Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, il prof. Massimo Viglione, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione questi pensieri sulla stagione di Chiesa che stiamo vivendo. Buona lettura e diffusione.
§§§
Le pietre e i silenzi
Si sta diffondendo, negli ambienti conservatori, l’idea che “Solo la Chiesa (in concreto, le gerarchie) può definire qualcuno eretico”. Pertanto, chiunque accusi un ecclesiastico di essere eretico, commette peccato, e comunque è persona non degna di essere seguito.
E se sono le gerarchie a essere eretiche, come possono le gerarchie stesse dichiararsi eretiche? E’ evidente come in tal maniera si scardini il concetto stesso di eresia e si avalli l’apostasia generale dalla stessa Chiesa Cattolica.
In certi casi, infatti, non è questione di autorità. L’evidenza è oggettiva, così come non è l’autorità che stabilisce che l’acqua è bagnata o che il sole illumina.
Affermare che tutte le religioni salvano (Discorso di Bergoglio ad Abu Dabi, mai rinnegato finora) è eresia. Non perché lo dico io, ma perché lo dice il Vangelo, Gesù Cristo unico Salvatore del mondo (“Io sono la Via, la Verità e la Vita, nessuno va al Padre se non per me” – “Andate a battezzate nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Chi crede sarà salvo, chi non crede sarà condannato”). Lo dice il magistero universale della Chiesa (“Extra Ecclesiam nulla salus”) così come la retta ragione (se tutte le religioni salvano, perché dobbiamo portare la croce, santificarci, perdonare, digiunare, accettare le umiliazioni, ecc. ecc.?).
L’autorità non può sovvertire l’evidenza dei fatti. E, se lo fa, essa è illegittima. E illegittimi sono i suoi provvedimenti.
Quanto detto può valere, ad esempio, per quanto concerne il conferimento della Santa Eucarestia alle coppie di fatto (di ogni genere e tipo, comprese quelle sodomitiche e lesbiche) auspicato nella “Amoris Laetitia” di Bergoglio (anche in questo caso, mai nessun rinnegamento si è avuto finora), in pieno sovvertimento all’insegnamento di Cristo sul Matrimonio e al Magistero perenne della Chiesa.
O magari può valere nel caso del culto pubblico in Vaticano a un idolo infero, peccato mostruoso e infernale che viene meno direttamente al Primo Comandamento (per non parlare della bestemmia alla Passione e Morte di Gesù Cristo).
Se io dico che è un atto di apostasia pubblica, lo dico esattamente come si può dire che il sole riscalda.
Chi può negarlo?
Non c’è bisogno dell’autorità per dirlo. Anzi, chi non lo dice, è complice dell’eresia e dell’apostasia.
Pertanto, è una trappola del conservatorismo d’antan quella di affermare che solo l’autorità ecclesiastica può dire che un atto è eretico o eretica è la persona che lo compie. L’autorità ecclesiastica, o Chiesa docente, può definire – cosa che alla Chiesa discente non è concessa -, ma chiunque al mondo può dire che il sole riscalda. Quindi, chiunque al mondo può dire che le affermazioni di Bergoglio sono eretiche. Perché lo sono.
Se tacciono i maestri, se annuiscono le gerarchie, saranno le pietre a gridare, saranno i ciechi e gli storpi ad andare a difendere la Verità oggettiva e la Verità rivelata.
A difendere, ovvero, Gesù Cristo stesso.
Perché chi tace, acconsente.
Noi siamo le pietre.
E siccome siamo peccatori, a volte ci viene tanta voglia di tirarle queste pietre a tutti gli ipocriti farisei e “dottori della legge”.
Della legge dell’uomo, però, di cui sono i manutengoli.
Ma poi, ci ricordiamo che Dio stesso ha detto: “A me la vendetta”, a noi il perdono.
Ma non il silenzio. Perché la salvezza delle anime è suprema legge della Chiesa Cattolica. Di cui siamo le pietre. (
E se sono le gerarchie a essere eretiche, come possono le gerarchie stesse dichiararsi eretiche? E’ evidente come in tal maniera si scardini il concetto stesso di eresia e si avalli l’apostasia generale dalla stessa Chiesa Cattolica.
In certi casi, infatti, non è questione di autorità. L’evidenza è oggettiva, così come non è l’autorità che stabilisce che l’acqua è bagnata o che il sole illumina.
Affermare che tutte le religioni salvano (Discorso di Bergoglio ad Abu Dabi, mai rinnegato finora) è eresia. Non perché lo dico io, ma perché lo dice il Vangelo, Gesù Cristo unico Salvatore del mondo (“Io sono la Via, la Verità e la Vita, nessuno va al Padre se non per me” – “Andate a battezzate nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Chi crede sarà salvo, chi non crede sarà condannato”). Lo dice il magistero universale della Chiesa (“Extra Ecclesiam nulla salus”) così come la retta ragione (se tutte le religioni salvano, perché dobbiamo portare la croce, santificarci, perdonare, digiunare, accettare le umiliazioni, ecc. ecc.?).
L’autorità non può sovvertire l’evidenza dei fatti. E, se lo fa, essa è illegittima. E illegittimi sono i suoi provvedimenti.
Quanto detto può valere, ad esempio, per quanto concerne il conferimento della Santa Eucarestia alle coppie di fatto (di ogni genere e tipo, comprese quelle sodomitiche e lesbiche) auspicato nella “Amoris Laetitia” di Bergoglio (anche in questo caso, mai nessun rinnegamento si è avuto finora), in pieno sovvertimento all’insegnamento di Cristo sul Matrimonio e al Magistero perenne della Chiesa.
O magari può valere nel caso del culto pubblico in Vaticano a un idolo infero, peccato mostruoso e infernale che viene meno direttamente al Primo Comandamento (per non parlare della bestemmia alla Passione e Morte di Gesù Cristo).
Se io dico che è un atto di apostasia pubblica, lo dico esattamente come si può dire che il sole riscalda.
Chi può negarlo?
Non c’è bisogno dell’autorità per dirlo. Anzi, chi non lo dice, è complice dell’eresia e dell’apostasia.
