Il Card. Müller Condanna il Rapporto del Sinodo a Favore dell’Omosessualità e l’Ideologia LGBT: Eretica

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Life Site News, che ringrazaimo per la cortesia. Buona lettura e diffusione.

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Il cardinale

Il cardinale Müller condanna il rapporto del sinodo a favore dell’omosessualità e l’ideologia LGBT “eretica”.

condanna il rapporto del sinodo a favore dell’omosessualità e l’ideologia LGBT “eretica”.


In una nuova dichiarazione, il cardinale Müller ha rimproverato la “lobby omosessuale all’interno della Chiesa” che promuove la “relativizzazione eretica del matrimonio naturale e sacramentale” e ha denunciato le “benedizioni” omosessuali “blasfeme”.
Immagine in evidenza Il cardinale Müller il 19 novembre 2014 nella Città del Vaticano. Foto di Franco Origlia/Getty Images

LifeSiteNews ) — Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ora Dicastero), ha espresso una forte condanna (di seguito il testo integrale della dichiarazione) del tentativo in corso da parte dei gruppi sinodali e delle discussioni provenienti da Roma, nonché dai vescovi tedeschi, di promuovere l’agenda LGBT. Definisce la benedizione delle unioni omosessuali una “falsa benedizione” e la descrive come “ingannevole e blasfema”.

Il 5 maggio, il Gruppo 9 del Sinodo sulla Sinodalità ha pubblicato la sua relazione finale, promuovendo apertamente le relazioni omosessuali. Come riportato da LifeSite, il gruppo di studio afferma che “è necessario affrontare con parresia la questione, tuttora ricorrente, se si possa parlare di ‘matrimonio’ ​​in relazione a persone con attrazione per lo stesso sesso”. Aggiunge poi la questione se le “relazioni” omosessuali possano essere considerate equivalenti “all’unione coniugale eterosessuale”, nonostante “l’evidente impossibilità di procreazione”.

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L’anno scorso, i vescovi tedeschi hanno pubblicato una “benedizione” liturgica per le “coppie” omosessuali e altre “coppie” irregolari non matrimoniali.

«In nessuna parte della Sacra Scrittura, né nell’intera tradizione della Chiesa», scrive ora il cardinale tedesco in risposta a queste nuove pubblicazioni, «si trova alcun accenno a una benedizione per le persone coinvolte in relazioni adulterine, e certamente non all’autorizzazione dei vescovi a ordinare o permettere benedizioni ingannevoli e blasfeme».

Il cardinale Müller esorta la Chiesa cattolica ad abbandonare tali adattamenti allo spirito del tempo e al suo materialismo e a ritornare a una vera conversione a Gesù Cristo come Buon Pastore. Per lui è chiaro che all’interno della Chiesa ci troviamo ora ad affrontare tendenze eretiche. Scrive:

«Nelle reazioni della lobby omosessuale all’interno della Chiesa alla pubblicazione del gruppo di lavoro sinodale su questo tema e alle benedizioni di unioni sessuali extraconiugali, persino ordinate dai vescovi, viene apertamente accolta la relativizzazione eretica del matrimonio naturale e sacramentale.»

Qui si riferisce al rapporto recentemente pubblicato dal gruppo di lavoro del sinodo, che promuove apertamente l’omosessualità, nonché alla “benedizione” liturgica dei vescovi tedeschi alle “coppie” omosessuali.

In una recente prefazione scritta per “Il Cavallo di Troia” , una forte critica di padre Enoch al Sinodo sulla Sinodalità in corso, il cardinale Müller, che ha partecipato al Sinodo dei Vescovi sulla Sinodalità del 2023 e del 2024 a Roma, ha osservato a proposito delle discussioni sinodali: “Uno degli obiettivi principali era quello di favorire ulteriormente la normalizzazione dell’omosessualità”.

Si prega di consultare qui la dichiarazione completa del Cardinale Müller. Lo ringraziamo per avercela fornita.

