Belfast (e L’Europa, e l’Italia…) come la Palestina di Cento Anni Fa. Francesco Agnoli.

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione su quanto sta accadendo a Belfast e i suoi legami con la geopolitica, e con la nostra politica. Buona lettura e meditazione.

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Il primo è questo poat di Francesco Agnoli. Pubblicato su Facebook. 

 

Belfast come la Palestina

Cosa succede a Belfast? L’immigrazione eccessiva, fuori controllo nei numeri e nella gestione, genera violenza. E’ inevitabile. La popolazione locale subisce, aspetta, è disponibile anche a capire chi è degno di essere accolto, chi ha veramente bisogno e chi invece appare a tutti gli effetti un “invasore”.
Ma le politiche europee, la propaganda sorosiana, il mito della società multiculturale… impediscono che il buon senso e persino la vera accoglienza abbiano successo, perchè tutelano l’impunità, promuovono un razzismo al contrario, si oppongono a qualsiasi tutela della sicurezza di tutti. Così ad un certo punto esplode la rabbia, indiscriminata, inarrestabile.
E’ un po’ ciò che è successo in Palestina oltre cento anni orsono.
Le prime migrazioni ebraiche, limitate, dall’impero zarista, vennero accettate, ma piano piano gli stranieri cominciarono ad aumentare sempre più di numero, a comperare terre con i soldi dei banchieri occidentali, a fare attentati contando sulla protezione degli inglesi, ad imporre sempre più il proprio volere e la propria forza.
Alle violenze degli invasori si opposero, piano piano, quelle degli invasi: l’Olp nasce nel 1964, Hamas nel 1987, Hezbollah nel 1982…sempre DOPO che gli stranieri si sono presi con le armi ciò che non era loro.
Quale la differenza, allora? Che Israele è nata con le armi e i soldi occidentali, che hanno segnato la vittoria dell’invasore sull’invaso, ma una vittoria a costo della guerra continua. Una vittoria di Pirro. Gli immigrati che sono oggi in Europa, invece, non possono contare su una superiorità economica e militare, ma su quella demografica. Piano piano saranno più degli europei. Molti di loro, certamente, si integreranno, molti altri no: diventati più numerosi, faranno valere il loro numero, con la forza, dando vita ai loro partiti…
L’Occidente è davvero davanti all’ultimo treno.
Dovrebbe favorire la pace nel mondo, ma fa l’opposto;
dovrebbe sostenere la famiglia, per avere dei giovani, ma promuove aborto e cultura gender;
dovrebbe aiutare i paesi più poveri “a casa loro” (che non è una espressione “leghista”, ma ciò che hanno sempre fatto i missionari), ma non solo non lo fa, ma addirittura depreda questi paesi e favorisce la fuga dei giovani per avere forza lavoro;
dovrebbe garantire la sicurezza dei propri cittadini, ma definisce fascista chi ci prova… ;
dovrebbe avere un’anima, per poter integrare coloro che lo desiderano, ma ai popoli che bussano alla sua porta non sa offrire nulla di grande e di bello, solo grandi palate di nichilismo…

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Poi c’è questo post di Alessio Mannino, rilanciato su Instagram da Giorgio Aki:

 

Gente che gode nel veder bruciare le case e andare a caccia di poveracci vittime di quel gigantesco e totemizzato racket economico-culturale che è l’immigrazione di massa.
Gente indifferente, o addirittura compiacente, verso un genocidio a cielo aperto da parte di uno Stato che si considera al di sopra di qualsiasi regola e limite.
Gente che plaude le smargiassate puerili di un borghese piccolo piccolo, incidentalmente generale, divenuto famoso per un libercolo zeppo di vieti luoghi comuni (non esiste il “pensiero unico”, esiste il pensiero dominante, che è un’altra cosa, studiate somari!).
Gente che dice di amare la patria e sostiene un governo che, di fatto o dichiaratamente, china il capo davanti ai padroni di ieri e di oggi che stanno a Washington, Tel Aviv e Berlino (Bruxelles, cari amici anti-Ue, è una loro proiezione, e nient’altro).
Gente che non conosce più non tanto il senso di umanità, ma soprattutto – cosa più importante, perché regge tutto quanto – il senso dell’onore, padre dell’onestà intellettuale.
Gente ripugnante, nella media, la gente di destra oggi (con rispetto parlando della cultura di destra, che da Burke a Schmitt, passando per i nostri Gentile e Papini, ha prodotto fra le cose migliori dell’ingegno moderno, posto che la cultura, quando grandeggia, è inetichettabile – come l’intelligenza).
A sinistra, invece, c’è molta più comicità. Genere farsa, per la precisione. E la farsa, a differenza dell’umorismo, non fa nemmeno ridere.