Pertanto, è una trappola del conservatorismo d’antan quella di affermare che solo l’autorità ecclesiastica può dire che un atto è eretico o eretica è la persona che lo compie. L’autorità ecclesiastica, o Chiesa docente, può definire – cosa che alla Chiesa discente non è concessa -, ma chiunque al mondo può dire che il sole riscalda. Quindi, chiunque al mondo può dire che le affermazioni di Bergoglio sono eretiche. Perché lo sono.
Se tacciono i maestri, se annuiscono le gerarchie, saranno le pietre a gridare, saranno i ciechi e gli storpi ad andare a difendere la Verità oggettiva e la Verità rivelata.
A difendere, ovvero, Gesù Cristo stesso.
Perché chi tace, acconsente.
Noi siamo le pietre.
E siccome siamo peccatori, a volte ci viene tanta voglia di tirarle queste pietre a tutti gli ipocriti farisei e “dottori della legge”.
Della legge dell’uomo, però, di cui sono i manutengoli.
Ma poi, ci ricordiamo che Dio stesso ha detto: “A me la vendetta”, a noi il perdono.
Ma non il silenzio. Perché la salvezza delle anime è suprema legge della Chiesa Cattolica. Di cui siamo le pietre. (
MV)
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20 commenti su “Le Pietre e i Silenzi. Massimo Viglione.”
“Affermare che tutte le religioni salvano (Discorso di Bergoglio ad Abu Dabi, mai rinnegato finora) è eresia. Non perché lo dico io, ma perché lo dice il Vangelo, Gesù Cristo unico Salvatore del mondo (“Io sono la Via, la Verità e la Vita, nessuno va al Padre se non per me” – “Andate a battezzate nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Chi crede sarà salvo, chi non crede sarà condannato”). Lo dice il magistero universale della Chiesa (“Extra Ecclesiam nulla salus”) così come la retta ragione (se tutte le religioni salvano, perché dobbiamo portare la croce, santificarci, perdonare, digiunare, accettare le umiliazioni, ecc. ecc.?).”
C’è un fondamentale errore di interpretazione — sia dei testi evangelici sia del magistero universale della Chiesa.
Quando Gesù (il cui nome significa ‘Dio salva’) afferma:
“Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”,
parla forse come Figlio dell’uomo (Gesù di Nazareth, il Redentore, Servo di Dio) o piuttosto come Figlio di Dio?
Se parla come Figlio di Dio, chiunque cerchi sinceramente Dio non potrà che trovare la meta… in Dio!
Visto che Gesù ‘Figlio dell’uomo’ (la cui opera di Redenzione è offerta all’umanità intera — anche a chi non Lo conosce in quanto uomo o non lo riconosce in quanto Redentore: “A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato” v. Matteo 12, 32) è pienamente consapevole del suo essere essenzialmente ‘Figlio di Dio’, in unione con Dio Padre e con lo Spirito Santo, può affermare a pieno titolo che nessuno può conoscere Dio se non per Suo tramite. Ma questa grazia NON è l’esclusiva della religione cattolica, altrimenti Gesù l’avrebbe detto con chiarezza — cosa che MAI fece, perché sarebbe contraria alla verità.
‘Nessuno che non sia cattolico può conoscere Dio’ è un’interpretazione restrittiva e teologicamente errata di una frase che invece ha un ampissimo ‘orizzonte spirituale’.
Le seguenti citazioni evangeliche (corrette) sono le seguenti:
“Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzando nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” (Matteo 28, 19-20)
Domanda: chi — senza riconoscere Gesù di Nazareth come il Cristo — tuttavia onora Dio (magri chiamandolo Allah o in altri modi) e ama (nei fatti, non solo a parole) il prossimo come davvero ‘prossimo’, e non come ‘altro’, è più vicino alla (o più lontano dalla) salvezza di chi invece inneggia a Cristo, ma tuttavia disonora Dio (ad esempio con l’idolatria della cultura, del prestigio, del denaro ecc.) e si riserva di odiare il prossimo sulla base dei propri umani giudizi — anche se palesemente contrari ai precetti evangelici?
La seconda citazione (Marco 16, 15) è la seguente:
Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.”
Poi però la frase continua, con le seguenti parole — che alcuni cristiani ‘campanilisti’ (chissà perché…) trovano più conveniente omettere:
“E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prederanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno.” (Marco 16, 17-18)
Dunque, sulla base di questi criteri, quanti sedicenti cristiani possono anche dirsi ‘veri credenti’?
Rispondo io: pochi.
E se uno, a parole, non si dicesse cristiano, e tuttavia testimoniasse Cristo con la sua vita — praticando il vangelo — e manifestasse questi segni? Non sarebbe forse cosa buona e giusta ammettere che costui è più in comunione con Cristo di quanto non lo sia io oggi, mediocre cristiano solo ‘a parole’, ma di fatto pieno di peccati e contraddizioni che ostacolano l’azione dello Spirito Santo?
Allo stesso modo la frase “Extra Ecclesiam nulla salus” può essere interpretata in modo iniquamente restrittivo, ossia ‘al di fuori della Chiesa Cattolica Romana — intesa come istituzione — non vi è salvezza’; piuttosto che in senso più ampio, intendendo per ‘Chiesa’ (o ‘Israele’) tutti i veri credenti ‘di fatto’, ossia coloro che praticano il vangelo anche senza averne mai sentito parlare nella ‘versione cattolica’ — considerato anche il fatto che tutte le vere religioni forniscono insegnamenti morali piuttosto simili a quelli espressi nei vangeli.
All’ultima boutade:
“se tutte le religioni salvano, perché dobbiamo portare la croce, santificarci, perdonare, digiunare, accettare le umiliazioni, ecc. ecc.?”
rispondo così: c’è chi lo fa per amore — perché crede davvero in Cristo — e c’è chi invece lo fa per un suo personale tornaconto: dunque senza una qualche contropartita (tipo gonfiarsi di ‘orgoglio cristiano’: una sorta di ‘marchio di superiorità’ su tutte le altre religioni — alla faccia dell’umiltà!) non ‘si smazzerebbe’ mai a seguire Gesù sul Calvario.
I mercenari vogliono essere ben pagati per i loro ‘servigi’…
I servi fedeli invece antepongono la volontà del proprio amato Padrone anche ai propri personali interessi.