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Sulla benedizione di Dio e la falsa benedizione del mondo
A cura del cardinale Gerhard Müller, Roma

I gruppi di studio nominati da Papa Francesco durante il Sinodo sulla Sinodalità del 2024 stanno gradualmente pubblicando i risultati delle loro consultazioni – peraltro molto controverse. Sono accomunati da due punti cruciali: 1. La diffidenza verso i contenuti centrali della dottrina cattolica, che confondono con un sistema di pensiero storicamente condizionato, anziché riconoscerli come la trasmissione inalterata e completa della Rivelazione di Dio alle generazioni presenti e future; e 2. il tentativo, con un cosiddetto “cambio di paradigma da una dogmatica rigida a un approccio pastorale vicino alle persone”, di entrare in sintonia con le ideologie dominanti per ottenere il consenso dei propri sostenitori. Non negano apertamente le verità rivelate, ma le accantonano e costruiscono accanto ad esse il proprio edificio di un cristianesimo comodo e conforme al mondo. Per confondere i fedeli ingenui, adornano questo edificio con frasi che suonano bibliche e spirituali, ma sono vuote: “ciò che lo Spirito dice alle chiese”, il discernimento invece della condanna, un Gesù misericordioso e onnipotente contro i rigidi insegnanti della legge e i professori di teologia conservatori intrappolati nei loro sistemi, che presumibilmente si preoccupano più della fedeltà alla lettera e della dottrina rigida che delle persone nella loro debolezza e vulnerabilità. Ignorando o trascurando la tradizione cattolica, si giunge all’affermazione sofisticata che il peccato non consiste in un’azione consapevole e liberamente voluta contro i comandamenti di Dio, bensì nel rifiuto di estendere una misericordia onnicomprensiva verso coloro che non possono o non vogliono adempierli.

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In realtà, la Chiesa insegna che Cristo è morto sulla croce per i peccati di tutta l’umanità e che lo Spirito Santo non nega la grazia di Dio a nessuno che si converte al Vangelo, affinché possa condurre una vita nuova e santa seguendo Cristo. Solo per questo motivo l’Apostolo può dire ai battezzati: «Non vivete più come i pagani vivono nella vanità dei loro pensieri… Siete stati istruiti a deporre il vostro vecchio modo di vivere, il vostro vecchio uomo, corrotto e ingannato dalle sue concupiscenze, e a rinnovarvi nello spirito della vostra mente, e a rivestirvi del nuovo uomo, creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità della verità» (Ef 4,17.22-24).

Nel contesto dei Sinodi dei Vescovi e dei percorsi sinodali nazionali nelle Chiese locali, emerge costantemente un tema caro a certi vescovi, teologi e laici influenzati dallo spirito del tempo. Invece di condurre le persone al Dio-uomo Gesù Cristo, unico e vero Mediatore tra Dio e gli uomini, essi vedono – in modo monotematico e intellettualmente limitato – il futuro della Chiesa nell’adozione dell’ideologia di genere e dell’arcobaleno. Pertanto, mettono persino a rischio l’unità visibile della Chiesa nella verità di Cristo, così come il Signore stesso l’ha affidata all’intero Collegio dei Vescovi con e sotto la guida del Papa, in quanto successore personale di Pietro sulla Sede Romana. La benedizione privata o addirittura paraliturgica di “coppie” omosessuali ed eterosessuali in relazioni irregolari si fonda sulla negazione eretica della verità rivelata che Dio ha creato l’uomo maschio e femmina. E Gesù, che nella sua persona è la Via, la Verità e la Vita, contro la casistica dei farisei riguardo al divorzio, confermò la Volontà originaria del Creatore e rivelò definitivamente che l’uomo e la donna diventano una sola carne solo attraverso il “sì” matrimoniale (cfr. Mt 19,3-9). Così, nel matrimonio, l’uomo e la donna formano un’unità personale e sessuale due in uno nell’amore reciproco, nella vita comune e nell’apertura ai figli che Dio vuole dare loro. E solo l’uomo e la donna nell’unione matrimoniale sono benedetti da Dio per essere fecondi, moltiplicarsi, popolare la terra e (con saggezza) regnare su tutte le altre creature della terra (cfr. Gen 1,28). In nessuna parte della Sacra Scrittura né in tutta la tradizione della Chiesa si trova alcun accenno a una benedizione di persone in relazioni adulterine, e certamente non all’autorizzazione dei vescovi a ordinare o permettere benedizioni ingannevoli e blasfeme. La benedizione liturgica o privata ( benedictio = approvazione), con cui siamo benedetti in Cristo, è una preghiera della Chiesa fondata sulla fiducia nell’aiuto e nell’assistenza di Dio per le persone, affinché siano sostenute in tutto ciò che è buono, e non è in alcun modo una conferma di una vita contraria a Dio nel peccato. La debolezza umana non può essere una scusa, perché lo Spirito Santo ci aiuta con la sua grazia, che Dio non nega a nessuno che gliela chieda sinceramente (cfr. Rom 8,26). Ma di coloro che «hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna» e sostituiscono l’ordine di Dio con le proprie ideologie e pseudo-teologie autoprodotte, mescolate a sociologia e psicologia, l’Apostolo dice che pensano in modo errato e vivono nel peccato, il che significa la morte della vita di grazia, eppure, pur sapendo la loro falsa azione, approvano anche coloro che agiscono in contraddizione con Dio (cfr. Rom 1,25-32).

