Marco Tosatti
Carissimi, nel silenzio e nell’indifferenza dei media a Gaza Israele continua a uccidere uomini, donne e bambini. Durante quella che viene definita “tregua”. Buona visione e condivisione.
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C’è questo post di Insideover. Per vedere il video cliccate sul collegamento. E anche a questo collegamento. Che ha una fonte diversa.

Nell’indifferenza dei media italiani e, salvo rarissime eccezioni, in quella dei media internazionali, l’esercito israeliano continua a violare il “cessate il fuoco” a Gaza.
Nella notte tra l’8 e il 9 maggio, aerei da guerra israeliani hanno bombardato un’abitazione nel campo profughi di Shati, a ovest di Gaza City.
Almeno 9 persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite.
Testimoni hanno riferito che un drone di sorveglianza israeliano ha inizialmente lanciato un missile contro la casa ma questo non è esploso. Un aereo da caccia è poi tornato e ha bombardato l’abitazione, distruggendola, provocando incendi e danneggiando le case vicine.
Gli abitanti del campo profughi di Shati hanno immediatamente lasciato le loro case dopo che l’esercito israeliano ha diramato un avviso di evacuazione per un intero isolato residenziale prima che venisse preso di mira.
Come sottolinea il poeta palestinese, vincitore del premio Pulitzer, @mosab_abutoha decine di famiglie sono rimaste senza casa dopo l’attacco.
La Protezione Civile ha palestinese esortato “la comunità internazionale, le istituzioni per i diritti umani e i mediatori a intervenire con urgenza per proteggere i civili di Gaza e fermare gli attacchi contro i quartieri residenziali e le infrastrutture civili”.
Dall’inizio della tregua a ottobre 2025, Israele ha ucciso 1000 palestinesi a Gaza con continue violazioni del cessate il fuoco.
Come sottolinea la politologa @assalrad_, autrice del libro “Don’t Say Palestine: How the Media Manufactured Consent for Genocide”: “La mancanza di notizie su Gaza non è dovuta alla fine del genocidio, bensì al fatto che Israele ha massacrato i giornalisti e i media occidentali fingono che ci sia un cessate il fuoco”.
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3 commenti su “G@z@, nel Silenzio dei Media Occidentali I$r@ele Continua la Strage di Civili. Bombe nella Notte.”
Il persi la fede in Congo nel vedere un bambino morire di malaria cerebrale per non avere avuti quelle poche lire di Nivachina. Dissi: Dio sei ingiusto e indifferente. Quindi sei Faldo. Non esisti. Poi i miei studi esoterici e le sperimentazioni esoteriche mi hanno dimostrato che esiste la legge del karma. Che quel bambino stava pagando per il suo karma negativo criminale. La Chiesa sta implodendo in se stessa perchè ha abbandonato la legge del karma, quella che dice “se semini vento raccogli tempesta”. Da secoli è immersa nel peccato. La santità di alcuni e il rispetto del “tecniche” che amministravano i Sacramenti e i Sacramentali l’hanno tenuta in vita. Adesso Lucifero e “satana” Arimane hanno infiltrato la chiesa fin ai massimi vertici, e la santità di alcuni e quel clero che rispetta i dogmi e i sacramenti e i sacramentali per come erano amministrati si è ridotto di molto. Per cui, senza più quelle barriere ai demoni, ormai la chiesa sta perdendo perfino la difesa di Dio. Sarà magri l’Islam a prendere il posto della religione cattolica o ortodossa a tenere alto il nome di Dio nella società futura. Non sono un eretico. Ma di sicuro il SANGUE DI CRISTO è stato versato solo PER MOLTI e non per TUTTI, come viene detto oggi nella Consacrazione. Per cui, siamo all’eresia. E la Chiesa eretica muore. Speriamo nel Santo Padre e nella Gerarchia fedele.
Nell’insalata mista anche i rapanelli trovano posto e fanno la loro onesta figura.
La Chiesa, la Sposa di Cristo, è Immacolata. Lo è sempre, a dispetto dei peccatori che ne sono parte.
Come è possibile? Perchè la Chiesa è sacramento, un segno della grazia che è mistero di Cristo.
La Chiesa è la compagnia dei chiamati, quindi è il sì misericordioso di Dio all’umanità, un sì creativo e redentivo.
La Chiesa è intuibile in quel sì di Dio, il sì della grazia, come impronta di Dio che non si limita a rivelarsi, ma si incarna nell’umanità.
La compiacenza assoluta del Padre per l’Unigenito diventa costitutiva dell’azione dispensatrice dei sacramenti di Cristo.
La Chiesa è il proseguimento della benevolenza che lega il Padre e il Figlio nello Spirito Santo.
L’umanità che è la Chiesa chiama tutti gli uomini, che sono peccatori e perduti, a potersi salvare lì e soltanto lì.
La Chiesa Sposa è il luogo dell’unione con Cristo: perciò pura da ogni peccato, redenta da colui che il peccato lo porta su di sé per tutti.
La Chiesa è immacolata perchè Sposa di Cristo e in Lui opera di Dio, generata dallo Spirito di Dio… la carità, la croce…
Tramite la Chiesa, nei sacramenti, l’umanità riceve la vita redenta, il Cristo redentore: la comunione con il Padre, la remissione dei peccati.
Tramite la Chiesa si è figli adottivi. Nella Chiesa abbiamo la comunione della preghiera e la comunione dei santi, nella vita eterna.
Noi non possiamo non contemplare la Chiesa, amandola, malgrado la sporcizia che la infesta, malgrado il tradimento di noi singoli.
Non possiamo non ammirare nella Chiesa il dispiegarsi storico della volontà di Dio, tra la pienezza dei tempi (2000 anni fa) e la parusia.
