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«L’approvazione dell’identità di genere, dell’adozione per coppie dello stesso sesso, del matrimonio egualitario, di pratiche sessuali “di ogni genere”, finanche dell’utero in affitto e della propaganda gender per minori. Sono tutte posizioni che contraddicono il rispetto della vita umana, dei diritti dei bambini, il riconoscimento della famiglia naturale o una sana etica della sessualità umana. Peraltro, tali posizioni sono antitetiche anche al Magistero della Chiesa e alla morale cattolica, come confermano anche le parole di Papa Leone XIV, che ha affermato che “su gay e persone trans la dottrina della Chiesa non cambia”, in un’intervista contenuta nel libro biografico in uscita lo scorso febbraio. Evidentemente, però, questo non interessa ai vescovi di numerose Diocesi italiane, che vanno contro tali insegnamenti, visto che hanno in queste settimane appoggiato o addirittura presenziato a insensate veglie contro l’OmoTransLesboBifobia, che con la scusa della giusta lotta alle discriminazioni rischiano invece di portare avanti le istanze Lgbtqia+». Lo dichiara Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, che denuncia decine di “veglie arcobaleno” nelle parrocchie italiane e dà notizia del silenzio, «sintomo di approvazione», di alcune Diocesi dopo un’azione ufficiale di Pro Vita & Famiglia.
«Abbiamo inviato una serie di comunicazioni ufficiali via Pec alle Diocesi interessate – spiega Brandi – per esprimere le preoccupazioni di numerosi fedeli e chiedere conto di queste veglie, soprattutto perché sono tutte organizzate nell’ambito del progetto Tenda di Gionata, la stessa realtà di cristiani LGBT che negli anni non ha esitato a partecipare attivamente ai Pride, che sappiamo essere momenti di pura propaganda ideologica dell’Agenda arcobaleno. Crediamo sia doveroso e giusto essere vicini a tutti e condannare ogni forma di violenza e discriminazione, ma appoggiare apertamente o non prendere le distanze dalle veglie arcobaleno significa lasciare campo aperto alla promozione dell’ideologia Lgbtqia+. Come può tutto questo essere accettato dai vescovi? In particolare – spiega Brandi – ci rammarica il silenzio dei vescovi di Cremona, Padova, Rimini, Firenze, Modena, Savona, Fano, Verona, Bari, Forlì, Arezzo che non solo non hanno mai risposto né dato spiegazioni ma, a quanto risulta dal programma delle veglie, le hanno addirittura presenziate o lo faranno nelle prossime settimane. Siamo stupiti anche che alcuni si siano limitati a risposte interlocutorie, palesando una sorta di “equidistanza” tra non appoggiare né sponsorizzare oppure limitarsi a “vigilare” su ciò che è stato detto o succederà in queste veglie, come nei casi di Parma e Latina».
«In questo scenario, guardiamo con speranza a quegli esempi di chiarezza che indicano la strada per una vera accoglienza caritatevole. Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo, ha colto il punto centrale chiedendosi come la vicinanza alle persone possa essere autentica se non accompagnata dall’appello alla conversione e alla fedeltà alla legge di Dio. È proprio questa la sintesi che auspichiamo: un amore che non prescinde dalla Verità. Sulla stessa linea, apprezziamo le rassicurazioni che ci sono giunte da realtà come Reggio Calabria, Venezia-Mestre, Cuneo e Bolzano. In questi casi ci è stato ribadito un concetto fondamentale: ogni momento di preghiera deve rimanere ancorato al Catechismo, evitando strumentalizzazioni ideologiche e mantenendo integra la dottrina cristiana. Auspichiamo che questo modello di “accoglienza nella Verità” diventi il riferimento per tutte le diocesi italiane, superando ambiguità che non giovano né alla fede né alle persone coinvolte».
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6 commenti su “Grave che Diocesi Avallino Veglie Arcobaleno. E la Dottrina della Chiesa? Toni Brandi, Pro Vita & Famiglia”
«Mater semper certa est, pater numquam».
