Re-migrazione e Radici Classico-Cristiane. Messaggio Passato su La7! Matteo Castagna.

Marco Tosatti

 

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Matteo castagna, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione queste riflessioni sul fenomeno di cui si parla tanto in questi giorni, e su alcune sue esperienze con il mondo della Televisione mainstream. Buona lettura e diffusione.

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di Matteo Castagna

Chi partecipa a trasmissioni televisive generaliste, dette anche talk show, sa che esistono tempi stretti e che serve una comunicazione che
riesca a far passare dei messaggi, a prescindere dal taglio che il conduttore o l’emittente intende dare alla puntata.

Partecipando attivamente a questi dibattiti dal 1998 e, con maggior frequenza negli ultimi tre anni, e studiando la comunicazione
pubblica, con i suoi continui cambiamenti, da oltre nove anni, dicono che chi si confronta con me sappia che ho un po’ di esperienza.

Giovedì 11 giugno, Piazza Pulita ha mandato in prima serata un servizio nel quale l’inviato ha costruito un teorema su
“Milano-Brescia-Verona” quali crocevia della nuova “trama nera”, che si intreccerebbe con la destra governativa, extraparlamentare e
cattolico tradizionalista sul tema della remigrazione. Ovviamente, il preambolo di Corrado Formigli si è focalizzato sulla presunta (ma non troppo) matrice neo-nazista di Martin Sellner, che è stato il primo estensore di questa risposta all’immigrazione incontrollata.

Sellner, classe 1989, è un politico di Vienna, descritto da analisti, organi di stampa e istituzioni come un esponente di estrema destra e
neonazista, oltre che leader ed ex co-fondatore del Movimento Identitario Austriaco. La “remigrazione” prevede l’espulsione su larga
scala di richiedenti asilo, immigrati e cittadini naturalizzati ma non integrati, da deportare in “aree modello”, nel Nord Africa, laddove
non fosse possibile nei Paesi d’origine. E’ evidente che, per consentire questa operazione, servono trattati internazionali,
semplici e chiari, che comprendano anche il blocco delle partenze.

Sarah Regenz, responsabile della strategia dei Giovani dell’ UDC, ha partecipato ad un incontro avvenuto nel maggio del 2023 in Svizzera, con esponenti di destra radicale, compreso Sellner, in Svizzera. Ma non sembra essere tornata in patria traumatizzata da chi vienedescritto come un novello Hitler dalla stampa progressista internazionale.

Inoltre, l’edizione italiana del saggio è stata recentemente curata da La Verità e Panorama, con la prefazione di Francesco Borgonovo, che
non pare propriamente un nuovo Goebbels, e che dell’opera scrive: “questa pubblicazione, spesso vittima di pregiudizi e censure
mediatiche, invita ad una riflessione teorica serena e alla lettura diretta dei testi per superare i luoghi comuni e valutare la proposta con spirito critico”. Sono personalmente d’accordo con il vice direttore di Belpietro, senza ritenermi, neppure per stazza, un altro Goering.

Alcune stime indicano che rimpatriare il 10% della popolazione straniera costerebbe alle casse pubbliche italiane circa 2 miliardi di
euro, quindi una spesa non impossibile, per cominciare, se consideriamo che il Belpaese può disporre di ben 30 miliardi di euro da destinare alla guerra in Ucraina.

Sono stato intervistato per oltre due ore dal navigato Andrea Palladino a Verona, nel mio studio, dopo esser stato gentilmente
contattato al telefono, circa otto mesi fa. Sarebbe stato in preparazione un documentario per un programma di La7 che sarebbe, poi, andato in onda attorno a Pasqua 2026.

Invece, l’emittente ha eliminato quel programma dai palinsesti e l’intervista è finita a Piazza Pulita, la cui redazione guidata dal
compagno Formigli ne ha deliberatamente fatto un “taglia-cuci” di pochissimi minuti. Corretto? Non lo so e mi interessa poco, perché ero
consapevole di aver espresso il mio pensiero con la consueta onestà intellettuale e che, nella sua tana, il lupo cerca di mangiarsi la sua preda, mica la interpella prima…

La preda pare essere uscita con le proprie gambe, cavandosela con qualche morso a tradimento, ma sferrando un paio di ganci che sono
rimasti netti: il primo riguarda proprio la remigrazione, definita dal sottoscritto, quale fondatore e responsabile del Circolo cattolico
tradizionalista “Christus Rex”, quale unico strumento, che, oltre alle proposte di tutte le destre italiane, di governo e non, si sta
affermando in Germania, Francia, Austria, Spagna e in tutta Europa, terrorizzando più le sinistre cosmopolite e globaliste che gli immigrati.

Se il motivo non fosse l’infinita generosità, notoriamente marxista-leninista, ma l’immenso business sulla pelle dei “nuovi
schiavi” che vede associazioni, gruppi, politica e lacchè vari di stampo progressista, sempre in prima linea, sarebbe proprio
disdicevole. Ma è anche un sospetto che potrebbe venire solo a chi dà ragione a Giulio Andreotti quando sosteneva che “a pensar male si fapeccato, ma spesso ci si azzecca”…O forse no?

Chissà cosa ne pensa Mario Giordano che, qualche anno fa, ha scritto un interessante libro-inchiesta pieno di informazioni, nomi e dati
sulle truffe miliardarie nel magna magna sui migranti di opache Ong, Coop e strani volontari, riconducibili alla galassia rossa e “catto-rossa”, dal titolo “Profugopoli”?

