo di distruggere la Chiesa Cattolica dall’interno, allora è ovvio che abbiano aperto le porte ai tutti i nemici storici della Chiesa e dichiarato guerra senza quartiere ai cattolici rimasti in circolazione.
Quanto a dialogo, ecumenismo, pauperismo, sono tutte foglie di fico, paraventi che nascondono un odio viscerale, inestinguibile, contro la bellezza, la santità e la vera bontà di due millenni di Chiesa di Cristo. In loro, nei sinodal- conciliari, invece, tutto è falsità, bruttura, cattiveria ..basti vedere le chiese e i santuari modernisti, come la chiesa cubica di Foligno; e che dire del NOM, messa poco cattolica e molto protestante? ..e che dire del rifiuto di convertire i seguaci delle false religioni? e che dire della conferma dei peccatori impenitenti ? ..…ma che strano, stesso discorso non valeva per i cattivoni, disobbedienti, laici e consacrati, della FSSPX.
Qualcuno ha fatto notare il sorrisetto ironico che Prevost mostra spesso in pubblico, quasi non riuscisse a nasconderlo….. non vorrà mica burlarsi di noi (per usare un eufemismo)i, come faceva il suo il suo predecessore, he ci chiamava facce di sottaceto, musi lunghi, sgranarosari, ecc.

Concludendo queste brevi riflessioni, un pensiero ci sale dal cuore: restiamo uniti a Maria SS.ma, Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Regina delle Vittorie, lì saremo al sicuro da loro, poiché per quanto La denigrino e La offendano ”non le fanno un baffo”, direbbe Totò, e il Suo Cuore Immacolato trionferà, ad onta di tutti i loro imbrogli ed inganni.

Il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria SS.ma
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5 commenti su “Modernisti in Perenne Contraddizione con Se Stessi. Riflessioni di Catholicus.”
Caro dott. Tosatti, ripropongo quello che non so perché non è stato pubblicato. Capisco che è un testo lungo, ma …. bisogna sentire anche le voci contrarie-
Caro “Catholicus”, di cattolico, nel Suo intervento, rimane soprattutto lo pseudonimo.
Lei esordisce accusando i cosiddetti “modernisti” la smetta di chiamare modernisti di essere in contraddizione con sé stessi. Eppure l’intero Suo scritto è una contraddizione vivente: si proclama difensore della Chiesa mentre accusa la Chiesa visibile, il Papa, i vescovi, il Concilio ecumenico, la liturgia promulgata dalla suprema autorità e il Magistero degli ultimi sessant’anni di essere strumenti di una congiura luciferina.
Questa non è difesa della Chiesa: è la sua sostituzione con una Chiesa immaginaria, della quale Lei stabilisce confini, gerarchia e ortodossia.
1. Il postulato che contiene già la conclusione
Lei scrive: «Se si assume il postulato che il Vaticano II abbia avuto lo scopo di distruggere la Chiesa…».
Appunto: se si assume. Ma questo non è un fatto dimostrato; è precisamente ciò che Lei dovrebbe provare. Lei pone come premessa la conclusione che desidera raggiungere e poi presenta tutto il resto come conseguenza inevitabile.
È un ragionamento circolare:
* il Concilio è malvagio perché voleva distruggere la Chiesa;
* sappiamo che voleva distruggere la Chiesa perché i suoi frutti sarebbero malvagi;
* chi nega questa interpretazione è un modernista coinvolto nella distruzione.
Con un simile metodo non è più possibile alcuna verifica: ogni fatto contrario diventa parte del complotto. Questa non è teologia cattolica, ma mentalità settaria.
2. L’accusa di voler “distruggere la Chiesa”
Lei attribuisce a papi, cardinali e vescovi l’intenzione consapevole di distruggere la Chiesa, ingannare un miliardo e quattrocento milioni di fedeli e condurli alle porte dell’inferno.
Dove sono le prove?
Non basta citare ecumenismo, sinodalità o libertà religiosa. Bisognerebbe dimostrare che coloro che ne parlano intendano realmente abolire la fede cattolica. Lei, invece, pretende di leggere nelle coscienze e attribuisce intenzioni sataniche senza produrre un solo documento che le dimostri.
Il cattolico può criticare atti, parole, decisioni pastorali e persino documenti non infallibili. Non può però trasformare i propri sospetti in sentenze sulla coscienza altrui.
3. La caricatura del pontificato di Francesco
Lei attribuisce a Papa Francesco questa dottrina: «Dio non giudica nessuno, non condanna nessuno, perdona tutti, sempre, andate avanti così».
Ma questa è una caricatura, non una citazione dottrinale. La misericordia cristiana non significa approvazione del peccato. Dio perdona chi si apre alla grazia e il perdono è sempre chiamata alla conversione.