Una amica giudice, proprio lei, asseriva che non c’è più certezza del diritto in Italia. Essere condannati o avere ragione in un procedimento penale o in una causa nel civile è questione più legata alla variabilità atmosferica che alla direttrice di giustizia che veniva dalla norma di Legge e dall’onestá degli interpreti.
Ma la situazione nell’ambito cattolico non cambia. Se la legge non ha più alcun valore nella nostra vecchia Italia anche il rispetto della legge morale, le leggi della chiesa definite da papi e concili, i codici e le leggi speciali e persino le norme spicciole del catechismo sono a discrezione, neanche di interpreti inadeguati, ma di chiunque abbia il potete e la violenza di esprimere una qualsiasi affermazione, la più stolta, che rimarrà valida, lecita e senza sanzione.
Un tempo se fossi stata una dirigente nella Pubblica Amm.ne, o anche nelle Forze armate o di una azienda o di una comunità, capo anche solo di un piccolo ufficio, significava risponderne personalmente ed essere responsabile dei fatti e degli effetti, nel bene e nel male, per ogni azione compiuta dai miei dipendenti/collaboratori. A me risalivano gli onori per una pratica fatta bene dai miei addetti e su di me ricadevano la responsabilità e i rischi di una cattiva o una omissione comportamentale compiuta sempre dei miei subalterni.
A me spettava, con la dirigenza, l’individuazione degli obiettivi, l’emissione di un ordine preciso con riunioni, disposizioni verbali o scritte, il richiamo al rispetto della normativa vigente, il coordinamento delle attività in itinere e il controllo sulle azioni dei collaboratori. Nella Chiesa, oggi succede altrimenti. Dal papa al titolare di un ufficio a latere é cessata la responsabilitá personale di chi dirige e persino di chi opera su ogni livello. Le norme canoniche non sono rispettate, le leggi speciali (ad esempio la Universi Dominici Gregis) interpretate a membro di segugio. Il Magistero diviene una opinione dei vari don P.P. che decretano la piena modificabilitá all’uopo. La dottrina, a seguito di dichiarazione del capo in testa siculo-americano, per il “momento non sará modificata” ma nelle more si puó bypassare. Si benedicono le persone gaie e annessi buchi usati contronatura; la madre natura incinta, viene intronizzata sull’altare di san Pietro senza sapere chi é il padre, un itifallo eretto viene adorato nei Giardini Vaticani (ingrandite la foto e mettetela sulla tomba di Bergoglio), pure un cubetto di ghiaccio diviene oggetto di adorazione e 3 cani riuniti in chiesa, dopo le crocchette possono prendere (in 3 momenti diversi sotto gli occhi di un prete compiacente) la particola consacrata direttamente sulla lingua! Che Dio vi fulmini!
Il controllo su ció che avviene e su ciò che fanno i vescovi delle chiese particolari poi é finito, sono liberi di sbizzarrisrsi e persino di esortare le donne a scegliere il sacerdozio. Sarebbe meno grave, visto il “duro” celibato se le esortarsero a dargliela! L’aborto per la CEI (e presto anche l’eutanasia) ha una legge che giustamente lo regola, mentre la pillola del giorno dopo viene pubblicizzata su You Tube, appena prima che il papa, chiamiamolo cosí, invochi a Pompei la Vergine dispensatrice di Grazie, dopo averla deposta dall’incarico e mancava quasi pure le levasse il riconoscimento della maternitá divina.
Ma questa é chiesa o un bordello? Eppure è peggio perche nella prostituzione le donne danno qualcosa di loro, il loro corpo, ma i preti a Satana danno quello degli altri!
E mentre Prevost se ne frega appunto del gran casino che gli succede intorno, levatosi da ogni resposabilitá delle porcherie che fa sua gerarchia, che fa? Non fa niente d’accordo: poco gli importa di pascere il gregge che gli amici gli hanno affidato con il solito imbroglio, purtroppo senza Munus. Ma comunque fa quello che puó e inserisce in ogni posto chiave, dicastero, ufficio qualche suo amico gayfriendly o qualche femmina sinodalsincretista.
E mentre tutto va a p…. allegre donnette, ma che dico magari(!!): a bei maschioni con l’attrezzatura (o anche senza), la chiesa dei vari don P.P è quella che loro “vedono” e che dovremmo vedere noi fedeli e mai rifiutare la comunione con questi amici suoi.