Nelle reazioni della lobby omosessuale all’interno della Chiesa alla pubblicazione del gruppo di lavoro sinodale su questo tema e alle benedizioni di unioni sessuali extraconiugali, persino ordinate dai vescovi, la relativizzazione eretica del matrimonio naturale e sacramentale viene apertamente accolta. Essa viene presentata come il primo passo verso il riconoscimento dell’ideologia LGBT, che non rappresenta altro che un’immagine materialistica dell’uomo senza Dio, Creatore, Redentore e Perfezionatore dell’uomo. Chiunque, come maestro della fede e pastore dei fedeli nominato da Cristo, abbia veramente a cuore la pace interiore delle anime e la salvezza eterna dei fedeli a lui affidati, non fa delle persone in difficoltà giocattoli di un’ideologia atea o strumenti del proprio bisogno di autopromozione nell’ambiente “woke”, ma le indirizza personalmente a Gesù Cristo, Figlio di Dio. “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre debolezze, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però peccare. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia che ci soccorra al momento opportuno” (Ebrei 4:15-16). Solo Lui è il vero Messia e solo Lui può aiutare ogni persona, senza eccezione, da ogni afflizione spirituale e da ogni tensione dell’anima, a differenza dei salvatori mondani che, con le loro dottrine di auto-redenzione, hanno così spesso portato calamità sull’umanità. L’ideologia di genere contraddice direttamente l’antropologia cristiana. E con i suoi 60-80 generi inventati arbitrariamente, si pone in diretta contraddizione con la scienza biologica. Viola il buon senso, che sa che ogni singolo essere umano proviene dall’unione del proprio padre con la propria madre. Con l’ideologia woke, originariamente atea e materialista, un’eresia distruttiva e una fonte di scisma e divisione si è insinuata nella Chiesa cattolica, la quale, nella dimensione della sua contraddizione con la verità rivelata da Dio, corrisponde al manicheismo o al pelagianesimo. E lo studio della storia della Chiesa ci insegna: solo attraverso la continua resistenza del Magistero dei Papi e dei Concili, la forza intellettuale dei grandi Padri della Chiesa da Agostino a Tommaso d’Aquino e John Henry Newman, questi e altri pericoli esistenziali per la Chiesa potevano essere scongiurati. Tutti gli imperi mondiali creati dall’uomo e le fortezze atee del pensiero sono destinati prima o poi a crollare. Ma le porte dell’inferno non possono prevalere contro la Chiesa, perché Gesù, il Figlio del Dio vivente, l’ha edificata sulla roccia di San Pietro.

Non è la ricostruzione della Chiesa in un movimento filantropico con una vocazione religioso-sociale a ricondurre le persone secolarizzate dell’Occidente scristianizzato tra le braccia aperte del Buon Pastore Gesù Cristo, che è la “Luce delle Nazioni”. Si può affermare soltanto con i Padri conciliari del Concilio Vaticano II: “il desiderio è di illuminare tutti con la Sua gloria, che risplende sul volto della Chiesa, mentre essa annuncia il Vangelo a ogni creatura” ( Lumen gentium 1).

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I veri discepoli di Gesù non cercano l’approvazione degli uomini né la falsa benedizione dei “potenti, degli influenti e dei capi d’opinione di questo mondo” (cfr. 1 Cor 2,6). Infatti, nell’amore e nella verità, “Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti, nella nostra comunione con Cristo” (Ef 1,3).