Si possono criticare ambiguità, espressioni infelici o scelte pastorali di Francesco. Altra cosa è fabbricare un “vangelo di Francesco” secondo il quale l’impenitenza sarebbe diventata una virtù. Lei non confuta il Papa: confuta una frase composta da Lei stesso.
4. La deformazione del timore di Dio
Anche l’espressione «basta con la Chiesa della paura» viene immediatamente tradotta da Lei come volontà di cancellare il timore di Dio.
Ma il timore filiale di Dio non coincide con il terrorismo religioso, con la rappresentazione di Dio come padrone arbitrario o con una pastorale fondata esclusivamente sulla minaccia.
Liberare dalla paura servile non significa abolire il santo timore di Dio. Significa passare dalla paura dello schiavo alla fiducia del figlio.
5. L’attacco a Benedetto XVI
Definire l’ermeneutica della continuità una «continuità nella menzogna» significa accusare Benedetto XVI non semplicemente di un errore interpretativo, ma di essere stato consapevolmente parte di un inganno.
Lei non dimostra che Benedetto abbia mentito. Lo dichiara tale perché non condivideva la Sua lettura del Concilio.
In altri termini: quando Benedetto XVI difende la Tradizione Le va bene; quando difende la continuità del Vaticano II diventa improvvisamente un ingannatore. Il criterio ultimo, dunque, non è il Papa, né la Tradizione, né il Magistero: è il giudizio privato di “Catholicus”.
6. Il “golpe” conciliare
Un concilio ecumenico convocato da un Papa, proseguito e promulgato da un altro Papa, sottoscritto moralmente dall’intero episcopato cattolico e recepito dalla Chiesa universale sarebbe, secondo Lei, un colpo di Stato contro la Chiesa.
Ma allora occorre domandarsi: dov’era la promessa di Cristo? Dov’era l’assistenza dello Spirito Santo? Come avrebbe potuto l’intero episcopato in comunione con Pietro promulgare e accogliere per decenni un programma destinato alla distruzione del cattolicesimo?
Per salvare la Sua teoria, Lei deve rendere praticamente inutile l’indefettibilità della Chiesa. La Chiesa visibile avrebbe insegnato universalmente una falsa religione, mentre la vera fede sarebbe sopravvissuta soltanto in gruppi che rifiutano il Papa e il Concilio.
È questa, semmai, la vera rottura con l’ecclesiologia cattolica.
7. La Fraternità San Pio X trasformata in vittima innocente
Lei descrive la Fraternità come perseguitata per la sua fedeltà, ma omette il fatto decisivo: furono annunciate e poi compiute consacrazioni episcopali senza mandato pontificio, nonostante un’esplicita ammonizione della Santa Sede.
Il 13 maggio 2026 il Dicastero per la Dottrina della Fede aveva dichiarato che tali consacrazioni, prive del mandato del Papa, avrebbero costituito un atto scismatico. Dopo le ordinazioni, il decreto del 2 luglio ha applicato quanto previsto dal diritto e ha ammonito i fedeli a non aderire formalmente allo scisma. Non si tratta dunque di una rappresaglia improvvisa contro la Messa antica, ma della conseguenza di un atto pubblico compiuto contro l’autorità pontificia. (Vaticano)
Lei pretende invece che la Fraternità possa:
* riconoscere teoricamente il Papa;
* disobbedirgli nelle decisioni più gravi;
* scegliere autonomamente i vescovi;
* consacrarli contro il suo espresso divieto;
* continuare tuttavia a essere considerata pienamente cattolica.
A questo punto, che cosa rimane del primato pontificio?
Un Papa al quale si obbedisce soltanto quando conferma ciò che abbiamo già deciso non è più il Papa: è un notaio incaricato di ratificare la nostra volontà.
8. L’accusa di “cattiveria” alla Santa Sede
Lei considera la pena canonica prova dell’odio dei “sinodal-conciliari”. Ma una pena ecclesiastica non è necessariamente vendetta: può essere la dichiarazione giuridica della gravità oggettiva di un atto.
Le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio toccano direttamente l’unità e la costituzione gerarchica della Chiesa. Non sono paragonabili a una discussione pastorale o a una divergenza d’opinione.
Lei domanda misericordia per chi compie un atto contro l’unità della Chiesa, ma considera traditori e luciferini tutti coloro che non condividono la Sua posizione. Una singolare concezione della misericordia: illimitata per la parte che preferisce, inesistente per tutti gli altri.
9. La “Religione Unica Mondiale”
Qui il testo abbandona definitivamente il piano teologico ed entra nella narrativa complottistica.