Ora non si tratta solo del Rapporto n.9 dei responsabili, alti prelati a capo, che ne hanno generato l’immondo testo o del (falso) papa che dovrebbe rispondere di ogni suo subordinato e delle persone chiamate al sinodo… Il problema sta nei fedeli che tacciono nel vedere lo scempio della Croce e poi sta nei preti: alla faccia del Vangelo, i don P.P. oggi scoprono di poter servire Mammona e Dio, e ci assicurano che, tutto ció che é “visibile,” anche senza occhiali, é garantito dal gruppo S.Gallo e si può tranquillamente accettare per papa, tanto per quello che serve è grasso che cola se si ricorda che la chiesa sulla terra é affidata a lui! Ma basta rammentarlo?
Prevost predica bene e razzola male? Dal suo punto di vista sí ma don PP. conosce un detto siciliano che rende meglio l’idea, un po’ antiquato perchè non tiene conto delle nuove tendenze gaie dei suoi amici, ma sono una signora e per quanto arrabbiata non posso ripeterlo.
Se non si vuole ammettere che il pesce puzzi già dalla testa, non é un problema di perdita olfattiva o di forte miopia: di onestá e amore per Gesù cari amici. Ma possibile? Nulla ci scuote: meglio essere disonesti in un mondo senza giustizia e per il momento non risponderne, che rifiutare con ogni mezzo un papa che produce e accresce la distruzione del Corpo Mistico di Dio.
Un papa che non ha a cuore la sorte delle pecore puó essere un vero e legittimo papa? É cosí difficile mettere a fuoco la sua falsa identitá? Ciò che lui permette che avvenga sotto il suo mandato: prima fra tutte la perdita delle anime che non possono essere più destinatarie di Salvezza, la deriva della fede e la fine della morale alla quale lui assiste e partecipa, puó essere un sintomo della sua ingiusta nomina a papa? Non è di fede che la apostasia della fede verrà da dentro le mura di Roma? Perchè non si vede ciò che è chiaro?
Grazie Toni Brandi per questa tua continua testimonianza in difesa della Vita e della Dottrina di Cristo:
«Abbiamo inviato una serie di comunicazioni ufficiali via Pec alle Diocesi interessate – spiega Brandi – per esprimere le preoccupazioni di numerosi fedeli e chiedere conto di queste veglie, soprattutto perché sono tutte organizzate nell’ambito del progetto “LA TENDA DI GIONATA”, la stessa realtà dei cosiddetti “cristiani” LGBT che negli anni non ha esitato a partecipare attivamente ai GayPride, che sappiamo essere momenti di pura propaganda ideologica dell’Agenda arcobaleno. Crediamo sia doveroso e giusto essere vicini a tutti e condannare ogni forma di violenza e discriminazione, ma appoggiare apertamente o non prendere le distanze dalle veglie arcobaleno significa lasciare campo aperto alla promozione dell’ideologia Lgbtqia+. Come può tutto questo essere accettato dai VESCOVI ?
In particolare ci rammarica il SILENZIO dei VESCOVI di CREMONA, Padova, RIMINI, FIRENZE, MODENA, SAVONA, FANO, VERONA, BARI, FORLÌ, AREZZO che non solo NON HANNO MAI RISPOSTO né dato spiegazioni MA, a quanto risulta dal programma delle VEGLIE, LE HANNO ADDIRITTURA PRESENZIATE o lo faranno nelle prossime settimane.
Siamo stupiti anche che alcuni si siano limitati a risposte interlocutorie, palesando una sorta di “equidistanza” tra non appoggiare né sponsorizzare oppure limitarsi a “vigilare” su ciò che è stato detto o succederà in queste veglie, come nei casi di Parma e Latina ».
