Benjamin Netanyahu & la strategia del finanziamento a Hamas via Qatar. Il coinvolgimento nel 7 Ottobre.
Nel marzo 2019, durante una riunione della fazione Likud alla Knesset, Netanyahu ha difeso esplicitamente la politica di permettere il trasferimento di fondi dal Qatar a Gaza (controllata da Hamas). Ecco la citazione diretta e contestualizzata:
> “Chiunque voglia ostacolare la creazione di uno Stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di Hamas e il trasferimento di denaro a Hamas. Questa è parte della nostra strategia: isolare i palestinesi di Gaza da quelli della Cisgiordania.”
Fonte:
https://www.jpost.com/arab-israeli-conflict/netanyahu-money-to-hamas-part-of-strategy-to-keep-palestinians-divided-583082 (Jerusalem Post, 12 marzo 2019)
Il messaggio chiaro era: mantenere Hamas al potere a Gaza serve a dividere i palestinesi e impedire uno Stato palestinese unito, aprendo la strada a una maggiore espansione israeliana (la cosiddetta “Greater Israel”, con annessione de facto o formale di territori).
### Il dettaglio dei 30 milioni di dollari al mese via Qatar
Dal 2018 (e fino al 2023) il Qatar ha inviato circa 30 milioni di dollari al mese a Gaza, con l’approvazione esplicita e la coordinazione del governo Netanyahu. Il denaro arrivava in valigette di contanti attraverso i valichi controllati da Israele (meccanismo iniziato nel 2018 dopo accordi mediati da Egitto e ONU).
– 10 milioni per il carburante (acquistato da Israele per la centrale elettrica di Gaza).
– 10 milioni per gli stipendi dei dipendenti pubblici (molti legati a Hamas).
– 10 milioni come sussidi familiari (100 dollari a circa 100.000 famiglie).
In una lettera segreta del 2018 Netanyahu chiese personalmente al Qatar di continuare e aumentare questi pagamenti per “preservare la stabilità regionale ed evitare un collasso umanitario”. Totale stimato: oltre 1 miliardo di dollari in sei anni. Israele non solo permise il passaggio, ma inviò il capo del Mossad e generali a Doha per “pregare” il Qatar di continuare quando i fondi rischiavano di fermarsi.
Fonti e link
https://www.nytimes.com/2023/12/10/world/middleeast/israel-qatar-money-prop-up-hamas.html (New York Times)
https://www.ynetnews.com/article/bk8mgcefr (Ynet, lettera del 2018)
https://www.timesofisrael.com/for-years-netanyahu-propped-up-hamas-now-its-blown-up-in-our-faces/ (Times of Israel)
### La strategia generale di Netanyahu: provocazioni continue e creazione di “fatti sul terreno” violenti
Secondo critici israeliani (ex ministri come Avigdor Lieberman e Naftali Bennett, ex capi dello Shin Bet e analisti) la politica di Netanyahu è stata deliberata:
– Mantenere Hamas forte ma controllabile a Gaza per dividere i palestinesi (Hamas vs Autorità Palestinese).
– Evitare qualsiasi avanzamento verso uno Stato palestinese (che Netanyahu ha sempre definito una minaccia esistenziale).
– Creare le condizioni per l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania e, a lungo termine, per una “Greater Israel” (controllo su Gaza, Cisgiordania, e parti di altri territori storici).
Questa strategia implicava tollerare (o indirettamente incoraggiare) un livello di tensione costante: Hamas restava al potere, riceveva soldi per pagare stipendi e mantenere una parvenza di “quiete”, ma non doveva mai davvero smantellato. I critici parlano di “buying quiet” (comprare calma) con i soldi del Qatar mentre si proseguiva con l’espansione territoriale. Dopo il 7 ottobre 2023 molti in Israele hanno accusato questa linea di aver rafforzato Hamas militarmente, trasformando un gruppo in un’organizzazione quasi-statale capace di attaccare su larga scala.
Netanyahu ha sempre negato di aver voluto rafforzare Hamas a fini militari: dice che i fondi erano solo “umanitari”!
Tuttavia, le sue stesse parole del 2019 (“chi vuole impedire uno Stato palestinese deve sostenere il trasferimento di denaro a Hamas”) sono state usate come prova della logica politica sottostante.
In sintesi: la “provocazione costante” non era aperta guerra quotidiana, ma un equilibrio calcolato in cui Hamas veniva tenuto in vita finanziariamente per dividere i palestinesi e giustificare (agli occhi dell’opinione pubblica israeliana) la necessità di mantenere il controllo militare e l’espansione territoriale verso una Greater Israel. Questa politica è stata definita da avversari interni come “l’asset Hamas” (Hamas come risorsa strategica).
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L’attacco del 7 ottobre 2023.
Le accuse contro Netanyahu (da parte di molti: opposizione israeliana, ex capi dello Shin Bet, famiglie delle vittime e media come Haaretz e +972 Magazine) si concentrano su una politica deliberata di lungo termine: permettere e incoraggiare i fondi qatarioti a Gaza (circa 30 milioni di dollari al mese dal 2018 al 2023, per un totale superiore a 1 miliardo di dollari) per “comprare calma” (“buying quiet”), dividere i palestinesi (Hamas a Gaza vs Autorità Palestinese in Cisgiordania) e bloccare qualsiasi prospettiva di Stato palestinese. Questa strategia è stata definita dai critici come un fattore che ha permesso a Hamas di rafforzarsi militarmente e preparare l’attacco.