Per altro anche le altre vere religioni non sono certo prive di croci, ‘faticose’ santificazioni, perdono (frutto della compassione), digiuni, quanto mai necessarie umiliazioni del proprio ego, ecc. ecc.
La Via è stretta per tutti.
Le false religioni invece si distinguono da quelle vere perché promettono il paese dei balocchi qui e ora… ma questa via larga della convenienza personale, dell’orgoglio (!!!) e della vanità, che generano superbia — questa falsa via conduce inevitabilmente all’inferno.
. “Mi ha spinto, invece, a fare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato: leggere ogni novità alla luce del Magistero precedente, in particolare di san Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e del Catechismo della Chiesa Cattolica, e non viceversa.”
Questa volta non sono d’accordo con lei Enrico Nippo. L’arrampicatore ipocrita e fasullo su uno specchio finisce per vedere la sua immagine e se questa è rivoltevole come quella di un geco che ha scelto di servire lo scisma, è chiaro che potrebbe essere in seria difficoltà: avrebbe paura nel vedersi! Caro Enrico é vero che il male ha il miglior specchio nella coscienza viva e retta… Ma don Coso non si arrampica sugli specchi ma su basi di uno scisma consolidato da 13 anni e, mi spiace, non scivola nel suo male, ma procede imperterrito verso la fine, l’Inferno.
Ma vediamo cosa afferma il nostro multieretico e multiscomunicato cappellano: il magistero di Bergoglio (ma avete notato la doppia furbizia di d.PP che definisce “novità” nientemeno il Magistero di un papa: egli non parla però di quello di Prevost) egli lo interpreta alla luce del magistero precedente (di Benedetto). Il bello della sua barzelletta teologica sta che, se davvero egli dice di “interpretare” un papa (Bergoglio) alla luce di Benedetto dovrebbe anche desumere che Bergoglio non può essere papa… ma qui il limite della ratio di d. PP o il suo opportunismo, ma non sa che i Magisteri non si interpretano a vicenda e NON SONO MAI IN CONTRASTO. É un altro inganno di don Pietro Paolo, inganno per i fessi che lo leggono e non sanno che i veri papi non si contraddicono mai!
E questo solo alla luce delle eresie pubbliche e pertinaci che Bergoglio ha disseminato senza soluzione di continuità. Ma questo prete fuori della Chiesa e disoccupato sempre (e purtroppo) nel Blog dimentica che seppur “visibile ad occhio nudo” un sedicente papa non significa che che sia un papa vero: è solo un tizio che molti (e bisogna vedere la qualità di costoro) e non tutti (e non sono pochi) credono tale, solo per sentito dire: dei fessi che credono a dei furbi. Ma nessuno che sia onesto ed informato potrebbe affermare sia legittimo. E se invece fosse vero il contrario sulla base di fatti, atti dichiarazioni che avrebbero ben altro valore probatorio e storico? Guai a leggerli e a considerarli!
In altre parole per motivi imperscrutabili e incomprensibili (spiegabili solo alla luce di una fede fracica) delle persone ritengono Bergoglio (e il suo discepolo Prevost) sia un vero e legittimo papa: queste inoltre dicono -per puro sport- che è pure un papa eretico cioè destituito, o destituibile di autorità. Due controsensi.
Uno storico, come dice di essere Massimo Viglione dovrebbe aver letto A FONDO il “de Romano Pontifice” del Bellarmino e convenire alla fine con lui che la eresia di un vero (canonico) pontefice dotato di Munus è un caso di scuola e che non esiste e dunque non è MAI esistito un VERO papa eretico! Mentre sarebbe logico dire che può esistere un eretico che non sia mai stato un vero legittimo papa. Ma Viglione non lo dice! Perché? É una questione di politica e di convivenza con i suoi simili compari, i suoi “amici” o solo di low Q.I.?
Se é vero esser storici o preti non significa necessariamente intendere il Bellarmino ma forse neanche significa escludere che siano limitati intellettualmente o ben pieni di interessi personali, di amicizie, come questi due esempi che scrivono costantemente su questo Blog.
“Pietro ne è la colonna portante” della Chiesa.
É vero, ma Prevost non é Pietro!! Don PP. non lo ha mai dimostrato. Ma io posso dimostrare che Pecorino Bill é la colonna fecale del Vaticano (oppure leggete i numerosi esempi della Sig.ra Danieli).
D. Fernando, un altro senza giurisdizione spinto dal collega PP, un altro che ama un falso papa non canonicamente eletto oltre che eretico e massone? Per quale motivo? Lo spieghi qui!
Ma sì, nel Blog c’é pane anche per i denti cariati di un altro parassita abituato a mangiare, vivere e offendere Dio Una Cum Prevost, un essere grasso e inutile alimentato con la caritá dei fedeli.
Il grasso fa una fiamma calda nella Geenna, d. Fernando!
signora minutelliana che non ha il coraggio di presentarsi col suo vero nome,
la sua replica non contiene una sola confutazione seria. Contiene insulti, deformazioni, minacce d’inferno, allusioni al peso corporeo, volgarità scatologiche e giudizi temerari sulla salvezza eterna delle persone. È questo, ormai, il suo unico argomento.
Mi chiama “coso”, “multieretico”, “multiscomunicato”, “parassita”, “fuori della Chiesa” e destinato alla Geenna. Ma una scomunica non nasce dalla sua tastiera, un’eresia non viene accertata dalle sue invettive e l’Inferno non è un domicilio che lei possa assegnare ai suoi avversari. Lei si è autonominata tribunale ecclesiastico, Sant’Uffizio e giudice del giudizio universale. Le manca soltanto dichiararsi papa, ma probabilmente è il prossimo passo. Ha paura di mostrarsi per chi é? Dica chi è secondo lei il vero papa? ha paura di dichiararsi per la giusta reazione di quanti la leggono?
Lei sostiene che i Magisteri “non si interpretano mai a vicenda”. È un’affermazione semplicemente falsa. Ogni testo del Magistero viene letto nella continuità della Tradizione, alla luce della Scrittura, dei Concili, delle definizioni precedenti e dell’intero deposito della fede. È precisamente ciò che Benedetto XVI chiamava ermeneutica della continuità. Interpretare non significa affermare che due Pontefici si contraddicano; significa comprendere correttamente un testo evitando letture incompatibili con la fede ricevuta.
