Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci, che ringraziamo di cuore, ci ha scritto questo messaggio che portiamo alla vostra attenzione. Buona lettura e diffusione.
§§§
Caro Marco
Ho l’onore di essere il nipote del professor Mario Fontana che fu medico personale di sua santità Paolo VI. Il professor Fontana era infatti il fratello del mio nonno materno e nella mia famiglia è stata sempre molto sentita la devozione verso questo pontefice, che si è trovato a gestire una fase molto delicata della storia della Chiesa.
Montini era stato un eccellente diplomatico in Vaticano, stretto collaboratore di Pio XII, dal quale si separò nel 1954 per andare a ricoprire l’incarico di arcivescovo di Milano. In famiglia nessuno sosteneva la tesi dell’allontanamento dal Vaticano a causa dei dissidi emersi con Pio XII in merito alla politica italiana. In realtà, come ha poi confermato monsignor Rino Fisichella nel suo libro “Ho conosciuto Paolo VI”, Pio XII inviò Montini a Milano proprio per consentirgli di maturare una solida esperienza pastorale, considerando che fino ad allora aveva svolto incarichi esclusivamente all’interno della Segreteria di Stato.
E’ vero che c’erano state divergenze fra Pacelli e il suo collaboratore a causa della troppa vicinanza del futuro Paolo VI alla Democrazia Cristiana e ad Alcide De Gasperi, ma se davvero il trasferimento aveva intenti punitivi, è credibile che Pio XII inviasse Montini a guidare un’arcidiocesi importante, vasta e complessa come quella di Milano?
Ma c’è poi tutto il capitolo su Paolo VI papa, che raccolse l’eredità di Giovanni XXIII e soprattutto il difficile compito di portare avanti il Concilio Vaticano II che tanti, dopo la morte di Roncalli, avrebbero voluto far naufragare. Il pontefice con grande forza e determinazione riprese e proseguì il lavoro del predecessore e riuscì a concludere e ad attuare il Concilio. Ma l’impresa più difficile per Montini, fu sicuramente quella di gestire il post concilio, ed è purtroppo su questa capacità che si è concentrato maggiormente il giudizio degli storici.
Per i conservatori Paolo VI è colpevole di aver fatto entrare il “fumo di Satana” nella Chiesa e aver creato il caos: per i progressisti invece ha finito con il tradire il Concilio, soffocando l’impeto riformatore e riportando indietro la Chiesa soprattutto sui temi della morale sessuale con la pubblicazione dell’ Humanae Vitae, enciclica che ha confermato la dottrina tradizionale sul matrimonio e ha ribadito l’illiceità dell’utilizzo dei metodi contraccettivi, nel momento stesso in cui anche dentro la Chiesa era prevalente la richiesta di un’apertura. Fu accusato di essere comunista dai partiti di destra quando promulgò la Popolorum Progressio che in pratica sembrò legittimare la Teologia della Liberazione e le ragioni delle lotte sociali, e di essere reazionario quando appunto con l’Humanae Vitae stroncò ogni tentativo di legittimare il controllo delle nascite attraverso la contraccezione o peggio ancora l’aborto. I conservatori non gli perdonano di essere stato troppo morbido con i teologi filo modernisti come Rahner e Schillebeeckx e di non essere intervenuto con sufficiente durezza contro il Nuovo catechismo olandese, contribuendo alla diffusione dei molti errori in esso contenuti; i progressisti invece di eccessiva durezza nel punire l’abate Giovanni Franzoni, fino a ridurlo allo stato laicale per il suo impegno in favore della legge sul divorzio, per aver contrastato i tentativi riformatori nella Compagnia di Gesù da parte dell’ex preposto generale Pedro Arrupe, per non aver assecondato i fermenti conciliari, lasciando campo libero ai vescovi conservatori di fermare l’azione dei preti che sulla scia del Concilio sostenevano le ragioni di un ritorno alla radicalità evangelica come don Enzo Mazzi a Firenze.
