Lo Stato della Chiesa in Due Fotografie. Impietose come lo è la Realtà. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore. offre alla vostra attenzione queste riflessioni sulla recente scomunica contro i lefbvriani, e un lucido impietoso e giustissimo ritratto della Chiesa come è ridotta. Buona lettura e diffusione.

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Eccomi davanti a due foto che mi ha mandato il mio caro Marco da Firenze. Nella prima dei signori anzianotti, vestiti come capita, con camicie mal stirate e pantaloni a pieghe, seduti in uno sghembo cerchio, il  naso nel cellulare, con l’aria di abitare un pigro centro anziani di periferia. Ma no, sono Vescovi lombardi, gli uomini, per capirci, di Monsignor Delpini, che ha chiuso in Duomo la processione (in barba alla chiesa in uscita…) del Corpus Domini.

Nell’altra, vedo dei giovani vescovi, in talare, in piedi, ritti, freschi, fieri di essere consacrati al Signore, uomini di Dio, Pastori dell’evangelizzazione. Sentite i miei gemiti? Bene, scendiamo qui sotto con un palloncino viola per distrarci un poco…

Abbasso, triste, lo sguardo. Penso che i primi, i cellularizzati in pigro stile blue jeans vaticansecondista, insieme a un cardinale che scrive libri porno soft hanno cacciato dalla Chiesa i secondi che sono, solo a guardarli un semplice secondo, fedeli al Cattolicesimo, testimoni della Vera Chiesa che non morirà mai.

E  non chiamateli, vi prego, tradizionalisti: sono stanca, stufa morta di queste paroline al curaro che nascondono disprezzo e falsa compassione. Basta con questa sciocchezza dei modernisti e dei tradizionalisti. Il Cattolicesimo è uno solo e difende, nell’ordine del creato, l’Eterna Legge del Signore. Che non cambia mai.

I sacerdoti, che sono uomini di Dio, portano la veste sacra per distinguersi da noi, gregge, piccole anime perdute. Sì perdute, disperse, abbandonate nella confusione e nello sconforto da una chiesa che è uscita da se stessa e ha sparso falsa dottrina, paganesimo spinto, ecumenismo, migrantismo, omosessualismo. E tutti gli ismi possibili immaginabili che si rannicchiano, feroci, sotto il feroce arcobaleno di Satana. Tutti ismi che sono il contrario della Parola.

Io la vedo così. Prima è arrivato un lupo, travestito da Agnello, un piacione, che, con la scusa di essere sincero, ha insultato il Signore (“Gesù fa lo scemo”, parole sue…, “Maria era meticcia”, “Dio ha fallito”, sì, tutte parolacce sue) e da perfido seminatore ha sparso zizzania, ha chiuso le chiese durante la falsa pandemia (invece di aprirle e di fare come faceva San Carlo Borromeo durante la peste a Milano…), si è mostrato solo in una piazza San Pietro desolata. Come se fosse tutto morto…

Poi, e siamo all’oggi, è arrivato un altro signore dall’America e non voglio qui dire a quale animale mi fa pensare perché invito voi a indovinarlo. Non è difficile. A me colpisce quel sorrisetto, sardonico, che lo rappresenta in ogni situazione. Ridens. E senza pietà, con la complicità del suddetto cardinale autore di libri semi-pornografici, elimina quanti restano fedeli testimoni del Cattolicesimo, premiando quanti benedicono gli omosessuali, adorano gli idoli, pregano insieme agli infedeli mussulmani.

Infatti, senza neppure ascoltarli, riceverli, parlarci, ha cacciato il piccolo resto, il Kath-Écone, che ha indovinato fin da subito, grazie a Monsignor Lefevbre, le trame rivoluzionarie del Vaticano II. Ora la chiesa dei vescovi in blue jeans cerca di aprire alla Santa Messa Vetus Ordo. A Oslo, ad esempio, il Presule lo ha già fatto. Il motivo è semplice. Le messe Vaticansecondiste (che pure sono state le mie messe da sempre) sono diventate palestre di piacionerie e vi si vedono solo anziani e anzianotti.

Le Sante Messe Vetus Ordo, invece (e io ne sono testimone nella piccola cappella di Santa Caterina a Via Urbana, ma anche alla Trinità dei Pellegrini, la parrocchia voluta da Benedetto XVI) sono piene zeppe di giovani, giovanissini, famiglie numerose. Ho visto bambine meravigliose con il velo,  serie, composte, le manine giunte, il rosario tra le dita.

Una meraviglia per il cuore, una festa di purezza e amore. Come è il Cattolicesimo. Il mio Cattolicesimo.

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2 commenti su “Lo Stato della Chiesa in Due Fotografie. Impietose come lo è la Realtà. Benedetta De Vito.”

  1. https://www.aldomariavalli.it/2026/07/13/larcivescovo-lenga-non-si-nasconde-lo-scisma-e-a-roma-non-a-econe/amp/. : cara, carissima Benedetta ( sa, sono un suo ammiratore coetaneo) la unvito a leggere attentamente le coraggiose dichiarazioni dell’ Arcivescovo Jan Pawel Lenga, che riscaldano il cuore e ci confermano nella bontà della nostra battaglia (“ho combattuto la buona battaglia” dice San Paolo). Purtroppo sembra che sui siti cattolici tradizionalistii venga ignorato, forse per timore di ritorsioni dai padroni del web? oppure stanno diventando tutti conservatori conciliari? speriamo di no, perché servono tanti Pietro l’ eremita, come mons. Lenga (“Deus vult” gridava in giro per l’ Europa il santo monaco all’epoca della prima crociata) e tante Giovanna d’ Arco, come lei, Benedetta.

  2. condivido tutto, ma “semipornografici” ci andrei cauto…
    “Le piacciono di più le carezze e i baci, e ha bisogno che l’uomo giochi un po’ prima di penetrarla. Ma lui, in breve, è più interessato alla vagina che al clitoride. Al momento dell’orgasmo, lui emette spesso grugniti aggressivi; lei emette un balbettio infantile o sospira.
    Non dimentichiamo che la donna ha un ricco plesso venoso intorno alla vagina, che mantiene un buon flusso sanguigno dopo l’orgasmo. Per questo motivo è spesso insaziabile. Ha bisogno di scaricare l’ingorgo pelvico e, finché questo non avviene, dopo l’orgasmo può desiderare di averne ancora. La donna ha bisogno di più tempo, di più dedizione; ha bisogno che l’uomo le conceda più tempo dopo aver raggiunto la propria soddisfazione.”

    Lo aveva pubblicato Valli, con le foto:
    https://www.aldomariavalli.it/2026/07/11/trova-le-differenze/
    C. Gazzoli

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