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La dottoressa Maike Hickson è nata e cresciuta in Germania. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Hannover, dopo aver svolto in Svizzera la sua tesi di dottorato sulla storia degli intellettuali svizzeri prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Attualmente vive negli Stati Uniti ed è la vedova del dottor Robert Hickson, dal quale ha avuto due splendidi figli.

Nel 2014 la dottoressa Hickson ha pubblicato un volume celebrativo, una raccolta di una trentina di saggi scritti da autori di spicco in onore del marito in occasione del suo settantesimo compleanno, intitolato “Un testimone cattolico nel nostro tempo” .

Hickson ha seguito da vicino il pontificato di Papa Francesco e gli sviluppi della Chiesa cattolica in Germania, e ha scritto articoli su religione e politica per pubblicazioni e siti web statunitensi ed europei come LifeSiteNews, OnePeterFive, The Wanderer, Rorate Caeli, Catholicism.org, Catholic Family News, Christian Order, Notizie Pro-Vita, Corrispondenza Romana, Katholisches.info, Der Dreizehnte, Zeit-Fragen e Westfalen-Blatt.

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34 commenti su “Il Card. Müller Condanna il Rapporto del Sinodo a Favore dell’Omosessualità e l’Ideologia LGBT: Eretica”

  1. Davide Scarano

    Ritengo che il cardinale Muller, con questo contributo eserciti almeno 3 delle seguenti attività che il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce “opere di misericordia spirituale”:
    1) Consigliare i dubbiosi,
    2) Insegnare agli ignoranti,
    3) Ammonire i peccatori.
    Cos’altro dovrebbe fare? Ricordo che nello scorso pontificato 4 Cardinali espressero formalmente dei “Dubia” a papa Francesco e non ebbero risposta. Credo pertanto che occorra avere uno sguardo realistico sul presente partendo dal presupposto che anzitutto dobbiamo salvare la nostra anima e, se possibile, compiere opere di misericordia spirituale anche con interventi basati su carità e verità.
    Ecco, da mille segni sappiamo che la Chiesa è in crisi. Gli stessi segni ci dicono, almeno a mio parere, che tale crisi non potrà che peggiorare. Diviene quindi illusorio sperare in soluzioni “dall’alto”, mentre diviene sempre più necessario adottare soluzioni “dal basso” attraverso la preghiera e la penitenza di ciascuno. Credo che arriverà il momento in cui la crisi diverrà ingestibile per coloro che desiderano essere fedeli alla Chiesa di Roma, a mio parere non è ancora il momento. Di seguito le parole della Emmerich:
    «Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava
    che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere
    accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che
    piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo.
    Ma altri (e i tiepidi erano fra questi) facevano senza alcuna
    obiezione ciò che gli veniva chiesto. Era come se la gente si
    stesse dividendo in due fazioni».
    Vale inoltre ricordare che in queste profezie è anche detto che “intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà”.
    Crisi dell’Uomo, inteso come Creatura “ad immagine e somiglianza di Dio”, anzitutto per la propria disobbedienza, e crisi della Chiesa sono quindi destinate a procedere insieme, in una Via crucis di cui adesso stiamo vivendo le prime stazioni.

  2. la signora di tutti i popoli

    Prima di esprimermi sul contesto ringrazio il dott. Tosatti (caro e saggio Marchetto!) per questo Blog, ultimo spazio libero, che permette A TUTTI di focalizzare le incalzanti novitá del mondo.
    Sono accusata di “cattiveria”, ma per forza: sono peccatrice e i miei accusatori? Mi si dimostri piuttosto di non dire la verità.
    Con le ennesime affermazioni sugli atti sonodali, ora é di turno Mueller, sono condivisibili ma questo basta? No, sono i commenti dei bloggers che oggi non apportano dei contributi fattivi, sembrano quasi un’opportunità egoistica per scrivere qualcosa più per sè stessi.
    A parte quello della Danieli, che non dimentica l’ibrida situazione petrina e dice a Mueller di guardare oltre il suo dito, il commento che ci deve interpellare è quello del nostro Nippo: le parole non bastano se non sono accompagnate dai fatti. La Scrittura direbbe dalle “opere” e Enrico lo dice a noi: di opere ne facciamo ?
    L’occasione che da invece questo articolo é che i vari don bergogliferini si punzecchino all’insegna dell’amore fraterno e alla faccia del Vangelo. Mentre indifferente allo scandalo di sè, incapace di “ribellione” della sua coscienza che confonde con quella ecclesiale, il nostro don P. P. sub limen usa il Blog (e anche la I.A. vaticana) per plagiare pian piano le coscienze, mentre qui tutti -ignari- non vanno oltre le parole di Mueller, per vedere se quadrano con la tradizione.
    Ma tornando a Mueller, questo non interviene minimamente per opporsi alla deriva immorale, aspetta i nostri applausi solo per le due paroline copiate dalle carte del vecchio incarico ministeriale!
    Certo che preferisco Nippo e la Danieli: di tutto si possono accusare (previe prove!) ma sono coerenti e intellettualmente onesti. La veritá la vedono e ce la spiattellano, e ci fa male tanto che poi chiediamo con ipocrisia: “cosa dovrebbe FARE il card .Muller ?”.