In realtà Paolo VI ha cercato di coniugare tradizione e rinnovamento, ben consapevole di come non fosse possibile un’interpretazione del Concilio in chiave di rottura della tradizione. Come Ratzinger, De Lubac, Von Balthasar e altri protagonisti del rinnovamento conciliare comprese perfettamente i rischi connessi ad una lettura modernista del Concilio e soprattutto al tentativo di luteranizzare il cattolicesimo seguendo le teorie di Rahner, Kung e dell’italiano Dossetti convinti che il Concilio dovesse rappresentare l’inizio di una nuova era, una sorta di rifondazione della Chiesa su basi nuove e ancorate nella contemporaneità, fino ad adattare il Vangelo stesso allo spirito dei tempi. Come ha giustamente evidenziato più volte il teologo Giovanni Cavalcoli non fu un errore il Concilio, ma il clima ideologico del post concilio e che spinse molti teologi, in testa a tutti Rahner, a deviare da quelli che erano stati gli orientamenti conciliari, favorendo lo sviluppo di un’interpretazione sempre più filo protestante e sempre meno cattolica. Ma non fu colpa di Paolo VI, che cercò di tenere unita la Chiesa, dialogando con tutti, da Lefebvre ai vescovi olandesi, ottenendo dall’uno e dagli altri, la stessa ostilità di segno opposto e contrario.
Certamente quel papa soffrì molto, soffrì l’incomprensione di chi leggeva i suoi pronunciamenti e le sue posizioni con i paraocchi dell’ideologia e nell’ambito dello scontro fra tradizione e modernità, e soffrì soprattutto nel vedere lo spirito conciliare deformato e trasformato spesso in uno strumento di ribellione verso la gerarchia e il primato stesso del papa. Avvertì il peso e la responsabilità di guidare la Chiesa nella tempesta e lo fece con grande umiltà e con il coraggio di chi, per un bene supremo, è costretto ad assumere anche scelte impopolari.
La grandezza di questo papa alla fine stava proprio in quella che tanti storici e teologi hanno invece evidenziato come una sua grande debolezza, ovvero nel cercare sempre la soluzione più giusta agli occhi di Dio e non dell’opinione pubblica, una saggezza scambiata con la paura di cambiare. A lui è stata attribuita la frase: “Ci aspettavamo la primavera ed è arrivata la tempesta” una tempesta che l’ha travolto costringendolo a governare le conseguenze. Una cosa è certa: se il Concilio non è degenerato del tutto travolto dai molti errori interpretativi dei rahneriani il merito è stato anche di Paolo VI e del suo coraggio, al netto degli errori che quel papa ha probabilmente commesso in assoluta buona fede, dimostrando forse poca determinazione nel condannare quegli stessi errori come farà in seguito Giovanni Paolo II, ma resistendo eroicamente alle pressioni interne ed esterne alla Chiesa e ai tentativi di omologare la Chiesa al mondo.
Americo Mascarucci
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
***
Stilum Curiae lo trovate anche qui:
https://www.instagram.com/sanpietrotos/
https://www.facebook.com/marco.tosatti/
https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822
www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21
***


19 commenti su “Paolo VI, il Concilio: è Necessario un Giudizio Equilibrato su un Grande Papa. Americo Mascarucci.”
“mi risultava odioso e lontano dalla immagine di un vero Papa.”
Forse Luca Bianchi aveva presente l’immagine di Bergoglio, “vero papa”??
Viene subito da pensare a quello che disse Benedetto nel suo ufficio, giá ai primissimi tempi del suo pontificato nel 2005: “la mia autoritá finisce a quella porta”. Infatti é noto che il Card Tettamanzi sconfessó il comportamento del Card. Bertone che sostituendosi al papa dava ordini a nome del papa all’insaputa di Benedetto. Ma tutti negano che Benedetto fosse di fatto in sede impedita, giá appena eletto, attorniato dai lupi vaticani.
La vera “follia” sta che i fessi, sin dalla loro infanzia, si permettono di scrivere e non solo di sentire ” odioso” un Vicario di Cristo. Ecco come la Chiesa di Dio viene oltraggiata in questi tempi! I cani e i porci hanno accesso a internet, chi li ha autorizzati?
Paolo VI, perché non provare a capirlo, aveva anche lui chi gli metteva i bastoni fra le ruote e Bugnini era uno di quelli: uno che operava nel torbido e disponeva altrimenti rispetto alle disposizioni del suo papa, con la complicitá delle altre autoritá escrementizie vaticane.