Sinodalità, governo mondiale, religione universale, rivoluzione conciliare, origine luciferina: tutto viene fuso in un’unica costruzione senza documenti, senza prove e senza distinzione.
Quando mancano gli argomenti, compare il complotto. E il complotto ha un grande vantaggio: non può mai essere smentito, perché ogni smentita viene presentata come ulteriore prova della cospirazione.
10. Il “noi dobbiamo andare avanti”
Da una comunissima espressione del Papa, Lei ricava l’esistenza di un “clan modernista” impegnato a ultimare la demolizione della Chiesa.
È un processo alle intenzioni allo stato puro.
Negli interventi pubblici di Leone XIV, “andare avanti” è stato usato in contesti spirituali e pastorali: perseverare nella fede, nell’amore, nella speranza e nella costruzione della pace. Trasformarlo nel codice segreto di una cospirazione anticattolica è fantasia, non esegesi. (press.vatican.va)
11. Il giudizio sulla coscienza del Papa
Lei arriva persino a interpretare il “sorrisetto” di Leone XIV come prova che si starebbe burlando dei fedeli.
Dunque non bastano più gli atti e i documenti: persino un’espressione del volto diventa materiale accusatorio.
Questo non è discernimento. È pregiudizio: chi è già stato dichiarato colpevole verrà giudicato colpevole anche quando sorride, quando tace, quando parla o quando semplicemente appare in pubblico.
12. Il Novus Ordo definito “poco cattolico”
La Messa promulgata dall’autorità suprema della Chiesa, celebrata per decenni dai Papi e dalla quasi totalità dei vescovi e sacerdoti cattolici, sarebbe “poco cattolica e molto protestante”.
Ma una liturgia può avere caratteristiche differenti, essere criticata nelle applicazioni, negli abusi o in alcune scelte rituali. Non può essere liquidata come sostanzialmente protestante senza implicare che la Chiesa abbia dato universalmente ai fedeli un culto nocivo o non cattolico.
Ancora una volta, per condannare la Chiesa postconciliare, Lei finisce per colpire l’indefettibilità stessa della Chiesa.
13. Ecumenismo e missione
Lei confonde il rispetto verso le persone e il dialogo con le altre religioni con la rinuncia all’evangelizzazione.
La Chiesa continua a proclamare Cristo. Il Concilio Vaticano II afferma che la comunità cristiana ha ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti. Il dialogo non equivale dunque alla negazione della missione. (Vaticano)
Si può discutere su modalità, formule e prudenze pastorali. Non si può onestamente sostenere che ogni dialogo sia già, in sé, apostasia.
14. L’argomento estetico
Lei porta come prova del modernismo perfino la bruttezza di alcune chiese contemporanee.
Anch’io posso ritenere molte architetture moderne fredde, insignificanti o inadatte al culto. Ma la verità della fede non si dimostra confrontando una basilica barocca con una chiesa cubica.
Vi sono state opere mediocri in ogni epoca e la bruttezza di un edificio non dimostra l’eresia di un concilio.
15. L’invocazione finale alla Madonna
Infine Lei invoca Maria Santissima contro “loro”, cioè contro il Papa, i vescovi e la Chiesa visibile.
Ma Maria non è la patrona dello scisma, del sospetto permanente o della ribellione ecclesiastica. È Madre della Chiesa, non di una contro-Chiesa autoproclamata.
Non si può recitare il Rosario e contemporaneamente accusare senza prove il Successore di Pietro di guidare un piano luciferino. Non si può invocare il Cuore Immacolato per giustificare la demolizione della comunione ecclesiale.
Il trionfo del Cuore Immacolato non sarà il trionfo di una fazione sul Papa, ma il trionfo di Cristo nella sua Chiesa.
Conclusione
Il Suo testo non difende la fede cattolica. Difende un sistema ideologico nel quale:
* il Concilio è un golpe;
* i Papi sono ingannatori;
* i vescovi sono demolitori;
* la liturgia della Chiesa è protestante;
* l’autorità ecclesiastica è valida soltanto quando dà ragione alla Fraternità;
* ogni sanzione canonica è persecuzione;
* ogni parola del Papa è un codice massonico;
* persino un sorriso diventa prova di colpevolezza.
Il problema, caro “Catholicus”, è che Lei si attribuisce il diritto di decidere chi sia cattolico, quale concilio sia cattolico, quale Papa sia cattolico, quale Messa sia cattolica e quale atto della Chiesa debba essere obbedito.
Questo ha un nome preciso: libero esame applicato alla Chiesa.
Lei può chiamarlo Tradizione quanto vuole, ma la Tradizione cattolica non è il tribunale privato davanti al quale devono comparire il Papa e l’intero episcopato. È la fede vivente della Chiesa, custodita nella comunione gerarchica con il Successore di Pietro.