La sua pretesa secondo cui i veri Papi “non si contraddicono mai” in nessuna frase, decisione prudenziale, intervista o applicazione pastorale non appartiene alla dottrina cattolica. L’infallibilità pontificia ha condizioni precise; non trasforma ogni parola del Papa in una sentenza irreformabile né rende impeccabile ogni suo comportamento. Confondere l’assistenza promessa alla Chiesa con l’inerranza universale e permanente di ogni atto pontificio significa non conoscere la dottrina che si pretende di difendere.
Quanto a san Roberto Bellarmino, lei lo utilizza come una formula magica, senza distinguere tra opinioni teologiche, ipotesi scolastiche e giudizi canonici. Bellarmino non ha mai insegnato che un qualunque privato, dopo avere raccolto frasi da internet, possa dichiarare nullo un pontificato, sciolta la Chiesa visibile e scomunicati tutti coloro che non seguono il proprio gruppo. Questa è una sua costruzione settaria, non la dottrina del santo cardinale.
Il suo ragionamento è circolare: Francesco non era Papa perché, secondo lei, era eretico; era eretico perché non poteva essere Papa; Benedetto sarebbe rimasto Papa perché lei interpreta così la rinuncia; Leone XIV non sarebbe Papa perché è stato eletto da cardinali che lei ha già dichiarato illegittimi. In questo sistema lei decide le premesse, pronuncia la sentenza e poi presenta la conclusione come “dimostrata”. Non è teologia: è una fantasia autoreferenziale impermeabile a ogni verifica ecclesiale.
Lei mi accusa di non avere dimostrato che Leone XIV sia Papa. Ma l’onere della prova appartiene a chi pretende di dichiarare nulla un’elezione riconosciuta pubblicamente dalla Chiesa universale, accettata dai vescovi, dal collegio cardinalizio, dal clero e dal popolo cattolico. Non sono io a dover dimostrare ogni mattina che il Papa è Papa; è lei che dovrebbe dimostrare, con un’autorità superiore alla Chiesa intera, che tutti sono decaduti tranne la sua conventicola. E questa autorità, evidentemente, non esiste.
Il punto più grave, tuttavia, non è nemmeno la sua ignoranza teologica. È il modo in cui usa Dio. Lei nomina l’Inferno per soddisfare il proprio rancore, la scomunica per eliminare chi la contraddice e la fede per legittimare l’insulto personale. Non difende la Chiesa: la sostituisce con se stessa. Non custodisce la verità: la usa come clava. Non corregge il fratello: gode nell’immaginarlo dannato.
Scrive persino contro un sacerdote definendolo “grasso e inutile”, “colonna fecale” e destinato a bruciare nella Geenna. Queste parole non rivelano zelo cattolico, ma una volgarità spirituale ormai fuori controllo. “La bocca parla dalla pienezza del cuore”: e ciò che esce dalla sua bocca mostra con sufficiente chiarezza quale spirito stia alimentando il suo apostolato digitale.
Continui pure a distribuire eresie, scomuniche e condanne eterne. Ma non confonda il suo livore con la fede cattolica. La Chiesa di Cristo ha tribunali, diritto, successione apostolica, sacramenti, vescovi e un Romano Pontefice. La sua, invece, ha soltanto insulti, sospetti, ossessioni e una papessa anonima che dal blog decide chi appartenga alla Chiesa e chi debba finire all’Inferno.
Una caricatura troppo grottesca perfino per essere presa sul serio.
Lei non può confutare ciò che ho ricordato ai lettori e, come prova, rimane agli atti pregressi del Blog. Tutte le idiozie che ha sparato SONO LÌ, comprese quello che lei ha detto sulle encicliche che possono essere “corrette” e sulla interpretazione di quelle di Bergoglio alla luce dei Benedetto (dimenticando le encicliche fatte con la cpu e non col Munus di Prevost). Vendere fumo non è compito dei preti ma lei lo fa bene solo se c’è qualche imbecille che si fa infinocchiare ma una cosa che non va nel suo fumo è che puzza di zolfo e io ho il dovere di dirlo.
Lo si capisce se, quando scrive, non riesce a dir niente di concreto per confutare le sue sciocchezze: argomentare e dimostrare qualcosa abbisognano di un supporto dottrinale, di uso di processi razionali e di onestà ma sono cose che le mancano. Lei vale zero e neanche sa servire bene Satanasso e il suo vicario Pecorino Bill, perchè non è all’altezza di servire il loro male.
Si faccia da parte e stia attento perchè altrimenti la sputtanerò senza soluzione di continuità.
signora,
mamma mia… che paura! Sono tutto un tremolio.
Adesso, oltre agli insulti, siamo passati anche alle minacce? Addirittura mi “sputtanerà senza soluzione di continuità”. Mi chiedo: possiede forse arti magiche per colpire i suoi avversari? O pensa che basti alzare la voce perché gli altri si spaventino?
Non mi faccia ridere. Solo una persona blasfema può assumere il suo nickname e proferire parole come le sue. Anche quando satana si veste di angelo di luce, prima o poi si mostra per quello che è.Da mesi annuncia di aver demolito le mie tesi, ma continua a non confutare un solo argomento. In compenso distribuisce gratuitamente “idiota”, “imbecille”, “Satanasso”, “Pecorino Bill” e adesso anche le intimidazioni. È curioso: chi è così sicuro delle proprie ragioni, normalmente le dimostra; chi invece è a corto di argomenti, alza i toni.
Io continuo a rispondere con testi del Magistero, del diritto canonico e della Sacra Scrittura. Lei continua a rispondere con gli insulti. Credo che i lettori abbiano ormai elementi sufficienti per capire chi ò lei e chi dei due abbia davvero qualcosa da dire.
Cara Signora di tutti i popoli, sembra quasi non credano più nell’eseistenza dell’INFERNO eterno gli ancora troppi sacerdoti scismatici come don P.P. e don Fernando che si ostinano a scandalizzare i fedeli facendo loro credere che quella lucifero-massonica luterana progay degli antipapi JMB e Prevos sia la chiesa di Cristo.