Sul recente articolo su Bugnini (sempre del dott. Mascarucci) la sig.ra Danieli ha fatto delle precisazioni su Bugnini che peraltro sono di dominio pubblico, e chiedo: voi lettori le avete lette? Voi, prima di accusare un papa, dico un papa (!), sapete quello che subí Paolo VI durante il suo pontificato?
Quello che dispiace in questo articolo, che il nostro Mascarucci ci ha proposto rivelando un bell’affetto e fedeltá a P.VI., ecco che arriva satanico il commento di un lettore (che non puó essere cattolico) che offende un papa e offende il Munus, cioé il Santo Spirito che opera e guida il discernimento del pontefice nelle canonizzazioni.
Qui un emerito nessuno, un lettore esce dalle tenebre fangose e dal trogolo scrive su un Blog internazionale, permettendosi di dar giudizi su un papa e sulla sua santitá. Mentre ció che fanno i falsi papi, le loro aberrazioni, le loro perversioni e i danni che compiono sulle anime, fino ad oggi sono taciuti e quindi di fatto accettati.
“Per i conservatori Paolo VI è colpevole di aver fatto entrare il “fumo di Satana” nella Chiesa e aver creato il caos…”
Mutati i luoghi e i tempi é come dire che é colpa del dott. Tosatti se qui, in un Blog fedele alla Chiesa, il fumo di Satanasso aleggia fra i commenti.
Piuttosto si deve dare la colpa ad un anti-prete, dal nome onomatopeico, che ruba la ospitalità altrui, che inetto vive della carità che ruba ai fedeli e qui cerca di sbolognare, su queste pagine cattoliche, due falsi papi come legittimi e santi.
La colpa è di chi sta zitto e non svergogna il male che impazza o di chi parla e difende l’eresia e lo scisma? Caro d pp non dura!
signor.,
mi fa sorridere che lei si erga a paladina del rispetto dovuto al Papato e poi utilizzi un linguaggio che un vero figlio della Chiesa non dovrebbe mai adoperare: «cani e porci», «trogolo», «tenebre fangose», «anti-prete». Se questo è il modo di difendere il Vicario di Cristo, c’è davvero da preoccuparsi.
Un vero Papa non parla così né lo dovrebbe chi fa capire di averne il munus. E neppure chi pretende di difenderlo dovrebbe farlo. L’insulto sistematico, la volgarità, le allusioni truculente e il disprezzo personale non vengono dallo Spirito Santo, ma da ben altro spirito.
Lei conclude dicendo: «La colpa è di chi tace e non smaschera il male che impazza». Ha ragione. Ed è proprio per questo che non taccio davanti a chi, da anni, semina diffidenza verso la Chiesa, delegittima i Pontefici riconosciuti dalla Chiesa universale e pretende di decidere lui chi sia il “vero Papa”. È una vecchia tentazione: sostituire il giudizio della Chiesa con il proprio.
Mi pare che Lei sia in perfetta sintonia con quella scuola di pensiero che, dopo essersi proclamata più cattolica della Chiesa, è finita per costruirsi una chiesa parallela – per la verità una setta – attorno a un uomo che parla come se fosse lui il criterio ultimo della cattolicità. Quando si arriva a questo punto, il rischio non è difendere il Papato, ma mettersi al suo posto.
Lei continua a parlare di comunione. Ma la comunione non consiste nel seguire un capo , falso”carismatico”, contro il Papa legittimo; consiste nel rimanere uniti alla Chiesa fondata da Cristo, anche quando costa.
Ha scritto che bisogna «smascherare il male che impazza». Concordo. Il primo male da smascherare è quello che si traveste da zelo, ma produce soltanto divisione, sospetto e disobbedienza. Perché chi divide il Corpo di Cristo, comunque si presenti e qualunque linguaggio religioso adoperi, finisce per fare il gioco di colui che la Scrittura chiama il divisore.
Quanto a me, continuerò serenamente a richiamare i fedeli alla comunione con la Chiesa cattolica e con il Successore di Pietro. Se questo dà fastidio a chi vive di continue delegittimazioni e di papi “autoproclamati” o “riconosciuti” secondo il proprio criterio personale, me ne farò una ragione.
Ma Paolo VI non fu quello che promulgò il novus ordo
che diede la stura alla sfrenata creatività dei celebranti, delle messe beat
delle chierichette e via dicendo?
