Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo commento di un amico del sito, Giulio Ferri, a cui va il nostro grazie, in merito alle scomuniche comminate verso i vescovi lefebvriani. Buona lettura e meditazione.
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Può davvero il Papa scomunicare la Fraternità San Pio X? Una tesi che merita di essere discussa.
di Giulio Ferri
Tra i numerosi articoli apparsi in questi giorni sulla vicenda delle consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X, uno dei più interessanti è certamente quello pubblicato da LifeSiteNews con un titolo destinato a far discutere: “Leone XIV nhiesaomunicare la Fraternità San Pio X né i suoi vescovi. Ecco perché.” L’autore, S.D. Wright, sviluppa una riflessione che va ben oltre il semplice diritto canonico e affronta il problema da una prospettiva eminentemente teologica, richiamando la grande tradizione della Chiesa.
Il punto di partenza è semplice. Tutti sanno che il Codice di Diritto Canonico prevede la scomunica per chi consacra un vescovo senza mandato pontificio. Su questo non vi è alcuna discussione. La domanda posta dall’autore è però un’altra: chi possiede realmente l’autorità morale e giuridica per applicare tale sanzione quando è in gioco la difesa della fede? È qui che il ragionamento prende una direzione decisamente più impegnativa.
Secondo Wright, la tradizione teologica cattolica ha sempre insegnato che l’autorità ecclesiastica è ordinata alla custodia della fede ricevuta dagli Apostoli. Se un’autorità dovesse invece utilizzare il proprio potere per reprimere coloro che, almeno soggettivamente, ritengono di custodire quella stessa Tradizione contro errori dottrinali, la questione non sarebbe più soltanto giuridica ma diventerebbe eminentemente ecclesiologica. L’autore richiama così il principio, discusso da numerosi teologi nel corso dei secoli, secondo cui un’autorità che si allontani pubblicamente dalla fede non può pretendere un’obbedienza assoluta proprio nelle materie riguardanti la fede stessa.
L’articolo sostiene inoltre che la Fraternità San Pio X giustifica le proprie consacrazioni appellandosi allo “stato di necessità”. È una tesi nota fin dai tempi di mons. Marcel Lefebvre. L’argomento è il seguente: quando la trasmissione della fede e dei sacramenti viene percepita come gravemente minacciata, il diritto della Chiesa riconosce che possono verificarsi situazioni eccezionali nelle quali alcune norme disciplinari devono essere interpretate alla luce della suprema legge della Chiesa, cioè la salvezza delle anime. Proprio su questa convinzione la Fraternità fonda la legittimità morale delle proprie decisioni.
Naturalmente questa posizione è respinta dalla Santa Sede. Il Vaticano continua infatti a ritenere che le consacrazioni senza mandato pontificio costituiscano un atto gravemente lesivo dell’unità ecclesiale e abbia avvertito che esse comporterebbero la scomunica prevista dal diritto canonico. Negli ultimi giorni Leone XIV ha rivolto un appello personale ai responsabili della Fraternità affinché rinunciassero al progetto, definendolo un possibile atto scismatico.
Ciò che rende interessante l’analisi di Wright è tuttavia un’altra considerazione. Egli osserva che la discussione non può limitarsi al piano puramente legale. La domanda decisiva diventa infatti questa: l’obbedienza ecclesiale è un valore assoluto oppure è ordinata alla custodia della verità rivelata? Tutta la tradizione cattolica risponde che l’obbedienza è una virtù altissima, ma non è mai separabile dalla fede. Gli Apostoli stessi, davanti al Sinedrio, dichiararono: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini».
È proprio qui che il dibattito diventa estremamente delicato. Nessun cattolico può desiderare una frattura nella Chiesa. Nessun cattolico serio può considerare con leggerezza una consacrazione episcopale senza mandato pontificio. Sarebbe irresponsabile minimizzare la gravità di un gesto simile. Tuttavia sarebbe altrettanto superficiale liquidare quarant’anni di controversia come se tutto dipendesse semplicemente dalla disobbedienza di qualche sacerdote nostalgico.
Personalmente continuo a ritenere che la crisi della Fraternità San Pio X non sia la causa della crisi della Chiesa, ma piuttosto uno dei suoi sintomi più evidenti. Se decine di migliaia di fedeli, centinaia di sacerdoti e numerosi seminari continuano a riconoscersi nella Fraternità, la domanda non dovrebbe essere soltanto perché essi resistano a Roma. Dovremmo domandarci anche perché così tanti cattolici abbiano maturato la convinzione che la Tradizione ricevuta dai loro padri non trovi più piena cittadinanza nella vita ordinaria della Chiesa.
