Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente. Buona lettura e condivisione.
§§§
C’è questo post su Instagram. D’ora in poi, quando sentirete nei talk show i soliti personaggi che trovano giustificazioni per il genocidio e le violazioni del diritto internazionale e nefandezze simili, potete chiedervi perché lo facciano…

Israele si sta preparando a spendere quasi un tre quarti di un miliardo di dollari per il suo apparato di propaganda, come segno di crescente preoccupazione a Tel Aviv per il suo crollo nella posizione globale a seguito del genocidio a Gaza e per l’espansione delle guerre in tutta la regione.
Secondo The Jerusalem Post, il budget della diplomazia pubblica di Israele, conosciuto in ebraico come hasbara, è aumentato a 730 milioni di dollari, più di quattro volte i 150 milioni di dollari assegnati l’anno scorso. Quel precedente somma era riferito a circa 20 volte più dell’importo di Israele per gli sforzi precedenti.
L’aumento vasto è stato incluso nel budget nazionale approvato a marzo e sarà diretto attraverso la direzione nazionale della diplomazia pubblica, che supervisiona gli sforzi per plasmare l’opinione pubblica straniera.
L’aumento di spese per la propaganda è dovuto al fatto che Israele viene sempre più visto dai critici e dalle organizzazioni per i diritti umani come uno stato paria.
L’aumento del bilancio sembra riflettere i timori di Israele che la sua capacità di contare sulla copertura politica occidentale possa stare venendo meno. Ciò è particolarmente vero negli Stati Uniti, il principale alleato e fornitore di armi di Israele, dove il sostegno dell’opinione pubblica ha subito un forte calo.
Questo cambiamento interessa fasce significative della società statunitense. Secondo un sondaggio Pew, l’80% dei democratici e degli indipendenti vicini al Partito Democratico nutre ora un’opinione sfavorevole nei confronti di Israele, mentre anche il 57% dei repubblicani sotto i 50 anni ne ha un’opinione negativa.
***
Poi c’è questo articolo di Insideover. Cliccate per il video:

Il 7 maggio, in meno di 24 ore, le forze armate israeliane hanno ucciso almeno 11 civili nel sud del Libano, colpendo città, quartieri residenziali e squadre di protezione civile in una nuova ondata di bombardamenti e incursioni che ha investito l’area nonostante un accordo di cessate il fuoco vigente, mai rispettato da Israele.
Decine di persone sono rimaste ferite mentre raid aerei, droni e colpi di artiglieria hanno devastato interi centri abitati tra Tiro, Nabatieh e Marjayoun.
A Toul, nel distretto di Nabatieh, due soccorritori sono rimasti feriti dopo che un raid ha colpito una squadra della protezione civile danneggiando un’ambulanza.
L’IDF ha bombardato anche numerose località del sud del Libano, tra cui Habboush, Deir al-Zahrani, Kfour, Deir Kifa e Hannawiyah, attraverso raid aerei, droni e artiglieria pesante.
“Sto tornando dal mio villaggio dove tre attacchi di droni israeliani hanno preso di mira la località dove ci stavamo radunando con altri giornalisti e intervistando alcuni lavoratori della protezione civile. Non lasceremo mai le nostre città d’origine ai sionisti”, ha raccontato il giornalista libanese @Hadi Hoteit su X.
Un’altra testimonianza arriva dalla giornalista @CourtneyBonneau, operativa in Libano, che in un video pubblicato su Instagram ha denunciato: “Hanno emesso un ordine di sfollamento per il villaggio in cui vivo in Libano. Lo sfollamento forzato è un crimine di guerra”.
Nella tarda serata di mercoledì 6 maggio e in pieno “cessate il fuoco”, Israele ha bombardato Beirut, la capitale libanese, per la prima volta dopo settimane. L’attacco è avvenuto in una zona residenziale densamente popolata nella periferia sud di Beirut
Dal cessate il fuoco oltre 390 persone sono state uccise negli attacchi israeliani in Libano e più di 1,2 milioni di persone sono state costrette a sfollare, mentre continuano a essere emessi ordini di evacuazione in numerose aree del Paese.