E come mai tutti i papi post-conciliari sono stati proclamati santi
ad eccezione di papa Luciani che si è preferito far fuori chissà perché?
Non è un modo per avallare il Vaticano II?
Mo’ tocca a Bergoglio ad essere elevato.
Che gli ultimi papi siano stati proclamati santi, ad eccezione di uno che è stato fatto fuori, fa capire che la situazione della chiesa di Roma è irrecuperabile ormai da tempo. E fa capire l’arroganza del potere modernista, che non solo non si fa scrupoli ma agisce esplicitamente e sfacciatamente (anche sui simboli). E non mi si venga a parlare di papi vittime o “finto-dimissionari”: sono tutti complici, o addirittura artefici del CVII, che è palesemente qualcosa di anti-cattolico. Un caro saluto, Enrico.
🙏
Riassumendo all’osso cio’ che scrive su Paolo VI : tesi, antitesi e sintesi. E’ il pensiero di Hegel attraverso la dialettica. Nella Chiesa non dovrebbe funzionare cosi. Le parti in contrapposizione sono due : verita’ e menzogna. Riguardo al naufragio del Vat 2, peraltro cripticamente annunciato dallo stesso Papa nella famosa citazione postconciliare sul ” fumo di satana penetrato nella Chiesa ” , e’ sotto gli occhi di tutti………coloro che vogliono vedere. La Chiesa dovra’, ineludibilmente, perimetrarlo con la Dottrina bimillenaria ma, purtroppo, i segnali che giungono non fanno pensare affatto ad una svolta in tal senso.
Grazie di cuore dott. Mascarucci per il suo coraggio di andare contro corrente, attraverso questa sua stupenda testimonianza in difesa di Papa S. Paolo VI, che ancora oggi viene ingiustamente calunniato a causa di errori interpretativi del CVII.
Oltre che a causa dell’opera distruttiva dei tanti infiltrati massoni di oggi e di allora, in primis il suo segretario Bugnini che, con la collaborazione dei pres. delle Conf. Episcop. Mondiali è riuscito ad imporre nel mondo la comunione in mano CONTRO LE CHIARE DISPOSIZIONI DI PAOLO VI a favore della comunione in ginocchio e sulla lingua.
Non so se lei conosce il MSM tanto apprezzato da S. GPII e di cui ho fatto parte, ma sappia che anche la Madonna ai Sacerdoti Suoi figli prediletti, in moltissimi messaggi ha difeso papa S. Paolo VI dalle false accuse dei nemici che, se allora hanno permesso alla massoneria ecclesiastica di usurpare il trono di Pietro (BXVI), oggi servono a mantenerne il potere.
Solo alcune frasi estrapolate:
agosto 1976.
🌹 SOLO COL PAPA (Paolo VI)
« […] Oggi, mentre l’oscurità scende sopra ogni cosa e l’errore sempre più si diffonde nella Chiesa, voi dovete orientare tutti alla fonte da cui Gesù fa sgorgare le sue parole di VERITÀ:
▪️ IL VANGELO AFFIDATO ALLA CHIESA GERARCHICA, CIOÈ AL PAPA E AI VESCOVI UNITI CON LUI‼️
▪️ NON AI SINGOLI SACERDOTI, NON AI SINGOLI VESCOVI. MA SOLO AI SACERDOTI E AI VESCOVI UNITI CON IL PAPA!
_ Oggi tanto ferisce e addolora il mio Cuore di Madre della Chiesa lo SCANDALO anche di Vescovi che NON UBBIDISCONO AL VICARIO DI MIO FIGLIO e trascinano un grande numero di miei poveri figli sulla strada dell’ERRORE !
_ Per questo oggi voi dovete con la vostra parola proclamare a tutti che GESÙ SOLO PIETRO HA COSTITUITO QUALE FONDAMENTO DELLA SUA CHIESA E CUSTODE INFALLIBILE DELLA VERITÀ!
◾ OGGI CHI NON È COL PAPA NON RIUSCIRÀ PIÙ A RESTARE NELLA VERITÀ‼️
Le seduzioni del Maligno sono diventate così insidiose e pericolose che riescono a ingannare chiunque.
_ Vi possono cadere anche i buoni.