Non so se la tesi di Wright sia destinata a prevalere. Saranno i canonisti e i teologi a discuterla nei prossimi anni. So però che il suo articolo ha il merito di ricordarci una verità spesso dimenticata: nella Chiesa il diritto non è mai fine a se stesso. Esso esiste per custodire la fede, servire la verità e condurre le anime alla salvezza. Quando diritto, autorità e Tradizione sembrano entrare in tensione, il compito del teologo non è spegnere le domande, ma affrontarle con umiltà, rigore e amore per la Chiesa.
Ed è forse questa la lezione più importante che possiamo trarre dall’intera vicenda. La Chiesa non ha bisogno di vincitori e di vinti. Ha bisogno, oggi più che mai, di ritrovare quella pienezza della verità che sola rende possibile un’autentica unità.
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14 commenti su “Può davvero il Papa Scomunicare la FSSPX? Una Tesi che Merita di Essere Discussa. Giulio Ferri.”
Vediamo, è il Papa… direi di sì
LETTERA APERTA
A PAPA LEONE XIV
Prof. Avv. Augusto Sinagra
(@SinagraAugusto)
Santità,come fece il Suo predecessore (in che cosa non è chiaro ma mi riferisco al Signor Jorge Mario Bergoglio) Lei si è recato a Lampedusa per compiere,nelle Sue intenzioni o nelle Sue esteriorità,un gesto di pietà cristiana per quei clandestini (vede, Santo Padre,gli emigranti sono ben altra cosa: entrano nello Stato,in qualsiasi altro Stato,con documenti e permessi regolari che vengono accuratamente controllati dalle Autorità di ingresso,ed essi vi si recano per lavorare) che entrano in Italia
Vede,Santità,il Pontefice della Chiesa cattolica rappresenta la più alta Autorità spirituale del Cattolicesimo,ma non è chiamato a fare propaganda politica
Mi duole molto dirglielo,ma il Suo gesto è stato solo propagandistico e a beneficio della religione islamica
Capisco anche che questa Sua visita a Lampedusa è stata suggerita,sollecitata e organizzata da ambienti interni ed esterni al Vaticano che di tutto si occupano meno che di Fede cattolica
E non dica,che ha voluto testimoniare la pietà cristiana nei confronti di quei tanti che sono morti nel Mare Mediterraneo. Il mondo è pieno di cimiteri purtroppo e, per quel che più Le dovrebbe interessare,di cimiteri di cristiani barbaramente assassinati solo perché tali Penso specificamente alla Nigeria
Poi vede,Santità,Lei non può non sapere che è proprio impedendo quella che è palesemente una moderna tratta di schiavi,si possono evitare queste morti in mare
Quella povera gente che viene in Italia viene ingannata: si dice loro che in Italia trovano l'”Eldorado” ma così non è e vediamo questi poveretti accampati come disperati per le strade delle nostre Città. E molti di essi delinquono gravemente e purtroppo è cronaca di ogni giorno
Invece di visite ed apparizioni strumentali e propagandistiche,sarebbe meglio che Lei,condannasse apertamente dall’alto della Sua Cattedra morale,coloro che beneficiano di questa ignobile,moderna tratta di schiavi: gli scafisti,i gestori dei Centri di accoglienza,quei politici che immaginano di potersi giovare,previi facili e rapidi rilasci della cittadinanza italiana,dei voti di questi disperati
Le manifestazioni del 25 aprile che vedono molti africani che vi prendono parte attiva opportunamente addobbati di segni distintivi e di bandiere inneggianti alla fatidica data, ne sono la prova visiva più eclatante
Già una volta Le rivolsi una preghiera. Non Le chiedevo molto e non Le chiedo molto, anzi non Le chiedo niente,Le chiedo di fare il Papa.
Perché vede, Santità, il Suo compito è quello di testimoniare il messaggio di Cristo e non mi pare proprio che il messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo sia quello di combattere il Cristianesimo favorendo politiche non solamente di illimitata deportazione di esseri umani portatori di altre religioni, ma altresì politiche negatorie della famiglia, della scuola, della natura (mi riferisco alle politiche gender)
Devo purtroppo registrare che Lei ha già consegnato il Suo nome ad un momento della storia contemporanea in cui si è verificato il primo e molto consistente (sul piano numerico dei fedeli) scisma nella Chiesa cattolica
E la causa di ciò è la conseguenza di molte infauste decisioni negatrici della spiritualità e della Persona stessa di Gesù Cristo, che incomprensibilmente ci si ostina a confermare e a imporre
Il “Corpo mistico” della Chiesa cattolica,Santità,è stanco di ecumenismo, è stanco di musiche chitarresche e balli in Chiesa; è stanco di una sostanziale negazione di ciò che rappresenta la Santa Eucarestia.
