Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, Fratel Amato Maria, un terziario francescano, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sull’insegnamento di san Francesco, e lo stato della Chiesa attuale. Buona lettura e meditazione.
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La Violenza dell’Estate e della Chiesa Ecumenica
< Di lì a poco si mise in viaggio; ma, appena giunto nella città più vicina, udì nella notte il Signore, che in tono familiare gli diceva: “Francesco, chi ti può giovare di più: il signore o il servo, il ricco o il poverello?”. “Il signore e il ricco”, rispose Francesco.
E subito la voce incalzò: “E allora perché lasci il Signore per il servo; Dio così ricco, per l’uomo, così povero?>.
(Leggenda Maior San Bonaventura da Bagnoregio)
Ricordando quando camminavamo all’inizio dell’estate tra le spighe piene del tavoliere dauno e guardavo tra di esse quei solchi profondi della terra arsa dai raggi del solleone, un’altra sensazione mi assale: il caldo e secco Favonio, che bruciava la pelle, unico sollievo ad una arsura temprante il corpo ed il carattere: se sopporti, va tutto bene!
Quella è una percezione che sprofonda nella memoria, proprio come il concetto di casa.
Nel viaggiare, o meglio nel peregrinare, attraverso i luoghi che meglio esprimevano il mio mondo interiore: dalla Bosnia in guerra a Santiago di Compostela, dall’Albania agli eremi francescani della valle reatina, dall’India di Calcutta alla parrocchia pontificale di Trinità dei Pellegrini, il calore prima descritto nelle zolle e nel vento lo ritrovai solo a Cafarnao, nella depressione del lago di Tiberiade.
Il peregrinare del Divin Maestro spesso si colloca nella dimensione temporale dell’estate e l’episodio che voglio focalizzare è tratto dal Vangelo di Giovanni al capitolo IV, quello che narra di Gesù che scende dagli altopiani di Gerusalemme a quelli a Lui più cari, i luoghi dei suoi genitori in Galilea, passando per la Samaria.
Giovanni ci racconta il contesto: i Farisei sulle sue tracce, il lungo viaggio a piedi, la stanchezza, il caldo di mezzogiorno, la necessità di mangiare e bere. Ed ecco che irrompe la figura della Samaritana, sfrontata, con la sua dialettica rivolta all’Uomo giudeo: aveva avuto cinque mariti più uno e quel “come mai Tu chiedi a me” rivela tutta la concretezza, ma anche la grettezza del suo interloquire; eppure la breccia che aveva portato quella donna ai suoi cambiamenti terreni, senza soddisfazione, era rimasta aperta:
<< che Lui non sia il Messia?>>: il dubbio assale, il dubbio mistico raccontato nei diari di tanti santi, si manifesta nell’incontro diretto con il Cristo. Il Vangelo, quindi, si può rivivere, allora!
Questo colloquio terreno si risolve con lei che si converte e diventa , a sua volta, Sua annunciatrice.
I secoli si susseguono e le differenze nonché i confronti che i primi cristiani dovranno necessariamente avere, a volte subire, altre combattere, si susseguono, come i martiri che testimoniano con fortezza quel Dio Uno e Trino che viene a giudicare “la giustizia” (salmo 95, 13); e si arriva così ai tempi recenti con il Concilio Vaticano II, che tra i suoi documenti, prima di concludersi, ci lascia in memoria “Nostrae Aetate”.
Con buona pace dei porporati che lo scrissero un Requiem!), esso spalanca le porte della dottrina Cattolica ad un sincretismo, il quale “nulla rigetta di quanto vero e santo vi è nelle altre religioni”.
L’immagine del veleno che, anche se in piccoli dosi, intossica tutta la sorgente è sempre calzante.
Compromessi con la religione mussulmana, compromessi con la religione ebraica, quella induista, compromessi con le leggi sulla vita e sulla morte, compromessi con le ideologie del momento ; in nome di una fraternità universale di sapore framassonico, di cui il Santo Assisiate si è guardato bene dal farsi alfiere, a differenza di come molti lo descrivono oggi, anzi ammoniva i suoi fratelli che “se qualcuno a parole o a fatti si allontanerà dalla fede e dalla vita cattolica e non se sarà emendato, sia espulso totalmente dalla nostra fraternità” (F.F. n. 51, Regola non bollata ).
Già nel XIX secolo il sociologo francese Le Play scriveva che “l’errore perde i popoli, ancor più del vizio” (Correspondance, p.223).
Nel documento di Abu Dhabi del 2019, Sua Santità Francesco dava una “ricetta seria e sincera per un futuro luminoso per tutta l’umanità”, una terza Pentecoste anche questa volta posta sotto l’ombrellone dello stesso Dio; ma a quanto pare dopo l’atto di amore vaccinale dell’anno successivo, sembra che il comune Dio non abbia accettato tali preghiere, essendosi moltiplicate le guerre e le differenze religiose siano diventate ancor più sfumate per molti, tanto che alcuni già hanno identificato una nuova religiosità universale.