Pertanto, più che chiedersi quanto siano cattolici gli altri, farebbe bene a domandarsi che cosa rimanga di cattolico in una posizione che considera nemici della fede il Papa, i vescovi, un Concilio ecumenico e la Chiesa universale.
Perché, alla fine, nel Suo sistema tutti sarebbero fuori dalla Chiesa, tranne Lei e coloro che la pensano come Lei.
E per finire, la smetta di affibbiare l’etichetta di “modernista” a chi è semplicemente fedele al Papa, al suo Magistero e a un Concilio ecumenico da lui convocato, approvato e promulgato. Il modernismo non consiste nell’obbedire alla Chiesa, ma nel sostituirsi ad essa. Se c’è qualcuno che, di fatto, si allontana dalla dottrina cattolica sul primato del Papa, sull’autorità dei Concili ecumenici e sul Magistero autentico, quello è Lei, non chi rimane in comunione con la Chiesa. Se ne faccia una ragione: la cattolicità non si misura dalla conformità alle Sue opinioni, ma dalla comunione con la Chiesa fondata da Cristo.
caro don Pietro Paolo, non è lungo, è eccessivo. Capisco il desiderio di essere esaustivi, ma ricevo commenti che sono lunghi quattro volte gli articoli, se non di più. Nulla vieta a chiunque se vuole – e questo riguarda anche un’altra commentatrice a tappeto – di aprire un proprio blog dove esprimersi senza freni.
Certamente Dio non giudica con la testa dell’uomo
Ma vogliamo dimenticare come Adamo fu avvertito da Dio, di non mangiare il frutto dell’ albero che è al centro del giardino? La conseguenza sarebbe la morte.
E così fu, IL PECCATO.
vogliamo vedere come Gesù ripagò questo peccato?
Due uomini crocifissi, uno a destra e l’altro a sinistra di Gesù stesso,
Uno chiese di vivere dopo la morte fisica, l’altro cosa chiese? Solamente di scendere dalla croce.
Dio perdona, certo che perdona, ma io chiedo perdono? Oppure come satana, sto a manipolare il comando di Dio?
Ad esempio: modernisti, progressisti, teologi della liberazione, gruppi ecclesiali, il politicamente corretto (grande bestemmia contro la verità), i confessori che ti dicono “confessati direttamente con Dio”.
Questa è la “chiesa fai da te” non quella di Cristo catechizzata da Pietro e Paolo …,
Secondo il fu Bergoglio, il card. Zuppi i POVERI sono quelli che arrivano dal mare, con dietro fiumi di denaro sporco.
Ma io, noi, chi ci cura? Chi si prende la briga di dissetare la nostra anima con quell’acqua zampillante che è la Parola di Verità per la Vita Eterna?
Il mio dolore grida, cerca e non trova più una risposta.
In vari commenti ho fatto presente la necessità, ineludibile, di almeno riperimetrare il Vat 2 con la Dottrina Bimillenaria, inoltre ho avanzato l’ ipotesi che lo stesso potesse essere frutto di un accordo. Silenzio assordante nonostante i risultati poco brillanti ( usando un eufemismo ) del Concilio. A questo punto corre l’ obbligo inserire qualche elemento di riflessione in più : un probabile accordo ” politico ” fra le alte gerarchie ecclesiastiche e la massoneria, soggetti caratterizzati da un ermetismo ferreo, dai quali poco o niente trapela. Però sovvengono le profetiche parole di NS Gesù Cristo ” dai frutti li riconoscerete “. E visto la piega che sta prendendo il percorso Conciliare, è lecito dedurlo e sospettarlo.
Caro amico Catholicus, le do ragione in tutto, ma come penso si sia accorto da certi miei commenti, il fatto che per me è la cartina al tornasole del novello pontificato, è il ruolo confermato e forse accresciuto dell’ innominabile pornoprefetto (come chiamarlo altrimenti?) su cui Leone ripone evidentemente la sua incondizionata fiducia e lascia agire liberamente perché suo estimatore. Non posso mandar giù l’ infame decreto contro i titoli della Madonna Santissima, anzi la cosa mi manda il sangue al cervello e inorridisco per l’ odio vomitato prima di subito contro la FSSPX , forse l’ unica in questi infausti tempi a difendere valorosamente la Santa Chiesa Cattolica e i sacri diritti di Nostro Signore Gesù Cristo.
E credo che tutte le peggiori manovre a cui assistiamo utto le rispecchino chiaramente l’ odio infernale del demonio contro il Buon Dio e contro tutto ciò che è santo e senza macchia. Siamo tanto stanchi e amareggiati, ma non perdiamo la speranza di un presto trionfo del Cuore Immacolato di Maria.