Santità,riesamini criticamente ciò che Le dicono di fare. Trovi altre difese dai Suoi nemici interni alla Chiesa cattolica
Revochi le Sue recenti incaute scomuniche e le scomuniche del Suo predecessore che hanno l’amaro sapore della vendetta personale. Scomuniche prive del loro pur ingiusto,voluto effetto: le Chiese sono vuote, Santità,e là dove vi è vera testimonianza dei Santi Vangeli,lì vi è concorso numerosissimo di fedeli
Bravissimo Avvocato Sinagra! Parole sante, le sue, gli scomunicatori, sono loro i veri nemici di Cristo e della Chiesa Cattolica, mentre gli scomunicati sono eroi della fede cattolica. Ma a loro sta bene così, ” noi dobbiamo andare avanti” ha infatti sentenziato il signor Robert Francis Prevost, facendo tutto quello che faceva il signor George Mario Bergoglio…ma non chiamiamoli papi, per favore, non offendiamo i veri papi della vera Chiesa Cattolica…” ma verrà un giorno”, dice Fra Cristoforo nei Prossimi Sposi, e non sarà certo un bel giorno quello, per chi ha abusato della sua autorità per ingannare i fedeli e distruggere la bimillenaria Chiesa di Cristo, usando la sua carica per il fine opposto a quello per cui è stata istituita da Nostro Signore Gesù Cristo.
Diritto spirituale internazionale.
Dispiace di non aver conosciuto il prof. Sinagra: anticipai il mio esame di Diritto Internazionale nella sede di Torino e quando mi trasferii a Trieste non frequentai le sue lezioni.
Ma il tempo è generoso e anche qui siamo ancora in tema di lezioni accademiche; Sinagra oggi insegna a Prevost quale siano i diritti spirituali dei cattolici di ogni nazione. Un papa, il capo di 1,4 miliardo di cattolici, è stato svergognato, bocciato, nella sua dimostrata incapacitá di essere valido docente -universale- della Parola di Cristo, un inetto.
Da oltre un anno ogni parola, atto, nomina e decisione di Prevost é stata una nuova serie di sferzate a Gesu ri-legato alla Colonna mentre un avvocato senza titoli e vocazione ecclesiastici é stato in grado di dire ad un papa come riparare a quelle nuove sofferenze. Dio non lo dimenticherà!
Al leggere questa lettera, Prevost fosse un vero uomo (e un vero papa) risponderebbe con un mea culpa pubblico e farebbe ció che gli chiede con ogni ragione Sinagra: bisogna peró avere una coscienza che una marionetta filoguidata non ha.
Se fosse un mezzo uomo, un ominicchio, invece si butterebbe giú dal loggione di San Pietro: magari! Sarebbe bello veder cadere giú con lui anche tutte quelle carogne che gli leccano le chiappe, cardinali, vescovi e preti. Ma anche per essere una frazione di essere umano ci vuole il coraggio che solo una vergogna immensa puó dare e che persino Giuda di Keirot riuscí a trovare impiccandosi di fronte al suo tradimento.
No, questo elemento che in Perù si mise alla pecorina per adorare la Madre Terra, non puó chiamarsi uomo perché ha dato l’anima a quel demone e, senza anima, si é simili alle bestie… anzi, sì è eguali alle bestie!
Cosa pensate che avvenga dopo questa figura escrementizia di Prevost, che apprende per la prima volta da un fedele, che ha modo di farsi sentire fra il silenzio dei tiepidi e il clamore degli arroganti, che l’essere umano ha bisogno della Parola di Dio e saper comprendere la Sua Legge eterna?
Nulla perchè il Male non ha rossore che gli brucia la faccia; nulla perchè la maledizione delle anime perdute non colpisce i già maledetti; nulla perchè il compito di uccidere va portato a termine senza remore morali e Prevost è un killer seriale di cattolici.
Non so se Sinagra sappia dei fatti incontrovertibili e certi che fanno di Prevost un papa nullo e invalido, ma certo si sarà chiesto come sia possibile accettare l’opera dello Spirito Santo che sceglie in Prevost il miglior Vicario di Cristo sulla piazza o pensate che anche lui eluda tale domanda, come fanno in tanti?!
E voi come fate? Contro questo abisso di inquità americano, cosa fate amici miei tristi e abbattuti nelle vostre certezze: quali sono le decisioni che avete preso in buona fede e per amore di Cristo? Ditemi cosa rispondete quando vi mettete di fronte al vostro cuore che senza posa vi sussurra, che non c’è ancora un papa vero? Lo sentite dentro che quel tizio non può essere il vostro papa?