Quel Dio che ha creato la legge universale del cuore umano, ha anche portato il Suo compimento nell’incarnazione del Figlio, e quindi, mi chiedo, come si concilia, senza astrusi capitomboli, Gesù con Maometto, Buddha, Shiva senza voler menzionare stregoni vari?
Non confondiamo la Verità con la carità o meglio non rinneghiamo anche solo una parte della Verità in nome di una carità utopica.
Avvertiva Leone XIII nella Testem benevolentia. (1899) “Essi [i Vescovi] sostengono che è opportuno, per guadagnare i cuori degli sviati, tacere certi punti di dottrina come se fossero di minore importanza, o di attenuarli cosi da non lasciare loro il senso al quale la Chiesa si è sempre attenuta. Non c’è bisogno di lunghi discorsi per mostrare quanto è da condannarsi la tendenza di una tale concezione […]. Non bisogna neppure credere che sia esente da colpa questo silenzio col quale si vogliono coprire certi principi della dottrina cattolica per avvolgerli nell’oscurità dell’oblio. Tutte le Verità, infatti, che formano l’insieme delle dottrine cristiane, hanno un unico Autore e Maestro […]. Ci si guardi, perciò, dal togliere alcunché dalla dottrina ricevuta da Dio o di ometterne alcunché per qualsivoglia motivo, perché chi lo facesse tenderebbe piuttosto a separare i cattolici dalla Chiesa che a ricondurre alla Chiesa coloro che ne sono separati.”
Noi, non cediamo di un millimetro, e non siamo quelli che cercano relazioni di unità e corrispondenza con induisti, buddisti mussulmani o altri dei, se non mossi solamente della carità stessa dovuta anche ai nemici, e dal poter riconoscere negli occhi dell’altro quella medesima legge di natura!
Tornando ai ricordi, ebbi a constatare che il caldo di Tiberiade non è da tutti sopportabile, pertanto certi abbagli teologici e pastorali sarebbe bene evitarli, per conservare la Sposa di Cristo immune da tendenze ormai affermate e, così, la Samaritana con i suoi “cinque mariti più uno ” non sia lo specchio del suo operato, ma la Chiesa Cattolica sia immagine del Giglio tra le spine (Ct 14), proprio in questo momento in cui i Cattolici vengono chiamati ancor di più ad adorare il Padre in Spirito e Verità, perché tali sono appunto gli adoratori che il Padre domanda! (Giov, 4,23.)
Mons. Lefebvre denunciò i punti in cui la dottrina stava ormai sviando ed oggi, con problematiche ancor più complesse, “est semper idem”: gli uomini non hanno ancora imparato che la storia è maestra di vita. Stiamo vivendo in pieno quel colpo da maestro che Satana disubbidiente e superbo sta sferrando a tutta la Chiesa; sappiamo da sempre, però, che Dio si manifesterà e che verrà a giudicare la “giustizia”!
Pertanto portiamo in offerta i nostri corpi e carichiamoci sulle spalle la Sua Santa Croce sotto la protezione della Vergine Santissima che, sebbene Madre attenta e premurosa, tuttavia come disse a Santa Gemma Galgani “Io non perdono tanto facilmente alle mie Figlie“ (Diario, 28 Luglio 1900).
Ascoltiamola !! Lei ci aveva avvisato:” Roma perderà la Fede e sarà la sede dell’Anticristo!“ (19 Settembre 1846 a Melaniè Calvat a La Salette ).
Per concludere ritornando a San Francesco, così come è iniziato questo scritto, egli non disobbedì, ma obbedì palesemente ad un precetto più alto e cogente, in questo caso ad un comando diretto dell’autorità divina, Gesù appunto! (Somma teologica, Trad. Salani, vol XIX pag. 274)
Fratel Amato Maria, terziario cappuccino di Osservanza Tradizionale
*Documentario consigliato. “La guerra segreta” di Antonio e Rosario Marchiano.
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1 commento su “La Violenza dell’Estate e della Chiesa Ecumenica. Fratel Amato Maria.”
“Nel documento di Abu Dhabi del 2019, Sua Santità Francesco dava una “ricetta seria e sincera per un futuro luminoso per tutta l’umanità”.
Fratel Amato Maria appella solennemente Bergoglio “Sua Santità Francesco”, ragion per cui
ne discende – ne dovrebbe discendere – la completa fedeltà di Fratel Amato Maria a “Sua Santità Francesco”.
Sennonché, nell’articolo che scrive, Frate Amato Maria si smentisce del tutto.
E fa come i lefebvriani: riconoscono Prevost come papa (e Bergoglio prima di lui) ma fanno come gli pare
invocando il famoso “stato di necessità”:
Di più, se “Roma perderà la Fede e sarà la sede dell’Anticristo!”.
Cosa c’entrano Maometto, Buddha e Shiva?
Sarebbero loro i responsabili dello sfaldamento cattolico?
Ma dai …