«In questo scenario, guardiamo con speranza a quegli esempi di chiarezza che indicano la strada per UNA VERA ACCOGLIENZA CARITATEVOLE. Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo, ha colto il punto centrale chiedendosi come la vicinanza alle persone possa essere autentica se non accompagnata dall’appello alla conversione e alla fedeltà alla legge di Dio. È proprio questa la sintesi che auspichiamo: un amore che non prescinde dalla Verità. Sulla stessa linea, apprezziamo le rassicurazioni che ci sono giunte da realtà come Reggio Calabria, Venezia-Mestre, Cuneo e Bolzano. In questi casi ci è stato ribadito un concetto fondamentale: ogni momento di preghiera deve rimanere ancorato al Catechismo, evitando strumentalizzazioni ideologiche e mantenendo integra la dottrina cristiana. Auspichiamo che questo modello di “accoglienza nella Verità” diventi il riferimento per tutte le diocesi italiane, superando ambiguità che non giovano né alla fede né alle persone coinvolte».
Purtroppo sappiamo che il gruppo LA TENDA DI GIONATA E IL SUO COLLABORATORE P. JAMES MARTIN hanno ricevuto da PREVOST il permesso di programmare queste “veglie” pro-lgbt FIN’ANCHE A ROMA IN VATICANO.
https://youtu.be/ovLZzFp7Rd4?is=-Ciu1yXR42HDzzmA
Gruppo 9 Sinodo: gergo e dominazione
[…] Se si va a controllare, non solo in questo rapporto n. 9, ma in tutti i documenti di Jmb e Prevos si giustifica FALSAMENTE la nuova dottrina anticristica da loro introdotta, con “FALSI” riferimenti generici al Concilio Vaticano II: RIFERIMENTI CHE MANCANO SEMPRE DI FONDAMENTO.
E pertanto fa molto bene il teologo Smith a dimostrare che questo documento non mostra fedeltà e nemmeno una comprensione basilare degli insegnamenti infallibili del Concilio Vaticano II.
🔹 Così come fa molto bene Smith ad osservare che il progay P. James Martin stesso ha contribuito nascostamente, facendo inserire le scandalose testimonianze dei due omosessuali impenitenti nel rapporto n. 9 auspicando poi pubblicamente l’«emergenza» di un nuovo “paradigma”.
🔴 Ci si domanda, conclude Smith, se questo documento impugni scandalosamente il CVII per GIUSTIFICARE la nuova DOTTRINA ANTICRISTICA portata avanti dalla massoneria ecclesiastica che da 13 anni occupa illegittimamente la Cattedra di S Pietro.
(Grazie al tradimento dei pastori prevostiani che, per vile interesse, si ostinano ad abbandonare il gregge di Cristo nelle fauci del lupo travestito da papa)
https://www.areamsuam.net/fr/non-e-liberazione-e-dominazione
S. Giovanni:
“Chi saluta l’anticristo é complice delle sue opere inique.”
Forte sostegno e gratitudine a mons. Suetta.
Per il resto, alquanto PATETICO citare Prevost come paladino dell’ortodossia cattolica!
Possiamo o vogliamo dimenticare cosa disse Mons. Galantino, quale Segretario della CEI in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù che Dio SALVA Sodoma quando nella Bibbia è scritto che è stata distrutta?
Vogliamo pensare che il racconto (Gen 18) è severo e non veritiero?
Perché non pensare che l’uomo non è più di Dio?
Perché non pensare che Mons. Galantino, il Sacerdote Gesuita James Martin, il Card. Farrell, sono i maggiori responsabili di tale degrado spirituale?
E’ gravissimo, ……….. ma vedrete tireranno fuori le solite litanie nelle quali faranno da padrone espressioni tipo : ascolto, discernimento ( ? ), inclusione, rigidita’, volonta’ divina in ogni religione e praticante, lasciarsi condurre dallo spirito ( quale ? ) e giu’ di li. La solita ” sinfonia ” del nulla verso l’oblio del Cristianesimo. Mi sono gia’ espresso sui documenti del Vaticano 2 : per me sono impegni politici scritti in Ecclesialese per orecchie ed occhi ( plutocratici ) che dovevano sentire. All’inizio la strada era erta, ma col passare del tempo e l’avvicendarsi delle generazioni, opportunamente ” educate ” con la piu’ micidiale e pervasiva propaganda della storia, si e’ arrivati ad oggi : fanfara in testa, passo di carica ma, sopratutto, nessuna cautela tanto non si faranno prigionieri .