Diabolica Metamorfosi della Francia. Da Giovanna d’Arco a Barbara Butch. Benedetta De Vito.

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, la nostra Benedetta De Vito, che ringraziamo di cuore, offre alla vostra attenzione meste riflessioni su questa metamorfosi diabolica della Francia. Buona lettura e diffusione.

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barbara butch 2 bdv

 

Vi ricordate, bè, sì, come dimenticarla, l’orrifica cerimonia d’apertura delle olimpiadi parigine? Ricordate i cavalieri dell’apocalisse e la presa in giro di Maria Antonietta, dolcissima Regina di Francia, decapitata da un manipolo di malandrini in nome della finta libertà (vera, luciferina, disobbedienza al Creatore), mostrata  in scherno con la sua testa bionda tra le mani? Certo, indelebile la memoria per il fastidio e il dolore sofferti, anche quando mostrarono un’accozzaglia di mostruose e indecenti drag queen   radunate attorno a un tavolo per farsi beffe dell’Ultima Cena del mio adorato Signore?  E tutti a dire che no, per carità, il Cenacolo non c’entrava nulla. Sì, sì, certo, come no. Bene, al centro delle demoniache figure in gusto bafometto (che ama invertire i sessi e farne poi una inquietante – non per me che mi faccio una bel segno della Croce – macchietta) c’era una grassa signora, in capo portava la stessa corona a punte della statua della liberà americana (che infatti rappresenta lucifero sciolto dalle catene) e davanti un uomo dipinto di azzurro che s’offriva sul tavolo come cibo. Ma guarda tu che caso…

Bene, la grassa signora, che è lesbica e si chiama Barbara Butch (in diavoliano, pagana  e macellaia) ha gestito a Parigi l’ultima notte bianca, tra il 6 e il 7 giugno, e ha riempito le chiese parigine di immagini orrende e provocazioni di ogni tipo e, essendo anche di ispirazione a un noto stilista per un profumo da femme fatale, sembra voler prendere il posto della Marianna, la deceduta BB, che a sua volta aveva scalzato la dolcissima pulzella d’Orleans, Giovanna d’Arco, dal piedistallo delle divinità francesi. Ma che bello, da Giovanna d’Arco, santa, guerriera, amata da Dio, a Barbara Butch, fiera paladina del “pride” umano. Ah, lei pure una nuova BB. Che risate si sentono laggiù…

Piango per la Francia così cara al Signore che l’aveva incoronata unica e sola monarchia d’Europa. Ora Masson-macron e la sua finta Brigitte (Bardot) imperversano portando il loro contro-vangelo, urlato dal baccanale dei loro protetti, eredi dei manigoldi rivoluzionari che furono, credo eterodiretti. E spiego. Rileggendo, per amore di Maria Antonietta, la di lei biografia scritta dall’austriaco Stefan Zweig due cose mi han fatto saltare sulla sedia. La prima: sull’affaire della collana di diamanti, l’accusatrice della Regina, colpevole fino alle ossa, riuscì a fuggire in Inghilterra e da lì sparse veleno e calunnie su Marie Antoinette, senza che nessuno facesse nulla. La seconda: durante l’orrida marcia su Versailles delle parigine, molte “donne” erano uomini travestiti. Menzogne su menzogne e una teatralità che mi ha fatto pensare alle tante “rivoluzioni” colorate che ci sono state inflitte in questi anni. Nulla di vero.

Passo di palo in frasca, come si suol dire, e arrivo in Italia dove, sempre dalle spinte inglesi, di cui Cavour fu il cuore, fu imposta la monarchia sabauda a Roma. Una monarchia da burletta. Roma, la Roma papalina, chiuse le porte e snobbò i re montanari con una nobiltà tanto inferiore a quella delle tante, antiche famiglie romane (Orsini, Colonna, Massimo, questi ultimi discendenti, così dicono, di Quinto Fabio Masssimo..). I poveri Savoia potevano contare su qualche nobile piemontese e sardo. Oh, certo, la Sardegna (che era parte del regno) fu al fianco dei Savoia. E termino con una storia commovente: l’amicizia che unì la Regina Margherita con la sua dama d’onore Paola Pes di Villamarina. Le due erano indivisibili e quando Paola morì Margherita la vegliò fino al suo ultimo respiro…

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1 commento su “Diabolica Metamorfosi della Francia. Da Giovanna d’Arco a Barbara Butch. Benedetta De Vito.”

  1. Quante ce ne hanno date a bere senza che ce ne rendessimo conto! E quante nella nostra non colpevole ignoranza ne abbiamo passate ai nostri figli e ai nostri primi alunni a cui si è sempre imposto e si continua a imporre lo studio della storia su manuali tutti uguali e tutti allo stesso gusto di imbroglio. Ho purtroppo aperto gli occhi tardivamente, ma spero ancora in tempo, ché le grazie il Signore sa Lui quando è ora di farcele e non sbaglia mai facendole sempre nel momento più opportuno.

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