Certo che Prevost può scomunicare la FSSPX, non potrebbe stare lì se non lo facesse, le regole d’ingaggio nella comunità sinodal-conciliare sono ormai chiare a tutti : lotta dura, senza paura, ad ogni residuato cattolico ancora presente sulla faccia della terra, porte aperte a tutti i nemici storici della Chiesa di Cristo nel carrozzone modernista, mascherato da Chiesa Cattolica per meglio ingannare 1,3 mld di fedeli, indurizzandoli dove ordina loro il padrone, a cui di sono venduti, anima e corpo, e non certo dove queste povere anime credono di andare…il popolo in cammino? se ne accorgeranno di qual’e’ la loro vera destinazione. A nessuno viene chiesto di pentirsi, ravvedersi, cambiare vita ( adulteri, omosessuali, lesbiche, genderisti, ecc), anzi li si incoraggia ad andare avanti così, dicendo che il Signore accetta tutti così cone sono, non giudica e non punisce nessuno : ma allora perché ai cattolici tradizionali non si applica li stesso metro? perché vengono esclusi da quel famoso ” tidos, todos, todos”?Questi ultimi sì sono giudicati da Dio ed esclusi dalla Sua misericordia, dalla Sua accoglienza ? hanno il coraggio di dirlo apertamente Prevost, Fernandez, ecc.? Ai seguaci delle “false religioni”, che in due millenni di Cristianesimo nessun papa, martire, santo, dottore della Chiesa si è mai sognato di dire che conducono a Dio, loro, i sinodal-conciliari non chiedono di convertirsi a Cristo, unico Salvatore degli uomini ( ricordate il famoso Trigramma di San Bernardino da Siena ? JHS, Gesù Salvatore degli uomini), ma chi Cristo lo segue con serietà, zelo e dedizione lo scomunicano..ma chi credono di far fessi? ma per favore, che vadano a raccontarle a qualcun altro tutte queste balle, panzane, falsità. Uno cento mille don Viganò, una cento mille FSSPX, e così sia. Amen LJC !
É un commento lungo, chiedo scusa, spero serva.
Ho letto con attenzione l’articolo e ritengo che ci spinga a una prospettiva che sembra nuova, ma é concetto che da 2000 anni interroga tutti: preti e vescovi della fraternitá, preti cattolici e laici e anche cardinali e vescovi, chiunque abbia davvero una coscienza.
Ho visto il video spavaldo di Gianfranco, letto la risposta mediocre di d.PP. e pensavo di bypassare quella della Danieli, conoscendola da tempo, ed invece volevo darvi delle frasi di Benedetto che per me sono la risposta all’articolo stesso. Ma la Danieli (brava!) le ha giá messe lei, assieme al video di d.Brogi (che sfiora un po’ i concetti di Ratizinger), ma io ve le ripropongo!
Credo come mamma che il discrimine ai fatti di questi giorni sia nella verifica della fede e dell’amore. Concetti che conosciamo ma molti, forse presi dal proprio io, non sanno vivere e metter a base delle azioni, ma dovrebbero se scelgono di essere cattolici.
Fede e amore che un Papa, che é anche un papá conosce intimamente e dona senza risparmio ai suoi figli, a quelli discoli soprattutto!
Amici miei, come genitori che sanno educare dovreste capirmi: darete una punizione o una parola sentita ma dolce al figlio che sbaglia? Un rimprovero e lasciar senza cena il monello o chiedergli se ti ama e abbracciarlo mentre scopre di essere a sua volta amato?
Benedetto vide nella Fraternitá il male e l’odio, gli interessi personali e la brama di potere ma seppe vedere il bene e la bontá di chi credeva nella Tradizione e nella legge di Dio, anzi amava Dio! Puní e li chiuse dietro la porta di uno stanzino buio o lasció la porta aperta e pronta per essere attraversata?
Benedetto fu vero papa perché fu vero padre. Amò Gesù e amò quei figli che gli erano affidati, vide il bene nonostante fosse in mezzo al male.
Amò, levó la punizione e attese, perchè l’amore è l’unico Comandamento: chi dice di rispondere all’amore ama!
Fate due conti spiccioli in termini di amore: chi fra Pagliarani, Fernandez e Prevost amò Gesù al di sopra di ogni cosa? Questo dice l’Atto di Dolore!
Uno amò lo stato di necessità (che vige da decenni) e non volle procrastinarlo di un solo giorno. Tucho voleva punire i fratelli nella fede con un decreto scritto da mesi e non volle procrastinarlo di un solo giorno. E Prevost, che si fa chiamare “papa”, il prototipo terreno dell’Amore -suo Dio- che è in cielo, Santità, Santo Padre, dolce Cristo in terra, invece permette che tutto precipiti cavandosela con una letterina un paio di giorni prima. Un vero papa non dice di soffrire ma soffre, fa e chiede digiuni, indice 3 Rosari al giorno, piange in diretta, indìce un Concistoro solo per pregare per la FSSPX, ama e supplica in ginocchio per le anime, mette il cilicio e si sferza! Eppure non perderebbe un millesimo della sua autorità, ma vincerebbe i cuori col suo amore, risolverebbe lo stato di necessitá da solo!
Così un papa agisce e non serve tirar fuori il Codex, autorità, obbedienza e Tradizione: questi non sono mai in tensione o contrapposti nella Chiesa, solo nei cuori che non vogliono amare.