_ Vi possono cadere anche i maestri e i sapienti.
_ Vi possono cadere i Sacerdoti e anche i Vescovi.
◾ NON CADRANNO MAI QUELLI CHE SONO SEMPRE COL PAPA! (ultimo BXVI)
Ecco perché Io voglio fare di voi una SCHIERA ORDINATA E ATTENTA, ubbidiente e docile persino ai desideri di questo Mio Primo figlio prediletto, del Vicario del mio Gesù… Quando questa SCHIERA DI SACERDOTI SARÀ PRONTA, allora sarà il momento in cui schiaccerò la testa al Mio Avversario e il mondo rinnovato godrà la gioia del TRIONFO del mio Cuore».
agosto1978
🌹 NEL CUORE DELLA CHIESA.
«Figli miei prediletti… Oggi la Chiesa sta salendo il duro percorso verso il Calvario, ove dovrà ancora essere crocifissa e immolata per il bene di tanti miei figli…
▪️ Ma entrate con Me nel cuore della Chiesa. Qui il trionfo del mio Cuore è già avvenuto.
▪️ È avvenuto nella persona e nella vita del SANTO PADRE (Paolo VI) CHE DA ME È CONDOTTO AD UN ALTO VERTICE DI SANTITÀ NELLA SUA QUOTIDIANA IMMOLAZIONE, che lo condurrà verso IL PIÙ VERO MARTIRIO….
9 agosto 1978.
🌹IN MORTE DEL PAPA.
«Domani, figlio mio carissimo, terminerai questo breve periodo di riposo. […] Hai passato questo periodo nella preghiera, nel raccoglimento interiore e nella vita di unione con Me.
▪️ Con Me hai pure trascorso questi momenti di DOLORE che la Chiesa sta vivendo per la MORTE DEL SUO SUPREMO PASTORE, DEL VICARIO DI MIO FIGLIO GESÙ: IL PAPA PAOLO VI.
▪️ EGLI È STATO VERAMENTE UN GRANDE DONO CHE IL CUORE DI GESÙ HA FATTO ALLA CHIESA.
_ La sua missione è compiuta.
Come su questa terra voi siete stati molto vicini a Lui con la preghiera e con il vostro amore, così ORA DAL PARADISO LUI, CON IL SUO POTENTE AIUTO DI INTERCESSIONE, SARÀ VICINO A VOI PER AIUTARVI A COMPIERE LA VOSTRA MISSIONE ».
https://www.fratiminoriosimo.it/s0/wp-content/uploads/2016/09/Ai-Sacerdoti-Figli-prediletti-della-Madonna-Don-Stefano-Gobbi.pdf
Che Papa S. Paolo VI benedica dal Paradiso anche dott. Mascarucci, affinché possa adempiere la sua missione sempre in difesa della VERITÀ che è Gesù Cristo.
“Lo dimostra il fatto che lei, anziché riconoscere BXVI ultimo legittimo Vicario di Cristo…..
riconosce “papa” il vicario di satana Prevost e si ostina a far parte parte della chiesa lucifero-massonica progay.”
Cara o caro G.D., mi sembra proprio fuoristrada a mio riguardo. Delirante.
Nessun ulteriore commento.
Distinti saluti
Caro Luca Bianchi, le chiedo scusa se ho sbagliato a consederarla un tradizionalista che, come ribadito dalla FSSPX, riconosce papa anche l’attuale antipapa eretico idolatra Prevost.
Ma, mi faccia capire, se lei non partecipa alla Eucaristia celebrata in comunione con l’antipapa Prevost, a quale messa partecipa ?
Mi sa che don Luigi Villa si rivolta nella tomba…
Claudio Gazzoli
Caro Claudio,
con tutto il rispetto per don Luigi Villa, il suo pensiero non è il criterio della fede cattolica.
Per anni ha interpretato il pontificato di Paolo VI quasi esclusivamente attraverso la lente del sospetto e del complotto, una lettura che non ha mai trovato conferma nel Magistero della Chiesa.
Paolo VI può essere criticato in alcune scelte prudenziali, ma resta il Papa che ha difeso l’Humanae Vitae, il Credo del Popolo di Dio e ha guidato la Chiesa in uno dei momenti più difficili della sua storia.