Quando invece la Chiesa Unam et Sanctam di Gesù Cristo è solo quella che riconosce BXVI Suo ultimo legittimo Vicario in terra, che mai ha abdicato invalidando i due conclavi 2013 e 2025.
🔹 E, se Prevost non poteva essere eletto papa anche perché reo del peccato di “IDOLATRIA” fin da sacerdote…
Anche Bergoglio non poteva essere eletto papa, perché già SCOMUNICATO LATAE SENTENTIAE fin da vescovo, in quanto seguace di LUTERO e perché iscritto fin dal 1999 all’associazione filo -massonica ROTARY CLUB di Buenos Aires. ⬇️
http://imposturecattolicesimo.blogspot.com/2013/04/?m=1
Eppure tutti i sacerdoti sanno bene che le SCOMUNICHE LATAE SENTENTIAE non è neccessario che vengano esplicitamente comminate da un ENTE ECCLESIASTICO: chi compie un certo atto si trova ad essere scomunicato IPSO FACTO.
A differenza delle
SCOMUNICHE FERENDAE SENTENTIAE che non sono “automatiche” e devono essere inflitte da un organismo ecclesiale. ⬇️ Da:https://www.maranatha.it/rituale/23page.htm
E dunque, sia Prevost che Bergoglio non potevano essere eletti papi, in quanto già SCOMUNICATI IPSO FACTO fin da vescovi, per il can. 1364 §1 (delitto di APOSTASIA ed ERESIA ) in totale negazione della fede cattolica.
Prevost per reato di IDOLATRIA e Bergoglio per aver abbracciato la dottrina LUTERANA – ROSACROCIANA (vedi la croce del pastore ROSACROCE da lui ostentata) oltre a quella massonica del ROTARY CLUB.
Nonostante “…l’iscrizione alle associazioni massoniche rimane “PROIBITA”. (Ratzinger)
https://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19831126_declaration-masonic_it.html
🔹E queste sono solo alcune PROVE DOCUMENTALI CHE DIMOSTRANO CHE IL ROTARY CLUB (a cui era iscritto Jmb dal 1999), a differenza di quanto si dice in giro, È UNA VERA ASSOCIAZIONE MASSONICA:
Il ROTARY CLUB fu fondato a Chicago nel 1905 da Paul H. Harris (1868-1947) un avvocato di Chicago.
Tra i fondatori suoi collaboratori c’erano i seguenti MASSONI:
◾Harry L. Huggles (Loggia Exemplar N.966),
◾Robert C. Flechter (Loggia Lagrange N.770)
◾ Charles A. Newton (Loggia Golden Rule N. 726),
e sin dall’inizio il ROTARY si è ispirato agli STESSI PRINCIPI DELLA MASSONERIA.
Mentre il gruppo si sviluppava in una organizzazione internazionale, Harris sottolineò i principi sui quali si basava il club: ‘I ROTARIANI rispettano le opinioni altrui e sono sempre tolleranti e ben disposti’ e disse che ‘al Rotary, cattolici, protestanti, musulmani, ebrei e buddisti mangiano alla stessa tavola’.
Gli STESSI PRINCIPI (DI JMBergoglio ) E DELLA MASSONERIA: LIBERTÀ, FRATELLANZA E UGUAGLIANZA.
A conferma di un legame tra il ROTARY International e la MASSONERIA, c’è la scoperta di un distintivo con la ruota del Rotary che circonda la squadra e il compasso con la lettera ‘G’ all’interno, e poi similmente una busta che ha una etichetta che dice: ‘LOGGIA ROTARIANA N° 4195. Una loggia Massonica per Membri del Movimento Rotary il cui distintivo è nell’Emblema’.
La LOGGIA ROTARIANA N° 4195 di Londra ricevette l’autorizzazione della GRAN LOGGIA UNITA di Inghilterra il 3 Novembre 1920.
La LOGGIA ebbe 29 membri fondatori, che erano tutti membri del ROTARY CLUB di Londra, tra cui Giorgio Hugo Balestrieri, presidente del ROTARY Club di New York (http://www.nyrotary.org/), che era un MASSONE iscritto alla P2 di Licio Gelli. ⬇️
https://www.lacnews24.it/cronaca/estradato-in-italia-giorgio-hugo-balestrieri_8939
Il Rotaryano Balestrieri fu condannato dal tribunale ⬇️
https://youtu.be/PIj1c-TxVNc?si=FCj2OD6TIQJSKNBc
N. B.:
Già da vescovo, nel 2010 il rotaryano luterano Bergoglio era già a favore della legge sulle UNIONI OMOSESSUALI ⬇️
https://www.nytimes.com/2013/03/20/world/americas/pope-francis-old-colleagues-recall-pragmatic-streak.html?pagewanted=all&_r=3&
Davvero tremenda davanti a Dio la responsabilità di chiunque si ostina a dare a satana il potere di occupare la Cattedra di S. Pietro mediante i suoi vicari eretici idolatri progay JMB-Prevost.
Intendevo lo specchio di una chiesa che ormai è solo nell’immaginazione di don P.P.,
sul quale egli continua ad arrampicarsi, forse più per pignoleria che per convincimento.
Ed è tanto attaccato allo specchio che non può specchiarsi,
non c’è la minima distanza necessaria.
Insomma don P.P. vede solo gli altri e non vede se stesso.
Ora, chi non vede se stesso come può vedere gli altri?
Questi preti così zelanti da difendere l’indifendibile, ma chi gli da l’incarico di intervenire in questo ed in altri blog, nei quali la loro “missione” risulta proprio impossibile, forse Victor Manuel Fernandez, in arte Tucho Besame Mucho ?
Occorre dire che hanno parecchio tempo per seguire e scrivere, alcuni, interminabili, oziose arrampicate sugli specchi, infatti, ma chi ci va da un prete sinodale ? Forse qualche coppietta di quelle che a loro piacciono tanto ?
Claudio Gazzoli
Ben detto gentile Claudio! E come si sa l’ozio può essere che si trasformi in vizio.
Anche lei ha notato un arrampicarsi su specchi?
Signor Gazzoli,
nessuno mi ha dato alcun incarico, se non quello ricevuto il giorno della mia ordinazione sacerdotale: annunciare il Vangelo e servire la Chiesa.