Quando scappai dalla Parrocchia, fatta di persone che amavo, per non poter piú accettare la deriva bergogliana, persi tutto: canti, adorazioni, Messe, Sacramenti, Rosari e la mia comunitá! Ma se almeno il mio parroco, che mi conosceva, mi avesse rincorso, avesse lasciato tutto per chiedermi “dove vai” per portarmi indietro fra le candele e l’incenso… allora io sarei tornata perché quella era la mia Chiesa e io ero amata: lí c’era Amore, Gesú.
Ma non fu cosí, se non c’é amore non c’é Chiesa, vera Chiesa, ma una chiesa di cacca visibile, come dice d.PP, e puzzolente, dove amare Cristo si fa innanzitutto amando i suoi figli.
Pagliarani ama la sua soddisfazione personale e non sa cosa significa amare il papa, Fernandez ama se stesso, Prevost che dovrebbe essere il dio in terra dell’amore é invece senza istinto paterno, senza Munus e senza sentire nel cuore la sua missione “per sempre”.
Rimaniamo noi preti e laici: amare Gesú significa essere fedeli alle Sue leggi e fra queste c’é la venerazione e l’obbedienza al Papa, senza pesarla, generosa, senza confronti con le nostre idee e col mondo: se pur ci inondi lo stato di necessitá e ci affoghi, noi sappiamo che Cristo non dimentica le Sue promesse in Pietro. Noi obbediamo al Papa canonico per volontà divina e se lui non vuole una cosa neanche noi la vogliamo; se lui decide una cosa noi la vogliamo e in qualsiasi modo guida la Barca, noi non gli diremo “devi far cosí” o non “devi fare colí”. Sappiamo per fede e per amore che un vero papa insegna fede e amore ed é lui, il primo, ad indirizzarci nella vita. Se diciamo di amare e aver fede in Gesú, allora amare e aver fede nel Papa é la stessa cosa, e viceversa.
Fede e Amore: solo questi due elementi insieme danno Speranza per la vita eterna. Ecco Benedetto il Papa:
“Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli? Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti. Non possiamo conoscere l’intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’ AMORE per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente.
Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità? Che ne sarà poi?
Certamente, da molto tempo e poi di nuovo in quest’occasione concreta abbiamo sentito da rappresentanti di quella comunità molte cose stonate – superbia e saccenteria, fissazione su unilateralismi ecc.
Per amore della verità devo aggiungere che ho ricevuto anche una serie di testimonianze commoventi di gratitudine, nelle quali si rendeva percepibile un’apertura dei cuori.
Ma non dovrebbe la grande Chiesa permettersi di essere anche generosa nella consapevolezza del lungo respiro che possiede; nella consapevolezza della promessa che le è stata data?
Non dovremmo come buoni educatori essere capaci anche di non badare a diverse cose non buone e premurarci di condurre fuori dalle strettezze? E non dobbiamo forse ammettere che anche nell’ambiente ecclesiale è emersa qualche stonatura?
A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il Papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo”.
La questione, in altri termini – ma nemmeno troppo dissimili – si è drammaticamente (e pure tragicamente) posta più volte nella storia della Chiesa.
Credo che tutti guardiamo il dito ..
La luna invece è l’unità della Chiesa, che è messa in discussione ad ogni piè sospinto da tutti, cardinali, arcivescovi, vescovi, sacerdoti, religiosi e laici.
Questioni dottrinali dirimenti e assolutamente serie? Si. Ma prima viene l’unità della Chiesa. Che non è nostra ma del Signore.
Si vuole disperdere il deposito della fede perché ognuno crede d’essere nel giusto. Ditemi: chi veramente ci guadagna?
E il Papa… morto un Papa se ne fa un altro… Non mi piacciono tutti per forza ma al di là di documenti “leggeri”, non aventi il peso di del magistero solenne (quindi, quali solo opinioni personali), chi davvero – anche tra i peggiori – è stato così eretico? E quanto hanno davvero cambiato la Chiesa tanto da renderla irriconoscibile agli occhi di Dio?
E lo Spirito Santo? Cosa è, “stupido” fino al punto da lasciar governare la sua Chiesa da Satana? E Gesù scherzava quando diceva che le forze degli inferi non prevarranno su di essa?
E il Concilio Vaticano II, poi… Ma davvero lo trovate così tanto di scandoloso? Forse – anzi, di sicuro – vi darei ragione, sulle derive applicative che certi hanno voluto giustificare, ma sulla sostanza dogmatica per trovarvi altro ci vuole fantasia.
La Chiesa, dopo qualsiasi Concilio, non è mai sta quella di prima. E allora perché non dare ragione in toto agli ortodossi, ad esempio? Forse siamo noi la chiesa scismatica e non le loro…
Stiamo calmi… Lasciamo fare al Signore, e cerchiamo di essere più umili. O almeno proviamoci…
Umiltà… quella manca davvero. Anzi, che roba è??