    Arriviamo al dunque, al mio commento. Mueller ci dimostra forse qualcosa in piú, dopo aver obbedito anche lui all’ordine di scuderia tradizionalista, di dare addosso alla politica sinodale LGBT? Io guardo alle fonte: Mueller non é un vero cardinale, poiché non fu scelto da un vero papa. Non solo le sue parole sono senza opere e non servono a niente, ma non hanno alcun valore poiché vengono da chi, per amor della sua carica nulla e invalida, ha accettato prima JMB come papa e ora l’ignavo americano.
    Quale valore ha lo sproloquio di Mueller? Zero: da un frutto bergogliano non può nascere nulla di buono e lo dice la Parola, non io.
    Al contrario della Mariella io accetto repliche. Non faccio come quella che qui non ammette commenti ai suoi melensi articoletti, ma che nel canale Telegram affidatole con fiducia, amministra pro domo sua e facendo passare solo le sue idee, non richieste peraltro, e non le opinioni degli utenti. In un canale che poi non le appartiene, favorisce solo gli amici tradizionalisti, compresi quelli fanno pubblicitá alla loro azienda editoriale. Se lei non ammette repliche, io voglio essere onesta: accetto ogni osservazione che dimostri che non dico il vero.

    1. Don Pietro Paolo

      Cara signora di tutti i popoli,

      alla fine il quadro diventa sempre più chiaro e quasi suggestivo nella sua coerenza.

      Da una parte la signora delle “verità tradite”, che considera nulli papi, cardinali e strutture ecclesiali.
      Dall’altra il vate della nuova religione spiritual-gnostica, intrisa di orientalismo camuffato da cristianesimo.

      Eppure, miracolosamente, vi trovate sempre dalla stessa parte.

      Curioso, no?
      Perché se foste davvero il diavolo e l’acqua santa, almeno su qualcosa dovreste scontrarvi.

      Invece no:
      quando si tratta di demolire la Chiesa concreta, il Papa, il Magistero e la comunione visibile, improvvisamente diventate perfettamente armonici.

      E questo, più di molte parole, chiarisce bene quale sia il vero bersaglio comune.

      1. la signora di tutti i popoli

        Sí, finalmente l’ha capito don P.P. : il bersaglio comune é la falsa Chiesa e lei, che la serve.
        Aggiungo una cosa a ció ha detto Il sig. Nippo. Occorre “dire” e certo bisogna anche “fare” ma innanzitutto bisogna “essere”! …ció che deve caratterizzare parole e opere é la nostra vita personale votata alla veritá.

        1. Don Pietro Paolo

          Cara signora

          alla fine eccola lì, la sua vera religione:

          Più che fede, la sua è un delirio settario alimentato dal sospetto compulsivo e dall’ossessione antiromana:

          la “falsa Chiesa”, i papi nulli, i cardinali invalidi e naturalmente rimane il piccolo resto puro di cui lei si sente interprete.

          E il suo continuo parlare di “verità” e di “essere” suona quasi grottesco, visto che passa il tempo a demolire la Chiesa cattolica concreta sentendosi spiritualmente superiore a papi, cardinali e fedeli.