Intervengo liberamente perché ritengo che la verità si difenda con gli argomenti, non con le etichette o le insinuazioni. Se ciò che scrivo è sbagliato, lo si dimostri con il Magistero, la Sacra Scrittura e la retta ragione, non con battute su “Tucho”, “preti sinodali” o allusioni offensive.
Quanto al ministero, grazie a Dio non mi manca. Continuo a confessare, celebrare, accompagnare migliaia di persone e svolgere il servizio sacerdotale con gioia. Il tempo dedicato a difendere la fede cattolica e l’unità della Chiesa non è mai tempo perso.
Gli insulti possono strappare qualche applauso settario di coloro che si credono zelanti ma non amano la Chiesa; gli argomenti, invece, aiutano a cercare la verità.
https://www.aldomariavalli.it/2026/07/13/larcivescovo-lenga-non-si-nasconde-lo-scisma-e-a-roma-non-a-econe/amp/. : Caro Viglione, faccio con lei quanto ho appena fatto con la coraggiosa e impavida Benedetta de Vito, cioè invitare a commentare e diffondere quanto più possibile le dichiarazioni dell’ Arcivescovo Jan Pawel Lenga, che rappresentano la pietra tombale sulle menzogne , falsità e depistaggi della gerarchia sinodal-conciliare, ad iniziare dal Prevost e Fernandez, punta di diamante della lotta alle poche realtà ancora cattoliche rimaste in circolazione, di cui la FSSPX è un meraviglioso esempio. Gli eretici e scismatici stanno in Vaticano, sentenzia Mons. Lenga, e poi ricara “Prevost non rappresenta la Chiesa di Cristo”…serve altro? Mons. Viganò non è più solo, adesso sono almeno in tre, se si include anche Mons. Strickland, e non c’è barba di depistatore logorroico, laico od ecclesiastico, che li potrà mettere a tacere, se ne facciano una ragione. Christus Vincit ! LJC
Solito intervento magistrale del Prof. Viglione. Chapeau!
Gentile professor Viglione,
ho letto con attenzione la Sua riflessione. Comprendo il disagio che esprime, perché, in parte, è stato anche il mio. Molte parole, alcuni documenti e diversi gesti di Papa Francesco mi hanno lasciato perplesso e, talvolta, profondamente addolorato. Non ho alcuna difficoltà ad affermare che alcune scelte pastorali siano state imprudenti e abbiano generato una notevole confusione tra i fedeli. Lo dimostra anche il fatto che, su questioni importanti come Amoris Laetitia o Fiducia supplicans, diverse Conferenze Episcopali hanno adottato orientamenti differenti, mentre altre hanno preferito mantenere integralmente la disciplina precedente. È difficile non riconoscere che tale situazione abbia favorito disorientamento e divisioni.
Proprio questa sofferenza, però, non mi ha portato a dichiarare eretico il Papa. Mi ha spinto, invece, a fare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato: leggere ogni novità alla luce del Magistero precedente, in particolare di san Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e del Catechismo della Chiesa Cattolica, e non viceversa.
Del resto, molte delle cosiddette “novità” di Papa Francesco sono state accompagnate da interpretazioni teologiche che, pur discutibili o non condivise da tutti, non erano estranee alla riflessione cattolica. Penso, ad esempio, al dibattito suscitato da Amoris Laetitia: alcuni teologi hanno richiamato la tradizionale dottrina che presenta l’Eucaristia come medicina spirituale, capace di accrescere la grazia e di rimettere i peccati veniali, sviluppando da ciò alcune riflessioni pastorali. Altri hanno insistito sul discernimento personale, sull’imputabilità soggettiva e sulle circostanze attenuanti, principi anch’essi appartenenti alla teologia morale cattolica. Personalmente ritengo che tali applicazioni abbiano favorito confusione e, per diversi aspetti, non le condivido. Tuttavia, il fatto stesso che esse siano state sostenute attraverso argomentazioni teologiche interne alla tradizione cattolica impedisce di concludere automaticamente che ci si trovi davanti a un’eresia formale.
Lo stesso vale per il Documento di Abu Dhabi. La frase sulla “diversità delle religioni” ha suscitato perplessità comprensibili. Tuttavia Papa Francesco precisò che essa doveva essere letta alla luce della volontà permissiva di Dio e non come una volontà positiva che ponga tutte le religioni sullo stesso piano. Si può ritenere questa spiegazione insufficiente o poco convincente, ma non si può ignorare che essa esiste e che tenta di ricondurre il testo alla dottrina cattolica sull’unicità salvifica di Cristo.
Anche riguardo a Fiducia supplicans, pur ritenendo il documento pastoralmente inopportuno e fonte di enorme confusione, non riesco a leggerlo come una negazione della dottrina cattolica sul matrimonio. Anzi, il documento si preoccupa ripetutamente di precisare che la dottrina sul matrimonio non cambia, che tali benedizioni non possono essere impartite con modalità che ricordino un matrimonio e che non intendono approvare né legittimare l’unione irregolare. Se davvero si fosse voluto cambiare la dottrina, sarebbe stato molto più semplice affermarlo esplicitamente, invece di ribadire più volte il contrario.
È quindi più plausibile ritenere che si sia voluta perseguire una strategia pastorale – a mio giudizio discutibile, confusa e dagli effetti controproducenti – nel tentativo di manifestare la vicinanza della Chiesa alle persone senza modificare formalmente l’insegnamento. Che tale tentativo sia riuscito male è sotto gli occhi di tutti; ma il fallimento di una scelta pastorale non equivale, di per sé, a un’eresia.
Del resto, lo stesso Papa Francesco offre elementi che rendono difficile sostenere che volesse cambiare la morale cattolica. Basti pensare alle sue parole rivolte ai vescovi italiani sulla presenza della «frociaggine» nei seminari, espressione certamente infelice, ma che rivela come egli non considerasse affatto irrilevante la questione morale né intendesse equiparare ogni stile di vita all’ideale cristiano. Si può rimproverargli una comunicazione spesso contraddittoria e una pastorale che ha generato confusione; è molto più difficile sostenere, sulla base di questi stessi elementi, che abbia formalmente negato la dottrina della Chiesa.