I diversi e perfino gli opposti possono convivere sotto lo stesso tetto se c’è un principio aggregativo, un punto di riferimento abbastanza forte da compensare le forze centrifughe degli ego planetari. Un centro di gravità col quale confliggere, sapendo però che proprio la sua coerenza nel tempo e nello spazio, nella buona e nella cattiva sorte, è la condizione per costruire e durare più di una rivoluzione. Indi per cui République, dio Progresso & nipoti stanno all’avvenire come le Twin Towers al Ponte Milvio. Ed era inevitabile che la Chiesa, intesa come vascello materiale varato duemila anni fa, passato sia pure non indenne fra tempeste, compromessi e ammutinamenti, ma comunque con una sua rotta, ora che si è conciliata col mondo e anche il “Vicario di Cristo” (virgolette bergogliane) è diventato un influencer che guarda ai like, rigettasse a mare non tanto una scialuppa di irriducibili quanto l’emerito color seppia dell’ong che ha scelto di essere.
Il senno di poi è la più calunniata delle forme di saggezza. Rileggendo post ed extra, ci sono accidenti della storia per cui l’unica similitudine è Bobby Fischer che si fa rifilare un matto del barbiere. Ad esempio i megalomani che al colmo vanno a suicidarsi costellando di milioni di morti le strade verso Mosca. O il Pci. Se avesse colto il proclama di Eugenio Cefis (che stava a Enrico Mattei come uno degli apostoli a Cristo) sulle multinazionali destinate a ricapitolare il mondo al proprio interesse, e gli avvertimenti della testa pensante di Pasolini (il fascismo si limitava a metterle in sede impedita) sul nichilismo arma finale del capitale. Se le sue legioni di intellettuali organici avessero tradotto in lingua corrente le biblioteche dei numinosi testi sacri. Avrebbe dovuto fare le barricate in strada contro il proletaricidio della 194, altro che Movimento per la Vita. Mandare i mitici servizi d’ordine a cantare l’Inno del Piave alle dogane contro tutte le libere circolazioni, delle merci col plusvalore più alto sui salari più bassi, dei profitti degli Agnelli, dei buoi da fatica commerciabili senza regole in quanto privati dell’unico recinto in cui in 50000 anni erano riusciti a contare qualcosa, altro che Europa-Europa. Tolti Peppone e gregari nati, la spiegazione che resta è la peggiore.
Il paradosso non è dirsi cattolici a dispetto di quello che si riconosce come papa. È fare i tradizionalisti nel mondo che Zio Sam creò.
https://marcotosatti.com/2022/11/22/one-peter-five-il-concilio-vaticano-ii-e-il-deep-state/
-La tematica che l’articolo evidenzia, e che ha un enorme impatto per noi, è che l’autorevolezza della Chiesa Cattolica Romana, unita alla sua diffusione in tutto il mondo, andava oltre questo livellamento e terzietà legislativa USA limitando la possibilità di penetrazione economica e di manipolazione delle coscienze, quindi limitando la colonizzazione economica USA nel mondo. L’idea geniale, di cui tratta l’articolo, è stato il portare questa idealità libertaria all’interno della Chiesa Cattolica e farla accettare come “spirito del concilio”, pur senza cambiare la dottrina, ma inserendo concetti di “democraticità” e di “equiparazione” che nulla hanno a che fare con la Verità rivelata e che, come ampiamente previsto, ha da un lato aperto le porte alla colonizzazione economica degli Stati Uniti su larga parte del mondo e, per quanto attiene agli aspetti spirituali e religiosi, con la scusa della “pastorale”, hanno portato all’indifferentismo, alle pachamama, al documento di Abu Dhabi, ecc.-
https://www.renovatio21.com/il-congresso-usa-discute-del-progetto-mk-ultra/
-Gottlieb era convinto che, per trovare un modo per impiantare una nuova mente nel cervello di una persona, fosse prima necessario distruggere la mente già presente.-
Divertissement estivo. Pio IX, Lenin, mullah Omar: disponete sul podio chi solo a nominarlo provoca più orticaria alla signora Gruber.
Pensando a questi Padri che stanno vivendo una prova così dolorosa insieme alla Chiesa Cattolica, una parola mi accompagna “….Alzo gli occhi verso i monti da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore che ha fatto cielo e terra….”
Oggi il Papa a Lampedusa, per (ripetere!?) “venite, venite”
Ieri il Papa ha scomunicato per iscritto la FSSPX
Gli scartati nel nome della Chiesa (che io affermo: E’ Cristo per la Parola e per i Sacramenti), Sposa di Cristo
continua dalla stessa autorità di Papa in Papa “di scartatore”!?
Mons. Lefebvre reagì al pensiero massonico presente nel Concilio (v. Bugnini e compagni) il resto è storia conosciuta, intanto quei signori (anticristi) hanno continuato a demolire la fedeltà (concreta) e la tradizione
apostolica della nostra Amata Chiesa Cattolica.