          Più che una “signora di tutti i popoli”, ormai sembra la patrona ufficiale del sospetto compulsivo contro la Chiesa

          1. La lobby woke non può “demolire la Chiesa cattolica” perché
            è altra cosa dalla Chiesa Cattolica.
            I documenti ufficiali pubblicati dalla lobby ne sono la testimonianza.
            Poi arriva la vescovessa anglicana che impartisce la benedizione
            e il vescovo (?) cattolico lì presente si fa il segno della croce.
            Poi c’è “padre” Martin punta di diamante degli lgpt impenitenti.
            Poi il “vescovo” Savino (e non solo lui) che dice che l’nino carnale fra omosessuali non è peccato.
            Esca dal bunker, caro don P.P., invece di pensare ai “sospetti compulsivi ”
            e a “l’ossessione antiromana” degli altri.

          2. Don Pietro Paolo

            Caro Nippo,

            vede, il problema è che lei ormai usa certe derive reali, ambiguità o scandali come trampolino per arrivare sempre alla stessa conclusione:la Chiesa cattolica sarebbe diventata “altra cosa”.

            Ed è qui il salto anticattolico.

            Perché un vescovo che sbaglia, un teologo ambiguo o un gesto scandaloso non trasformano automaticamente la Chiesa di Cristo in una “lobby woke”.

            Altrimenti dovremmo concludere che la Chiesa è finita ogni volta che nella storia sono esistiti papi deboli, vescovi corrotti o crisi dottrinali.

            Lei invece non corregge gli errori – i quali sono certo a lei non interessano un fico secco – restando nella Chiesa:usa gli errori per delegittimare la Chiesa stessa.

            Ed è una differenza enorme.

    2. “usa … (e anche la I.A. vaticana)”?
      Che “donPP” avesse a che fare sostanzialmente con l´IA l´ho sempre sospettato. Ma chi mi garantisce che lui non sia l´IA vaticana in persona, per così dire, e non una semplice persona (sacerdote?) o gruppo di persone che usa/no l´IA vaticana (e della cui esistenza ero totalmente ignaro)?

      1. Don Pietro Paolo

        La sua è un’opinione non solo completamente sbagliata ma anche degna di occupare un capitolo da aggiungere alle corbellerie fantasiose del libro di Cionci

        1. Non credo di avere le buone qualità giornalistiche del sig. Cionci, ma se lei mi farà una lettera di presentazione allora il “mio capitolo” nel libro del sig. Cionci credo che sarà assicurato (ed anche notorietà, naturalmente).
          Del resto … la notizia che esista una “IA vaticana” è qualcosa che io ritengo esplosivo.
          E pensandoci bene … lei, con il suo commento, ha forse dato un nuovo campo di indagine al sig. Cionci? In particolare di come l`IA vaticana venga applicata anche in Stilum Curiae?
          Chissa …
          Nota: comunque … se il sig. Cionci decidesse di fare qualcosa a riguardo si prepari a ricevere una richiesta di intervista personale … la leggerò con piacere …

          1. Ma non mi faccia ridere… “IA Vaticana”, frutto della mente, che se la canta bene, di Nippo

        2. No no … non di “Enrico Nippo”, ma de “La signora di tutti i popoli”. È lei che ha “cantato” per prima in SC dell´IA vaticana.
          E io canto insieme a lei.

  3. Torquemada e basta

    MULLER è forse l’ultimo VERO teologo di oggi.
    Un grande discepolo di Gesù Cristo e di Benedetto XVI

    Grazie

  4. E. R. Card. Muller, è giusto mettere in guardia i fedeli dalla dottrina anticristica dei due antipapi prolgbtq Jmb e Prevost.
    Ma a che serve se poi, voi cardinali, continuate a riconoscerli papi legittimi?
    Quando invece è Vostro primo dovere dichiarare ufficialmente:
    VERE PAPA BXVI MORTUUS EST! ???

    Le ricordo che, per il Catechismo di S. Pio X, è reo di SCISMA chi non riconosce il papa stabilito da Cristo in un valido Conclave. Vale a dire il
    legittimo ultimo papa BXVI che MAI ha abdicato, invalidando le elezioni di Bergoglio e del suo successore Prevost.