La Tradizione non si difende facendo il processo ai Papi legittimi, ma rimanendo cum Petro et sub Petro.
Non solo don Luigi Villa la pensava così di Montini, sono innumerevoli le testimonianze di ciò che ha fatto e dello spirito con cui ha agito. Ogni commento è inutile e superfluo, con i suoi estimatori, poi, dialogo inutile, fiato e inchiostro sprecato. Manteniamo le distanze tra le due barricate, il tempo è galantuomo, ogni cosa che è stata tramata di nascosto prima o poi verrà alla luce, e saranno grosse delusioni per i fans dei modernisti
Signor Luca Bianchi, che lei sia vittima della potenza d’inganno di Satana, al punto di accusare Cristo che nella persona di papa Paolo VI ha guidato in modo infallibile la Sua Chiesa…
Lo dimostra il fatto che lei, anziché riconoscere BXVI ultimo legittimo Vicario di Cristo…..
riconosce “papa” il vicario di satana Prevost e si ostina a far parte parte della chiesa lucifero-massonica progay. 🙈
Ma attraverso Don Stefano Gobbi, la Madonna ai Sacerdoti Suoi figli prediletti così ribadiva nel lontano 10 febbraio 1978.
🌟 Soltanto allora si comprenderà.
«… Ora la Luce ovunque si andrà spegnendo. Coloro che Io ho chiamato si stanno rifugiando nel mio Cuore Immacolato. Qui sarà il luogo ove
ancora potrete vedere; qui il rifugio ove potrete essere raccolti; qui la strada che vi condurrà
a Dio.
◾La TENEBRA scenderà nella CHIESA e diventerà ancora più fitta dopo che la Tua Mamma Celeste avrà raccolto l’anima del Mio primo figlio prediletto, IL PAPA PAOLO VI, CHE SULLA CROCE STA
CONSUMANDO IL SUO ESTREMO SACRIFICIO.
◾Finché vivrà, per il suo doloroso martirio, Io potrò ancora trattenere il braccio della Giustizia di Dio.
◾Dopo la sua morte invece tutto precipiterà.
La Chiesa sarà come sommersa dall’errore che verrà accolto e propagato e così giungerà al culmine l’apostasia che già da ora si diffonde a macchia d’olio.
Saranno colpiti i Pastori e il gregge a loro affidato; per un momento il Signore permetterà che
la Chiesa sia come da Lui “ABBANDONATA”.
La TENEBRA si addenserà sul mondo, che giungerà all’estremo della sua perversione.
Quanto più si pervertirà, tanto più procederà con ostinazione sulla strada della ribellione a Dio, dell’IDOLATRIA, della bestemmia e dell’empietà.
Così si attirerà da se stesso quanto la divina GIUSTIZIA ha decretato per la sua totale purificazione con la tenebra, con il fuoco e con il sangue.
Sarà il momento dei martiri che, in gran numero, verseranno il loro sangue, e dei rimasti che
invidieranno coloro che vedranno perseguitati e uccisi.
Soltanto allora si comprenderà tutto quanto Io ho fatto per voi».
Non si può parlare di Paolo VI senza aver letto con attenzione questo breve articolo.
Davvero ILLUMINANTE sul personaggio!
https://www.radiospada.org/2021/10/quel-paolo-vi-segreto-che-faceva-paura-a-jean-guitton/
Gianfranco,
L’articolo di Radio Spada sul grande Papa, Montini, non ricostruisce serenamente la crisi del 1976: istruisce un processo contro Paolo VI nel quale ogni elemento viene interpretato in favore di mons. Lefebvre.
Anzitutto, quelle riportate non sono registrazioni né verbali ufficiali dei colloqui pontifici, ma ricordi e annotazioni private di Jean Guitton, pubblicati e rielaborati successivamente. Possono avere valore testimoniale, ma non possono essere trasformati in una trascrizione stenografica, tanto meno caricati delle numerose glosse polemiche inserite nell’articolo.