Vieni Spirito di Verità Incorrotto e Incorruttibile
L’articolo non convince perché parte da una premessa discutibile: presenta la Fraternità San Pio X come se fosse semplicemente la sola custode della Tradizione. In realtà il problema è ben più profondo.
Non è vero che la Fraternità sia pienamente ortodossa. Pur affermando di riconoscere il Papa, ne rifiuta una parte significativa del Magistero, la potestà e in particolare il magistero del Concilio Vaticano II. Rifugiarsi nell’affermazione che il Concilio fu “solo pastorale” non risolve nulla: un Concilio ecumenico, approvato dal Papa, appartiene comunque al Magistero autentico della Chiesa e non può essere accolto a metà, scegliendo ciò che piace e respingendo ciò che non convince. Un Concilio ecumenico è un Concilio.
Così facendo, la Fraternità non mette in discussione soltanto alcuni documenti conciliari, ma il principio stesso su cui si fonda la cattolicità: che il Magistero vivente interpreta autenticamente la Tradizione. Se ciascuno decidesse quali Concili accettare e quali no, la Chiesa cesserebbe di essere una.
Anche il ricorso allo “stato di necessità” non regge. È una necessità proclamata dalla Fraternità, non riconosciuta dalla Chiesa. È come se essa si attribuisse il ruolo di salvatrice della Chiesa, quasi che lo Spirito Santo avesse cessato di guidarla. Ma Cristo non ha promesso che la Chiesa sarebbe stata assistita dallo Spirito solo fino a un certo momento della storia. Lo Spirito continua a operare, anche silenziosamente e spesso in modo nascosto, rimanendo fedele alle promesse del Signore. Pretendere di sospendere l’obbedienza al Papa perché si ritiene che la Chiesa abbia smarrito la fede significa, in fondo, dubitare dell’assistenza dello Spirito Santo. Certo, qualcuno obietterà richiamando alcune parole o decisioni di papa Francesco, o le affermazioni di qualche prefetto di Dicastero. Ma la Chiesa non ha mai insegnato che ogni Papa sia impeccabile, infallibile in ogni sua parola o immune da limiti prudenziali. La storia conosce Pontefici più o meno santi, più o meno saggi, e perfino errori di governo o personali. Ciò non significa che lo Spirito Santo abbia abbandonato la Chiesa o che sia venuta meno la promessa di Cristo.
Anzi, la storia dimostra che anche interi episcopati, in diverse epoche, hanno manifestato riserve o hanno persino evitato di dare concreta attuazione ad alcuni atti del Magistero ordinario di un Pontefice. Si può discutere se abbiano avuto ragione o torto, ma nessuno di essi ha ritenuto di potersi proclamare custode esclusivo della Tradizione, consacrare vescovi contro la volontà del Papa o costruire una struttura ecclesiale parallela appellandosi a un presunto “stato di necessità”. Le difficoltà, anche gravi, sono state affrontate restando dentro la comunione della Chiesa.
L’assistenza dello Spirito Santo non garantisce la perfezione di ogni atto del Papa, ma assicura che la Chiesa non verrà meno nella fede e che il ministero di Pietro rimarrà il principio visibile dell’unità. Se, invece, ogni volta che un Papa o un suo atto di Magistero non convincesse qualcuno ci si ritenesse autorizzati a proclamare uno “stato di necessità”, a disobbedire e a creare una gerarchia parallela, il principio cattolico dell’autorità sarebbe sostituito dal libero esame. E questa non è più ecclesiologia cattolica.
L’articolo richiama le parole degli Apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini». Ma questo passo viene qui applicato in modo improprio. Gli Apostoli parlavano di un’autorità che proibiva loro di annunciare Cristo, non del Successore di Pietro. Gesù, invece, ha affidato proprio a Pietro le chiavi del Regno dicendogli: «Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Per un cattolico, dunque, obbedire al Papa, quando esercita legittimamente il ministero ricevuto da Cristo, significa obbedire a Cristo stesso. Non è il fedele a decidere quando il Papa debba essere seguito e quando no; diversamente ciascuno diventerebbe il criterio ultimo della verità, svuotando di significato il primato petrino.
Infine, c’è una domanda che non può essere elusa. Se la divisione della Chiesa, consumata attraverso consacrazioni episcopali compiute contro l’esplicita volontà del Papa, viene presentata come un bene necessario, bisogna domandarsi quale spirito ispiri una simile scelta. Perché lo Spirito Santo è Spirito di verità, ma anche di unità; non conduce mai a lacerare la comunione ecclesiale, bensì a custodirla nella carità e nella verità. Lo Spirito di Cristo non costruisce mai l’unità attraverso la disobbedienza al ministero che Cristo stesso ha istituito.