    Eppure, Voi sapete che Benedetto XVI è rimasto il “legittimo” papa fino alla morte, se pur in sede impedita (Can 412).
    Perché lui stesso lo ha confermato l’11 febbraio 2013 in latino:
    “Declare me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare”. 
    https://youtu.be/EZoid8B6cMA?si=xwimR068fNKcytuf

    e il 27 febbraio in italiano:
    https://youtu.be/tqrEqx8bfL4?si=Zg4gq469WuWK4J5R
    dichiarando UFFICIALMENTE di rinunciare solo all’ “ESERCIZIO” (ministerium), ma non al “MINISTERO” (Munus Petrinum), così come invece previsto dal Codex Iuris Canonici. 
    «Can. 332 § 2. Si contingat ut Romanus Pontifex “MUNERI” suo renuntiet, ad validitatem requiritur ut renuntiatio libere fiat et rite manifestetur, non vero ut a quopiam acceptetur.»

    E Lei sa bene, che nel caso dell’elezione papale, secondo quanto stabilito dal diritto canonico, la sede Apostolica “deve” essere LEGITTIMAMENTE vacante: il papa regnante deve essere morto o deve aver abdicato validamente.
    E pertanto, per il can. 126 (dottrina dell’errore sostanziale) essendo “NULLA” la rinuncia” di papa Benedetto e la SEDE NON VACANTE il CONCLAVE 2013 è NULLO E INVALIDO.

    E per gli art. 76_77 della COSTITUZIONE APOSTOLICA UDG l’elezione a pontefice di Bergoglio risulta nulla e invalida e SENZA CHE INTERVENGA ALCUNA DICHIARAZIONE IN PROPOSITO. 

    Così come, per l’art 37 UDG risulta illegittimo il conclave 2025, successivo alla morte di un antipapa e non del legittimo papa BXVI.

  5. Don Fernando Ortiz

    Grande Muller !
    Speriamo che il Papa lo legga e lo nomini al posto di quel tal Fernandez alla dottrina della fede .
    Ovviamente dopo aver chiesto opinione al nostro don Pietro-Paolo …

    1. Don Pietro Paolo

      Caro “don” Fernando Ortiz,

      vedo che esordisce con l’ironia tipica della polemica di sacrestia.

      Stia tranquillo: il Papa non ha bisogno dei miei consigli per nominare i prefetti dei Dicasteri.
      E quanto al cardinale Müller, non avrei alcun problema a dire che sarei ben felice di vederlo nuovamente al Dicastero per la Dottrina della Fede, incarico che ha già ricoperto con autorevolezza.

      La differenza, forse, è che io non vivo ogni questione ecclesiale come una tifoseria permanente contro qualcuno.

      Lei invece, al suo primo intervento – almeno per quanto mi riguarda- , riesce già a trasformare una questione seria in becero sarcasmo ecclesiastico.
      E questo, mi permetta, non è proprio un esordio brillantissimo per uno che si presenta come sacerdote.

      Anzi, leggendo sotto le righe il tono e il livello dell’argomentazione che vi sta sotto, viene quasi da chiedersi dove abbia studiato teologia e quale idea del sacerdozio le abbiano trasmesso.

      Perché un sacerdote può discutere, argomentare e anche dissentire.
      Ma vivere di allusioni, sarcasmi contro altri uomini di Chiesa senza una motivazione non è profondità teologica.
      È solo stupidità o invidia travestita da spirito critico.

    2. Speriamo di no! Così Muller resterebbe incastrato dalla lobby anticattolica bergoglian-prevostiana.
      Uno scempio disgustoso: un uomo della Tradizione invischiato con il progressimo woke.

  6. Don Fernando Ortiz

    Grande Muller !
    Speriamo che il Papa lo legga e lo nomini al posto di quel tal Fernandez alla dottrina della fede .
    Ovviamente dopo aver chiesto opinione al nostro don Pietro-Paolo …

  7. Il cardinale si limita a DIRE e non si da da FARE.
    La “condanna” è fatta di parole, che a san Pietro lasciano perdersi nel vento.
    Incredibile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    1. Don Pietro Paolo

      Caro Nippo,

      il problema è che per lei non basta mai nulla.

      Se un cardinale parla ma non alimenta la ribellione ecclesiale, allora “non fa”.
      Se resta nella comunione col Papa, allora diventa automaticamente sospetto.
      Se difende la dottrina senza trasformarsi in agitatore antiromano, viene liquidato come inutile.

      Il criterio ormai sembra uno solo:
      le vanno bene soltanto quelli che combattono sistematicamente la Chiesa visibile e il Papa.