Ecco i testi integrali o i passaggi chiave degli articoli più rilevanti e aggiornati (fonti mainstream israeliane e internazionali).
### 1. Articolo completo dal New York Times (10 dicembre 2023) – “How Israel Secretly Propped Up Hamas”
Link:
https://www.nytimes.com/2023/12/10/world/middleeast/israel-qatar-money-prop-up-hamas.html
Testo integrale dei passaggi principali:
“Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha scommesso che un Hamas forte (ma non troppo forte) avrebbe mantenuto la pace e ridotto la pressione per uno Stato palestinese.
Pochi giorni prima dell’attacco del 7 ottobre, il capo del Mossad David Barnea è arrivato a Doha per incontrare funzionari qatarioti. Netanyahu non solo ha tollerato quei pagamenti, ma li ha incoraggiati. Durante gli incontri di settembre, secondo fonti informate, Barnea è stato chiesto se Israele voleva che i pagamenti continuassero. Il governo Netanyahu aveva deciso di proseguire la politica… quindi Barnea ha risposto sì.
I critici di Netanyahu definiscono questa politica ‘buying quiet’. Dopo l’attacco del 7 ottobre, la politica è oggetto di una feroce rivalutazione.
L’articolo documenta come Netanyahu abbia autorizzato valigette di contanti dal Qatar per stipendi, carburante e aiuti umanitari, con l’obiettivo esplicito di dividere i palestinesi.
### 2. Report Haaretz (2 gennaio 2026) – “Israel asked Qatar to increase funds for Hamas in Gaza a month before Oct. 7”
Link:
https://www.haaretz.com/israel-news/2026-01-02/ty-article/report-israel-asked-qatar-to-increase-funds-for-hamas-in-gaza-a-month-before-oct-7/0000019b-7db7-dd73-abff-7fff6f510000
Testo integrale dei passaggi chiave:
“Circa un mese prima dell’attacco del 7 ottobre, Israele ha chiesto al Qatar di aumentare i fondi destinati a Hamas a Gaza.
L’indagine dello Shin Bet (pubblicata a marzo 2025) ha concluso che i fondi qatarioti hanno aiutato Hamas a rafforzare il suo braccio militare. ‘Hamas ha sfruttato quegli anni per costruire la sua forza militare, in larga misura grazie al sostegno strategico dell’Iran e all’uso dei fondi provenienti dall’Iran e dal Qatar’, afferma il rapporto.
### 3. Shin Bet probe e aggiornamenti 2025-2026 (Haaretz e Times of Israel)
Link:
– Shin Bet probe su Qatari cash (Haaretz, 4 marzo 2025): https://www.haaretz.com/israel-news/2025-03-04/ty-article/.premium/qatari-cash-to-hamas-key-to-oct-7-attack-preparation-shin-bet-probe-finds/00000195-61fa-d73d-a5f7-e7ff04c40000
– Netanyahu answers to State Comptroller (Times of Israel, 6 febbraio 2026): https://www.timesofisrael.com/placing-blame-elsewhere-netanyahu-shares-his-answers-to-state-comptrollers-oct-7-investigation/
Riassunto aggiornato al maggio 2026 (da fonti israeliane):
L’indagine interna dello Shin Bet (conclusa nel 2025) ha identificato la politica di “buying quiet” con i fondi qatarioti come uno dei fattori chiave che hanno permesso, e quindi spinto, Hamas a prepararsi all’attacco.
2 commenti su “Netanyahu, il Finanziamento a Ha*mas via Qatar. Il Coinvolgimento nel 7 Ottobre. Umberto Pascali.”
Creare e finanziare il ” problema ”, portarlo a ” maturazione ” per poi usarlo quale paravento per raggiungere i propri scopi : il grande israele.
ERA ORA: pian piano viene fuori la verità.
Un carissimo amico, oggi purtroppo defunto, Tullio Moneta, già maggiore dei 5 Commando mercenario anglosassone in Congo che combatté per due anni i Simba foraggiati dai Paesi comunisti e dalla Cina comunista, presente pure Che Guevara. Poi comandante in seconda insieme al col. Mike Hoare nel fallito golpe alle Seychelles. Poi nell'”intelligence” occidentale anticomunista, e con la copertura di “attore”. Tullio mi magnificava l’organizzazione ad altissimo livello tecnico del Mossad, a cui nulla sfuggiva… Ma quando ci fu attacco e l’invasione, con uccisioni e rapimenti da parte di Hamas, oltre la barriera che Israele aveva costruito, mi è crollato un mito… Ma subito dopo ho capito che l’atto terroristico era avvenuto in pieno accordo con le forze israeliane, arrivate sul posto con un ritardo “incomprensibile” di ore. Tutto per poi fare intervenire Israele su Gaza, per gli obiettivi programmati.
Già che ci sono, vorrei ricordare quella perfetta definizione della legge del karma di Cristo Gesù: “se semini vento raccogli tempesta”. E nessun “Dio” può annullare questa legge. Per cui i responsabili pagheranno. Di Israele, di Hamas, dell’Iran, e degli Stati Uniti, eccetera.In questa vita, O nelle prossime vite.
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