Per questo ogni tentativo di giustificare le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio non regge. Non è in discussione la buona fede di molte persone, ma il principio ecclesiologico che le sostiene: non si può professare fedeltà al Papa solo nominalmente, negandone poi il Magistero e l’autorità quando le sue decisioni non coincidono con le proprie convinzioni. Questa non è la logica della Tradizione cattolica, ma quella del giudizio privato.
RACCOMANDO caldamentequesta meravigliosa intervista a don Gabriele D’Amico.
https://youtube.com/watch?v=jwpcFcoiLoc&feature=shared
Una mezz’ora davvero ben spesa, senza bisogno di tante chiacchiere.
Risposta di don Brogi, vero sacerdote di S. Romana Chiesa:
https://youtu.be/2CSlRBDrFVw?is=dgOLHiRwV3xhHND3
Premesso che per la Dottrina Cristiana è reo di SCISMA chiunque non riconosce il LEGITTIMO ultimo papa BXVI che, pur se pur impedito nel suo esercizio, ha mantenuto il perenne Munus Petrino fino alla morte, invalidando le elezioni di Bergoglio e del suo successore Prevost… Questa è quanto ribadisce anche oggi Sua Santità BENEDETTO XVI AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA
RIGUARDO ALLA REMISSIONE DELLA SCOMUNICA DEI 4 VESCOVI CONSACRATI DALL’ARCIVESCOVO LEFEBVRE
… “Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite,…. soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi…
_la FSSPX NON HA ALCUNO STATO CANONICO NELLA CHIESA, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – NON ESERCITANO IN MODO LEGITTIMO alcun ministero nella Chiesa.
[…] Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 – ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come grandi difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta in sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive”.
[…] Ma ora domando:
Era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello (FSSPX) che “ha qualche cosa contro di te” e cercare la riconciliazione?
Non deve forse anche la società civile tentare di prevenire le radicalizzazioni e di reintegrare i loro eventuali aderenti – per quanto possibile – nelle grandi forze che plasmano la vita sociale, per evitarne la segregazione con tutte le sue conseguenze?
Può essere totalmente errato l’impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di ricuperabile per l’insieme?
Io stesso ho visto, negli anni dopo il 1988, come mediante il ritorno di comunità prima separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l’insieme.
Può lasciarci totalmente indifferenti una comunità nella quale si trovano 491 sacerdoti, 215 seminaristi, 6 seminari, 88 scuole, 2 Istituti universitari, 117 frati, 164 suore e migliaia di fedeli? Dobbiamo davvero tranquillamente lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa? Penso ad esempio ai 491 sacerdoti. Non possiamo conoscere l’intreccio delle loro motivazioni. Penso tuttavia che non si sarebbero decisi per il sacerdozio se, accanto a diversi elementi distorti e malati, non ci fosse stato l’amore per Cristo e la volontà di annunciare Lui e con Lui il Dio vivente.
Possiamo noi semplicemente escluderli, come rappresentanti di un gruppo marginale radicale, dalla ricerca della riconciliazione e dell’unità? Che ne sarà poi?
Certamente, da molto tempo e poi di nuovo in quest’occasione concreta abbiamo sentito da rappresentanti di quella comunità molte cose stonate – superbia e saccenteria, fissazione su unilateralismi ecc.
Per amore della verità devo aggiungere che ho ricevuto anche una serie di testimonianze commoventi di gratitudine, nelle quali si rendeva percepibile un’apertura dei cuori.
Ma non dovrebbe la grande Chiesa permettersi di essere anche generosa nella consapevolezza del lungo respiro che possiede; nella consapevolezza della promessa che le è stata data?
Non dovremmo come buoni educatori essere capaci anche di non badare a diverse cose non buone e premurarci di condurre fuori dalle strettezze? E non dobbiamo forse ammettere che anche nell’ambiente ecclesiale è emersa qualche stonatura?
A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi – in questo caso il Papa – perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo…
https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html
Ma evidentemente questo è il tempo in cui gli uomini preferiscono ascoltare i falsi maestri piuttosto che obbedire a Cristo e al Suo ultimo legittimo Vicario in terra Benedetto XVI.
In qualche modo si deve cancellare o ridimensionare la chiesa cattolica apostolica romana . Nel 2012 hanno isolato Papa Benedetto , poi lo hanno “rinunciato” e messo su quel successore che in 12 anni ha semidistrutto la nostra santa chiesa , non solo con un Magistero semieretico , ma sopratutto cambiando la struttura , credo abbia nominato lui ben 400vescovi con la sua visione . Leone è prigioniero della cricca FPZ? Fernandez Paglia(sant’Egidio) Zuppi ?
Come si può credere a una restaurazione con costoro al vertice . Impensabile . Dobbiamo pertanto ritenere che il Papa sia impotente?
Ma lei crede o non crede nello Spirito Santo