Un Grido di Dolore. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste pensose riflessioni su quanto si è  compiuto nella Chiesa in queste ore. Approfittiamo dell’occasione per segnalarvi l’uscita dell’ultima opera di Benedetta, “Dormi Cecilia“, un romanzo storico: la trama si sviluppa intorno a una ricerca e a un mistero ambientati nel capoluogo lombardo:

  • L’incontro silenzioso: Una donna si muove per Milano seguendo le tracce di una figura del passato che riposa nella Basilica di Santa Maria delle Grazie. 
  • L’immersione nel Rinascimento: Il racconto fa riemergere la storia dimenticata di una fanciulla vissuta in epoca rinascimentale, sospesa tra realtà storica e immaginazione. 
  • Intrighi e passioni: Le vicende personali della protagonista si intrecciano con quelle di nobili casati, ombre misteriose, pericoli ma anche profondi sentimenti di fede e amore.

Buona lettura e condivisione.

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Stamane, non era più notte, ma il sole indugiava, insonnolito, dietro la verde aldia, il mio cuore, in spinta d’amore, era a Écone, in attesa della solenne consacrazione dei nuovi Vescovi della Fraternità San Pio X. Non sono io che ho deciso, no, io – a dire la verità nuda – volevo solo riprendere il sonno, soltanto questo chiedevo. Ma, impossibile, niente da fare, il cuore era in tumulto,  il pensiero vuoto ma vigile, e finché, docile, non mi sono messa in passivo ascolto, mi sono girata e rigirata, invano, cercando la quiete. Che è arrivata quando ho lasciato che il Signore prendesse il mio cuore, che anela alla Sua Verità, e lo portasse in Svizzera. Mi pungola chi mi vuol bene: “Ora basta scocciare, decidi, di qua o di là, e smettila di seccare la gente che, al 99 per cento, se ne impipa della religione Cattolica…”

Incasso, taccio, forse per il 99 per cento degli italiani, la questione è minore, ma per me è tanto, tanto importante, che quasi mi viene da piangere al pensiero che dovrei fare una scelta. Io scegliere? Di qua o di là. Io desidero solo restare in seno alla Chiesa di sempre! Ma di qua c’è la nuova Chiesa, con quei pastori che a volte mi sembrano lupi, c’è la mia Santa Messa quotidiana, in novus ordo (che è stata la mia messa da quanto, bambina, vi andavo per mano dei grandi, capendo poco o nulla, eppure silenziosa e felice) che, con i battimani, i buongiorno e i buonasera, con la Eucarestia data sulle mani, con certe omelie picaresche che mi fan sobbalzare, con la balorda fantasia liturgica in onda, non è più la mia.

Di là c’è un mondo che ho frequentato a singhiozzo nelle Sante Messe bisettimanali nella cappella di Santa Caterina e che ho conosciuto meglio, lo confesso, soltanto nel 2020, quando con il professor Roberto De Mattei e altri devoti, andai a Monaco di Baviera a pregare per l’unità della Chiesa, in pericolo per gli estremismi modernisti della chiesa tedesca. Metto un punto, chiudo gli occhi, respiro.

Il Signore mi conduce per mano, da Cattolica Romana quale sono,  lungo le Sue vie e, dolente, a capo chino, in ginocchio, m’affido, fiduciosa, alla Sua guida.

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4 commenti su “Un Grido di Dolore. Benedetta De Vito.”

  1. …e ieri si chiamava Francesco, fino a Paolo e Giovanni. Se uno vuole spiritualmente suicidarsi, caro Giancarlo, può segure il suo consiglio, ma dubito che ne rimarrebbe soddisfatto.

  2. Cara Benedetta, ho guardato le consacrazioni su YouTube. Quasi tutto il tempo la diretta in italiano, infastidito dai due commentatori lefebvriani che hanno coperto ogni singola preghiera, ogni singolo gesto, con chiacchiere dotte, didascaliche, apologetiche, tutte volte a dimostrare con pezze d’appoggio quanto fossero “antiche”, “tradizionali” quelle preghiere e quei gesti. “Questa formula è antichissima e risale a Papa Tizio, e viene citata per la prima volta nel sacramentario di Caio, e venne usata fino al pontificato di Papa Sempronio”. “Quest’altra litania venne composta da Donna Prassede ai tempi della peste del Manzoni e usata per l’intronizzazione del Cardinal Federigo”. E così via discorrendo, in un cicaleccio degno delle dirette da Piazza San Pietro del TG1, che impediva di fatto di seguire la cerimonia e la Santa Messa. Un giramento di maroni unico, fino a che il mio angelo custode mi ha suggerito di provare a guardare una delle dirette in altre lingue. Ho provato con il francese, poi con l’inglese. In entrambe, si poteva assistere al tutto senza intermediari, perché commenti non ce n’erano… Deo gratias!
    È chiaro che la mia precedente simpatia per i lefebvriani è praticamente… svanita.

  3. Cara Benedetta, la compostezza e la bellezza del rito di ieri e lo splendore parametri dei nuovi vescovi realizzati dalle suore che ho immaginato indaffarate e intente a ricamare preziosi ornamenti a gloria di Dio, mi hanno commosso, ma più grande commozione ho provato per ciò che ho perduto pian piano nel corso di questa mia vita trascorsa in gran parte fra inganni e trappole nascoste che neanche i miei poveri genitori sempre fiduciosi verso tutto ciò che la loro amata Chiesa offriva sono riusciti a intuire. Ora ecco che solo negli anni senili, come un frutto maturo da cogliere al momento giusto, mi si dischiude la verità, ma non quella rivelata da Nostro Signore, quella imposta dai Suoi e nostri traditori. Proprio coloro che, abbracciate bellamente le più svariate eresie degne di anàtema secondo il sacro Concilio tridentino, pretendono di cacciar fuori dalla Chiesa coloro che la Verità la salvano e la difendono.
    Una commozione per una bellezza che ci è stata rubata e rubata con tutte le peggiori intenzioni, poiché il CVII non ha subìto un eterogenesi dei fini, è nato proprio con precisi obiettivi ammantati di neri malefici intenti, ovverosia togliere di torno quanto prima la regalità universale di NSGC e ridurre il Padreterno a uno dei tanti miti che l’ uomo s’è costruito nel corso della storia nella vana speranza di poter viver meglio. Che il Signore abbia pietà di noi ingenui e stolti che non abbiamo tenuto le lampade accese proprio quando più occorreva.
    E ora ecco cosa drammaticamente mi chiede il mio addolorato cuore: Da chi è con chi andremo o Signore, se vogliamo restare fedeli alle Tue parole di vita eterna?

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