Quanto alla vicenda della Pachamama, condivido pienamente il disagio di moltissimi cattolici. Ritengo che quei gesti abbiano provocato scandalo e sgomento e abbiano prestato il fianco a interpretazioni gravemente equivoche. Tuttavia gli organizzatori e lo stesso Vaticano hanno sempre negato qualsiasi intenzione idolatrica, presentando quelle immagini come simboli culturali o della vita. Chi può giudicare con certezza oggettivamente l”effettiva intenzione e il fine? Possiamo giudicare tali spiegazioni poco convincenti; ma, ancora una volta, una cosa è criticare severamente un gesto, altra è affermare con certezza che il Papa abbia compiuto un atto formale di apostasia.
Il punto centrale, però, è un altro.
Lei scrive che chiunque può dire che una persona è eretica. È qui che, a mio avviso, occorre una precisazione fondamentale.
La Chiesa distingue sempre tra una proposizione oggettivamente erronea, una proposizione ereticale e l’eresia formale della persona che la sostiene. Il Codice di Diritto Canonico definisce l’eresia come l’ostinata negazione o il dubbio ostinato, dopo il battesimo, di una verità che deve essere creduta con fede divina e cattolica. L’elemento decisivo è dunque la pertinacia: non basta che una frase sia oggettivamente erronea; occorre che vi sia il rifiuto ostinato di aderire alla fede della Chiesa.
Per questo motivo un fedele può certamente affermare che una determinata espressione appare incompatibile con la dottrina cattolica, può chiedere chiarimenti, può perfino contestarla argomentando con la Sacra Scrittura, la Tradizione e il Magistero. Ma dichiarare che una persona è formalmente eretica significa affermare anche che essa persevera ostinatamente nell’errore contro una verità definita. Questo giudizio sulla pertinacia personale non appartiene al singolo fedele.
Tanto meno quando si parla del Romano Pontefice.
Nella storia della Chiesa non sono mancati Papi criticati da santi, teologi e vescovi. San Paolo rimproverò pubblicamente san Pietro ad Antiochia; santa Caterina da Siena parlò con grande franchezza ai Pontefici del suo tempo; altri santi denunciarono decisioni imprudenti. Nessuno, però, si è attribuito il potere di pronunciare, per iniziativa personale, una sentenza definitiva di eresia contro il Papa.
Se davvero Papa Francesco avesse cambiato la fede cattolica, oggi dovremmo dire che il Magistero di san Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e il Catechismo della Chiesa Cattolica sono stati superati. Ma questo non è accaduto. Nessun dogma è stato abolito. Nessuna definizione di fede è stata revocata. Il deposito della fede è rimasto immutato.
Per questo ho preferito interpretare le parole e i documenti di Papa Francesco alla luce del Magistero perenne della Chiesa, anche quando tale operazione risultava difficile, piuttosto che concludere immediatamente che il Papa fosse eretico.
Difendere la fede è un dovere di ogni battezzato. Ma altrettanto doveroso è non oltrepassare il confine che separa la correzione fraterna dal giudizio che compete alla Chiesa.
Le pietre possono certamente gridare quando la verità viene oscurata. Ma le pietre non diventano, per questo, il fondamento della Chiesa. Quel fondamento resta Cristo, che ha promesso ai suoi Apostoli e ai loro successori che le porte degli inferi non prevarranno contro la sua Chiesa. È a questa promessa che, anche nei momenti più difficili, continuo ad affidare la mia fede.
Don P.P.: esemplare arrampicatore sugli specchi 😄
No, caro Viglione, proprio no. Pretendendo di condannare tutto e tutti per eresia lei si arroga un potere che non ha. Non è colpa mia se la Chiesa è un’istituzione gerarchica e Pietro ne è la colonna portante – san Paolo docet. Lo dice Gesù: tu es Petrus; Pasce agnos meos etc. Se non le sta bene quella è la porta. Come sta scritto: “Numquid et vos vultis abire?”
Ci sono centinaia di chiesupole scismstiche che rigettano questo o quel papa o questo o quel concilio. Ci sono sempre state. Vada lì e la pianti di seminare zizzania. Io ho troppo a cuore la mia anima per correre dietro al pifferaio di Hamelin, si chiami Cionci o Viglione o chi le pare. Dio ci perdoni tutti perché ne abbiamo bisogno. Soprattutto quando pensiamo di non averne. Pace e bene
Caro Don Fernando, Massimo Viglione non ha affatto preteso di “condannare tutto e tutti”, ha però richiamato al dovere di ciascuno di discernere il Bene dal Male, specie nei casi in cui la differenza è evidente. Un esempio? A mio parere il più evidente è stato l’aver vietato la partecipazione alla messa e l’accesso ai Sacramenti durante il Covid, cioè scegliere la Scienza, anche quando Scienza non è, perchè non segue le procedure ed i protocolli scientifici, stante lo “stato di emergenza”, preferendo, nei fatti se non a parole, il Vaccino al Dio uno e Trino. Ricordo che la Chiesa in passato di fronte a minacce quali la Peste non si era mai comportata così. Se non è questa una chiara negazione del primato di Dio, mi domando cos’altro deve succedere. Non credo si possa dire che è stato un caso o un equivoco momentaneo, perchè “l’emergenza Covid” è durata almeno un paio d’anni.
Caro Davide,
comprendo il tuo disagio e condivido il fatto che alcune scelte compiute durante la pandemia possano essere oggetto di una seria riflessione critica. Tuttavia, occorre distinguere i fatti dalle interpretazioni.
Non è corretto affermare che la Chiesa abbia scelto il vaccino al posto di Dio o abbia rinnegato il primato di Cristo. Durante la fase più acuta della pandemia vi furono disposizioni civili e indicazioni ecclesiastiche che, in molti luoghi, limitarono le celebrazioni pubbliche. Si può discutere se tali decisioni siano state prudenti, proporzionate o persino eccessivamente condizionate dal clima del momento. Ma una scelta pastorale, anche discutibile, non coincide automaticamente con un atto di apostasia.