      Per questo finisce sempre per simpatizzare con chi trasforma la critica ecclesiale in contestazione permanente, mentre chi resta cattolico nel senso pieno del termine viene regolarmente demolito.

      E allora il problema non è più il cardinale Müller.
      Il problema è che lei sembra non voler riconoscere qualcosa di buono in chiunque non condivida il suo schema di opposizione continua alla Chiesa.

        1. Don Pietro Paolo

          Caro Nippo,

          capisco:
          quando gli argomenti finiscono, resta sempre la scorciatoia dell’insulto creativo.

          “Struzzistiche” è anche simpatico.
          Meno convincente, però, il fatto che da anni lei infili la testa sotto terra ogni volta che qualcuno le ricorda un principio elementare di ecclesiologia cattolica.

          1. Di quale “insulto” parla? Dire che uno fa come lo struzzo è un insulto?
            Ma per favore!
            Patetico il suo girare la frittata: qui se c’è uno che fa finta che tutto sia normale
            e per il quale che le schifezze che prendono piede giorno dopo giorno nella
            sedicente “chiesa cattolica” che invece è la lobby woke sono dettagli è proprio lei.
            Le ricordo che io sono laico e “l’ecclesiastico” – quello vero – lo tengo in considerazione
            ma senza lasciarmi irretire.
            Fuori dai denti: mi tengo a debita distanza dai preti.

      1. Lorella Mangiagalli Jr.

        Io ho il sospetto che don Pietro Paolo non legga mai bene i commenti che cerca di distruggere , umiliandoli e mortificando chi li ha scritti . Comunque qualche considerazione che fa e’ certo corretta , ma ingiustificata dal commento “colpito a morte”…

      1. PRENDERE INIZIATIVE PRATICHE per contrastare la lobby anticattolica che si è insediata a san Pietro.
        Le modalità? Non sono certamente io che debbo suggerirle.
        Muller e quelli come lui lo sanno benissimo cosa dovrebbero FARE.
        La lobby lo (li) lascia stare perché si limita (limitano) a DIRE.
        E il solo DIRE, da sempre, lascia le cose come stanno.
        La FSSPX, per esempio, sta per FARE qualcosa che la lobby non gradisce.
        Chiaro?

        1. Don Pietr Paolo

          Caro Nippo,

          quindi, tradotto:
          finché un cardinale resta cattolico e in comunione col Papa “non fa abbastanza”.
          Diventa credibile solo se rompe, sfida o si ribella.

          Grazie almeno per la chiarezza:
          ormai è evidente che il suo problema non è Müller, il Sinodo o qualche presunta lobby.

          È la Chiesa cattolica stessa quando continua a restare Chiesa invece di trasformarsi nella sua personale opposizione antiromana.

          E allora una domanda nasce spontanea:
          da quale spirito, sinceramente, è ispirata questa continua spinta alla contrapposizione, alla delegittimazione e alla ribellione contro la comunione ecclesiale?
          Perché evangelico, francamente, sembra sempre meno.

          1. Don Pietro Paolo

            Caro Nippo,

            la solita “lobby woke”, la “falsa chiesa”, i traditori, gli infiltrati…

            Ma visto che parla con tanta sicurezza, abbia almeno il coraggio di essere preciso:
            chi sarebbero concretamente questi membri della presunta lobby?
            Nomi, ruoli, responsabilità, prove.

            Perché altrimenti resta il solito schema:
            grandi accuse, parole apocalittiche e sospetti nebulosi utilissimi ad alimentare indignazione permanente, ma troppo vaghi per essere davvero credibili.
            E mi permetta:
            uno che dichiara serenamente di “tenersi a debita distanza dai preti”, mentre passa il tempo a pontificare sulla “vera Chiesa”, offre lui stesso la prova più evidente di quanto poco cattolico sia ormai il suo modo di pensare.

            Perché il cattolicesimo nasce attorno alla Chiesa, ai sacramenti e al ministero apostolico.
            Non contro di essi.

          1. Come? Guardi che anticattolico è anche lei che continua a stare alle dipendenze della lobby woke.

    2. Caro Nippo , la imploro !
      Mi dica che dovrebbe FARE E SMETTERE DI DIRE
      il card Muller . Per favore, lo spieghi !!’

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