La tesi di fondo è che sia profondamente sbagliato e fuorviante chiamare razzista e xenofoba l’esasperazione manifesta o percepita,
dovuta all’incompatibilità del modo di vivere secondo i canoni e le regole della nostra millenaria civiltà con quella di tutti quei
criminali extracomunitari illegali o non integrati, che commettono,
secondo il Ministero degli Interni, la maggioranza dei reati rispetto
al numero dei presenti, indicato attorno al 9/10% della popolazione. E
sovraffollano, a spese del contribuente, le poche carceri disponibili,
andando ad aggiungersi alla delinquenza nostrana.

La seconda parte ha riguardato la nostra tradizione europea, che hodefinito “classico-cristiana” perché sul piano storico, religioso e
culturale così è. Ma Palladino ha subito rimbeccato che è “giudeo-cristiana”, vedendomi costretto a replicare: “No! Porti pazienza…nei secoli passati gli ebrei vivevano nei ghetti…” e qui avrei brevemente proseguito la spiegazione, ma c’è stato subito il pezzo troncato, non trasmesso, in cui ho spiegato che dopo la caduta dell’impero romano, fu il Cristianesimo, coi fiumi di sangue dei martiri, a proseguire con il Sacro Romano Impero, facendo propri i principi del diritto e modificando lo stile di vita, secondo i precetti del Vangelo nell’armonia tra potere Spirituale della Chiesa Cattolica e potere Temporale.

Non importa. Anche questo messaggio è passato. Molti dicono che la preda è uscita piuttosto bene dalla tana, facendo passare anche il
fatto che chi definisce le nostre radici come “giudaico-cristiane” sbaglia, perché tale affermazione non ha alcun fondamento. Tanto che,
il bravo e scafato inviato di La7 si è visto costretto ad una stoccata fuorionda, assolutamente fuori luogo, se io non la ritenessi una
battuta sarcastica per salvare in corner una trasmissione nata per mangiarmi vivo e terminata diversamente, che mi attribuirebbe di
pensare che a Verona: “meglio essere cattolici, altrimenti si rischia di finire nel ghetto”.

C’è poco da ridere o scherzare, invece, perché il termine”giudeo-cristiano” si applica alle origini del Cristianesimo in senso
stretto ai cristiani nati ebrei, i quali ritenevano che la Leggecerimoniale dell’Antico Testamento non fosse abrogata e sono entrati
così in conflitto non solo con san Paolo ma con il Cristianesimostesso. Il “giudeo-cristianesimo” voleva ricalcare il Cristianesimo
sul giudaismo, chiedendo ai popoli di affiliarsi tramite lacirconcisione e le altre osservanze della Legge antica, alla nazione ebraica.

L’idea che ci sia una continuità omogenea tra Ebraismo e Cristianesimo è storicamente e dottrinalmente fuorviante. Nel corso della storia, il rapporto tra ebrei e cristiani è stato caratterizzato da tensioni, persecuzioni, separazioni teologiche importanti, che rendono
impossibile parlare di una radice unica o condivisa, soprattutto per la validità costante della dottrina della sostituzione, che attribuisce d’esser nuovo Israele ai Cattolici perché hannoriconosciuto in Gesù Cristo l’atteso Messia.

Chi non Lo volle riconoscere fu emarginato dalla società, per cui non partecipò, anche perché gli fu vietato dalla Chiesa e dall’Impero alla
vita pubblica, riservata ai cattolici, come stabilito da Papi e numerosi Concili ecumenici. Pensare che i grandi del mondo classico
Platone ed Aristotele giunsero da pagani, con la sola Ragione, all’esistenza di Dio, mentre altri che avevano Gesù di fronte, che
adempiva a tutte le Profezie e compiva miracoli straordinari, rimasero accecati, è un esempio che la storia ci insegna. Chi lo vuole davvero, arriva a Dio, e tramite la Chiesa a Gesù.

Gesù era un uomo ebreo ed era Dio, è verissimo. Chi, ebreo, si è convertito, come gli Apostoli e i discepoli in Palestina appartenne e
appartiene come chiunque si converta sinceramente, al Cattolicesimo. Per noi cattolici non è mai una questione di razzismo biologico, che condanniamo, ma teologico-dottrinale. In Europa, con il S.R.I. tutto è stato progressivamente assorbito dalla Civitas Christiana, che è la
nostra Tradizione e la nostra identità, per quanto oggi sia annacquatadalla secolarizzazione, ridotta dall’eresia e dall’adeguamento al
mondo in rovina.

Come sosteneva il liberale ateo Benedetto Croce: “non possiamo non dirci cristiani”, anche solo per le abitudini, per la morale ordinata
cui fare raffronto, per l’unicità delle festività religiose comandate,per le caratteristiche tipiche del vivere cristiano, che supera ogni tentativo di sovversione e dona speranza, luce sulle tenebre, vitacontro la morte, schiacciando ogni zelo amaro che non viene da Dio.

Tanto che mi sento di dover scrivere a coloro che si sentissero offesi dalla faziosità sinistra della trasmissione cui ho prestato il fianco,
che continuerò su questa strada perché ho ricevuto tanti messaggi di persone che ora vorrebbero approfondire il discorso. Gettiamo la retepiù grande che possiamo, affinché Dio possa raccogliere tutti i pesci che vorrà.

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