Per esperienza personale posso dirti che, durante il lockdown, ho tenuto la chiesa regolarmente aperta. Ho continuato a confessare e a distribuire la Santa Comunione, visitare i moribondi, arrivando talvolta a confrontarmi con qualche rappresentante delle forze dell’ordine che avrebbe voluto impedirmelo. Rispondevo che, nella mia chiesa, ero io il responsabile del ministero sacerdotale. Quando non era possibile la partecipazione pubblica alla Messa, ho celebrato in diretta online e alcuni fedeli, con discrezione e senza alcuna pubblicità, erano presenti con il rischio di imbattersi, all’uscita della chiesa, con le forze dell’ordine. Nessuno è stato privato dei Sacramenti per mia volontà.
Proprio questa esperienza mi impedisce di generalizzare. Ho conosciuto sacerdoti che hanno fatto di tutto per rimanere accanto ai fedeli, spesso con coraggio e sacrificio. Altri hanno agito diversamente. Per questo le responsabilità vanno valutate caso per caso.
La storia della Chiesa conosce momenti nei quali alcune decisioni pastorali si sono rivelate meno felici di quanto si pensasse. Questo non autorizza però a concludere che la Chiesa abbia rinnegato Dio. La critica è legittima quando è fondata sui fatti; diventa ingiusta quando attribuisce intenzioni che non possono essere dimostrate.
Possiamo discutere se in quel periodo sia stato dato un peso eccessivo alle esigenze sanitarie rispetto alla vita sacramentale. È un confronto serio e doveroso. Ma dire che la Chiesa abbia preferito il vaccino a Cristo significa compiere un salto logico che i fatti non consentono. La verità si serve distinguendo, non semplificando.
Di fronte ai fatti discutere vale poco, altrimenti l’interpretazione della realtà vale più della realtà stessa. Certo Dio conosce il cuore di ogni Uomo ed a ciascuno saprà dare la sua quota di responsabilità o di merito, però quei fatti sono ormai avvenuti e non possono più cambiare. Rimane solo la speranza che siano un monito per evitare di ripetere gli stessi errori anche personalmente ci credo poco; oltre a ciò sono altresì consapevole che l’Uomo ha grande fantasia nello sbagliare, meglio, nel seguire la propria volontà ed il proprio orgoglio, potendo persino creare più danni di quanti già combinati in precedenza.
Si. È giunto il tempoper I veri cristiani di GRIDARE che gli eretico Jmb e Prevost non sono papi legittimi perché è dogma di fede che il papa stabilito da Cristo è sempre infallibile.
Così come pure la Chiesa che lui rappresenta:
“Extra Ecclesiam nulla salus” (“fuori della Chiesa non c’è salvezza”)
Ma questo dogma deve essere compreso nel senso in cui lo intende la Chiesa stessa. Infatti, non fu a “giudizi privati” che il nostro Salvatore diede spiegazione a quelle cose contenute nel deposito della fede, ma al MAGISTERO INFALLIBILE della Chiesa.”
E infatti fa parte dei comandamenti di Cristo, quello di rimanere incorporati, mediante il battesimo, nel Suo Corpo Mistico che è la Chiesa Unam et Sanctam. (non quella non lgbtq)
Ma per rimanere uniti a Cristo e alla Sua Chiesa è assolutamente necessario rimanere uniti al Suo legittimo Vicario (ultimo BXVI che mai ha abdicato) tramite il quale, Cristo stesso ha governato visibilmente la Sua Chiesa fino alla sua morte, se pur dall’alto della croce.
E pertanto, non fanno parte della Chiesa divinamente istituita da Cristo, quei pastori mercenari che si ostinano a riconoscere «papi» due «ANATEMI» invalidamente eletti dalla massoneria ecclesiastica che, attraverso un vangelo diverso da quello di Cristo, stanno dilaniando il Suo gregge.
Solo qualche esempio:
Gravissima ERESIA di Bergoglio mai condannata da Prevost contro il DOGMA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE Cohttps://youtu.be/TG-qeDMie18?si=Q6ri_-q8d_fcfHp2
E quindi anche contro il DOGMA della DIVINITÀ di Suo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, il cui sangue per Bergoglio é PAGANO e non DIVINO.
https://youtu.be/5fPyn_imYAg?si=d_gHHgVTO5Y68aih.
Per non parlare del peccato di IDOLATRIA di entrambi gli antipapi Jmb e Prevost ⬇️
https://youtu.be/SkZi23hrZQw?is=zB8RnSu0Gv8wwmCi
Da notare che dopo l’atto idolatrico, sia Prevost che i sacerdoti a lui vicini, hanno celebrato una messa non davanti il crocifisso (Assente sull’altare)… ma davanti a madre natura.
Così come è avvenuto anche il 9 luglio 2025 a Castel Gandolfo presso il Borgo Laudato si’, laddove antipapa Prevost ha celebrato la prima messa «per la custodia della CREAZIONE» con addosso la stessa croce “rosacrociana” di Bergoglio.
Eucaristia, che personalmente considero invalida e sacrilega, non solo perché rivolta al “CREATO” anziché al “CREATORE” (non c’era Gesù crocifisso sull’altare come d’obbligo).
◾ Ma sopratutto perché le parole originali dell’offerta:
“Ricevi, o Padre, questi frutti della terra e delle nostre mani affinché, trasformati dallo Spirito Santo nel Corpo e nel Sangue del Tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, diventino per noi cibo e bevanda di vita eterna.
Per Cristo Nostro Signore. Amen.”
Sono state sostituite con queste:
“Ricevi, o Padre, questi frutti della terra e delle nostre mani affinché, trasformati dallo Spirito Santo nell’opera della tua CREAZIONE (❓)
diventino per noi cibo e bevanda di vita eterna.
Per Cristo.”
Ci vogliamo rendere conto che chiedere che la “CREAZIONE” anziché il “CREATORE” diventi per noi cibo e bevanda di Vita eterna, è un peccato di IDOLATRIA?
Oltre che SACRILEGIO a DIO?
Ecco il seduttore e l’ANTICRISTO !
… Chi va oltre e non si attiene alla “dottrina” del Cristo, NON POSSIEDE DIO.
Solo chi si attiene alla dottrina, possiede il Padre e il Figlio.
Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, NON RICEVETELO IN CASA e non salutatelo;
poiché CHI LO SALUTA PARTECIPA ALLE SUE OPERE PERVERSE.
Ottimo!