Il testo sostiene poi che Paolo VI conoscesse solo superficialmente il caso di Ecône. È un’affermazione gratuita. Il Pontefice aveva seguito una vicenda durata anni, aveva scritto personalmente a Lefebvre e gli aveva indicato con precisione il problema: non una semplice preferenza liturgica, ma il rifiuto pratico dell’autorità del Concilio, del Papa e delle norme ecclesiastiche. La documentazione ufficiale del 1976 mostra che Paolo VI non considerava Lefebvre un nemico personale, ma un vescovo al quale chiedeva di ristabilire pienamente la comunione ecclesiale. (Vaticano)
Dire poi che il Papa dialogava con eretici e scismatici ma non con Lefebvre è un artificio retorico. Il dialogo ecumenico con chi è visibilmente separato dalla Chiesa non equivale al governo disciplinare esercitato nei confronti di un vescovo cattolico che, pur dichiarandosi soggetto al Papa, agisce contro disposizioni esplicite della Santa Sede. All’anglicano non si può contestare la disobbedienza canonica al Papa, perché non ne riconosce l’autorità; a un vescovo cattolico sì. Non sono situazioni comparabili.
Inoltre, Paolo VI incontrò personalmente mons. Lefebvre l’11 settembre 1976. Pertanto, l’immagine di un Papa che avrebbe chiuso per principio ogni porta al presule francese è semplicemente falsa. La severità manifestata nelle conversazioni precedenti riguardava le condizioni necessarie per un incontro utile, non un rifiuto assoluto e definitivo del dialogo.
Il punto centrale era stato compreso perfettamente dallo stesso Paolo VI: la Messa antica era ormai utilizzata a Ecône non soltanto come forma liturgica, ma come vessillo contro il Concilio e contro la legittimità della riforma promulgata dal Papa. La questione, quindi, non riguardava il latino, il canto gregoriano o l’orientamento dell’altare, bensì l’autorità della Chiesa.
Il Romano Pontefice non è padrone arbitrario della liturgia e non può mutare la sostanza dei Sacramenti; ne è però il supremo regolatore nella Chiesa latina. Pio XII insegnava che la liturgia, come realtà viva della Chiesa, cresce e si sviluppa salvaguardando l’integrità della fede. La sua condanna dell’archeologismo non significava che ogni ritorno alle fonti fosse vietato, ma che non si potessero eliminare indiscriminatamente gli sviluppi organici successivi solo perché più recenti. (Vaticano)
È quindi scorretto utilizzare la Mediator Dei come se avesse dichiarato illegittima in anticipo la riforma di Paolo VI. Lo stesso Pio XII modificò profondamente alcuni riti, soprattutto quelli della Settimana Santa. Il principio cattolico non è l’immobilità rituale, ma la competenza dell’autorità ecclesiastica nel custodire e ordinare la liturgia.
Altrettanto imprecisa è l’affermazione secondo cui san Pio V si sarebbe limitato a “canonizzare” un Messale immutato proveniente dai primi secoli. Il Messale del 1570 appartiene certamente a un’antica tradizione romana, ma fu oggetto di revisione, ordinamento e promulgazione autoritativa dopo il Concilio di Trento. Paolo VI richiamò espressamente questo precedente nella costituzione apostolica Missale Romanum, ricordando che anche san Pio V aveva provveduto alla revisione del Messale sulla base delle conoscenze e dei manoscritti allora disponibili. (Vaticano)
Si può discutere se la riforma successiva sia stata prudente in ogni sua parte; si possono criticare certe semplificazioni, traduzioni, applicazioni e soprattutto gli abusi che devastarono molte celebrazioni. Non si può però sostenere che Paolo VI fosse privo dell’autorità per promulgare il nuovo Messale o che il rito riformato sia per ciò stesso protestante, invalido o contrario alla fede. La costituzione Missale Romanum fu un atto del supremo legislatore della Chiesa e il nuovo Messale conserva esplicitamente il Canone romano, la natura sacrificale della Messa, la presenza reale e il sacerdozio ministeriale. (Vaticano)
L’articolo insinua inoltre che Paolo VI considerasse il Concilio di Trento una deviazione della Chiesa. Ma una frase privata, tramandata da Guitton e priva del contesto completo, non può essere interpretata contro gli atti pubblici e solenni del Pontefice. Paolo VI non ha mai rinnegato Trento. Al contrario, nel Credo del Popolo di Dio riaffermò con estrema chiarezza la dottrina tridentina sul sacrificio eucaristico e sulla transustanziazione.