E’ un mistero grande che non è anonimo, teorico o ideale, ma si personalizza nella realtà della sponsalità.
Soltanto da Cristo, che dà la sua vita per lei in croce, può venire una Sposa Immacolata.
La Chiesa è frutto di quel sacrificio di sangue, che ripresenta nell’Eucaristia e che rimette i peccati nel confessionale.
La Chiesa è Immacolata per il sangue di Cristo che redime l’umanità che diventa Chiesa.
Come diventare o essere Chiesa? Nella gioia in Cielo per il peccatore convertito, traducendo in noi la grazia di Dio.
La Chiesa che chiamiamo santa è certamente popolata di peccatori, ma non per questo si può parlare di Chiesa peccatrice.
Il problema è che chi è chiamato non è ancora diventato santo, ma nella Chiesa può santificarsi, cristificarsi e divinizzarsi.
La Chiesa non è prodotta dagli uomini, non la generano nè la natura, nè la storia.
Essendo opera della Trinità la sua “riforma” non passa dai nostri diuturni blabla, nè dalla paura che possa decadere e dissolversi.
La promessa della sua indefettibilità è di fede (virtù teologale), cioè di Dio.
La Chiesa è già animata da Cristo, è istantaneamente nell’eternità di Dio, il suo eterno presente.
A doversi riformare è il singolo credente, che non è ancora santo, che non sa che cosa farsene delle beatitudini e dei doni divini.
Nella Chiesa non c’è una santità anonima: ci sono i santi con nome e cognome. Pochi o tanti, quelli sono.
Nella Chiesa non c’è una santità oggettiva, ma la santità dei santi, con i loro passaggi (ad esempio Sant’Agostino o San Paolo).
La santità della Chiesa esiste se saremo tutti un po’ più santi, a immagine e somiglianza del Cristo, nella pienezza di grazia di Maria.
Ogni nostro peccato ferisce la Chiesa.
Non riusciremo a offuscarne tutta la santità dei santi, ma toglieremo bellezza al pezzetto di Chiesa che siamo.
Se la mia vita è poco bella agli occhi di Dio e dei fratelli, sarà meno bella l’apparenza per chi pensa che la Chiesa si identifichi in me.
Allora la Chiesa è santa in Cristo, attraverso la Beata Vergine e i santi di ogni tempo: sta a noi mettere i piedi nel solco di quella traccia.
La santità è comunione, il peccato la impedisce. La Chiesa Sposa non è un’insalata, nè un minestrone, nè una minestra riscaldata.
Nella vita umana c’è un segnale sicuro di umanità: la commozione. Vedere certe cose -brutte o belle- ci muove e ci smuove.
Nel muoverci insieme a sconosciuti o conosciuti coinvolti in quel fatto può esserci anche un patire insieme, compatendo.
La compassione è l’esito della pietas, nel senso classico del termine e non del “fare pietà” al modo dispregiativo di oggi.
La pietas, la pietà, è uno dei doni dello Spirito Santo. Ha a che vedere con la carità, che viene dalla charis, la grazia, il fascino: è attraente.
Quello che attrae ci muove e ci smuove, ma poi ci appassiona, ci fa compassionevoli.
Questo vale per tutti e in primis per Gesù in croce e per sua madre. Quello che è dell’uno, attrae, tira dentro anche l’altro:
“O passionis mutuae, alterna cordis vulnera, in matris proles condolet, in prole mater deficit” (è un’antifona ambrosiana).
Tradotto a spanne: vicendevole passione, alterne ferite del cuore, nella madre prova dolore il figlio, nel figlio viene meno la madre.
Non è il dogma della corredenzione, ma esprime la commozione e la compassione con cui lo Spirito Santo consola i dolori di Madre e Figlio.
Allora, senza Spirito Santo viene meno la compassione e viene meno l’umanità.
Ci si dà ragione nel fare certe cose, lucidamente… ci si abitua a guardarle facendo spallucce, freddamente.
Hai voglia a farne un diritto di non credere a Cristo: il guaio è di non credere più alla creatura umana… Ti sei arreso ad essere disumano.
O forse anche peggio: ti ritieni un umano, mentre l’altro è solo una bestiola, quindi la tua umanità è destinata solo ad altri umani come te.
E’ così nel freddo calcolo, la ratio che ti dice nel giusto, un legalismo che ti non pone alcuno scrupolo se tratti male un altro essere umano.
Chi può consolare questo disastro che non sa nemmeno commuoversi?
E non solo in un teatro di guerra, perchè vale anche per cinquanta milioni di aborti l’anno, nel mondo, uccisi nel grembo materno.
Chi ha detto un bene queste cose è stato lodato dalle gerarchie cattoliche: una grande italiana (Bonino), lo spirito di Marco (Pannella).
Si può sbandierare il proprio pacifismo ed avere dentro l’incapacità di commuoversi davanti a una strage.
Si può parlare di diritti e di ambiente ed essere al soldo di chi calpesta i più deboli e prende soldi dai peggiori inquinatori di anime.
La croce è inscritta nella realtà: l’Agnello (che è Dio) è immolato fin dalla fondazione del mondo (Ap 13,7).
Perchè l’ha fatto, stabilito dal principio nell’essere alfa e omega, per incarnarsi e finire in croce? Forse per risolvere i problemi della storia?
No: per portare (sopportare), reggere, tenere su, il peso di tutti i peccati del mondo. Il solo problema è il peccato, perchè separa da Dio.
La verità rende liberi: questo è attraente. La grazia attrae chi si commuove.
Diventiamo umani diventando credenti “secondo l’intero”, kata holos. Ekklesia kata holos.
E se ci sputano? Prendiamo anche gli sputi di chi è schiavo del peccato, perchè quel disprezzo possa convertirsi alla Verità che rende liberi.