Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Matteo Castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sullo scandalo delle mascherine cinesi comprate nella prima fase del Covid. E ci permettiamo un commento: quello che emerge quasi quotidianamente dalla Commissione Covid dovrebbe assicurarsi paginate sui grandi quotidiani. Che invece, lo ignorano deliberatamene, lasciando alla sola La Verità il compito di parlarne. Crediamo che questo sia uno scandalo nello scandalo: complicità, legami partitici, legami finanziari, ignavia? Purtroppo il sospetto che prevalgano gli interessi dei finanzieri proprietari su quelli dell’informazione è difficile da escludere. Buona lettura e diffusione.
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di Matteo Castagna
“Il Grillo Parlante” è la recente newsletter di Mario Giordano. “Vi parla con voce fastidiosa, diretta e onesta. Dice la verità, anche quando è scomoda. Ascolta le vostre storie. Vi fa venire il mal di fegato. Ma non si stancherà mai di denunciare, perché solo così le cose possono cambiare”.
Il mio giornalismo, assolutamente indipendente, si ritrova nei modi e nei fini di questa definizione che il bravo giornalista dà della sua rubrica, che intende ricordare la sistematica memoria della coscienza del grillo, nel celebre libro di Collodi, “Pinocchio”. Nel romanzo non fa una bella fine, ma qui siamo nella vita reale, ove Giovannino Guareschi ci risolve il problema, col suo celebre motto: “Non muoio neanche se mi ammazzano”.
Al di là delle beghe da cortile, degli show parlamentari, degli starnazzamenti mediatici, del tifo da social, che servono quasi sempre come arma di distrazione di massa dal nocciolo delle verità che bruciano, in Italia c’è un affare dimenticato: Arcuri e lo strano giro dall’Olanda, con prezzo triplicato per le mascherine anti-Covid.
Nel Belpaese ci sono i misteri, che rimangono eterni nelle tombe dei protagonisti, poi quelli che vengono risolti a distanza di decenni rovinando la vita a capri espiatori, infine c’è un malaffare avvolto da una cortina di mistero sul momento, ma che presenta il conto dopo qualche anno. Se c’è la determinazione di qualche coraggioso giornalista d’inchiesta e di qualche Procura che desidera buttare nella spazzatura quel marcio che non può rimanere impunito.
Dunque, Giordano fa il “Grillo Parlante” di Arcuri ed io lo rilancio per amor di giustizia e verità, contribuendo a voler cambiare le cose.
Perché nessuno parla più delle mascherine cinesi che hanno fatto il giro dell’Olanda, aumentando clamorosamente il loro costo? Perché non se ne discute in Commissione Covid?
Ricordo che, durante la pandemia, quando qualcuno chiedeva a Giordano perché avesse dubbi sulla gestione commissariale, faceva sempre questo esempio: a un certo punto Domenico Arcuri non compra più direttamente le mascherine dalla Cina a 30 centesimi l’una, ma le acquista da una società olandese a oltre 1, cioè al triplo.
All’epoca, anche io, da sempre freevax, vaccinato tre volte come Giordano, ma sempre critico delle gestioni opache o assurde, mi sorpresi, chiedendomi chi ci fosse dietro quella società olandese, appena costituita, fresca fresca, e senza nessun dipendente…perché si doveva guardare tutto, non solo i vari “Pfizergate” milionari europei, paravento di obblighi distopici o i virus che sparivano quando “Pippo” suonava il coprifuoco alle 22.00, perché il “Covid a ore” tornava a minacciare i lavoratori alle 8.00, cioè al timbro del cartellino, con misuratore di febbre incorporato e mascherina d’ordinanza, sotto rigido controllo “poliziesco”.
Penso, con Mario Giordano, “che si debba andare a fondo sui contratti per gli acquisti dei vaccini, sull’orrore del green pass, sulle responsabilità di Mario Draghi e Roberto Speranza, sulla maledetta circolare “tachipirina e vigile attesa”, sulla demonizzazione dei medici che curavano il Covid (con successo) nella fase più acuta della pandemia”.
L’11 settembre 2020 il commissario Arcuri firma un contratto per l’acquisto di 100 milioni di mascherine (50 milioni Kn05 e 50 milioni Ffp2) dalla Yqt Health Care Bv Limited, società con sede a Schiedam, nei Paesi Bassi. Il prezzo d’acquisto – informa il Grillo Parlante – è fissato per entrambi i tipi di mascherine a 1,05 euro l’una, per un importo complessivo di 105 milioni di euro.
La Yqt Health Care Bv Limited è una società costituita pochi mesi prima (registrata il 16 marzo 2020) e senza nessun dipendente. Socio unico e dunque unico proprietario, è la Byd Europe, società europea della Byd Auto Industry Company Limited, colosso cinese delle auto con sede a Shenzhen, che si è messo, nella circostanza, a fabbricare mascherine. E, in effetti nel contratto di acquisto, firmato da Arcuri, si dice che “la consegna della fornitura sarà effettuata presso gli stabilimenti di Shenzhen”.
Giordano ricorda che nell’aprile del 2020, quindi solo cinque mesi prima, il Commissario Arcuri aveva comprato altre mascherine direttamente a Shenzhen, direttamente dalla Byd Auto Industry Company Limited. E le aveva pagate 0,298 euro, cioè oltre tre volte di meno. I due contratti d’acquisto diretti con la Cina sono del 13 aprile 2020 (100 milioni di mascherine per 29.8 milioni di euro) e 17 aprile 2020 (200 milioni di mascherine per 59.8 milioni di euro).
Il dubbio è legittimo: perché a settembre, passando per l’Olanda, il prezzo delle medesime mascherine viene triplicato.
Più o meno nello stesso periodo in cui Arcuri comprò 100 milioni di mascherine cinesi a 1.05 euro, la Regione Marche acquistò 2 milioni di mascherine cinesi, dello stesso tipo, attraverso un importatore italiano pagandole 0,3757 centesimi: perché, pur comprando lotti assai maggiori, il commissario anziché avere uno sconto, paga una cifra tre volte superiore?
Se davvero si vuole indagare sulle mascherine non solo per attacchi politici da salotto e fini elettorali, ma per capire quello che è successo davvero bisognerebbe capire le ragioni di quel contratto firmato l’11 settembre 2020 dal commissario Arcuri con la Yqt Health Care Bv Limited.
Come mai Arcuri si affida a una società olandese, che di fatto è una scatola vuota, abbandonando i contatti diretti con la casa madre? E come mai accetta di pagare un prezzo tre volte superiore a quello che era stato versato tre mesi prima comprando direttamente in Cina?
Perché quelle mascherine fanno il giro (fittizio) dall’Olanda? E perché per quel giro (fittizio) dall’Olanda i contribuenti italiani a settembre pagano 105 milioni di euro anziché i 29,8 milioni che avrebbero pagato con i prezzi di aprile? Ci sono 65 milioni di euro di differenza. Dove sono finiti? In Cina? In Olanda? O dove?
Credo che anche questi argomenti dovrebbero entrare nella Commissione parlamentare ad hoc, perché ci sono davvero tanti “grilli parlanti” sulla gestione di quegli anni, nei quali il popolo ha pagato in termini di vite umane, di famiglie distrutte, di invalidità permanenti, di restrizioni della libertà, fallimenti imprenditoriali, disoccupati. Meritano risposte chiare e certe. E se qualcuno ha sbagliato con dolo, dovrà presentarsi davanti al tribunale a rispondere delle contestazioni ed eventualmente pagare come da legge e risarcire come giusto. Il coraggio del patriota si misura nella sala della Commissione.
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