Marco Tosatti
Carissimi StilumCuriali, la nostra Benedetta De Vito dopo aver preso nota dei suggerimenti e del consigli che le avete dato, a commento del suo articolo sull’inganno che si cela dietro alcune parole, offre alla vostra attenzione questa seconda puntata rivelatrice di nuovi inganni e perfidie, in quelli che Benedetta definisce genialmente “vocabolacci”…Buona lettura e condivisione.
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Dopo aver preso buona nota delle “parolacce” – sì una più vera dell’altra – suggerite dai cari amici di Stilum Curiae (e che qui sotto commenterò, adiuvata dal mio dizionario di diavoliano, appena aggiornato dall’Accademia angelica. Poiché nei bidoni della spazzatura i coperchi s’aprono e si chiudono nel via vai quotidiano e i vocabolacci che ho gettato via sono riusciti, purtroppo, a evadere e ancora inquinano e infettano su tutti i canali vivi e “virtuali” (altra parolaccia) ho deciso di comperare un retino per farfalle, di prenderle prigioniere e di tenerle in certe gabbiette a maglie strette che mi sono fatta regalare da una conoscente che aveva i canarini e ora non più. Ora presto la caccia è aperta e siete tutti invitati ad aiutarmi!
Sì, certo gran parolaccia è “sinodalità”, carissima nonna. Studiandola filologicamente sul dizionario di diavoliano ne ho scoperto l’orrenda radice serpentina. Nel capo ha il “sì-no” che confonde e crea caos perché tutto diventa così relativo, oscuro, infernale, satanico. Non più sì, no, ma sì-no. Nella coda, poi, c’è un ritmo di ballo “ta-ta-ta” che fa il paio con la canzonetta pop (“Dancing queen” degli abba) che ha accompagnato il Papa nei suoi giri in papamobile a Piazza San Pietro.
Perché? Era davvero fuori luogo! Come se il Pontefice fosse una “dancing queen”, per non dire che subito viene alla mente un’altra “queen” più inquietante ancora, cioè la Drag-queen, ovvero il travestito da donna che nella nostra povera Italia è chiamato a insegnare ai bambini.
Mentre scrivo un ricordo doloroso. Ho fatto una bella lezione su Carlo Collodi (e molto altro ancora) in una scuola media romana e i ragazzi, spontaneamente, alla fine delle mie due ore, hanno applaudito, chiedendomi di tornare. La professoressa si è impegnata a richiamarmi, ma non lo ha mai fatto.
Commento di chi mi ama: “Certo, chissà che cosa hai detto…”. Già, chissà. Sospiro nel Signore.
Avanti. Anche “sostenibilità” è una parolaccia, sissignore. Una delle tante maschere verdi (grim, cioè tristi) del mondo al contrario che non respira più nella vera vita, ma nei veli malefici di Satana che stringe cinture, bretelle e chiusure lampo per non farci vedere l’adorabile manto di Maria che si stende, azzurro, sereno, netto, dolcissimo sulla Vera Vita. Arriviamo a “diritti” che in sé non è una parolaccia, ma che lo diventa perché utilizzato senza il bilanciamento sacrosanto e necessario, ovvero i “doveri”. Fin dall’antica Roma – e i romani più che filosofi erano gran giuristi… – le due parole si tenevano per mano.
Oh ecco, prima di concludere la seconda puntata, una parolina stucchevole: “selfie”. Che in realtà, in diavoliano, suona con una “ish” finale. Perché quel piccolo clic, apparentemente innocuo, nasconde in realtà il feroce narcisismo di cui si blatera in televisione. L’io si riproduce, orgoglioso, burbante, superbo, in centomila sguardi, smorfie, linguacce, occhiate.
E ammicca al mondo fortificandosi, sentendosi forte, invulnerabile, per nulla bisognoso di Dio.
Un selfie per non convertirsi all’Amore, all’Onnipotente, alla Sua meravigliosa Volontà.
Via tutte dentro, in galera!
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2 commenti su “I “Vocabolacci” di Benedetta De Vito. La Trappola Velenosa Nascosta in Alcune Belle Parole…”
Magari in galera, cara Benedetta e semmai in una galera eterna, ché siamo stufi, insomma, d’ esser portati per il naso. Via, via, nel sacco nero l’ ecologia integrale, i luoghi teologici, i cortili ravasiani, la madre terra, i “presidenti” delle liturgie eucaristiche, la “misericordia” a prezzi scontati e le “sorelle” entrate nel confiteor di soppiato. E piu ci penso al suo dizionario, cara Benedetta, più lo immagino corposo e affollato di mille pagine roventi in continuo aggiornamento.
Ma basta ormai, ché schiarisce la notte e si fa giorno. È la luce del buon Dio che tutto vede e a tutto provvede.
“”Accoglienza””, “”Dialogo”” , “”Tolleranza”” , “”Inclusione”” , e molte altre : NON “… possono essere, eventualmente, a volte, ” BENSI’ SONO parole del tutto nobili …. MA mirate ad ottenere, nel tempo, senza fretta, un effetto assolutamente devastante ed irreversibile, per il Cristianesimo in Occidente (già in declino causa soprattutto l’egoismo edonista….)