Il metodo seguito da Radio Spada è evidente: quando Paolo VI interviene contro gli abusi progressisti, viene giudicato debole e tardivo; quando esercita l’autorità contro Lefebvre, diventa improvvisamente autoritario e crudele. Qualunque cosa faccia, la sentenza è già stata scritta.
Si può certamente riconoscere che il Pontefice avrebbe potuto ricevere Lefebvre prima, comprendere meglio alcune sofferenze dei fedeli legati alla liturgia precedente e usare maggiore fermezza contro i dissidenti progressisti. Ma la disparità prudenziale nel trattamento di situazioni diverse non rende legittima la disobbedienza. I peccati e gli abusi altrui non conferiscono a nessuno una giurisdizione che non possiede.
Il vero nodo che l’articolo evita è questo: mons. Lefebvre riconosceva Paolo VI come Papa, ma pretendeva di stabilire personalmente quando il Papa, il Concilio e la disciplina universale dovessero essere obbediti. In tal modo il giudizio finale non apparteneva più al Successore di Pietro, bensì allo stesso Lefebvre.
Questa non è fedeltà “profonda” al Papato. È il riconoscimento teorico del Papa accompagnato dalla neutralizzazione pratica della sua potestà.
Paolo VI poteva sbagliare nelle valutazioni prudenziali, essere troppo severo in un caso e troppo paziente in un altro. Ma rimaneva il legittimo Romano Pontefice, dotato della suprema potestà sulla disciplina e sulla liturgia della Chiesa. Mons. Lefebvre aveva il diritto di manifestargli rispettosamente le proprie difficoltà; non quello di trasformare tali difficoltà nel criterio supremo dell’ortodossia e dell’obbedienza.
L’articolo, dunque, non dimostra che Paolo VI tradì la Tradizione. Dimostra piuttosto che, quando l’autorità pontificia non conferma le proprie posizioni, alcuni “difensori del Papato” sono pronti a riconoscerla a parole e a negarla nei fatti.
Paolo VI un “grande Papa”?
Follia.
Paolo VI “santo”?
Ciò fa dubitare della infallibilità delle canonizzazioni pontificie.
In realtà fu un Papa debole, depresso, scosso dai dubbi e dai sensi di colpa. Grandi le sue responsabilità sia per atti che per omissioni. Basti vedere come concluse il Concilio.
Non è questione di giudizio conservatore o progressista, parlano da sé i fatti, registrati dalla storia. Mascarucci comunque può tenersi la sua opinione, motivata dal fatto che ha l’onore di essere nipote del medico personale di Montini.
Io non ho questo onore ma ero bambino in tempi paolosesteschi, e già – per quel poco che sapevo e potevo capire – mi risultava odioso e lontano dalla immagine di un vero Papa. Esultai dunque quando, dopo la brevissima parentesi lucianesca, venne eletto Giovanni Paolo II, un vero uomo, tutto d’un pezzo, avvezzo a combattere i comunisti.
Fin qui i gusti personali, ma poi si prendano in considerazione i fatti, non interpretati con gli occhiali dalle lenti rosa…
E i fatti sono: GPII, “tutto d’un pezzo”, fu il primo “profeta” dell’ecumenismo (Assisi 1986, non ce lo dimentichiamo!). Da cui perfino il fido Ratzinger prese le distanze.
Per quanto riguarda la canonizzazione,… be’, fra poco canonizzeranno pure Bergoglio, perciò, non siamo RIDICOLI !
Ripeto, leggere il già citato articolo di RadioSpada:
https://www.radiospada.org/2021/10/quel-paolo-vi-segreto-che-faceva-paura-a-jean-guitton/
E io ripeto: leggere in questo post la mia risposta al citato articolo di Radio Spada.
Non è avendo l’ultima parola che si vincono le battaglie, caro don P.P. Si contenga, se vuole essere autorevole, senza scendere al livello delle presunte “signore di tutti i popoli”, altre troll femmina e la “fauna” dei commentatori di questo blog, tra cui ovviamente mi metto anch’io, non raggiungendo il livello eccelso di dottrina che le compete e che fa di lei un supereroe (così mi suggerisce il correttore automatico, ma in verità volevo scrivere “supercampione”) dell’ortodossia e della conoscenza del verbo magisteriale. Si aiuta con l’IA o è tutto farina del suo sacco?