Segui InsideOver e attiva le notifiche per essere aggiornato sulle violazioni di Israele in Libano, Gaza e Territori Occupati.
***
E poi c’è questo commento di Marco Travaglio, pubblicato da Infosannio, su come la Spagna difenda e onori Francesca Albanese, che il governo della destra cialtrona e finto-sovranista dei servi di UE, USA e Israele ha ignorato, quando – vedi Tajani…- non l’ha attaccata in base a una bufala filo-sionista. C’è veramente da vergognarsi di essere retti da gente di questa risma.
Di Marco Travaglio) – Se fosse uno scherzo, sarebbe di pessimo gusto. Ma è tutto vero. Il governo italiano e la Commissione europea fanno a gara a risparmiare qualsiasi sanzione al governo sterminatore d’Israele, mentre sanzionano la Russia e ne perseguitano gli artisti alla Biennale di Venezia.
Intanto il governo spagnolo porta in trionfo Francesca Albanese, cittadina italiana e relatrice Onu sui territori palestinesi occupati, e chiede all’Ue di proteggere legalmente con lo “Statuto di blocco” sia lei sia i giudici della Corte penale internazionale sanzionati dagli Usa per aver fatto il proprio lavoro: la Albanese per aver stilato rapporti per l’Onu sulle condizioni terrificanti dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania; i giudici della Cpi per aver spiccato mandati di cattura per Netanyahu e i suoi complici (l’avevano fatto per molto meno anche per Putin&C., ma quello andava bene a tutti). “La Spagna – ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez, anticipando la lettera scritta alla Von der Leyen – non sta zitta né distoglie lo sguardo: è un’ora decisiva per il diritto internazionale. Sono state imposte mesi fa sanzioni ai giudici della Cpi e alla relatrice per la Palestina per aver fatto il proprio dovere: hanno difeso il diritto internazionale contro il genocidio a Gaza e la loro vita è diventata un calvario”.
Ma “se l’Ue attivasse subito lo Statuto di blocco, le sanzioni sarebbero neutralizzate.
Madrid è al lavoro per ottenere l’appoggio di altri Stati in vista del Consiglio europeo del 18 giugno. L’Ue non può restare con le braccia conserte di fronte a questa persecuzione”.
Invece la commissione Ursula – che gode dell’appoggio del governo Meloni e pure del Pd – non muove un dito neppure dinanzi all’appello del leader di uno dei suoi Stati membri. Del resto la maggioranza dei Ventisette, Italia e Germania in testa, s’è appena opposta financo a sospendere l’Accordo di Associazione Ue-Israele. E sia la Commissione Ue sia il governo italiano non dicono né fanno nulla di concreto contro il sequestro degli attivisti della Flotilla, illegalmente detenuti a Askhelon dopo essere stati rapiti dai pirati di Netanyahu in acque europee su una barca italiana, cioè sul nostro territorio sovrano. Anche quell’abominio lo denuncia solo Sánchez. Ora le chiacchiere stanno a zero. Anziché protestare contro il governo e recitare la solita filastrocca “riferisca in Parlamento”, il Pd ha una sola cosa da fare: passare all’opposizione della Commissione Ursula e chiedere al Pse di fare altrettanto. E magari, se gli reggono le gambe, appellarsi a Mattarella perché dica una parola contro le sanzioni Usa all’italiana Albanese e il rapimento degli attivisti su una nave italiana. Sempreché non sia troppo impegnato con la grazia alla Minetti.
§§§
Aiutate Stilum Curiae
IBAN: IT79N0200805319000400690898
BIC/SWIFT: UNCRITM1E35
***
Stilum Curiae lo trovate anche qui:
https://www.instagram.com/sanpietrotos/
https://www.facebook.com/marco.tosatti/
https://www.facebook.com/profile.php?id=100063593462822
www.linkedin.com/in/marco-tosatti-77b42a21
https://x.com/MarcoTosatti
***

