Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, don Marco begato, a cui va il nostro grazie, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sull’uso più o meno corretto di immagini e video nel dibattito intra-ecclesiale. Buona lettura e meditazione.
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Lo scorso marzo su parecchi siti è stata fatta rimbalzare una notizia bomba:
L’attuale “Papa” si è macchiato di un atto di palese idolatria — un peccato mortale contro il Primo Comandamento — mentre partecipava a una conferenza sull’”eco-teologia” a San Paolo, in Brasile, nel gennaio del 1995. All’epoca, Prevost lavorava come missionario in Perù per gli Agostiniani, dove si trovava in missione dagli anni ’80. Fonte
Parliamo di un fatto risalente a 30 anni fa, ricostruito a mezzo di fotogrammi e video parziali, di cui ignoriamo sviluppi più approfonditi.
Nemmeno io approfondirò il fatto. Mi interessa invece condividere una riflessione riguardo alla tendenza di fare notizia per mezzo di fotogrammi scandalistici.
Un approccio su cui Chiesa Viva ha costruito tutta la sua fortuna, almeno presso quanti ne accettano i presupposti. Un approccio che oggi mi pare si stia diffondendo a macchia d’olio.
Si tratta di un metodo critico che non manca di un suo potenziale diagnostico: ci sono casi in cui una singola immagine e situazione risultano rivelatori dei pensieri e delle alleanze di un soggetto.
Io stesso ho non di rado battuto tale pista e ho sostenuto amici che la percorrevano.
Su tutti mi piace ricordare l’ottimo lavoro degli stimati G. Barra, M. Respinti e del compianto M. A. Iannaccone, con la redazione del Dizionario Elementare del Pensiero Pericoloso: decine di voci che raccoglievano le più dubbie e scandalose citazioni di autori a volte chiaramente anticlericali, ma a volte cattolicissimi epperò caduti in forme di errore ed eresia.
Al contempo tale approccio chiede di essere costantemente vagliato, onde evitare l’eccesso di attribuzione: un conto è identificare tesi oggettivamente problematiche, un conto è squalificare in toto il contributo di un autore in ragione di alcune tesi problematiche da questi espresse.
In riferimento proprio a PP. Leone XIV è efficace citare l’intervento di E. Michael Jones su X:
LifeSiteNews continues to grasp at straws in attacking papal authority because Traditionalism has no basis in reality. I once shared a train compartment with a member of the Brigati Rossi as we travelled from Germany to Rome. If someone had taken a picture of us, John Henry Westen could have called me a terrorist. (QUI)
(LifeSiteNews continua ad aggrapparsi a qualsiasi pretesto per attaccare l’autorità papale, poiché il tradizionalismo non ha alcun fondamento nella realtà. Una volta ho condiviso uno scompartimento del treno con un membro dei Brigati Rossi mentre viaggiavamo dalla Germania a Roma. Se qualcuno ci avesse scattato una foto, John Henry Westen avrebbe potuto definirmi un terrorista).
Il fatto che i tradizionalisti non abbiano basi sarebbe tema da approfondire, ma non ora: certo la definizione stessa di tradizionalismo, inteso come area del cattolicesimo e non come pienezza della traditio fidei cattolica, suona alla lunga problematica.
Restando sul nostro tema: non basta una foto o una fonte per inchiodare qualcuno. È necessario poter ricostruire il contesto della fonte stessa.
E ugualmente è importante valutare se nel tempo il personaggio accusato abbia avuto modo di sconfessare, mutare, riparare certe esternazioni passate, o anche comprendere in che misura certe frasi e certi gesti sono appartenuti al pensiero e alla testimonianza di un individuo.
Beninteso, non mancano mai episodi scandalosi e non voglio sostenere l’opportunità di nascondere la polvere sotto il tappeto.
È pur vero l’opposto: i buoni testimoni sono pochi e faticano a proporsi. Che siano [stati] in tutto nudi e puri, tenuto conto della tormenta ideologica e mediatica che ci assale, non è sempre cosa assicurata. Che però noi stessi ci troviamo a dar manforte alla tormenta è un rischio che dovremmo valutare con crescente circospezione.
don Marco Begato
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1 commento su “Ma Davvero Leone XIV, da Missionario, Ha Adorato la Pachamama? Commento di don Marco Begato.”
Che sia necessaria la prudenza è affermazione conforme ai principi di verità e carità, è altrettanto vero che, prescindendo per un attimo dal caso in oggetto, la puzza di bruciato è sempre più forte e più diffusa.