Alessio Mannino

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E con questo articolo del Guardian torniamo in Gran Bretagna, e anche a Belfast. in cui gli eventi dei giorni scorsi sono stati attribuiti anche all’influenza del leader di estrema destra Tommy Robinson. Ricordiamo qui come Nentanyahu abbia attaccato il leader europei nei giorni scorsi: “Netanyahu contro i leader europei, ‘non hanno il fegato per combattere i barbari, titolava l’ANSA. ‘Vergognoso come proteggono le minoranze islamiche radicali’ Benjamin Netanyahu si è scagliato contro i leader europei, come il presidente francese Emmanuel Macron, che hanno criticato le azioni militari di Israele. “Il modo in cui i leader europei assecondano le minoranze islamiche radicali nei propri Paesi è vergognoso”, ha affermato in un’intervista a Cnbc. “Sanno che stiamo proteggendo anche loro, ma non hanno il fegato di alzarsi in piedi e schierarsi dalla parte giusta, quella che salverà la nostra civiltà contro questi barbari”, ha aggiunto.

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Le associazioni ebraiche del Regno Unito condannano l’invito rivolto a Tommy Robinson da un ministro israeliano.

Un attivista di estrema destra è stato definito “un delinquente che rappresenta il peggio della Gran Bretagna” dopo che l’invito in Israele ha scatenato indignazione.

I piani di un ministro israeliano di ospitare l’attivista britannico di estrema destra Tommy Robinson sono stati condannati da organizzazioni ebraiche nel Regno Unito e in altri paesi.

Il Board of Deputies of British Jews e il Jewish Leadership Council hanno descritto Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, come “un delinquente” che rappresentava “il peggio della Gran Bretagna”.

Entrambe le organizzazioni si sono espresse dopo che il ministro israeliano per la diaspora, Amichai Chikli, ha dichiarato venerdì che Robinson avrebbe visitato Israele questo mese in seguito all’attentato terroristico alla sinagoga di Manchester. In un post su X, Chikli ha descritto Robinson come “un leader coraggioso in prima linea contro l’islam radicale”.

Robinson ha dichiarato di aver accettato l’invito del governo israeliano a coprire le spese di volo e di soggiorno in hotel per alcuni giorni, aggiungendo che intendeva partire dopo l’udienza in tribunale del 13 ottobre.

Ha dichiarato che si recherà alla Knesset, il parlamento israeliano, per incontrare i leader del governo e per visitare la “Giudea e Samaria”, termine tipicamente usato dai politici israeliani di destra per indicare la Cisgiordania.

Tuttavia, il Board of Deputies e il Jewish Leadership Council hanno affermato a proposito di Robinson: “La sua presenza mina l’operato di coloro che si impegnano concretamente per contrastare l’estremismo islamico e promuovere la coesione sociale”.

Secondo due importanti organizzazioni ebraiche del Regno Unito, Amichai Chikli si è dimostrato “un ministro della diaspora solo di nome”. Foto: Beata Zawrzel/NurPhoto/REX/Shutterstock«Il ministro Chikli ha dimostrato di essere un ministro della diaspora solo di nome. Nel nostro momento più buio, ha ignorato le opinioni della stragrande maggioranza degli ebrei britannici, che rifiutano categoricamente e in modo coerente Robinson e tutto ciò che rappresenta», hanno aggiunto.

L’associazione Labour Friends of Israel, che comprende parlamentari e altre personalità, ha chiesto a Chikli di ritirare l’invito, ricordando i molteplici precedenti penali di Robinson e aggiungendo: “Non è un amico del popolo ebraico. Amichai Chikli dovrebbe ritirare questo invito immediatamente”.

Robinson è da tempo accusato di voler strumentalizzare il suo autoproclamato ruolo di alleato contro l’antisemitismo per alimentare il sentimento anti-musulmano. Allo stesso tempo, ha ripetuto cliché dell’estrema destra come la teoria della “Grande Sostituzione”, che hanno radici antisemite.

Nel 2023, gli organizzatori di una marcia britannica contro l’antisemitismo esortarono Robinson a non recarsi nel Paese. Nel 2018, l’Anti-Defamation League (ADL) negli Stati Uniti esortò la prima amministrazione Trump a respingere la richiesta di visto di Robinson.

In passato, è stato membro del partito di estrema destra British National Party, che storicamente è stato un rifugio politico per gli antisemiti.

La piattaforma mediatica di Robinson, Urban Scoop, sembra aver fatto sparire un lungo testo pubblicato online nel 2022 con il titolo: “La dichiarazione di Tommy: la questione ebraica”.

Sebbene non sia più accessibile nella sua forma originale sul sito, l’articolo intendeva essere il tentativo di Robinson di analizzare i commenti antisemiti del rapper Kanye West sul ruolo degli ebrei a Hollywood e nei media.

«Dovremmo essere in grado di discutere di questo elefante nella stanza ora che Kanye ha aperto la porta, e perché è saldamente nella coscienza pubblica», si legge nel comunicato.

“Esistono persone ebraiche influenti, che si dichiarano sioniste, che hanno il controllo dei centri di potere nell’industria dell’intrattenimento, nelle grandi aziende tecnologiche, nei media tradizionali, nell’industria musicale, a Hollywood e nei governi.”

In una sezione intitolata “Gli ebrei controllano i media?”, Robinson ha fatto riferimento a fonti pseudoscientifiche e ha aggiunto che gli ebrei occupano posizioni di potere perché “in generale, almeno gli ebrei bianchi europei, hanno un QI medio di 110”.

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