Di Adinolfi, e dell’Ipotesi di un Partito Cattolico. Che, oggi, non Ha Senso. Americo Mascarucci.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Americo Mascarucci offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul caso Adinolfi. Buona lettura e diffusione.

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Confesso che non intendo entrare nel merito della vicenda giudiziaria che ha coinvolto Mario Adinolfi, anche se da tempo ormai ho smesso di considerarlo un punto di riferimento credibile per l’elettorato cattolico.

Ma ciò detto, molti si stanno chiedendo che fine farà adesso l’esperienza politica da lui creata, ovvero quel Popolo della Famiglia che nelle intenzioni degli ideatori doveva rappresentare un punto di riferimento per i cattolici pro Life, impegnati nella difesa della vita, della famiglia naturale, nella lotta all’ aborto, all’ eutanasia, all’ ideologia gender ecc.

Semplicemente quell’esperienza è stata un fallimento come è destinato ad essere un fallimento qualsiasi progetto di ricostituzione di un partito cattolico in Italia. E questo grazie soprattutto alla Chiesa di papa Francesco che Adinolfi è colpevole gravemente di aver difeso anche contro l’evidenza.

Ecco, la grave colpa di Adinolfi e di quanti lo hanno seguito è stata quella di aver fatto finta che non stava cambiando nulla. Ha chiuso gli occhi di fronte alle continue aperture di Bergoglio in favore delle coppie LGBT sfociate con la Congregazione per la Dottrina della Fede  che ha concesso le benedizioni in forma privata. Adinolfi ha sempre preferito negare l’evidenza, continuando a ripetere che per la Chiesa di Francesco il matrimonio era soltanto fra uomo e donna e che non era possibile riconoscere le unioni fra persone dello stesso sesso. Ma oggi è sotto gli occhi di tutti la distanza abissale fra la Chiesa lasciata da Francesco e quella di Giovanni Paolo II, una Chiesa quella post bergogliana dove l’ideologia gender è entrata e domina nelle associazioni cattoliche e dove oggi è prevalente un linguaggio fortemente inclusivo. Per intenderci, oggi nessun sacerdote ripeterebbe ciò che diceva Giovanni Paolo II, che “l’omosessualità è un comportamento disordinato e che per vivere cristianamente gli omosessuali devono astenersi dagli atti sessuali”.

Anzi, oggi la discussione verte se sia più giusto benedire le coppie LGBT in forma strettamente privata come ha stabilito la Congregazione per la Dottrina della Fede sotto Fernandez o in forma pubblica e sacramentale (ossia riconoscendo valore all’ unione) come chiede a gran voce il Sinodo tedesco e come chiedono gli episcopati progressisti. Giovanni Paolo II tuonava all’ Angelus contro il gay pride definendolo “un’ offesa al carattere sacro di Roma” mentre nell’ultimo Giubileo anche gli LGBT hanno potuto varcare la Porta santa e celebrare il loro Giubileo, pur senza la benedizione di papa Leone XIV che non ne ha fatto nemmeno cenno nell’ Angelus. Eppure ogni volta che mi è capitato di intervistare Adinolfi ho avuto sempre la sensazione che vivesse in un altro mondo, ripetendo che nulla stava cambiando nella Chiesa e che il Popolo della Famiglia stava con papa Francesco perché era coerente con il magistero dei suoi prefecessori.

Per non parlare poi di Bologna dove il Popolo della Famiglia, in mano ad un certo Mirko De Carli, è arrivato a difendere l’arcivescovo Matteo Zuppi definendo il suo operato in perfetta continuità con l’ apostolato dell’ amato e compianto Carlo Caffarra (roba da matti).

E paradossalmente proprio gli elogi del PdF al presidente della Cei sono tornati utili a costruire da parte dei media progressisti nei giorni del conclave, la narrazione di Zuppi papa moderato, amato tanto dalla galassia LGBT che dal Popolo della Famiglia. Ecco, l’ esistenza di un partito cattolico come quello fondato da Adinolfi oggi non ha alcun senso, e questo grazie all’ azione della Chiesa di papa Francesco e alla Cei di Zuppi, il cui punto di riferimento politico è il PD della Schlein in versione Marco Tarquinio, non certo il partito da prefisso telefonico di Adinolfi. Partito che per sopravvivere si è  inventato in questi anni di tutto e di più, fino addirittura agli ammiccamenti con un personaggio improponibile (e non andiamo oltre per carità di patria) come Fabrizio Corona. Quindi buona fortuna ad Adinolfi per le sue vicende giudiziarie, auguri di una piena assoluzione ma lasci stare la politica, meglio l’Isola dei Famosi.

2 commenti su “Di Adinolfi, e dell’Ipotesi di un Partito Cattolico. Che, oggi, non Ha Senso. Americo Mascarucci.”

  1. Adinolfi non è mai stato credibile, neanche ai tempi in cui lanciò il cosiddetto “popolo della famiglia”. Stupisce quanti si siano lasciati infinocchiare.

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